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sabato 16 gennaio 2010

Il Pedofilo – la sua funzione

Il Pedofilo, come funzione principale, ha quella di essere uno strumento nelle mani della madre che lo utilizza per il suo fine, che è poi sempre quello di tenere legati a sé i figli impedendo loro di crescere psicologicamente e diventare adulti liberi, realizzati e felici in una “normale” relazione di coppia. Sì, perché il terrore ultimo della Madre, avendo anche lei un Vuoto interiore creato a tempo debito dalla sua, è poi quello di rimanere sola, di venire abbandonata! Il Vuoto della Madre è il motore che la fa agire in tale modo perverso (e per fortuna viene detto che, almeno la maggior parte delle volte, essa agisce in modo inconscio, altrimenti sarebbe proprio una sorta di mostro mostruoso, questa madre!).Il pedofilo che entra nella vita dei figli, il più delle volte è portato dalla madre (che è Colei che “consegna i figli al Pedofilo”) ma può essere portato anche da nonne o zie o sorelle che si prestano a sostituire la madre in questa funzione, sempre d’accordo con lei, però.Vediamo come agisce questo famoso pedofilo e chi è. Di solito, il pedofilo è un parete stretto della madre, può essere il fratello, il cugino, il padre (nonno del figlio/a), un amico intimo di famiglia. Più raramente il pedofilo appartiene alla famiglia del padre, ma può succedere quando vi siano uomini che hanno “scelto” di essere “ometti” della loro madre, quindi della nonna paterna (prego notare che le donne sono tutte collegate e complici nella loro perversione).Il pedofilo abusa sessualmente del bambino/a entrando in relazione con lui/lei da uno spazio affettivo, presentando l’abuso come un bel gioco da giocare insieme, in segreto, però, perché nessuno lo deve sapere, altrimenti Lui se ne dovrà andare. Soprattutto, non sono cose da dire al padre. E qui fa capolino un altro concetto, quello del “patto segreto” che il bambino suggella col pedofilo (e anche con la madre, sia indirettamente che direttamente quando capita, come viene detto, più volte, che il bambino, ad un certo punto, parli di questo abuso alla madre, ma spesso lei mette tutto a tacere e si raccomanda di non dirlo al padre (perché si arrabbierebbe moltissimo, perché non capirebbe ecc.); il bambino/a, naturalmente mantiene il segreto, ma questo va a ledere ulteriormente il rapporto col padre). Per spiegare la relazione bambino/pedofilo il maestro afferma che in genere, nella fase iniziale, il ruolo del bambino è solo passivo, ma col passare del tempo, dato che lo considera un bel gioco, comincia ad assumere un ruolo attivo, a cercare spontaneamente il pedofilo per “giocare”. A questo punto il pedofilo si “spaventa” e cerca di sottrarsi alla relazione che percepisce gli stia sfuggendo di mano. Il pedofilo, con varie scuse e pretesti, abbandona allora il bambino, che non riesce a capire come mai ha perso il suo “compagno di giochi” segreto e se ne fa una colpa. Si insinua nel bambino il dubbio di avere fatto qualcosa di sbagliato, qualcosa che ha fatto andare via il suo amato pedofilo (sì, viene detto che di solito il pedofilo è una figura amata dal bambino) e nasce così un altro senso di colpa. A questo punto il bambino ritorna dalla madre (o in modo concreto, raccontando l’esperienza, o in modo psicologico, cercando in lei un rifugio e una consolazione al dolore che prova per l’abbandono subito), ma la madre non lo consola per l’abbandono subìto ma assume un atteggiamento volto ad amplificare il senso di colpa. Qui la casistica è varia: alcune madri assumono atteggiamenti vissuti dal bambino come “strani” e gli dicono di non parlarne con nessuno, in special modo di non parlarne col padre, altre sdrammatizzano e confidano di aver avuto la stessa esperienza quando erano piccole, altre ancora dicono di non credergli ecc ecc. Fra le madri che non si sono “fatte il lavoro” pare che vi sia una certa carenza di risposte “sane” se il figlio riferisce di aver subito un abuso sessuale.A mano a mano che il tempo passa, il bambino rimuove il ricordo della relazione avuta col pedofilo che diventa una figura interiore (così come diventano figure interiori la madre e il padre). Gli effetti di questa relazione, però, continuano ad essere presenti nella vita dell’adulto in vari modi. Farò qualche esempio (e qui mi baso su casi che ho sentito raccontare e spiegare durante vari seminari):1) Se una donna ha subito un abuso sessuale nell’infanzia ad opera del pedofilo avrà una parte del suo cuore consacrata a lui e al ricordo (rimosso) del loro meraviglioso rapporto che negli anni va assumendo una valenza quasi mitica, nella psiche inconscia. Ci sarà quindi, in quella donna, la ricerca continua di quella relazione che la spingerà ad incontrare figure maschili di cui si innamorerà perdutamente e che la abbandoneranno invariabilmente, ricalcando il modello della relazione bambina/pedofilo. La donna che mette in atto questo tipo di ricerca del pedofilo, viene indicata dal maestro come una che ha il “Cappuccetto Rosso process” (processo di cappuccetto rosso) che ho visto ricordato in qualche post. Il maestro spiega che Cappuccetto Rosso viene spinta fra le fauci del lupo/pedofilo dalla madre con la complicità della nonna che a sua volta ha subito un abuso perché nelle fauci del lupo ci finisce anche lei. Se questa donna sposerà un uomo che le ricorda il Padre Saggio (inconsciamente!), periodicamente lo tradirà con uomini che le ripropongono la relazione col pedofilo. Col pedofilo (o meglio, con l’uomo che richiama a livello inconscio questa figura interiore) di solito non ci si sposa, ma vi possono essere relazioni che durano anni. E’ il caso della donna che acconsente a fare l’amante di un uomo sposato che non lascia mai la moglie per lei e, quando l’amante comincia ad invecchiare, la lascia per dedicarsi interamente alla moglie o per un’altra amante più giovane. Comunque, viene detto dal maestro, se non si riconosce che si ha avuto una relazione col pedofilo (a meno di non appartenere al quel 2% di persone che non ne sono state vittima nell’infanzia) e non si fa un “lavoro” per ripulire lo spazio da lui occupato a livello inconscio, non si può pensare di poter avere una relazione sana e felice con un/una partner perché la “ricerca del pedofilo” continuerà ad essere attiva a livello inconscio e a creare le situazioni descritte (queste ed altre, il maestro in questo è molto creativo, per descriverle tutte ci si dovrebbe dilungare troppo e le teorie che voglio esporre sono ancora tante… spero ci sia qualche altra persona che ha assistito a tali “spiegazioni” del maestro e che abbia voglia di ampliare quel che io, per motivi di tempo, racconto brevemente). L’amico Lupo del forum l’ha detto, ai seminari c’erano sempre moltissime persone…. Possibile che non ci sia nessuno che si ricorda di quello che succedeva?2) Poniamo ora il caso di un uomo che abbia subito un abuso sessuale durante l’infanzia ad opera di un pedofilo maschio. A parte il senso di colpa che si crea in seguito alla relazione, nell’adulto, una volta che questa relazione sia stata rimossa dalla coscienza, può rimanere la convinzione di essere omosessuale poiché si è avuta una relazione sessuale con un uomo. Avremo quindi un omosessuale “migliore” rispetto a quello che risulta dal patto con la madre (di cui si è detto prima) in quanto, una volta ricordata la relazione avuta col pedofilo e risolto il “processo col pedofilo” questo individuo può volgersi ad una relazione eterosessuale soddisfacente e “sana”. E’ questo il caso di quegli “omosessuali redenti” la cui storia viene orgogliosamente presentata nei seminari come esempio del risultato miracoloso cui si giunge una volta che si risolva il “processo col pedofilo”. Questo tipo di abuso, però, non è detto che debba per forza sfociare nell’omosessualità vera e propria che può anche rimanere allo stato latente ed agire, in modo sempre incisivo ma non esplicito, nella relazione con gli altri individui di sesso maschile. Avremo allora persone che da una parte hanno un profondo desiderio di relazionarsi con altri uomini in modo affettivo perché, oltre che alla ricerca del pedofilo vanno alla ricerca del padre che è stato da loro allontanato dalla madre, ma non riescono ad avere con gli uomini una relazione “sana” in quanto sorge in loro una sorta di desiderio di vendetta o rivalsa nei confronti dello di un padre che non li ha saputi proteggere dall’esperienza del pedofilo, che non ha saputo “strapparli dalle grinfie della madre” e che vanno proiettando sugli altri uomini.Ci sono poi casi di uomini che nell’infanzia hanno subito l’abuso da parte di pedofili donne. Se le donne sono belle, come nel caso della zia del maestro che, lui racconta con affetto, abusò sessualmente di lui quando aveva circa 2 o 3 anni, non ci sono problemi. L’effetto nell’adulto è positivo in quanto la pedofila ha l’effetto di allontanarlo dall’energia erotica della madre, attraverso la sua, e quindi, in certo modo, lo libera da quell’influenza nefasta permettendo al bambino diventato adulto di volgersi senza sensi di colpa verso le belle donne e avere con loro diverse relazioni.Se la pedofila è brutta, però, l’effetto non è lo stesso. E qui il maestro racconta il caso di uno, mi sembra di Roma che, costretto dalla nonna ad avere rapporti orali (lui li praticava a lei) ha sempre una specie di smorfia di disgusto stampata sul viso che si porta dietro da allora e che da allora non ha mai abbandonato la sua faccia.

Tiresia


-continua

martedì 2 giugno 2009

Il gergo



Leggendo email che ricevo da coloro che hanno cnsciuto Arkeon, ma anche dai post qui inseriti, ho notato che esistono delle frasi o comunque una terminologia specifica che ha un preciso significato. Qualcuno vuole aiutarmi a decifrare i significati di alcuni termini, anche al fine di farli comprendere ai tanti parenti ed amici di aderenti a tale gruppo, che spesso raccontano di non riuscire a comprendre il linguaggio del proprio caro?
Lorita


Torno ora da un bel viaggio e vorrei fare i complimenti agli ultimi post che ho letto, danno molti spunti di riflessione.

Allora, vediamo un pò...sinceramente devo far mente locale perchè è un gergo che evito da tempo..Dopo la mia fuoriuscita per diverso tempo mi son stupita ogni volta che usavo la parola "processo" o "percorso" magari riferito ad un viaggio...

Aug ! Ok, approvo, sono d’accordo

Lavoro Ogni argomento approfondito dalla singola persona è un “lavoro” da affrontare”

Non è mai finita Frase ricorrente per dire che il percorso d’introspezione non finisce mai (soprattutto per i maestri che guadagnano sugli studenti)

Non c’è giudizio nelle mie parole.. Mai frase è stata così utilizzata per dar contro a persone che non la pensavano secondo il credo di Atkeon. Prima si dice : non c’è giudizio..e poi giù con le parole !!

Percorso o Cammino E’ un percorso il lavoro, il cammino idem

Lavoro Ogni argomento approfondito dalla singola persona è un “lavoro” da affrontare”

Percorso di crescita personale e di consapevolezza Frase usata di frequente per cercare di spiegare a chi ci chiedeva cos’era reiki o arkeon

Percorso di guarigione per se e per gli altri Idem

Percorso di crescita personale il lavoro su se stessi

Andare nel mondo Sperimentare ciò che si è imparato nei seminari al di fuori del cerchio, oppure eseguire un lavoro specifico di condivisione all’interno di un seminario.

La donna della mia vita . La madre oppure dopo la “pulizia” attraverso i lavori dei seminari ed il percorso di crescita : la fidanzata o la moglie

L’uomo della mia vita . Il padre ( ma solo per le donne) o il pedofilo (sostengono spessissimo che le donne ne abbiano avuto uno nell’infanzia; al punto che diverse se lo inventano o credono di averlo avuto. A volte dopo anni vanno a chiedere scusa ai famigliari che avevano creduto pedofili. E’ successo!!Dopo la “pulizia” attraverso i lavori dei seminari ed il percorso di crescita (?) : il fidanzato o il marito)

Fare pulizia Far chiarezza

Recidere i rami secchi ( tagliare i ponti col passato, con gli amici ritenuti sanguisughe o approfittatori, con i famigliari, ma sostanzialmente con persone che non comprendono i lavori)

Lasciar Andare Abbandonare un modo di fare, di essere, non avere più alcuni atteggiamenti

Cerchio Disporsi a cerchio nei seminari o intensivi dà la possibilità di sentirsi tutti uguali, il maestro non è in cattedra, ma sul loro stesso piano (figurativo!) Tecnica inventata da decenni in america dai codipendenti anonimi, così come tante altre tecniche da loro usate. Ho trovato alcune tecniche da loro usate in libri che ho letto e in film che ho visto..un mix di tecniche e di riti veramente inquietanti

Condivisione Ti esprimo il mio pensiero, ti voglio dire che (ti devo condividere)

Cerchio di condivisione Quando le persone disposte a cerchio parlano a turno a tutti o si dispongono uno di fronte all’altro, occhi negli occhi per dirsi qualcosa, oppure ancora quando qualcuno si dispone al centro del cerchio e parla agli altri

Processo Atteggiamento che disapprova i dettami dei maestri, dei partecipanti. Tu sei in processo con me significa : Visto che rifuggi il mio credo non puoi che essere in processo, quando lo scioglierai sarai guarito ed inizierai con un nuovo lavoro! Tutti i fuoriusciti sono in processo con il maestro, con il “lavoro su di se” ecc. Non capiscono che finalmente chi è uscito è libero da “ processi” creati ad ok per farti star male e per tenerti legata a loro!!
Ovviamente, per loro, tutti noi fuoriusciti siamo in Processo!!!!

Risentimento la formula diceva : “Io risento con te perché…..” un modo per esprimere il proprio disappunto su qualsiasi cosa su cui non si è d’accordo

Perverso/a Anche perverso significava un atteggiamento sbagliato e morboso. Dando molta più attenzione alle coppie, ultimamente le perverse erano le donne single che non bisognava lasciare da sole con i propri mariti o figli perché li avrebbero traviati da una famiglia sana!! Spesso capitava che la moglie chiedesse al marito se poteva dare in braccio il proprio bambino ad una zia che solo per il fatto che era sola era perversa!!

Sottomissione mogli sottomesse ai mariti che recitavano la frase : "mio signore padrone sono la tua schiava, fai di me quello che vuoi.."

Bolla Essere in bolla, ovvero non vedere, perché la mente è offuscata o annebbiata da pensieri fuorvianti. Appunto… loro sono in bolla, non i fuoriusciti.

Incantesimo Non un abbracadabra.. ma Sciogliere l’incantesimo o svelare l’incantesimo significava svelare i condizionamenti impartiti dai genitori che non ci permettevano di crescere..

GRAZIE Bisognava dire solo grazie quando qualcuno dava un suggerimento uno spunto di riflessione. E bisognava dire solo grazie anche quando qualcuno ci esprimeva il proprio risentimento per qualcosa. Il non rispondere in modo immediato ed automatico dava la possibilità di far sedimentare quelle parole dentro di noi. Se quanto stato detto aveva colpito nel segno… il grazie era introspettivo, altrimenti faceva scivolare quelle parole.

Far scivolare Quanto mi hai detto non mi appartiene e non mi ha minimamente scosso

E solo una tua proiezione E’ il modo per descrivere che quanto ti è stato appena detto non lo senti tuo, non ti senti in processo e ti scivola addosso.

Seminari Di primo o secondo livello, ovvero una due giorni ad eseguire cerchi, condivisioni, regressioni ipnotiche ecc. I nuovi subivano le 4 iniziazioni ed al secondo livello venivano insegnati i simboli per fare i trattameti a se stessi o agli altri a distanza....

Intensivi o residenziali Cinque giorni presso una struttura ricettiva per fare lavori deliranti in continuazione (no limits ed altri ..)

Intensivo o residenziale sulla morte Immagino sia un lavoro inquietante a cui non ho mai partecipato e di cui non posso raccontare. Mi avevano detto che che costa € 1.100. A proposito: qualcuno lo può raccontare? E' così bella la vita, perchè rinchiudersi in un posto per diversi giorni a parlare della morte?

Intensivo o residenziale sul denaro Conosco chi l’ha frequentato.. semplicemente un lavoro folle !!Gente obbligata a chiedere l’elemosina per strada o in un “lavoro – giochino” ha seppellito i propri soldi (oltre alla quota elargita per tre/cinque giorni in una struttura ricettiva). C’è chi ha seppellito 800 € e si è trovato con 50. Il commento? Non muovi l’energia giusta per diventare ricco!!!

Sacro Tutto era sacro…, soprattutto il “lavoro arkeoniano”

Fuoco sacro Il falò acceso l’ultimo giorno d’intensivo dove venivano bruciati ricordi materiali della vecchia vita (qualcuno ha bruciato addirittura un pianoforte!!!)

Premaster Un lavoro di 3 giorni presso una struttura ricettiva per far un lavoro sugli antenati e per impegnarsi a prendere il master entro un determinato periodo (tutti mettevano una firma su un quaderno del maestro e taluni scrivevano una data entro la quale avrebbero chiesto di prendere il terzo livello)

Master o terzo livello o insegnante di arkido. Un’iniziazione del metodo reiki usui terzo livello, pagato al maestro (spesso in nero )12.000 € circa !!!

Master trainig Corsi per maestri 800 € circa

Arkido, Insegnanti di arkido, ovvero persone che sono state iniziate al terzo livello

Arkeon Si arriva ad esser maestro di arkeon solo dopo aver svolto attivamente seminari di arkido e superato alcuni passaggi naturalmente (manco a dirlo..) costosi.!!!!!
Terrificante quanti soldi ti spillano negli anni...e se uno non ne ha a sufficienza?

Tritri