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giovedì 19 agosto 2010

Guida spirituale?



Leggo in questi giorni vari articoli sul francescano Tomislav Vlasic 'padre spirituale" dei sei ragazzini che improvvisamente cominciarono a riferire di vedere ogni giorno la Madonna a MEDJUGORJE
e mi viene in mente un post che ha molte attinenze con l'argomento..



Ho fatto parte di Arkeon fin dai tempi nei quali ancora aveva il suo vero nome e ne sono uscito da circa tre anni, con un enorme dissesto finanziario ( ho speso circa 70,000 Euro) e con un senso di solitudine ed abbandono agli inizi devastante. Sui soldi io e mia moglie ancora ci diamo degli imbecilli da soli, quindi tranquilli potete affondare il colpo, sui sentimenti è stata dura inizialmente, vivere il famoso gioco"del sei fuori quindi sei una merda". Quando ho lasciato è stato per ragioni finanziarie e perchè divenute insostenibili ai miei occhi e al mio cuore le contraddizioni e le sciocchezze alle quali assistevo sistematicamente sia nei seminari week- end che negli intensivi. Tornano i ricordi:Reiki,serate soft, rapporti sinceri,quasi"goliardici". Ad un certo punto dopo varie avvisaglie, ad una riunione di Maestri a Sabaudia, inizia il delirio di onnipotenza di Vito : sempre più bisogno di persone ai seminari, visibilità sociale " uscire nel mondo",Reiki non esiste più, io porterò nel mondo la nostra parola. Ricordo con ansia la sera di gala dove Vito tagliava la torta e sentivo paura non tanto per quello che diceva ma come lo diceva. Si parlava come ad una squallida convention aziendale. Nel frattempo intensivi su argomenti vari e spesso completamente fuori da un concetto di realtà. Vito ha dato il Master e quindi la possibilità di condurre seminari a persone che fino a 10 giorni prima facevano i commercianti, gli impiegati, i ristoratori, con enorme rispetto, sia chiaro, per queste categorie. Un potere dato da lui sulle persone. Oggi trovo inaccettabile il io non sapevo, io non vedevo, no Vito questo è di una bassezza unica. Molte persone che si sono allontanate, credetemi gente di spessore, onesta nelle intenzioni, come Piero, Pierluigi, Francesco L., Manuela ed altri ci hanno provato a fermarlo, eccome! Carlo forse ricorderà gli urli di quella riunione a Sabaudia. Intensivi con evidenti danni terapeutici fatti sulla pelle delle persone, anche se terapeutico è assolutamente improprio. Quello che io ritengo grave è che su tante persone si è giocato uno squallido tentativo di induzione, una forzatura che diceva. " il lavoro funziona, se tu non cambi sei in processo o proprio da buttare. Signori l'ho già detto in altre sedi, ad esempio la trasgressione creativa è una proiezione malata, pensate all'uomo che ha bisogno del permesso di Vito, di un altro uomo per tradire la compagna, pensate ai sentimenti delle donne tradite e questo doveva risvegliare nella donna l'eros nascosto. Poi e questo non me lo leva dalla testa nessuno, Vito dava il permesso solitamente a quelli che da soli non avrebbero mai avuto il coraggio di cercarsi un'altra donna, anche solo per fare sesso.Credetemi il no limits in confronto è una barzelletta in confronto al dolore che ho visto negli occhi di molte donne. Avevi voglia di condividere i dubbi al Moccia, da circa quattro anni aveva smesso di ascoltare perchè nel suo ordine mentale esisteva:1) il " riconoscimento accademico-aziendale-clericale- vaticano, con la v volutamente minuscola, perchè assistere ad un prete che deve dire ad una suora con la quale aveva una relazione che l'aveva tradita con un'altra suore, onestamente è squallido.2)Soldi, 3) Come detto un riconoscimento sociale, cosa sulla quale anche la di lui signora ha le sue belle colpe. Guida spirituale, ma per favore!Io sono l'ultimo a scandalizzarsi, ma per piacere diamo il giusto valore alle cose. Poi gli intensivi, capitolo a parte che meriterebbe ore ed ore...Tutto sulle fragilità di molti, fragilità psichiche spesso anche evidenti. E' su questo che farei rendere pesantemente conto, anche a chi non ha saputo fermare questo delirio. Sull'aspetto fiscale, perchè anche li di impicci ne sono stati fatti non pochi.In ultimo un saluto a Carlo che spero di incontrare presto e quello che mi rassicura della Dott.ssa Tinelli è che quello che sento è che non ha rivendicazioni personali o interessi strani, ma la sento onesta nelle intenzioni. Non la conosco di persona, ma mi fido molto di quello che sento. In ultimo,oggi sono un uomo, un marito, un padre libero con le proprie contraddizioni, felice di averle. Ho condotto per circa un anno e mezzo un gruppo,quello che mi fa stare tranquillo è che ci sentiamo per salutarci in allegria, per mangiarci una pizza quando le distanze non ci separano, che ancora nessuno mi ha accusato di aver fatto del male. Questo mi piace, il pantano di prima era da tempo che non mi piaceva più.
Un saluto a tutti

Pietro

venerdì 7 maggio 2010

Ho visto...

Secondo me bisogna fare una distinzione fra quelli che si allontanano temporaneamente dal gruppo senza per questo contrapporsi alle credenze e al maestro e quelli che escono dal gruppo con un atteggiamento critico nei confronti del lavoro e dell'opera dei maestri.
Nel primo caso non c'è problema a riprendere i seminari anche a distanza di anni, mentre nel secondo caso è difficile che uno riesca a rientrare anche se si cosparge il capo di cenere.
Tutto dipende comunque dalla relazione che si ha con il maestro e dal tipo di critica che gli si rivolge, nonchè da quanto si sia simpatici allo stesso.
Ho visto persone porsi in contrasto col maestro ma con la volontà di interpretare questo contrasto come una loro personale forma di processo, o comunque disponibili ad accettare la spiegazione (del maestro) che le loro critiche derivassero da una mala interpretazione di ciò che stava succedendo. Se queste persone erano simpatiche al maestro o potevano in qualche modo risultare ancora utili, egli usava tutto ciò che era in suo potere per far capitolare il ribelle: lunghe spiegazioni del suo processo, coinvolgimento del partner per ricondurlo sulla "retta via", pressioni di vario tipo, non ultima quella degli "amici" del gruppo.
Se, invece, la persona era già poco simpatica al maestro o stava diventando più dannosa che utile dimostrando poca disponibilità ad interpretare le sue critiche come il frutto di un suo processo personale, allora veniva allontanata senza pietà e rimorso alcuno. In questo caso, il fuoriuscito veniva tagliato fuori completamente dal gruppo, il maestro si rendeva irraggiungibile con un atteggiamento che di disponibilità non aveva più neanche un'ombra (sicuramente inequivocabile) e non perdeva occasione di criticare quella persona alle sue spalle con i membri del gruppo.
Ho visto una maestra venire buttata fuori da un seminario perchè aveva chiesto al maestro di fatturarle l'intero importo pagato per il master (20 milioni di allora) e non solo una piccola parte com'era in uso qualche anno fa. La maestra gli aveva detto: "Io fatturo tutto, perchè tu no? Per una questione di integrità, fatturami tutto anche tu." Davanti a questa domanda, il gruppo si era scandalizzato e alcuni l'avevano aggredita con odio perchè aveva osato ribellarsi al maestro. Il maestro, dal canto suo, le aveva detto che le avrebbe fatturato l'intero importo da lei pagato, ma che non si sognasse di rimettere mai più piede dentro a un seminario. Quando questa signora, che peraltro pare non si riuscisse a staccare del tutto dal maestro, si presentava ai seminari o alle varie riunioni dei maestri con la scusa di salutare nessuno la considerava, veniva trattata con estrema freddezza e addirittura fuggita dai membri del gruppo come appestata. Il maestro le propinava il suo sorrisetto sadico, la salutava e poi la invitava ad andare dicendo di lei le cose peggiori una volta che la signora aveva messo piede fuori dalla stanza.
Stessa sorte era toccata ad un'altra maestra che, davanti all'introduzione di quel bello strumento d'evoluzione personale che è la TC - trasgressione creativa - aveva osato domandare al maestro se quella nuova tecnica arkeoniana non celasse un suo desiderio inconscio di tradire la moglie... apriti cielo. La signora non è stata più vista ai seminari e di lei sono state dette varie cose: zitella perversa, una in processo irrecuperabile, che non voleva vedersi le sue cose ecc., in pratica, il solito.
Potrei portare altri esempi, soprattutto dell'opera di denigrazione fatta contro tutti i fuoriusciti che hanno osato sollevare critiche scomode prima di andarsene. A qualcuno hanno fatto arrivare decine e decine di denunce.... ma sono cose risapute, basta leggere qualche post su questo argomento in questo stesso forum. (cesap)
In arkeon non si torna se ci si osa contrapporre, neanche col capo coperto di cenere. Ma, che io sappia, chi ne esce davvero non è più intenzionato a rimetterci piede, per fortuna.
Questo è quello che io ho visto. Se ci sono persone che hanno visto altro, sarò ben lieto di leggere l'altra versione.

Tiresia

lunedì 19 aprile 2010

(10) Di cosa succede all’ Intensivo, altrimenti chiamato seminario residenziale “The Spirit of the Earth”

Quinto giorno di intensivo

Dopo il ki-training e la colazione, si va al tempio e ci si riunisce sul prato che si trova, guardando il tempio, a sinistra. Si fa un cerchio in piedi e il maestro spiega l'esercizio dei guerrieri.
Gli uomini devono tirare fuori il guerriero che è in loro e che è emerso durante gli esercizi del giorno prima. Si posizionano ad una certa distanza uno dall'altro e le donne devono scegliere il guerriero del quale vorrebbero essere la "squaw". Un guerriero può avere anche più di una squaw, viene detto dal maestro. Anche chi è già accoppiata deve comunque andare davanti al suo compagno e chiedere se può essere la sua squaw (ci possono anche essere delle spiacevoli sorprese se lui, in fase di trasgressione creativa, rifiuta la sua compagna, ma questo fa parte di una più vasta azione sulle coppie dove ogni mezzo è lecito per piegare la volontà di quello che dei due è ricalcitrante). Oppure, sempre in fase di TC -trasgressione creativa - lui può accettare anche un'altra squaw insieme alla sua legittima compagna e anche questo non è certo piacevole per lei (... come si dice? Cornuta e mazziata?) considerando che il tutto viene fatto pubblicamente e che la malcapitata non solo deve fare buon viso a cattivo gioco ma si sente anche dire dal maestro che la responsabilità di quella situazione è sua per i suoi vari processi non risolti con la madre-pedofilo-parte perversa ecc ecc.
Ci sono inoltre le nuove coppie in formazione sotto la paterna guida del maestro che spinge il guerriero ad accettare questa o quella squaw, secondo il progetto che ha in serbo per lui e altri casi che non sto a descrivere perchè mi sembra che sia abbastanza ciò che ho detto in proposito. Faccio solo notare che non vi è mai il caso di una squaw con 2 guerrieri, almeno, io non l'ho mai visto.
Una volta che tutti sono accoppiati o pluri-accoppiati, il maestro dice che la/le squaw deve dipingere il suo guerriero con i colori di guerra (forniti dal maestro) cercando di "cogliere lo spirito del singolo guerriero". Ogni squaw deve anche dare un "nome di guerra" al suo guerriero, nome che deve esprimere la sua "essenza di guerriero".
Quando i guerrieri sono tutti dipinti ed è stato dato loro il nome di guerra, un assistente (spesso la moglie del maestro) si mette a battere sul tamburo più grande e a quel suono i guerrieri scelgono l'avversario con cui si vogliono misurare nella "lotta sacra". Seguono vari combattimenti con urla di esultanza da parte del pubblico che acclama i vincitori di volta in volta.
Questo esercizio dura diverse ore e si svolge sotto un sole cocente (d'estate) e comunque all'aperto anche d'inverno. A questo esercizio partecipa solitamente anche il figlio del maestro che spesso assiste sia ai preparativi che ai combattimenti seduto sulle spalle di suo padre (almeno, quando era più piccolo, non so adesso che sarà cresciuto dove vada a posizionarsi).
Finito l'esercizio, si va a mangiare tutti ringalluzziti da questa espressione di energia maschile.

Dopo pranzo ci sono un paio d'ore di intervallo in cui però non si esce dall'agriturismo. Verso le 17 circa i lavori riprendono con l'esercizio del fuoco sacro.

- continua -

Tiresia

giovedì 18 febbraio 2010

Di come tanti perdano la compassione verso gli altri

Una cosa spiacevole che ho visto accadere in molte persone che frequentano il gruppo e che è accaduta anche a me nei tempi in cui lo frequentavo, è la perdita di compassione verso gli altri.
Apparentemente, soprattutto durante il lavoro sulle emozioni, le persone sembrano offrirsi un reciproco sostegno, abbracciandosi, lacrimando con partecipazione quando ascoltano le tragiche condivisioni di altri, condividendo il proprio dolore (passato o presente) a chi sembra attraversarlo in quel momento. Questa parvenza di compartecipazione e sostegno offerto agli altri cominciava (e forse comincia ancor oggi) durante l’esercizio di apertura del seminario di primo livello quando le persone venivano invitate a fermarsi a caso davanti agli altri e a guardarli negli occhi dicendo la frase “Ti offro tutto il mio supporto e il mio amore”.
Ma, agli occhi dell’osservatore attento, non potrà sfuggire il fatto che gli abbracci e le manifestazioni di compassione cui si assiste durante il seminario sono abilmente pilotati dal maestro durante il lavoro. E’ infatti molto spesso il maestro che, con un cenno, invita i membri del gruppo ad abbracciare e consolare alcuni di quelli che manifestano dolore emotivo durante il lavoro, soprattutto durante il lavoro sulle emozioni.
Nel tempo, mi son fatto l’opinione che tutte queste grandi manifestazioni di reciproco sostegno e compassione siano fondamentalmente indotte, non veramente sentite e non dubito che all’occhio dell’attento osservatore non potrà essere sfuggito quanto segue:

1. Gli abbracci, come dicevo, solo raramente vengono offerti spontaneamente, la maggior parte delle volte si abbraccia dietro suggerimento del maestro (più volte ho visto persone piangenti in mezzo al cerchio che sono state “spontaneamente” abbracciate dagli altri solo quando il maestro ha detto: “Chi si sente di dare il suo abbraccio a Pinco Pallino può farlo ora”, così come ho visto il maestro fermare persone che volevano abbracciare qualcuno “al momento sbagliato” perché in quel modo si sarebbe “distratto” l’altro impedendogli di sentire per bene il suo dolore.

2. Se una persona è compassionevole veramente, lo è sempre, e non dovrebbe fare distinzioni fra il partecipare al dolore espresso durante il “lavoro” e il dolore espresso in altre sedi, come per esempio hanno fatto le persone che hanno scritto sul forum di questo sito e che non sono state considerate degne di ricevere una sola parola di conforto per quello che avevano vissuto e subìto a causa del “lavoro”. Si vedano ad esempio i post “Una mamma che dice basta a arkeon”, o “Siamo soli”, o “Arkeon” di Milena o tutti gli altri post che parlano di situazioni tristi e drammatiche che si sono create all’interno di tante famiglie a causa delle belle teorie propagandate da questo gruppo (che poi, vale la pena ricordarlo, son tutte frutto di una sola mente e non v’è traccia di un riconoscimento ufficiale circa la effettiva validità e fondatezza di queste belle teorie al di fuori del gruppo stesso!). Oppure si possono ricordare le parole di quella signora, membro del comitato scientifico del gruppo che, durante la trasmissione “Mi manda Rai 3” ha affermato che le testimonianze delle decine e decine di persone che hanno manifestato sofferenza o denunciato abusi psicologici subiti all’interno di questo gruppo “non la preoccupano” (!?!).
A onor del vero, qualche aderente al gruppo che ha scritto sul forum, ultimamente, ha espresso solidarietà a quelli che hanno detto di aver subito abusi, ma dopo quanto tempo? E solo dopo che più volte era stato notato che nessuno del gruppo lo aveva fatto.

3. Comunque, ho avuto modo di notare che la compassione verso chi manifesta sofferenza all’interno del gruppo non viene elargita a tutti i sofferenti, ma solo a quelli che dal maestro vengono giudicati “degni” di riceverla. Mi spiego raccontando un triste episodio di cui sono stato personalmente testimone, accaduto durante un seminario in una città del Veneto.
Una signora, che non era simpatica al maestro (si nota subito se qualcuno gli va a genio o no) era venuta al seminario già in una condizione di sofferenza emotiva evidente in quanto suo marito, uno dei maestri di arkeon, poco tempo prima aveva cominciato una relazione con un’altra donna (in questo indubbiamente stimolato dal maestro e dalla sua bella teoria della trasgressione creativa). Al seminario erano presenti sia il marito che l’altra. Ora, già al momento dell’arrivo di questa signora il grande maestro aveva cominciato a preparare il “terreno psicologico” su cui la poveretta doveva venire accolta, sibilando in modo ben udibile da chi gli stava intorno frasi del tipo: “ Come si permette, questa, di farsi vedere” e “Suo marito è già incazzato perché è venuta” e “Ora ne vedremo delle belle” ecc. oltre a profondersi in varie e ben visibili manifestazioni di affetto e solidarietà verso il marito e l’altra (che, a differenza della poveretta, era molto simpatica al maestro e godeva di una situazione emotiva ben diversa in quanto era, ai tempi, una di quelle che venivano definite dal grande maestro “una donna che aveva fatto il passaggio”).
Durante il momento della condivisione, il grande maestro aveva fatto mettere la poveretta in ginocchio davanti all’altra (ve lo potete immaginare cosa poteva provare e come si poteva sentire? Pensate che era sposata da oltre 20 anni e aveva 3 figli!) e le aveva detto di esprimere quello che sentiva. La povera signora aveva anche cercato di contenersi e in certo modo, cercando di far buon viso a cattivo gioco, non aveva espresso tutta la rabbia legittima che sentiva, ma aveva detto all’altra “Ti affido mio marito e spero che tu gli faccia un c… così, cosa che io non ho mai fatto”. Ora, non credo ci sia bisogno di essere grandi psicologi per capire che, in quella situazione, la signora aveva cercato di contenersi molto, anche perché le donne che dovevano “subire” la trasgressione creativa del marito venivano sottoposte ad una fortissima pressione psicologica da parte del maestro e del gruppo per far sì che il loro atteggiamento non fosse di rabbia verso il marito, ma di rabbia verso loro stesse per non essere state all’altezza di tenersi il marito e averlo “costretto” alla trasgressione creativa come ultimo tentativo di farle “rinsavire ed uscire dalla loro perversione”. Credo che ci fosse, nella signora, ancora la speranza che il marito sarebbe poi tornato da lei, cosa che poi non è successa.
Invece di avere un po’ di comprensione e misericordia per il legittimo vissuto di quella signora, che, secondo il mio modesto parere, giustificava l’aggressività presente nelle parole che aveva pronunciato, il grande maestro le aveva considerate pubblicamente come una prova della sua intrinseca perversione e questo giudizio era stato subito acriticamente accettato da tutto il gruppo tanto che, alla fine di quella condivisione, la signora era svenuta in mezzo alla sala e nessuno, dico NESSUNO (purtroppo, me compreso) aveva fatto neanche il gesto di avvicinarsi per aiutarla o offrirle un po’ di comprensione e conforto. Dopo essere rimasta a terra per un po’, la signora se ne era andata in lacrime, completamente sola, seguita da commenti che di misericordioso non avevano alcunché. Lascio al lettore le dovute conclusioni. E a coloro che si professano buoni cattolici riporto questa frase:

2447 Le opere di misericordia sono le azioni caritatevoli con le quali soccorriamo il nostro prossimo nelle sue necessità corporali e spirituali [Cf Is 58,6-7; Eb 13,3 ]. Istruire, consigliare, consolare, confortare sono opere di misericordia spirituale, come perdonare e sopportare con pazienza. E il link da cui è tratta : http://www.corsodireligione.it/etica/morale_crist_7.htm-continua -
Tiresia

venerdì 29 gennaio 2010

Strumenti psicologici di controllo delle persone

Voglio parlare adesso di quelli che considero strumenti di pressione psicologica sulle persone che ho visto applicati negli anni dal maestro in varie forme.

Il “fare il passaggio”.
Grande creazione di stress viene fatta ripetendo a una persona che “non ha fatto il passaggio” , questo misterioso “passaggio” che viene riconosciuto come fatto solo dal maestro. Le persone che vengono definite dal maestro come quelle che “hanno fatto il passaggio”, vivono all’interno del gruppo il loro momento di gloria. E’ una sorta di riconoscimento che si è lavorato bene e cambia il modo di relazionarsi con le altre persone.Ho spesso avuto modo di notare come gli uomini e le donne cui era stato dato questo riconoscimento assumessero un atteggiamento un po’ arrogante nei confronti degli altri, come se fossero persone realizzate, in qualche modo superiori alle altre che stavano “ancora in processo”. E anche in questo gruppo, come purtroppo in molti gruppi di qualsiasi genere, si crea una sorta di capannello di eletti che ruotano intorno al maestro, si siedono vicino a lui sulle sedie ai seminari, lottano per accaparrarsi i posti più vicini al maestro a tavola e tanti simili episodi che, secondo me, denotano una piccolezza di fondo. Tornando al nostro “passaggio”, esso non è mai definitivo perché in qualsiasi momento il maestro può dire che uno lo ha fatto solo apparentemente o che è “tornato indietro” quindi togliere il riconoscimento a quella persona, così torna ad essere una persona “in processo”. All’interno del gruppo, chi non viene riconosciuto come uno che ha fatto il passaggio viene isolato.Sull'isolamento all'interno del gruppo bisogna ricordare che vi incide molto il concetto, più volte ricordato dal maestro, delle energie simili che si attirano, che viene anch’esso usato in modo strumentale, per cui, all’interno del gruppo, devi sempre stare attento alla persona con cui ti relazioni (addirittura alla persona con cui parli o a cui ti siedi vicino) perché se essa è riconosciuta dal maestro come “in processo” o "sfigato", automaticamente è in processo o sfigato anche chi si relaziona con questa persona.Ma perché vengono create queste tristi situazioni, all’interno del gruppo? Forse perché servono all’evoluzione personale? Magari il maestro è anche abile a farlo credere, secondo me però il motivo è un altro, più semplice e più triste: se fai sentire qualcuno sbagliato, è molto più facile manipolarlo. Se porti qualcuno a credere che in un solo ambito, quello di Arkeon – chiamalo così o con qualsiasi altro nome – tu puoi trovare amore, comprensione e fratellanza perché il mondo là fuori è tutto cattivo e perverso, ecco che ti basta la velata minaccia di buttarti fuori per controllarti e condurti su strade che non percorreresti altrimenti. Oltre a questo, vi è una forte creazione di stress dovuta al fatto che è difficile capire cosa si debba fare o come si debba essere per “fare il passaggio”, quindi viene generato uno stato di confusione e paura nella persona che teme, se non ha fatto il passaggio e non sa come farlo, di poter essere buttata fuori dal gruppo e perdere così l’unico punto di riferimento affettivo che le è rimasto, dato che intorno le è stata fatta terra bruciata (ricordiamo che molti lasciano famiglia e amici perché perversi). Questo condizionamento è tanto più forte quanto più la/il propria/o partner è coinvolto e, invece, riconosciuto all’interno del gruppo. Perché se non sei come il gruppo vuole, rischi di perdere la tua compagna!Quando, per vari motivi, questa pressione psicologica non è sufficiente a “far fare il passaggio” al compagno/a, allora si viene incoraggiati a minacciare di lasciarlo/a. Di solito, a questo punto, molti capitolano. Perché a volte è meglio inghiottire che vedere il proprio matrimonio rovinato. E quanti ne ho visti, ai seminari, togliersi la fede e restituirla al compagno/a. O buttarla nel “sacro fuoco dell’intensivo” offrendo a Dio! la propria ritrovata libertà….

La “trasgressione creativa”.
Questa “meraviglia” l’ho vista applicare solo a donne che non avevano intenzione di “piegarsi”. Se la moglie oppone troppa resistenza al “passaggio”, salta fuori la mitica “trasgressione creativa”, agita o solo minacciata, che è una delle più brutte e cattive violenze psicologiche che si possano fare ad una persona: bisogna assistere al tradimento del proprio partner che rivolge le sue attenzioni a una del gruppo che “ha fatto il passaggio” o comunque è “più affidata” stando zitte e accogliendo quella “punizione” perché non si è fatto il passaggio. Allora, o diventi come vuole il maestro e di conseguenza come vuole il gruppo pilotato dal maestro, o vieni lasciata da tuo marito per un’altra donna più docile e “allineata”. E con quale soddisfazione ho sentito il maestro raccontare come queste donne abbandonate passavano le loro giornate a piangere o urlare la loro impotente rabbia al telefono, con lui che non perdeva occasione di girare il coltello nella piaga. Credo che qui si possa ben parlare di sadismo allo stato puro, che viene mascherato da strumento di evoluzione. Questa situazione porta molto spesso una persona a dover sottostare ad umiliazioni e a prostituirsi, in senso psicologico, per non perdere la persona amata e che spesso è rimasta l’unico riferimento affettivo che ha nella vita. Ho anche sentito dire, da chi l’ha vissuto, che questo spesso porta anche a meditare il suicidio.Col nome di “trasgressione creativa” vengono definite anche altre “pratiche” che ho sentito il maestro consigliare alle persone di mettere in atto per trasformare o risolvere varie situazioni. Si andava dal consigliare a comunisti convinti di votare il buon Silvio, al mangiare cose che si avevano in odio, e chi più ne ha più ne metta. La teoria che sta alla base di queste “trasgressioni creative” è che facendo qualcosa che non si sarebbe mai fatto o voluto fare, si va a rompere uno “schema mentale” della persona che le impedisce di fare scelte diverse. Un po’ astrusa la scusa, mi sembra, ma questa è una mia opinione.
Tiresia
- continua -

martedì 16 giugno 2009

Questa è la mia verità

Vediamo Cri cosa vuoi sentirti dire?Sembra quasi che se su questo forum nn si scrivano cose decisamente brutte non và bene.La mia eperienza è semplicemente quella di una donna che ha seguito il suo compagno in questo percorso e ke non ha nessuna intenzione di lasciarlo anche se spesso è
soggetta ad alti e bassi che sinceramente mi destabilizzano,ke sono dovuti in parte a quello ke viene detto nei seminari.Vuoi un esempio?Vediamo se con una trasgressione creativa ti svegli!Minacce di questo tipo,ma fortunatamente non portate abuon fine da parte del mio compagno.Oppure tu non mi dai la direzione.....etc ,etc,oppure i tui problemi nascono dal rapporto con tua madre....,tuo zio ha abusato di te....tu hai un legame erotico con le tue amiche,cugine etc etc...le solite cose sentite nei seminari!Sai quante volte ho pensato di mandarlo al diavolo,sai quante volte è stato sul punto di mollarmi davvero,mi ha anche cacciata di casa più volte,ma io non sono mai andata via.Forse penserai che sono una pazza,una stupida ke stà ancora con questa persona,ma vedi Cri esiste una parola che si chiama amore ed un'altra che si kiama fede in Dio che mi dà la forza di andare avanti e di continuare a stare accanto al mio compagno ed accompagnarlo anche in questo grande casino in cui si ritrova Arkeon.E se le cose dovessero andare male per Arkeon e dovesse venire fuori ke il fondatore è davvero un imbroglione e ci ha preso davvero per i fondelli, io sarò accanto al mio compagno a sostenerlo e continueremo insieme il nostro percorso.Questa è la mia verità,altre cose le ho raccontate in risposta nei vari post.


Tu dici:": quando ci si poneva all'interno del cerchio per condividere qualcosa, non era un abuso quando ad occhi chiusi la persona veniva sollecitata ed incitata dagli altri cerchisti (magari con insulti) a ricordare degli stati d'animo spesso innestati? Tutte le condivisioni a cui ho assistito sono sempre state fatte ad occhi aperti e nn ho mai visto nessun cerchista incitare anche con insulti nessuno,in nessun seminario ed intensivo.Le condivisioni non le ho mai vissute come abusi.Calci e botte mai visti.Famiglie sfasciate si, aborti consigliati no (se fosse stato detto a me non avrei assolutamente ascoltato il mio maestro.)Coppie formate ad insidacabile giudizio del maestro,si.
acquamarina

sabato 13 giugno 2009

Voleva attirare l'attenzione,esperienza umiliante

Ciao Tiresia,non mi stupisce affatto l'episodio che hai raccontato della signora che è svenuta ,nel senso che tutte le persone lì presenti sicuramente avranno pensato che quella donna voleva attirare l'attenzione su di sè e creare sensi di colpa nei confronti dell'ex marito etc.etc. e le solite tiritere.....Mi dispiace molto per quella donna credo che sia stata un'esperienza assolutamente umiliante e che si sia sentita veramente sola.
Ma per tutti gli arkeoniani convinti ovviamente era tutto normale,infatti ti sarà capitato qualche volta di ascoltare il grande maestro che raccontava dell'episodio accaduto ad un intensivo dove sua moglie Isa era svenuta e lui non era andato a soccorrerla perchè per quello era solo un modo per distoglierlo dall'intensivo e richiamare l'attenzione su di sè.
Infatti racconta sempre sorridendo,che lui non l'ha curata e lei è rinsavita naturalmente.
Mi capita a volte di stare male ed il mio compagno fa finta di niente,però sai se mi dovesse capitare qualcosa di grave a volte temo .....
A proposito di trasgressioni creative,ma tu sai se per caso anche il grande maestro ne ha fatta qualcuna nei confronti di sua moglie Isa,visto che dice sempre che per raddrizzarla a dovere e tu sai cosa intendo,sono passati 5 anni,o questo vale solo per le donne degli altri?.
Ti ringrazio per tutte le cose che scrivi, sei davvero bravo ,ma a parte le teorie varie che hai esposto in maniera eccellente,ti ringrazio soprattutto per la testimonianza del gris....Nei mesi successivi alla trasmissione di Costanzo ,il grande capo ha detto che aveva chiesto a Padre Raniero Cantalamessa di dargli un solo motivo per non fare più Arkeon e lui l'avrebbe fatto,ma a quanto pare a sua detta Padre Raniero Cantalamessa gli ha risposto vai tranquillo e continua.Ma come si fa a contattare Padre Raniero Cantalamessa?Dimenticavo, l 11 settembre 2004 c'è stata la trasmissione "A sua immagine" dove Vito è stato intervistato....mi domando se Padre Raniero sapesse veramente di tutto quello che accade in Arkeon.Altra cosa in Arkeon si dice sempre che questo è un lavoro protetto da Dio e che come tale non dobbiamo avere paura di niente,anche di tutto il gran casino che stà accadendo,vedremo Vito Carlo Moccia se è davvero così,tu che professi tanto la grandezza della verità e la sua onorabilità,per me hai già perso e tutti i miei dubbi si stanno chiarendo,purtroppo invece chi mi vive accanto si comporta come le tre scimmiette della telecom....Ricordati Vito Carlo che se stai mentendo che se il tuo metodo che tanto proclami,che invece a me sembra uno stereotipo delle varie psicosette presenti nel mondo,è un bluff ne dovrai rispondere .Dio solo sa la verità.Mi dispiace solo per il mio compagno che tanto crede in te ,credo che se le cose andranno male ,tu sarai la più grande delusione della sua vita!
acquamarina