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venerdì 23 luglio 2010

Augh!


Caro Tiresia, ringraziandoti ancora per quanto riesci a descrivere in modo così accurato e fedele (corrisponde tutto per filo e per segno alla mia esperienza sia col fondatore che con i "maestri" che mi hanno iniziato, che riproducevano il loro "residenziale" esattamente nello stesso modo, con tanto di appunti alla mano, dato che lo organizzano sempre poche settimane dopo l'intensivo estivo, al quale partecipano praticamente sempre. Complessivamente io ho partecipato a 4 intensivi di questo tipo, e in tutti e quattro il nome è stato fatto cantare. Il significato psicologico di questo "esercizio" come quello di tutti gli altri, e di tutte le tecniche utilizzate, è la "disconnessione" dell'individuo dai propri schemi individuali, un metodo per creare un distacco dalla percezione solita di sé e delle proprie modalità espressive; inoltre serve a generare una forte attivazione emotiva in tutti coloro che hanno difficoltà a parlare in pubblico, figuratevi cantare e sentire 70 o 100 persone che cantano e mimano, accentuando pesantemente ogni dettaglio espressivo della persona che ha appena cantato, guidati dal maestro che è appunto "maestro" nell'arte di ridicolizzare e sottolineare difetti di postura, tremiti della voce, atteggiamenti non consoni al ruolo sessuale stereotipato propagandato da arkeon. Il canto deve essere associato ad un gesto o un movimento, che poi viene ripetuto dal gruppo intero, con l'esplicita indicazione di enfatizzare e amplificare ogni dettaglio. Provate a pensare cosa accade: io sono al quarantesimo o cinquantesimo posto nel cerchio, assisto a ciò che accade agli altri, ascolto le condivisioni (dopo ciascun canto e imitazione ridicolizzante, ognuno ha tempo per condividere come si sente, cosa si aspetta, su cosa vuole lavorare, ecc.) e per un tempo variabile, comunque di alcune ore, penso a come canterò e a come verrò imitato, a cosa mi verrà fatto notare come mio "processo" e a cosa dirò nella mia condivisione che sicuramente metterà in luce aspetti "perversi", "piccoli", "oscuri" o roba simile. In questo contesto ciò che interessa al conduttore non è l'espressione di sè o la creatività o la sublimazione artistica dei contenuti mentali o della struttura di personalità come potrebbe essere in un contesto di psicodramma o di terapia di gruppo, dove simili esercizi si chiamano "riscaldamento" e vengono effettuati in maniera molto più "leggera", senza cercare l'espressione emotiva catartica ad ogni costo, ma solo di instaurare un clima di leggera attivazione emotiva, di intimità e accoglienza per riconoscere il gruppo come luogo protetto in cui è lecito esprimere emozioni senza venire feriti. In arkeon questo non è mai vero: qualsiasi espressione emotiva è un "processo" e viene "processata", cioè sottoposta a giudizi molto pesanti da parte del maestro, seguito da cori di "augh"
di approvazione emessi dai fedelissimi che non vedono l'ora di partecipare al massacro del nuovo venuto, dato che loro stessi l'hanno subito più volte.
Ma sto divagando: qual'è il significato e lo scopo tecnico di tutto questo? E' semplice: mantenere la mente impegnata, creare una forte attivazione emotiva, polarizzare l'attenzione su elementi comunicativi e pratiche insolite, per generare VULNERABILITA' (spero che una parola maiuscola non violi il regolamento) e per permettere al maestro di iniziare (o continuare, per chi ha già partecipato altre volte) a installare nella mente dei presenti una programmazione ben precisa. Ciascuna condivisione è abbondantemente condita dagli interventi del conduttore, che commenta, approfitta per inserire nuovi concetti o ripetute spiegazioni della "teoria" arkeoniana, suggerisce comportamenti o "soluzioni" tipo trasgressioni creative, obblighi di mettere incinta in fretta la propria moglie/compagna, aneddoti che negli anni si sono arricchiti di dettagli spesso fantasiosi, ma di grande effetto condizionante. Successi strepitosi, clamorosi fallimenti, eventi soprannaturali (fulmini, rami che cadono, aquile che volano nel cielo di ostuni a dozzine, piccioni che cagano in testa al maestro che chiedeva a Dio "un segno" e così via. In questa sapiente alternanza di ironia, misticismo, animismo, magia, onniscienza derivante dallo stretto legame con Dio (il leader lo chiama "il capo" e parla di dio come di un suo superiore con cui è in ottimi rapporti), viene sottolineato più volte che questo lavoro è "guidato dallo spirito", che prima di cominciare bisogna "invocare lo spirito" perchè guidi il lavoro, che è "benedetto da Dio"... e da Phyllis Lei Furumoto, "grand Master" del lignaggio Reiki. Costei avrebbe detto al leader, in un momento di conversazione sulla natura del lavoro di arkeon, che la avrebbe "incuriosita", "I bless you", io ti benedico. Io ho avuto modo di parlare con maestri di altre nazioni d'Europa, iniziati da Phillys o da suoi allievi, ed essi mi hanno detto che non è possibile, secondo loro, che Furumoto abbia "benedetto" una simile miscellanea di tecniche di manipolazione e controllo mentale. Non posso assolutamente dire che ciò non sia accaduto, poichè io non c'ero a Perugia nel 99 quando Phyllis ha effettivamente tenuto una conferenza in Italia e molti esponenti del "sentiero sacro"hanno partecipato. Però ho vissuto personalmente questa esperienza: vivevo in Irlanda, tenevo seminari di reiki e avevo incontrato una vasta compagnia di persone che amavano reiki e lo praticavano in modo "ortodosso". Nel 2001, primo anno della diffusione di arkeon al posto di reiki, Phyllis ha visitato l'Irlanda tenendo conferenze e dibattiti pubblici. Sia il leader che i miei "maestri" mi hanno sconsigliato di partecipare, sostenendo che Phyllis è "lesbica" e si contorna di "femminile perverso", per cui andare ad ascoltarla equivaleva a volere assorbire una bordata di omosessualità latente e manifesta che mi avrebbe fatto molto male. Oggi, a distanza di anni, mi dispiace non avere conosciuto Phyllis, che ritengo una persona seria e dedicata, anche se l'approccio reiki è scientificamente criticabile e a mio parere non va accettato in maniera acritica. Credo, dopo anni di distacco dalle manipolazioni e dalle tecniche di condizionamento, che in realtà mi sia stato detto di non andare per due motivi quanto mai gretti e materialistici: i soldi che avrei speso per partecipare agli incontri di Phyllis non sarebbero finiti nelle casse dell'associazione "sentiero sacro", e la mia ottima padronanza dell'inglese unita alla mia nota sfacciataggine nell'avvicinare persone importanti, cercando verifiche e conferme di quanto si dice su di loro mi avrebbe permesso di sapere le reali opinioni di Phyllis su arkeon, sul leader e sul tipo di lavoro associato a reiki che non è assolutamente gradito ai "puristi" della Reiki Alliance, da cui il leader è uscito tempo fa.
A tale proposito vi consiglio di leggere quanto riportato sul sito
http://www.amoreiki.it/questo_non_e_reiki.htm
Non voglio in questa sede difendere reiki, dato che per me rappresenta comunque lo strumento principale di annebbiamento della lucidità e di fascinazione del potere cosmico che mi ha reso vulnerabile e manipolabile, cambiandomi in qualcosa che non ero e non sono. Credo però che per qualcuno sia possibile accostarsi a reiki in modo relativamente sano ed innocuo, e sono contento che qualcuno prenda le distanze da ciò che reiki non è e non è mai stato, dato che da sempre il leader di arkeon ha utilizzato le tecniche dei LGAT (Large Group Awareness Training). Questa frase mi è già stata contestata come diffamatoria; ebbene invito chi sa l'inglese (magari Emanuela, se hai tempo....) a leggere e magari tradurre quanto descritto nelle seguenti pagine internet:

http://www.culthelp.info/index.php?option=com_content&task=view&id=988&Itemid=12

http://www.culthelp.info/index.php?option=com_content&task=view&id=989&Itemid=12 (5 pagine)

http://www.culthelp.info/index.php?option=com_content&task=view&id=990&Itemid=12

(7 pagine)

http://www.culthelp.info/index.php?option=com_content&task=view&id=991&Itemid=12

(7 pagine)

http://www.culthelp.info/index.php?option=com_content&task=view&id=992&Itemid=12

(11 pagine)

http://www.culthelp.info/index.php?option=com_content&task=view&id=993&Itemid=12

(11 pagine)

http://www.culthelp.info/index.php?option=com_content&task=view&id=994&Itemid=12

(1 pagina)

nb le pagine indicate sono pagine internet, scaricando la versione pdf (cliccando sul tastino in alto a destra di ciascun articolo dove c'è scritto "pdf") si ottiene un numero di pagine assai minore. Io vorrei tradurlo - ma non ho il tempo!!! - perché tutti possano leggerlo e rilevare personalmente le sconcertanti analogie con il lavoro di arkeon: solo negando l'evidenza si può sostenere che non sia la matrice teorico-pratica e l'accozzaglia di tecniche che viene presentata come "ispirata da Dio" e "originale" mentre non si tratta di altro che di un corso per la realizzazione personale ed il successo concepito nei tardi anni 70... guarda caso... proprio a La Jolla University, San Diego, California, cioè dove il leader ha conseguito, guarda caso proprio in quegli anni, il titolo di studio privo di valore che continua ad essere presentato come "laurea", in aperto contrasto con quanto dichiarato pubblicamente dal presidente dell'Ordine degli Psicologi, che ha specificato l'impossibilità di ottenere l'equipollenza con un titolo del genere, assolutamente non riconosciuto e non riconoscibile. (si veda in questo sito del cesap l'articolo intitolato "attenzione ai pezzi di carta").

Se c'è qualche volenteroso che lo traduce io mi offro per aiutare via e-mail e rivedere insieme i pezzi meno chiari e scorrevoli, o infarciti di termini psicologico-tecnici. (dai Emanuela, dimmi che ce la puoi fare!!!)
Saluti a tutti
Carlo

venerdì 7 maggio 2010

Ho visto...

Secondo me bisogna fare una distinzione fra quelli che si allontanano temporaneamente dal gruppo senza per questo contrapporsi alle credenze e al maestro e quelli che escono dal gruppo con un atteggiamento critico nei confronti del lavoro e dell'opera dei maestri.
Nel primo caso non c'è problema a riprendere i seminari anche a distanza di anni, mentre nel secondo caso è difficile che uno riesca a rientrare anche se si cosparge il capo di cenere.
Tutto dipende comunque dalla relazione che si ha con il maestro e dal tipo di critica che gli si rivolge, nonchè da quanto si sia simpatici allo stesso.
Ho visto persone porsi in contrasto col maestro ma con la volontà di interpretare questo contrasto come una loro personale forma di processo, o comunque disponibili ad accettare la spiegazione (del maestro) che le loro critiche derivassero da una mala interpretazione di ciò che stava succedendo. Se queste persone erano simpatiche al maestro o potevano in qualche modo risultare ancora utili, egli usava tutto ciò che era in suo potere per far capitolare il ribelle: lunghe spiegazioni del suo processo, coinvolgimento del partner per ricondurlo sulla "retta via", pressioni di vario tipo, non ultima quella degli "amici" del gruppo.
Se, invece, la persona era già poco simpatica al maestro o stava diventando più dannosa che utile dimostrando poca disponibilità ad interpretare le sue critiche come il frutto di un suo processo personale, allora veniva allontanata senza pietà e rimorso alcuno. In questo caso, il fuoriuscito veniva tagliato fuori completamente dal gruppo, il maestro si rendeva irraggiungibile con un atteggiamento che di disponibilità non aveva più neanche un'ombra (sicuramente inequivocabile) e non perdeva occasione di criticare quella persona alle sue spalle con i membri del gruppo.
Ho visto una maestra venire buttata fuori da un seminario perchè aveva chiesto al maestro di fatturarle l'intero importo pagato per il master (20 milioni di allora) e non solo una piccola parte com'era in uso qualche anno fa. La maestra gli aveva detto: "Io fatturo tutto, perchè tu no? Per una questione di integrità, fatturami tutto anche tu." Davanti a questa domanda, il gruppo si era scandalizzato e alcuni l'avevano aggredita con odio perchè aveva osato ribellarsi al maestro. Il maestro, dal canto suo, le aveva detto che le avrebbe fatturato l'intero importo da lei pagato, ma che non si sognasse di rimettere mai più piede dentro a un seminario. Quando questa signora, che peraltro pare non si riuscisse a staccare del tutto dal maestro, si presentava ai seminari o alle varie riunioni dei maestri con la scusa di salutare nessuno la considerava, veniva trattata con estrema freddezza e addirittura fuggita dai membri del gruppo come appestata. Il maestro le propinava il suo sorrisetto sadico, la salutava e poi la invitava ad andare dicendo di lei le cose peggiori una volta che la signora aveva messo piede fuori dalla stanza.
Stessa sorte era toccata ad un'altra maestra che, davanti all'introduzione di quel bello strumento d'evoluzione personale che è la TC - trasgressione creativa - aveva osato domandare al maestro se quella nuova tecnica arkeoniana non celasse un suo desiderio inconscio di tradire la moglie... apriti cielo. La signora non è stata più vista ai seminari e di lei sono state dette varie cose: zitella perversa, una in processo irrecuperabile, che non voleva vedersi le sue cose ecc., in pratica, il solito.
Potrei portare altri esempi, soprattutto dell'opera di denigrazione fatta contro tutti i fuoriusciti che hanno osato sollevare critiche scomode prima di andarsene. A qualcuno hanno fatto arrivare decine e decine di denunce.... ma sono cose risapute, basta leggere qualche post su questo argomento in questo stesso forum. (cesap)
In arkeon non si torna se ci si osa contrapporre, neanche col capo coperto di cenere. Ma, che io sappia, chi ne esce davvero non è più intenzionato a rimetterci piede, per fortuna.
Questo è quello che io ho visto. Se ci sono persone che hanno visto altro, sarò ben lieto di leggere l'altra versione.

Tiresia

lunedì 19 aprile 2010

(11) Di cosa succede all’ Intensivo, altrimenti chiamato seminario residenziale “The Spirit of the Earth”

Quinto giorno di intensivo - continua -

Esercizio del fuoco sacro

Questo esercizio comincia verso il tardo pomeriggio. Ci si trova davanti al tempio e si fa il solito cerchio in piedi con il maestro che parla delle varie esperienze ed emozioni che i partecipanti hanno attraversato nei giorni precedenti, spiegando di nuovo l'origine di questi vissuti secondo le teorie arkeoniane, secondo il ben noto principio: "repetita juvant". Lo scopo è, come al solito, imprimere per bene le credenze del gruppo nelle menti dei partecipanti.
Non c'è una condivisione generale con il maestro che la conduce ma vengono fatti i soliti gruppetti che verranno condotti dagli assistenti. Durante i gruppetti, il maestro gira di qua e di là soffermandosi ad ascoltare le condivisioni di questo e quello, ma in genere interviene solo per sottolineare nuovamente le linee guida del pensiero arkeoniano ove ve ne sia necessità. In pratica, interviene per spiegare i motivi psicologici sottostanti ai vari processi ove i suoi assistenti non riescano a farlo da sè. Diciamo che opera una sorta di supervisione dell'operato degli assistenti.
I partecipanti sono stati invitati a portare con loro i vari oggetti che sono intenzionati a "lasciare andare" nel fuoco sacro al fine di "purificarli" dai processi che essi convogliano (ricordiamo la teoria reikiana dell'energia negativa che rimane attaccata alle cose e continua ad agire attraverso esse sulla psiche di chi le possiede, teoria che il gruppo ha fatta sua ed inserita nel caravanserraglio delle "verità arkeoniane"). Ai partecipanti era stato detto in precedenza di portare questi oggetti all'intensivo, durante i seminari di primo o secondo livello.
Prima di purificare gli oggetti attraverso il fuoco, i partecipanti devono condividere al loro gruppetto i motivi per cui li vogliono bruciare e ascoltare i feedback che arrivano loro dagli assistenti e dagli altri membri del gruppetto in cui sono.
Non sottolinerò mai abbastanza che nè gli assistenti nè (se non in rarissimi casi e del tutto casualmente) i partecipanti al gruppetto sono psicologi o psicoterapeuti o comunque hanno un'infarinatura circa i movimenti della psiche umana: le uniche cose che "sanno" sul funzionamento della mente sono quelle propinate dal maestro e le considerano veri e propri dogmi: indiscutibili, inappellabili, eterni e comunque giusti, quasi come se chi le ha propinate loro fosse una divinità esente da umani errori.
Potrei descrivere le assurdità che mi sono sentito dire circa le mie intime motivazioni e il significato delle mie azioni da bocche che a stento avevano raggiunto un titolo di studio pari alla terza media, ma che venivano approvate coralmente in quanto riportavano A PAPPAGALLO (quindi neanche con un minimo di elaborazione a livello di ricerca di termini o struttura della frase) ciò che in precedenza era uscito dalle labbra (sante?) del maestro.
Eventuali deboli obiezioni a quelle assurdità venivano da tutti additate come "resistenze" e guardate con disapprovazione. D'altra parte, era perfettamente inutile controbattere poichè, tutto quello che veniva detto di "non allineato", veniva liquidato come espressione di un "processo" che ancora ci si doveva fare e che era così e basta.
Ogni discussione veniva stroncata sul nascere dagli altri componenti del gruppetto che gridavano "Solo grazie!" in modo incazzato e con toni tali da scoraggiare gli ultimi guizzi di un eventuale animo/cervello che potesse vantare di aver conservato, in sè, una piccola parte ancora indomita (sempre che ve ne fosse rimasta una, dopo il trattamento cui era stato sottoposto nei giorni precedenti).
Per chi non avesse dimestichezza con le arkeoniane tecniche di inibizioni del pensiero critico, mi dilungherò un poco sul significato di quel "Solo grazie!" nominato poc'anzi.

Funzione del GRAZIE in arkeon
In arkeon ci sono precise regole di comunicazione che gli aderenti al gruppo devono seguire. Quando una persona condivide qualcosa al gruppo durante i momenti di condivisione/confessione pubblica, alla fine della sua condivisione, tutto il gruppo dice "grazie". Lo scopo di questo grazie dovrebbe essere quello di convogliare un messaggio in codice, da parte del gruppo, in cui viene espressa l'accettazione delle parole di chi ha parlato, una sorta di modo per dire "ti ho ascoltato, ho lasciato entrare le tue parole, sono stato attento a ciò che hai detto, le tengo dentro per vedere se muovono qualcosa anche in me ecc." Questo codice viene utilizzato anche quando i membri del gruppo parlano fra loro privatamente; soprattutto se sono particolarmente "invasati" lo usano con una certa frequenza anche a casa, col partner ecc. Il grazie può esprimere anche un'emozione di rabbia se viene detto in modo aggressivo.
Il grazie, però, si usa anche per "fermare l'energia automatica" che, nella spiegazione del maestro, è quella della "botta e risposta". Se, x ex, io esprimo un mio giudizio ad un altro su qualcosa che ha fatto o su come penso che egli sia, o sulle motivazioni che penso siano alla base del suo modo di comportarsi, o su quello che ritengo sia il suo "processo" (troppi in arkeon si improvvisano fini conoscitori dei processi altrui, ve lo garantisco, con un'arroganza pari alla loro presunzione, il che corrisponde ad indicarne una quantità notevolissima), l'altro deve bloccare ogni e qualsiasi commento relativo a ciò che io ho detto e rispondere solo "grazie". In questo modo, viene bloccata l'energia automatica della botta-e-risposta e questo dovrebbe servire a chi ascolta per comprendere che tipo di emozione sollevano in lui le parole dell'altro; dovrebbe servire altresì a chi ha parlato per riconoscere un'eventuale proiezione sull'altro di sue personali istanze inconsce che egli ha riversato sul suo interlocutore. In realtà, quasi nessuno in quel gruppo è in grado di riconoscere i fenomeni di transfert e contro-transfert e le cose vengono sempre ricondotte alle dinamiche relazionali spiegate dal maestro senza un effettivo lavoro di introspezione dal momento che nè il maestro stesso nè tantomeno i suoi assistenti hanno la capacità di farlo. Tutto viene sempre ricondotto entro i ristretti parametri interpretativi arkeoniani che in nessun caso contemplano le infinite sfaccettature della psiche ma si limitano a fornire spiegazioni pre-confezionate degli stati psichici e dei movimenti interiori delle persone.
Quando, nel gruppo, qualcuno osa controbattere le parole del maestro o solleva un'obiezione, il maestro espone al malcapitato le arkeoniane ragioni secondo le quali egli ha torto e il maestro ragione. Se il malcapitato continua a "rompere", è il gruppo stesso che lo aggredisce, zittendolo con un bel "Solo grazie!" urlato all'unisono. In questo modo la resistenza è debellata e il malcapitato deve stare zitto o andarsene. Le mezze misure, le sfumature di significato, le finezze interpretative non esistono in arkeon, come molti di noi spero abbiano notato.

Riprendo la descrizione del nostro esercizio. Allorchè tutti i partecipanti hanno finito di condividere le motivazioni che li spingono a bruciare nel fuoco sacro gli oggetti (il più delle volte regali che hanno ricevuto da qualche perverso genitore o parente o dal pedofilo stesso) vengono invitati a disporsi in cerchio intorno al fuoco. Non crediate che sia un fuocherello da campeggio: è una vera e propria pira che arde dall'inizio dell'intensivo e viene continuamente alimentata dagli addetti al fuoco. La distesa di braci e legna ardente misurerà all'incirca 3 o 4 metri di diametro ed è contenuta in un più vasto cerchio di pietre.
I nostri partecipanti si dispongono quindi intorno al fuoco, in cerchio e per mano, e a turno cominciano a buttare gli oggetti tra le fiamme. Mentre li buttano, gli altri osservano un rispettoso silenzio e ognuno precede il "sacrificio" di qualche pezzo del suo passato dicendo più o meno: "Lascio andare nel sacro fuoco ...."
La cerimonia è molto suggestiva: è ormai calata la sera e l'illuminazione del luogo è fornita dal fuoco stesso. Si sta tutti ipnotizzati a fissare gli oggetti che bruciano crepitando o che non crepitano ma scompaiono inghiottiti e disfatti dal calore.
Quando tutto ciò che si doveva bruciare è stato bruciato, un assistente comincia a battere sul tamburone in modo ritmico e le persone, questa volta a turno, cominciano un primo giro di urla rivolte al fuoco: "in questo fuoco lascio andare..."
L'esercizio comincia ad avere un vero e proprio andamento ipnotico con un crescendo di esaltazione in cui i vari partecipanti lasciano andare nel fuoco il loro rapporto con la madre, la relazione col pedofilo, e tutto ciò che sono stati convinti di avere di "perverso" o "non sciolto a livello di processo personale". Poi il maestro passa alla mistica fase successiva in cui non si urla più al fuoco ciò che si sta lasciando andare ma ci si appella direttamente a Dio dicendo "Dio ti offro...." e qui c'è chi mette la propria integrità, vulnerabilità, ecc, finchè, tutti esaltati e con gli occhi grondanti lagrime d'esaltazione cominciano ad urlare "Dio ti offro la mia vita" e giù a singhiozzare in preda all'esperienza mistica.
Se la memoria non mi inganna, è stato proprio durante questa bella cerimonia che esalta l'animo verso i contenuti più alti della sfera spirituale che la moglie del maestro è caduta a terra svenuta perchè duramente provata dai giorni precedenti e con bronchite e 40 di febbre ed è stata lasciata giacere lì dov'era a "farsi il suo processo" perchè, secondo il maestro e quella manica di cialtroni che ha intorno, voleva solo "attirare l'attenzione". Alla faccia dei contenuti spirituali, verrebbe da dire!

Alla fine di questo mistico esercizio, una volta che l'animo dei partecipanti era ben esaltato e in "comunione con Dio e l'universo intero" nonchè sulla via tracciata dallo spirito stesso, il cerchio si scioglie e il maestro dice che chi vuole può rimanere a dormire vicino al fuoco o nel tempio stesso, ovviamente dopo la cena che si terrà verso le 23-24.
Il giorno dopo chi vuole può fare ki-trainig e dopo colazione c'è la "cerimonia di chiusura" dell'intensivo.
Le persone vengono fatte entrare nel tempio dove il maestro ha preparato, all'interno del cerchio delle sedie su cui si siedono i partecipanti, un cerchio di lumini spenti con sotto una figurina degli angeli di Findhorn (maggiori info su queste cartine si ottengono con una breve ricerca con google). In mezzo al cerchi c'è un grosso cero acceso e a turno i partecipanti devono prendere il lumino che "sentono" li stia chiamando e andare ad accenderlo sul grosso cero al centro e poi condividere al gruppo l'angelo che c'è sotto. Se ancora qualcuno si vuol fare qualche processino può prendere spunto dal fatto che non riesce ad accendere bene il suo lumino, o che il lumino si spegne, o che gli cade mentre l'accende ecc.
Se rimangono le ultime condivisioni da fare si possono fare e poi ci si saluta e si va a mangiare e poi si parte per tornare a casa.
Il maestro non manca di ricordare di "portare con sè ciò che si è appreso durante l'intensivo nella vita di tutti i giorni".
Alcuni dei fidati assistenti si fermano per aiutare a smontare la scenografia dell'intensivo e a montare quella del pre-master che comincerà la sera dopo.
Tutti si salutano come saluterebbero dei vecchi e carissimi amici, con parole di incoraggimento e imperituro affetto, salvo restando il fatto che pochissimi si frequenteranno all'infuori dei seminari e praticamente nessuno ti rivolgerà più la parola se decidi di uscire dal gruppo.

Tiresia

giovedì 15 aprile 2010

(3) Di cosa succede all’ Intensivo, altrimenti chiamato seminario residenziale “The Spirit of the Earth”

prima di accedere al tempio si fanno alcuni esercizi. I partecipanti si raccolgono nello spazio, piuttosto ampio, davanti al tempio. Si mettono in cerchio e si prendono per mano. Non c'è bisogno che il maestro dia istruzioni perchè i nuovi capiscono quello che bisogna fare guardando i vecchi che già lo sanno.
Ormai è buio e l'illuminazione del luogo è fornita da alcune torce, distanziate una dall'altra, poste intorno al perimetro. La luce non è intensa e permette di vedere chiaramente solo i volti dei partecipanti che si trovano nelle immediate vicinanze.
Quando tutti i partecipanti sono in cerchio, il maestro dice di chiudere gli occhi e tenerli chiusi finchè si sentirà il tocco di una mano sulla spalla.
Segue un breve momento di raccoglimento in cui sale la tensione. Si provi per un attimo ad immaginare come ci si possa sentire stando in piedi, ad occhi chiusi, in un cerchio di persone pressocchè sconosciute (dalle 70 alle 100 o più), nella semioscurità, senza sapere a cosa si va incontro. Non è certo cosa che possa lasciare indifferente un animo suggestionabile (o anche non troppo suggestionabile).
Quando il maestro ritiene che sia trascorso abbastanza tempo, lascia la mano di chi è alla sua sinistra e si mette davanti alla persona alla sua destra, sempre tenendogli la mano. La persona alla sua destra è solitamente la moglie o un suo maestro fidato. Con la mano sinistra, il maestro tocca la spalla della persona che ha davanti e la guarda dritta negli occhi per qualche tempo, circa una trentina di secondi, ma può durare anche di più, all'occorrenza. Alla fine, prima di passare alla persona successiva, emette un suono tipo "Au" (che dovrebbe corrispondere ad "augh" degli indiani d'America e che nel gruppo è usato per esprimere approvazione), oppure qualche frasetta ad effetto (soprattutto se la persona che ha davanti è visibilmente preda dell'emozione) tipo "Bentornato a casa" o simili, oppure dice "grazie" oppure non dice proprio niente, secondo come gli gira.
Quindi passa a toccare la spalla alla persona seguente e si mette a fissare negli occhi pure quella. Intanto, chi ha già aperto gli occhi aspetta un attimo che il maestro finisca di fissare la terza persona e poi, quando il maestro passa alla quarta, la seconda persona si colloca a sua volta davanti alla terza e prende a fissarla a sua volta. Tutti si tengono sempre per mano, così ogni persona che si sente toccare la spalla e apre gli occhi, dopo aver fissato il maestro, si trova a dover fissare tutti quelli che lo seguono e che hanno aperto gli occhi prima di lei. Questo esercizio finisce quando la persona che stava alla sinistra del maestro fissa gli occhi del suo vicino di sinistra. (spero di essere riuscito a spiegarmi).
Quindi, alla fine dell'esercizio, tutti hanno guardato negli occhi tutti gli altri componenti del cerchio. Questo esercizio potrebbe sembrare abbastanza soft, ma assicuro che durante il suo svolgimento, ho visto gente singhiozzare e abbandonarsi a vari sfoghi emotivi per la grande tensione accumulata (o, chissà, per qualche "processo" che emergeva).
Finito l'esercizio, il cerchio si ricompone e comincia quello successivo.
Le persone vengono di nuovo invitate dal maestro a chiudere gli occhi e seguono una breve visualizzazione guidata durante la quale il maestro invita a "tornare indietro al tempo in cui non avevo ancora incontrato reiki/arkeon. Torno al momento del mio primo seminario. Torno al momento in cui ho deciso di essere qui (leggi: mi sono iscritto all'intensivo). E guardo profondamente dentro di me qual'è la mia paura. E incontro i tuoi occhi e posso condividere con te la mia paura."
Al suono del tamburo (suonato dal maestro o da qualche suo volonteroso maestro-aiutante), i partecipanti lasciano andare le mani dei vicini e si mettono a camminare, sempre ad occhi chiusi, finchè il tamburo cessa. A quel punto, aprono gli occhi e si mettono davanti alla persona che hanno vicino. Guardandola dritta negli occhi dicono: "Io sono Pinco Pallino, la mia paura nell'essere qui è ..." L'altro accoglie, dice "Grazie" ed è il suo turno di condividere la sua paura. I tamburi riprendono a suonare e il maestro dice "Vado più profondamente nella mia paura e la condivido..."
Mi sembra che per il resto dell'esercizio i partecipanti non debbano più chiudere gli occhi e continuino a vagare fino al cessare del tamburo, ma se ricordo male questo particolare, prego di farmelo notare.
Dopo aver condiviso la paura, si passa a condividere l'intenzione e/o il motivo per cui si è lì: "Io sono... la mia intenzione è..." e si procede come spiegato prima.
Alla fine ci si mette tutti in fila davanti alla porta del tempio che viene, finalmente, aperta.
Il tempio è stato accuratamente preparato dal maestro e dai suoi maestri-aiutanti (preciso che chi aiuta il maestro agli intensivi sono i maestri da lui iniziati che per comodità chiamerò "aiutanti" d'ora in avanti). La sedie sono in cerchio e all'interno del cerchio fa bella mostra di sè un grosso cero acceso, che simboleggia l'unione fra spirito (fiamma) e forma (corpo), il pezzo per parlare, ossia una sfera di pietra, e qualche altro oggetto che non mi viene in mente con precisione (forse un piccolo braciere dove vengono bruciate le erbe e una grossa piuma che serve per attizzare il carboncino su cui bruciano).
Le persone si accomodano e comincia il giro di presentazione in cui si dice il proprio nome. A volte, preso da creatività, il maestro fa "cantare" il proprio nome per permettere di esprimere, cantandolo, il proprio stato d'animo (almeno, credo che il motivo fosse questo, ma bisognerebbe chiederlo a lui personalmente il motivo di questa estrosa trovata).
Dopo le presentazioni, due parole del maestro su temi vari e poi si stabilisce chi dovrà fare l'uomo/donna sveglia, ovvero colui/colei che la mattina deve andare a bussare alla porta di tutte le camere per accertarsi che tutti saltino giù dai letti e si presentino puntuali al ki-training del mattino.
Si stabilisce poi l'addetto alle lamentele, cioè chi raccoglie eventuali reclami o segnalazioni di problemi relativi alla sistemazione nelle camere (mancanza di carta igienica, guasti allo scaldabagno ecc.) e si attiva con l'agriturismo per risolverli.
Per chiudere il cerchio, tutti si prendono nuovamente per mano e il maestro dice "Buonanotte", oppure fa dire una parola a ciascuno per esprimere il suo stato d'animo. Queste parole non sono solitamente molto varie (sembra che il vocabolario degli arkeoniani si un po' ristretto). Le più gettonate sono: fede - bene - dio - movimento - gioia - paura - fiore - sonno - mal di testa - amore - padre e poco altro.
Dopo il giro di parole, ad un cenno del maestro le mani si lasciano e tutti vanno a dormire, anche perchè solitamente è notte inoltrata (circa le 2) e la mattina la sveglia è alle 7.

- continua-
Tiresia

sabato 3 aprile 2010

Le soprese del processo Arkeon



Con l'augurio che sia una Pasqua serena per tutte le vittime e nella speranza che finalmente con il processo iniziato quest'anno dopo anni di indagini,calunnie, diffamazioni e quant'altro .... esca FINALMENTE la VERITA' !!!!!!!!!!

venerdì 29 gennaio 2010

Strumenti psicologici di controllo delle persone

Voglio parlare adesso di quelli che considero strumenti di pressione psicologica sulle persone che ho visto applicati negli anni dal maestro in varie forme.

Il “fare il passaggio”.
Grande creazione di stress viene fatta ripetendo a una persona che “non ha fatto il passaggio” , questo misterioso “passaggio” che viene riconosciuto come fatto solo dal maestro. Le persone che vengono definite dal maestro come quelle che “hanno fatto il passaggio”, vivono all’interno del gruppo il loro momento di gloria. E’ una sorta di riconoscimento che si è lavorato bene e cambia il modo di relazionarsi con le altre persone.Ho spesso avuto modo di notare come gli uomini e le donne cui era stato dato questo riconoscimento assumessero un atteggiamento un po’ arrogante nei confronti degli altri, come se fossero persone realizzate, in qualche modo superiori alle altre che stavano “ancora in processo”. E anche in questo gruppo, come purtroppo in molti gruppi di qualsiasi genere, si crea una sorta di capannello di eletti che ruotano intorno al maestro, si siedono vicino a lui sulle sedie ai seminari, lottano per accaparrarsi i posti più vicini al maestro a tavola e tanti simili episodi che, secondo me, denotano una piccolezza di fondo. Tornando al nostro “passaggio”, esso non è mai definitivo perché in qualsiasi momento il maestro può dire che uno lo ha fatto solo apparentemente o che è “tornato indietro” quindi togliere il riconoscimento a quella persona, così torna ad essere una persona “in processo”. All’interno del gruppo, chi non viene riconosciuto come uno che ha fatto il passaggio viene isolato.Sull'isolamento all'interno del gruppo bisogna ricordare che vi incide molto il concetto, più volte ricordato dal maestro, delle energie simili che si attirano, che viene anch’esso usato in modo strumentale, per cui, all’interno del gruppo, devi sempre stare attento alla persona con cui ti relazioni (addirittura alla persona con cui parli o a cui ti siedi vicino) perché se essa è riconosciuta dal maestro come “in processo” o "sfigato", automaticamente è in processo o sfigato anche chi si relaziona con questa persona.Ma perché vengono create queste tristi situazioni, all’interno del gruppo? Forse perché servono all’evoluzione personale? Magari il maestro è anche abile a farlo credere, secondo me però il motivo è un altro, più semplice e più triste: se fai sentire qualcuno sbagliato, è molto più facile manipolarlo. Se porti qualcuno a credere che in un solo ambito, quello di Arkeon – chiamalo così o con qualsiasi altro nome – tu puoi trovare amore, comprensione e fratellanza perché il mondo là fuori è tutto cattivo e perverso, ecco che ti basta la velata minaccia di buttarti fuori per controllarti e condurti su strade che non percorreresti altrimenti. Oltre a questo, vi è una forte creazione di stress dovuta al fatto che è difficile capire cosa si debba fare o come si debba essere per “fare il passaggio”, quindi viene generato uno stato di confusione e paura nella persona che teme, se non ha fatto il passaggio e non sa come farlo, di poter essere buttata fuori dal gruppo e perdere così l’unico punto di riferimento affettivo che le è rimasto, dato che intorno le è stata fatta terra bruciata (ricordiamo che molti lasciano famiglia e amici perché perversi). Questo condizionamento è tanto più forte quanto più la/il propria/o partner è coinvolto e, invece, riconosciuto all’interno del gruppo. Perché se non sei come il gruppo vuole, rischi di perdere la tua compagna!Quando, per vari motivi, questa pressione psicologica non è sufficiente a “far fare il passaggio” al compagno/a, allora si viene incoraggiati a minacciare di lasciarlo/a. Di solito, a questo punto, molti capitolano. Perché a volte è meglio inghiottire che vedere il proprio matrimonio rovinato. E quanti ne ho visti, ai seminari, togliersi la fede e restituirla al compagno/a. O buttarla nel “sacro fuoco dell’intensivo” offrendo a Dio! la propria ritrovata libertà….

La “trasgressione creativa”.
Questa “meraviglia” l’ho vista applicare solo a donne che non avevano intenzione di “piegarsi”. Se la moglie oppone troppa resistenza al “passaggio”, salta fuori la mitica “trasgressione creativa”, agita o solo minacciata, che è una delle più brutte e cattive violenze psicologiche che si possano fare ad una persona: bisogna assistere al tradimento del proprio partner che rivolge le sue attenzioni a una del gruppo che “ha fatto il passaggio” o comunque è “più affidata” stando zitte e accogliendo quella “punizione” perché non si è fatto il passaggio. Allora, o diventi come vuole il maestro e di conseguenza come vuole il gruppo pilotato dal maestro, o vieni lasciata da tuo marito per un’altra donna più docile e “allineata”. E con quale soddisfazione ho sentito il maestro raccontare come queste donne abbandonate passavano le loro giornate a piangere o urlare la loro impotente rabbia al telefono, con lui che non perdeva occasione di girare il coltello nella piaga. Credo che qui si possa ben parlare di sadismo allo stato puro, che viene mascherato da strumento di evoluzione. Questa situazione porta molto spesso una persona a dover sottostare ad umiliazioni e a prostituirsi, in senso psicologico, per non perdere la persona amata e che spesso è rimasta l’unico riferimento affettivo che ha nella vita. Ho anche sentito dire, da chi l’ha vissuto, che questo spesso porta anche a meditare il suicidio.Col nome di “trasgressione creativa” vengono definite anche altre “pratiche” che ho sentito il maestro consigliare alle persone di mettere in atto per trasformare o risolvere varie situazioni. Si andava dal consigliare a comunisti convinti di votare il buon Silvio, al mangiare cose che si avevano in odio, e chi più ne ha più ne metta. La teoria che sta alla base di queste “trasgressioni creative” è che facendo qualcosa che non si sarebbe mai fatto o voluto fare, si va a rompere uno “schema mentale” della persona che le impedisce di fare scelte diverse. Un po’ astrusa la scusa, mi sembra, ma questa è una mia opinione.
Tiresia
- continua -

mercoledì 20 gennaio 2010

Oggi inizia il processo



Oggi inizia il procedimento penale che vede coinvolti 11 membri del gruppo Arkeon, attendiamo sviluppi attraverso il sito del Cesap

domenica 2 agosto 2009

Strumenti psicologici di controllo delle persone

"fare il passaggio" e "trasgressione creativa"

Clicca il titolo per leggere il post

mercoledì 17 giugno 2009

Che fine hanno fatto le vostre opinioni?

Cari amici e cari ex-amici,

stavo riflettendo in questi giorni sui vari interventi che sono presenti su questo forum. La cosa che mi è saltata agli occhi è che negli interventi dei soddisfatti frequentatori di arkeon non vi sia una effettiva volontà di partecipare ad un dialogo, rispondendo per esempio alle tante domande che sono state poste da diverse persone circa i metodi e le teorie propagandate nei seminari e gli effetti che questi metodi e teorie hanno avuto in molte vite.
C'è chi ha mandato un racconto della propria esperienza in arkeon stereotipato e che, come hanno notato Chicca e molti altri, segue una struttura predefinita: un prima buio, vuoto di consapevolezza e relazioni "vere" e un dopo radioso con dispiego e ostentazione di fiori d'arancio e numerosa prole, (come i Venturini, Biancani, Maxcrist, per citare quelli che mi vengono in mente ora); c'è chi ha usato il forum per esprimere rancorose opinioni denigrando per il puro gusto di farlo coloro che vi avevano espresso critiche al metodo e condiviso esperienze drammatiche, (come Luca e Iceberg); chi ha condiviso la sua positiva esperienza seguendo un po’ meno il cliché consigliato dalla direzione per le condivisioni (Paolo e Riccardo) ma senza fornire una effettiva opinione sulle questioni sollevate, per non parlare delle inesistenti risposte alle domande pertinenti il metodo, le cose non proprio “canoniche” che avvengono durante i seminari e la indiscriminata applicazione delle teorie del sig. Moccia che Tiresia ha mirabilmente e semplicemente descritto nei suoi interventi (teorie che ho riconosciuto e che ho visto applicate a tutti durante i seminari) e facendo poi degenerare la loro testimonianza in inutili e sterili battibecchi circa la Verità, la Realtà, Dio, la funzione del Cesap e Altro, assolutamente fuori tema.
Mi stavo chiedendo come mai non c’è stato, da parte dei soddisfatti frequentatori di arkeon, un argomentare coerente circa le questioni sollevate in questo forum. Se uno è convinto della giustezza e bontà di un percorso e di un metodo, non dovrebbe avere difficoltà a trovare risposte alle domande e argomenti a sostegno. Forse sono domande difficili? Forse chi è sempre pronto a sentenziare che uno “ha quel processo” e che l’altro “è in movimento” o che “è arrogante” non riesce a trovare le parole per sostenere le sue opinioni? O forse i maestri di arkeon sono superiori al dialogo? O forse si parte dal presupposto che chi non ha fatto “il lavoro” o se ne è dissociato non potrebbe capire perché preda di oscure perversioni?
Ma questi maestri di arkeon esistono? O sono solo pallidi riflessi di fantocci che adorano il maestro e parlano solo col suo permesso? O forse possono parlare solo in ginocchio nel cerchio?
Eravate tanto centrati, tanto pieni di opinioni e di giudizi sui processi degli altri, tanto pieni di orgoglio e presunzione solo perché, a gomitate, eravate riusciti a sedervi sul cadreghino vicino al maestro o perché il maestro aveva riconosciuto che “avevate fatto il passaggio”…. e ora? Che fine ha fatto la vostra voce? Che fine hanno fatto le vostre opinioni? Ci pensate, ogni tanto, che nelle critiche mosse da più parti ad arkeon ci potrebbe essere qualcosa di vero? O fate tutti come Fabio che scrive a Carlo “Arkeon non è quello che tu dici” e poi non continua facendoci sapere, allora, cos’è arkeon per lui? Forse che bisogna leggervi il pensiero?

Nel mio post precedente dicevo che la responsabilità di chi è dentro è quella di vedere. C’è qualcosa che avete riconosciuto come realmente accaduto, di ciò che su questo forum è stato testimoniato da tante persone? O son solo deliri di pazzi (in processo-perversi-e-pedofili)?

Oibò, quanto mi piace fare domande. Ma mi piace anche rispondere.

Ho una proposta. Se non volete rispondere alle domande, perché non le fate voi? Io non ho problemi a rispondere, anzi. E’ anche attraverso il dialogo e il confronto con gli altri che mi si offrono preziose opportunità di crescita.

Cordiali saluti a tutti.

Emanuela

domenica 14 giugno 2009

Esperienze di segno opposto

carissimo Riccardo,
dal suo intervento è evidente che la sua esperienza di Arkeon è positiva. mi fa piacere per lei e non ho motivo di dubitare delle sue parole. ma, con altrettanta evidenza, ci sono persone che possono raccontare un'esperienza di segno opposto. se a lei nessuno ha mai chiesto di convincere a tutti i costi parenti e amici a frequentare seminari, pena la rottura dei contatti, o di escludere dalla sua vita i fuoriusciti, tanto meglio, ma molte persone possono descrivere situazioni totalmente diverse, e non vedo perchè dovremmo dubitarne. saranno tutti dei poveri tapini in cerca di una comprensione mai ricevuta quelli che hanno detto di aver subito abusi fisici e morali di vario genere, quelli che sono stati convinti di essere stati vittime di incesti mai avvenuti nella realtà, quelli che, in alcuni casi, parlano di istigazione al suicidio, quelli che sono stati indotti a indebitarsi per pagare il costo dei seminari? saranno tutti "in processo" quelli che parlano di un modo di pensare monolitico, in cui ogni persona le cui idee che non si adeguavano a quelle del maestro veniva sistematicamente massacrata?
sarebbe poco credibile pensare che il Cesap abbia tempo da perdere con persone visionarie o in preda a emozioni incontrollate.
se il maestro o i maestri da lei conosciuti hanno agito con equilibrio e correttezza non credo che abbiano nulla di cui preoccuparsi. ma chi ha agito con malafede e disonestà, al fine di spillare soldi, chi si è improvvisato terapeuta senza avere alcuna preparazione e, soprattutto, alcun reale interesse per gli altri, è giusto che risponda del suo agire.
un saluto a tutti.
Mariposa

mercoledì 3 giugno 2009

"Vado ai seminari per evadere", si, il fisco.

Volevo dare il benvenuto ad AlfaOmega (principio e fine, nick molto bello specie se riferito ad una autonomia di pensiero che inizia e finisce con sé e non con un sedicente maestro) e il bentornato a Menteaposto.
Per il primo ho da puntualizzare che non penso che maestro Vito sia una mente superiore, non lo conosco ma l'ho visto messo in difficoltà, e non poco, in trasmissione.
Con accertamenti in corso e una indagine penale a suo carico la prima cosa da fare da parte sua sarebbe far ritirare tutte le denunce ed essere coerente con l''ammissione pubblica per cui "certe cose nei suoi seminari evidentemente sono successe": mi perdoni, sig. Vito... se sono successe dove sta la diffamazione? Ricordo che su questo forum, e non solo qui, in tanti continuano a confermare e testimoniare fatti ancor più gravi di quelli raccontati da Costanzo... Ritirarsi sarebbe già segno di intelligenza basic.
Certo mettere su un giro di soldi così grosso, e garantirsi cieca devozione per decenni da seguaci che parlano esattamente come lui, non è cosa da poco, ma ha dei nobili precedenti cui si sarà ispirato: maestri, guru e santoni purtroppo affollano le nostre cronache... Ricordo che Vanna Marchi e soci hanno beccato la condanna a dieci anni di reclusione, senza mettere le mani addosso a nessuno per fargli ricordare il pedofilo e senza che ci scappasse qualche suicidio, come raccontano in molti.
Questa la chiamo furbizia, non intelligenza. Mi sembra un business basato sull'emulazione di eclatanti casi di manipolazione mentale, hai voglia a mettere la "r" di registrato al metodo Arkeon. Qua l'unica cosa da registrare erano le fatture, ma prima qualcuno avrebbe dovuto emetterle. Quanti bravi maestri l'hanno fatto?
TUTTI quelli che hanno frequentato i seminari di Vito & company, prima della trasmissione "Tutte le mattine" dello gennaio 2006, se ne sono tornati a casa con la bella fatturina da incorniciare? Non mi risulta.
"Vado ai seminari per evadere", si, il fisco.

Menteaposto, con i tuoi interventi mi colpisci per l'ironia intelligente (a te la riconosco davvero), e qunto mai pungente... Vorrei invitarti però a non confondere il bersaglio: qui c'è chi si è arricchito e chi ha subito... ognuno ha i suoi tempi per elaborare e capire cosa è successo. Per tutti noi esterni al gruppo è evidente la soggezione che ancora subiscono i fuoriusciti, ma non è punzecchiandoli che riusciranno a distaccarsi completamente e a vedere le cose con maggiore obiettività.
Portiamo la nostra esperienza documentata e inconfutabile. Prima o poi gli specchi scivolano, e mi sembra che gli Arkeoniani comincino a difettare nell'arrampicata.
Davanti a giudici e magistrati non si accendono candele e si sussurrano frasi ad effetto con voce suadente. Anche se, accidenti, effettivamente in aula potrebbero aver ragione a dire che sono tutti in processo!



lella

martedì 2 giugno 2009

Il gergo



Leggendo email che ricevo da coloro che hanno cnsciuto Arkeon, ma anche dai post qui inseriti, ho notato che esistono delle frasi o comunque una terminologia specifica che ha un preciso significato. Qualcuno vuole aiutarmi a decifrare i significati di alcuni termini, anche al fine di farli comprendere ai tanti parenti ed amici di aderenti a tale gruppo, che spesso raccontano di non riuscire a comprendre il linguaggio del proprio caro?
Lorita


Torno ora da un bel viaggio e vorrei fare i complimenti agli ultimi post che ho letto, danno molti spunti di riflessione.

Allora, vediamo un pò...sinceramente devo far mente locale perchè è un gergo che evito da tempo..Dopo la mia fuoriuscita per diverso tempo mi son stupita ogni volta che usavo la parola "processo" o "percorso" magari riferito ad un viaggio...

Aug ! Ok, approvo, sono d’accordo

Lavoro Ogni argomento approfondito dalla singola persona è un “lavoro” da affrontare”

Non è mai finita Frase ricorrente per dire che il percorso d’introspezione non finisce mai (soprattutto per i maestri che guadagnano sugli studenti)

Non c’è giudizio nelle mie parole.. Mai frase è stata così utilizzata per dar contro a persone che non la pensavano secondo il credo di Atkeon. Prima si dice : non c’è giudizio..e poi giù con le parole !!

Percorso o Cammino E’ un percorso il lavoro, il cammino idem

Lavoro Ogni argomento approfondito dalla singola persona è un “lavoro” da affrontare”

Percorso di crescita personale e di consapevolezza Frase usata di frequente per cercare di spiegare a chi ci chiedeva cos’era reiki o arkeon

Percorso di guarigione per se e per gli altri Idem

Percorso di crescita personale il lavoro su se stessi

Andare nel mondo Sperimentare ciò che si è imparato nei seminari al di fuori del cerchio, oppure eseguire un lavoro specifico di condivisione all’interno di un seminario.

La donna della mia vita . La madre oppure dopo la “pulizia” attraverso i lavori dei seminari ed il percorso di crescita : la fidanzata o la moglie

L’uomo della mia vita . Il padre ( ma solo per le donne) o il pedofilo (sostengono spessissimo che le donne ne abbiano avuto uno nell’infanzia; al punto che diverse se lo inventano o credono di averlo avuto. A volte dopo anni vanno a chiedere scusa ai famigliari che avevano creduto pedofili. E’ successo!!Dopo la “pulizia” attraverso i lavori dei seminari ed il percorso di crescita (?) : il fidanzato o il marito)

Fare pulizia Far chiarezza

Recidere i rami secchi ( tagliare i ponti col passato, con gli amici ritenuti sanguisughe o approfittatori, con i famigliari, ma sostanzialmente con persone che non comprendono i lavori)

Lasciar Andare Abbandonare un modo di fare, di essere, non avere più alcuni atteggiamenti

Cerchio Disporsi a cerchio nei seminari o intensivi dà la possibilità di sentirsi tutti uguali, il maestro non è in cattedra, ma sul loro stesso piano (figurativo!) Tecnica inventata da decenni in america dai codipendenti anonimi, così come tante altre tecniche da loro usate. Ho trovato alcune tecniche da loro usate in libri che ho letto e in film che ho visto..un mix di tecniche e di riti veramente inquietanti

Condivisione Ti esprimo il mio pensiero, ti voglio dire che (ti devo condividere)

Cerchio di condivisione Quando le persone disposte a cerchio parlano a turno a tutti o si dispongono uno di fronte all’altro, occhi negli occhi per dirsi qualcosa, oppure ancora quando qualcuno si dispone al centro del cerchio e parla agli altri

Processo Atteggiamento che disapprova i dettami dei maestri, dei partecipanti. Tu sei in processo con me significa : Visto che rifuggi il mio credo non puoi che essere in processo, quando lo scioglierai sarai guarito ed inizierai con un nuovo lavoro! Tutti i fuoriusciti sono in processo con il maestro, con il “lavoro su di se” ecc. Non capiscono che finalmente chi è uscito è libero da “ processi” creati ad ok per farti star male e per tenerti legata a loro!!
Ovviamente, per loro, tutti noi fuoriusciti siamo in Processo!!!!

Risentimento la formula diceva : “Io risento con te perché…..” un modo per esprimere il proprio disappunto su qualsiasi cosa su cui non si è d’accordo

Perverso/a Anche perverso significava un atteggiamento sbagliato e morboso. Dando molta più attenzione alle coppie, ultimamente le perverse erano le donne single che non bisognava lasciare da sole con i propri mariti o figli perché li avrebbero traviati da una famiglia sana!! Spesso capitava che la moglie chiedesse al marito se poteva dare in braccio il proprio bambino ad una zia che solo per il fatto che era sola era perversa!!

Sottomissione mogli sottomesse ai mariti che recitavano la frase : "mio signore padrone sono la tua schiava, fai di me quello che vuoi.."

Bolla Essere in bolla, ovvero non vedere, perché la mente è offuscata o annebbiata da pensieri fuorvianti. Appunto… loro sono in bolla, non i fuoriusciti.

Incantesimo Non un abbracadabra.. ma Sciogliere l’incantesimo o svelare l’incantesimo significava svelare i condizionamenti impartiti dai genitori che non ci permettevano di crescere..

GRAZIE Bisognava dire solo grazie quando qualcuno dava un suggerimento uno spunto di riflessione. E bisognava dire solo grazie anche quando qualcuno ci esprimeva il proprio risentimento per qualcosa. Il non rispondere in modo immediato ed automatico dava la possibilità di far sedimentare quelle parole dentro di noi. Se quanto stato detto aveva colpito nel segno… il grazie era introspettivo, altrimenti faceva scivolare quelle parole.

Far scivolare Quanto mi hai detto non mi appartiene e non mi ha minimamente scosso

E solo una tua proiezione E’ il modo per descrivere che quanto ti è stato appena detto non lo senti tuo, non ti senti in processo e ti scivola addosso.

Seminari Di primo o secondo livello, ovvero una due giorni ad eseguire cerchi, condivisioni, regressioni ipnotiche ecc. I nuovi subivano le 4 iniziazioni ed al secondo livello venivano insegnati i simboli per fare i trattameti a se stessi o agli altri a distanza....

Intensivi o residenziali Cinque giorni presso una struttura ricettiva per fare lavori deliranti in continuazione (no limits ed altri ..)

Intensivo o residenziale sulla morte Immagino sia un lavoro inquietante a cui non ho mai partecipato e di cui non posso raccontare. Mi avevano detto che che costa € 1.100. A proposito: qualcuno lo può raccontare? E' così bella la vita, perchè rinchiudersi in un posto per diversi giorni a parlare della morte?

Intensivo o residenziale sul denaro Conosco chi l’ha frequentato.. semplicemente un lavoro folle !!Gente obbligata a chiedere l’elemosina per strada o in un “lavoro – giochino” ha seppellito i propri soldi (oltre alla quota elargita per tre/cinque giorni in una struttura ricettiva). C’è chi ha seppellito 800 € e si è trovato con 50. Il commento? Non muovi l’energia giusta per diventare ricco!!!

Sacro Tutto era sacro…, soprattutto il “lavoro arkeoniano”

Fuoco sacro Il falò acceso l’ultimo giorno d’intensivo dove venivano bruciati ricordi materiali della vecchia vita (qualcuno ha bruciato addirittura un pianoforte!!!)

Premaster Un lavoro di 3 giorni presso una struttura ricettiva per far un lavoro sugli antenati e per impegnarsi a prendere il master entro un determinato periodo (tutti mettevano una firma su un quaderno del maestro e taluni scrivevano una data entro la quale avrebbero chiesto di prendere il terzo livello)

Master o terzo livello o insegnante di arkido. Un’iniziazione del metodo reiki usui terzo livello, pagato al maestro (spesso in nero )12.000 € circa !!!

Master trainig Corsi per maestri 800 € circa

Arkido, Insegnanti di arkido, ovvero persone che sono state iniziate al terzo livello

Arkeon Si arriva ad esser maestro di arkeon solo dopo aver svolto attivamente seminari di arkido e superato alcuni passaggi naturalmente (manco a dirlo..) costosi.!!!!!
Terrificante quanti soldi ti spillano negli anni...e se uno non ne ha a sufficienza?

Tritri

lunedì 1 giugno 2009

Non entrate in arkeon ... è un bluff

Vorrei dire tante cose su Arkeon,ma in questo momento non ho la serenità e la forza di esprimermi.Posso solo dire di lasciar stare ,perchè la vostra vita viene stravolta.Riguardo ai cambiamenti credo che siano invenzioni dei maestri che si accorgono delle cavolate che fanno e cercano di invertarsene delle nuove,senza considerare i casini che vanno a creare nella vita delle persone che gli danno retta.Con tutto il cuore se potete state lontani,arkeon ha anche i suoi lati positivi,ma vi posso assicurare che quelli negativi bastano e avanzano.Complimenti ad Emanuela ed il marito che ne sono venuti fuori insieme,come avete fatto?Credo che abbiate avuto una motivazione così illuminante da pensare che Arkeon è un bluff.La verità è che è difficile credere che i nostri maestri ci prendano in giro,ma c'è una voce che sento dentro che mi dice chè è così e che per loro Arkeon è semplicemente un lavoro per campare e non per guarire ,migliorarare...... etc,etc la nostra vita!Non basteranno cause vinte dal mio maestro e dall'associazione per cambiare quello che si muove dentro di me!!!

Stella


Cara Stella,

spero che tu riesca a ritrovare presto un po' di serenità e che questa ti permetta di parlare tranquillamente dell'esperienza che hai avuto in questo gruppo, anche non in questo forum, se non te la senti, ma con le persone a te care e che sapranno sicuramente ascoltarti e darti il loro affetto e sostegno.
Quando io sono uscita da questo gruppo ho trovato molto utile parlare e confrontarmi con le persone, in particolare con Carlo, che avevo conosciuto seppur superficialmente quando ancora era nel gruppo, e con Lorita Tinelli che è una persona molto gentile e disponibile ad aiutare chi si trova in difficoltà, veramente niente a che vedere con l'immagine del mostro perverso e rabbioso con cui viene presentata nel gruppo (e da gente che non l'ha mai vista nè conosciuta!!! - quanta apertura mentale e sospensione del giudizio si trova, purtroppo, in quei cerchi....).
Quando ho deciso, con mio marito, di uscire da quella che per noi era diventata un'esperienza insopportabile, ho attraversato un periodo abbastanza impegnativo dal punto di vista emotivo. Da una parte c'era la gioia di essermi scrollata di dosso anni di dolore, repressione delle emozioni, giudizi e pregiudizi e anche, soprattutto, di ingiustizie subite ed ingoiate perchè "ero in processo". Dall'altro, però, ho vissuto momenti di rabbia, di paura e di senso di colpa perchè i condizionamenti cui sono stata sottoposta, dal punto di vista psicologico, in questi anni, sono stati piuttosto pesanti e non è semplice voltare pagina con un oplà e non pensarci più (come testimoniano anche alcuni post che puoi trovare nel topic "Effetti della fuoriuscita" e in giro sul forum).
Anche leggere i libri e gli articoli che sono stati scritti sull'esperienza che si vive nelle sette mi è stato d'aiuto per meglio comprendere quello che avevo vissuto in questi anni, per capire che tante delle cose che avevo visto e subito durante la mia permanenza in quel gruppo non son poi neanche tanto originali, visto che da anni sono presenti nel "fenomeno sette".
Leggere gli interventi di questo forum, poi, mi ha aiutato a sentirmi meno sola nell'affrontare questa esperienza, perchè dietro ad ogni intervento c'è una persona in carne ed ossa, col suo vissuto, la sua personalità, i suoi conflitti e le sue gioie, disponibile ad offrirti il suo sostegno, che in certi momenti è veramente prezioso, anche se arriva attraverso due righe scritte in un post.... e pensare che ho sentito dire che i post sono tutti finti e invenzione della Tinelli....
Ti saluto con la speranza di vedere, se lo riterrai utile, il racconto della tua esperienza. Lo leggerei con grande interesse.

Mi chiedi come abbiamo fatto mio marito ed io ad uscirne insieme. Noi abbiamo fatto sempre tutto insieme: L'esperienza in arkeon (ci siamo conosciuti ad un intensivo - l'aver conosciuto mio marito, che amo e ho sempre amato profondamente, nonostante per anni il leader abbia tentato di tutto per separarci, è una delle poche note positive di questa eperienza) 12 anni di vita quotidiana insieme, i nostri figli, abbiamo superato anni di crisi durissimi da cui però siamo usciti più forti e più uniti. Le cose che non andavano, in questo gruppo, le vedevamo tutti e due, ma se non ci fosse stata la sua forza e il suo amore a sostenermi anche in questa scelta, per me non sarebbe stato così semplice. Colgo l'occasione per ringraziare anche lui, da queste righe, perchè so che ogni tanto fa un giro a leggerle e dirgli che lo amo anche in terza persona (perchè in prima persona glielo dico tutti i giorni )

Emanuela


Stella, mi ha colpito molto e mi ha meravigliato la frase con cui hai terminato il tuo intervento:
"Non basteranno cause vinte dal mio maestro e dall'associazione per cambiare quello che si muove dentro di me!".
Si percepisce un certo pessimismo sulle vicende giudiziare in corso, e questo mi dispiace. Parli quasi come se Arkeon abbia vinto contro il Cesap. Presentare una, cento, mille denunce non significa aver vinto o aver già condannato il denunciato. Spesso si è portati a pensare che il denunciante sia la persona che ha subito l'ingiustizia, che lui sia il giusto, quindi il vincitore. Ma non sempre è così. Occorre attendere il giudizio. L'avvio di un'azione giudiziaria potrebbe anche diventare un boomerang per il denunciante, quando erroneamente questi ritiene di aver ragione (ragione che potrebbe arrogarsi per vari motivi, per esempio a causa di un alterato senso di giustizia, morale o civile; per aver subito influenze, sollecitazioni, pressioni, consigli fuorvianti; per una valutazione tecnico-giuridica avventata o - peggio ancora - interessata; ...o semplicemente per un delirio di onnipotenza).
Quando ho saputo che Arkeon ha chiesto al Tribunale di Bari un provvedimento urgente per l'oscuramento di questo forum, la richiesta mi è sembrata assurda, infondata, inconcepibile, ...ridicola. Considera anche che chi ti scrive non ha mai avuto a che fare con Arkeon. In certi casi, la solidarietà è spontanea e si diffonde rapidamente. Come ho già scritto in precedenza, se ciò dovesse accadere (mi riferisco all'oscuramento del sito), chiederei, con altri colleghi, l'intervento dell'Ordine Nazionale dei Giornalisti a tutela dei diritti fondamentali di libertà d’informazione, di opinione e di critica. Hai idea di quali conseguenze avrebbe un simile provvedimento del giudice? Questa vicenda giudiziaria ha destato preoccupazione e indignazione in molti cittadini e rappresentanti di associazioni. E sono tante le organizzazioni che stanno scendendo in campo al fianco del Cesap.
Pertanto, sono ottimista. E potresti esserlo anche tu. Dubito che Arkeon possa averla vinta e non riesco a capire come tu possa averlo immaginato.

Dino

sabato 23 maggio 2009

Effetti della fuoruscita

come ho scritto nel mio primo intervento, sono stata legata al gruppo Arkeon per 12 anni, da quando i seminari non si chiamavano ancora seminari di Arkeon ma seminari di Reiki. Sono stata iniziata al primo livello di Reiki nel maggio del 1994 e ho rassegnato le dimissioni dal contratto di “maestra di Arkeon” nel febbraio del 2006. Al livello di “Reiki master” sono stata iniziata nel giugno del 1995.

In questi anni ho partecipato più volte a molti dei lavori proposti: intensivi (o come si chiamano ora, seminari residenziali), pre master, master training, innumerevoli seminari di primo e secondo livello, oltre che a quasi tutte le riunioni dei maestri e a 3 riunioni dei maestri di Arkeon.
In questi 12 anni la mia vita è stata totalmente condizionata dal credo di questo gruppo, generato dalle convinzioni personali del suo leader, a cui io ho aderito per anni acriticamente.
I motivi di questa mia adesione acritica sono molteplici, ma non è questo l’argomento del mio intervento di oggi.

Oggi vorrei parlare di quelli che sono e sono stati gli “effetti collaterali” da me avvertiti nel periodo in cui ho meditato di uscire e sono poi uscita dal gruppo Arkeon.

In primo luogo, da quando è cominciata a maturare in me l’idea di uscire da questo gruppo (un anno e mezzo fa), ho cominciato ad avvertire moti improvvisi di paura, completamente scollegati da qualsiasi situazione di pericolo realmente esistente. Erano attacchi di panico in piena regola che cominciavano con la sensazione di non riuscire a respirare fino in fondo. Qualche tempo fa ne avevo parlato con una mia ex-amica del gruppo, ma ancora non avevo compreso la causa di questi “attacchi”.
L’unica cosa che avevo notato, era la somiglianza di questi episodi con gli attacchi di panico che nel passato avevo avuto ogni volta che mi ero trovata a tagliare i rapporti con i membri della mia famiglia ritenuti “perversi”, o con tutte le amiche che avevo perché ritenute “lesbiche”.
Era anche la sensazione con cui convivevo quotidianamente negli anni più “bui” della mia esperienza con questo gruppo, quando ormai avevo reciso tutti i rapporti con le persone esterne al gruppo e con la mia famiglia di origine e mi ero trovata a vivere una vita quasi da reclusa, in cui le uniche persone che frequentavo erano mio marito e le nostre figlie (allora molto piccole) e in cui gli unici contatti con persone diverse da loro erano quelli con le persone che partecipavano ai seminari. Contatti che però, il più delle volte, si limitavano ai giorni del seminario.

Mi sono resa conto che questi attacchi di paura erano collegati alla mia decisione di lasciare Arkeon, quando ho potuto confrontare le mie sensazioni con quelle di altri fuoriusciti che avevano vissuto episodi simili.

In secondo luogo, un “effetto collaterale” bello è stata la sensazione di essere uscita da una sorta di bolla in cui mi sentivo rinchiusa da anni e che mi separava dalle persone e dal mondo. E’ bello guardare gli altri senza cucirgli addosso un “processo”, senza il pregiudizio che non si possano avere con gli altri relazioni profonde e soddisfacenti perchè “non hanno fatto il lavoro e sono quindi tutti preda di automatismi ed incantesimi”.
Mi sono trovata a vivere con una nuova fiducia negli altri, una fiducia che negli anni di appartenenza a questo gruppo avevo perduto perché, col lavoro di Arkeon, si crea una sorta di dicotomia fra chi appartiene al gruppo e segue il “lavoro” e chi al gruppo non appartiene e “vive la sua vita come una mosca cieca, preda inconsapevole di inconsci automatismi ed incantesimi”.

In terzo luogo, ho provato un grande rimpianto e dispiacere perché, negli anni di appartenenza a questo gruppo, ho bruciato tutti i miei diari, su cui per anni (dai 15 ai 30) avevo annotato scrupolosamente pensieri, eventi, riflessioni, sogni e speranze, su cui avevo scritto della mia vita, delle gioie e dei dolori, degli amori e delle illusioni, dei traguardi raggiunti e sognati…..
Ho buttato nel “sacro fuoco”, come chiamano la pira che arde durante i giorni dell’intensivo, i miei racconti, le mie poesie, le letterine ricevute nell’infanzia dalle prime amiche del cuore…. Insomma, tutto quello che, veniva detto, mi poteva tenere legata al mio “passato perverso” e impedirmi di progredire sul “cammino della consapevolezza” presentato dalle teorie di evoluzione della coscienza propagandate da Arkeon.
E’ come se, bruciando quegli scritti, avessi cercato di bruciare la mia vita passata; invece, così facendo, mi sono solo procurata una mutilazione. E’ come se al posto della fluente coda che erano quelle pagine redatte nel passato fosse rimasto un misero moncherino, doloroso memento dell’ amputazione che mi sono auto inflitta, una sorta di ferita della memoria che mi porterò dietro per sempre.

Infine, mi è tornata la voglia di leggere e studiare. Mi è tornata la voglia di ridare al mio cervello quel nutrimento intellettuale che per anni gli avevo negato. Non che in Arkeon venga detto di non leggere o studiare, ma un effetto spiacevole che la mia esperienza in questo gruppo mi aveva causato, è stato quello di “mettere a dormire il cervello”.

Lasciare Arkeon è stata per me una vera rivoluzione a livello emotivo e mentale, è stato un riappropriarmi del diritto di provare emozioni per tutto (non solo per quello che poteva essere “approvato” nel gruppo) ed esercitare il mio spirito critico su qualsiasi cosa, in primo luogo sulla mia esperienza in e di questo gruppo. E la sensazione è impagabile.

Ogni rivoluzione è sempre stata accompagnata dal grido: “Viva la Libertà” ed è proprio questo grido che sento ora di poter regalare alla mia vita.
Emanuela

giovedì 7 maggio 2009

L’induzione a credere..

Per quanto mi riguarda ho assistito più volte al premere da parte dei maestri sul diaframma delle donne che, messe in mezzo al cerchio ad occhi chiusi venivano portate ad uno stato emozionale tale per cui stando male per aver creduto che anche a loro era toccato un pedofilo nell’infanzia …; ad un certo punto sputavano saliva o succhi gastrici oppure vomitavano il pranzo appena assunto.
Queste donne venivano indotte a credere che quanto espulso…. in senso figurato rappresentava lo sperma del pedofilo.
L’espulsione di saliva o succhi gastrici che fossero, faceva credere alle poverette che da quel momento in poi avrebbero eliminato il ricordo del presunto pedofilo che tanto aveva condizionato la loro vita.
Con quel lavoro ritengono che si è liberi dall’incombere della figura del pedofilo che aleggia su almeno il 90%(???) delle donne e forse un 2% di uomini che frequentano i tanti seminari ed intensivi che si svolgono in varie parti d’Italia.
Abbiate un po’ di rispetto per chi purtroppo queste situazioni le ha veramente vissute… Non è vomitando che si risolvono questi traumi purtroppo.
L’induzione a credere a tutto ciò che dice il maestro/a o lavori da lui / lei proposti, fanno parte dei gruppi settari e totalitari.
Eravamo in tanti a credere che questi lavori funzionassero: Le persone credendo di essersi liberate cominciavano a comportarsi come se fossero state veramente libere da qualcosa o qualcuno. Ma de che!!! Basta essere un po’ critici per capire che ti propinano teorie al solo scopo di farli arricchire.
E non dite che sono in processo con il maestro …. anzi, me ne sono liberata con molto piacere ed ora posso permettermi un sacco di belle cose, ma soprattutto il lusso di vivere con la mia testa ed i miei pensieri non quelli di altri.

Tritri

martedì 5 maggio 2009

Ti sei mai chiesto....?

Il più potente controllo emotivo è l'indottrinamento alla fobia.

Questo può portare la persona ad avere reazioni di panico al solo pensiero di lasciare il gruppo. È praticamente impossibile concepire la vita al di fuori del gruppo.

Non c'è una pistola reale puntata contro le loro teste, ma una pistola psicologica non è meno potente.


Il controllo delle fonti di informazione individuale.

Negate a una persona l'informazione necessaria per dare un giudizio obiettivo e sarà incapace di farlo.
La gente viene intrappolata dalle sette perché viene loro negato l'accesso alle informazioni critiche di cui ha bisogno per valutare la sua situazione.
Le catene psicologiche che legano le loro menti sono potenti come se fossero fisicamente incatenati lontano dalla società.
Il processo psicologico è talmente forte che sono anche carenti dei meccanismi di funzionamento interni necessari per elaborare ogni informazione critica a cui vengono esposti.
Ricordate...un gruppo non deve essere necessariamente religioso per tenere un comportamento da culto settario.

I gruppi con obblighi pressanti possono essere commerciali, politici o psicologici.

Siatene consapevoli, in modo particolare se siete persone idealistiche, brillanti e intelligenti. Le persone che più probabilmente cadranno in questo tipo di sistemi comportamentali sono quelle che dicono "Non mi succederà mai. Non a me. Sono troppo intelligente per questo tipo di cose".
Tratto da www.ilcounseling.it
D'altronde anche dott. Steven Hassan,( dal Capitolo 4 di Combatting Cult Mind Control, Park Street Press, 1990) descrive molto bene il controllo del comportamento:

“La lezione più importante da imparare è l'obbedienza ai leader. I leader non riescono a controllare completamente i pensieri più intimi, ma se possono comandare il comportamento, generalmente mente e cuore lo seguiranno. Il controllo del comportamento isola i membri dalla società in modo ancora più efficace.”

Ti è mai stato chiesto l’affidamento al maestro?

“L'informazione è una delle principali armi contro le sette. Solo ai membri con cariche fiduciarie vengono fornite informazioni interne.”

A Te che stai leggendo (se sei un adepto nella linea più bassa della piramide) : ti sei mai chiesto come mai solo ai membri con cariche fiduciarie vengono fornite informazioni interne ?

Hai mai provato ad essere critico nel confronto del gruppo?

Hai fatto domande dubbiose sul sistema? Le risposta son state evasive?

“L'informazione varia in relazione ai diversi livelli o alle diverse mansioni, in modo piramidale.
Non esiste mai una ragione legittima per andarsene. Secondo la visuale del gruppo, la gente che se ne va è: debole, indisciplinata, non spirituale, troppo materiale, influenzata negativamente (lavaggio del cervello) dalla famiglia, amici, terapeuti."

Ti è mai stato detto che noi fuoriusciti siamo “in processo”?

Ti sei mai chiesto che tipo di vita conduce il tuo leader, è nell’agio e nel lusso?

Ti sei mai chiesto in tutti questi anni quanto hai elargito economicamente a loro?

Ti sei mai chiesto perché viene continuamente ripetuta la frase: “Non è mai finita”?
Carla1

sabato 2 maggio 2009

Una “immagine” per ogni occasione



La mia è una storia lunga, forse un giorno vi racconterò qualcosa dei tanti deliri...

Due furono alcuni dei fatti che mi fecero molto dubitare di tutto il sistema da cui poi sono uscito.

Un giorno andai ad un seminario e chiesi semplicemente cos'era la differenza fra arkido ed arkeon e tra i livelli di reiki 1 e 2 ed i livelli di arkeon 1 e 2.
Mi sembrava più che legittimo visto che fino al 2001 erano nomi totalmente sconosciuti e volevo capire cos’erano queste nuove invenzioni.
La risposta stizzita di un organizzatore fu : "beh, se vuoi sapere tutte queste cose vuol dire che sei in processo e non ti fidi del maestro"
Capii più tardi che erano solo degli step per prolungare il percorso e far elargire più soldi ai più che avevano preso il terzo livello. Ebbi anche conferma del fatto che non si era liberi di manifestare dei dubbi.

L'altra esperienza che ritengo più eclatante fu quando mi hanno dato ad un seminario l’opuscolo Via Verità e Vita che avevano fatto pubblicare.
In copertina c’era raffigurato un quadro di Rembrandt.
Ebbene, per tanto tempo proprio quel quadro venne usato e interpretato come rappresentazione di un incesto (facendo notare che il ragazzo inginocchiato eseguiva un rapporto orale nei confronti della persona anziana di fronte a lui…)
Ad un certo punto proprio lo stesso quadro, che invero illustra la parabola del “ il ritorno del figliol prodigo”, venne usato in maniera diversa.
Di colpo si parlò della saggezza dei padri e degli anziani e che bisognava lavorare molto sui padri per impedire che il mondo diventasse un matriarcato...
Anche senza entrare nella disputa possibile, ma inutile di quale possa essere la interpretazione di un simile dipinto quello che è stupefacente è l’utilizzo dello stesso che venne adottato a suffragio delle proprie tesi, in un periodo in cui faceva comodo una certa interpretazione e la stessa venga stravolta in seguito quando i tempi , la politica propagandistica, una esigenza di protezione ecclesiastica lo rendono necessario.
Anzi lo stesso dipinto è stato esaltato e messo addirittura come copertina di un opuscolo che vuole presentare arkeon nel suo insieme, ma soprattutto come strettamente collegato ai valori cristiani…..
Altro che ispirazione cristiana…solo manipolazione e tornaconto personale!
Lupo