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giovedì 16 giugno 2011

Riparte a fine giugno il processo alla psicosetta Arkeon



Rinviati al 20 settembre i testimoni non ancora ascoltati: “Nessun rispetto per chi soffre!”

Riparte il 29 giugno il processo Arkeon, la psicosetta di Carlo Moccia sul banco degli imputati per violenza sessuale ed estorsione. Avanza con ritardo il processo penale; saranno infatti ascoltati il giorno 20 settembre sei degli otto testimoni che avrebbero dovuto esporre davanti ai giudici lo scorso 8 giugno. Il ritardo è dovuto ad un inizio dell'udienza sfalsato di ben tre ore. “Siamo sconcertati dal ritardo della Giustizia italiana – ha commentato una testimone – Non c'è rispetto per chi ha soffre!”. Solo due testi sono stati ascoltati dal collegio giudicante. Emergono, come nella scorsa udienza del 25 maggio, storie che parlano di abusi e violenze, perpetrate dai sedicenti “maestri” di Arkeon, ai danni di persone psicologicamente deboli; ma tra le vittime vi sono anche molti stimati professionisti (addirittura psicologi e psichiatri), a dimostrazione che nessuno è immune al condizionamento psicologico. Il processo, quindi, presta a trasformarsi in un vero e proprio banco di prova per la Giustizia italiana. Come giudicheranno i giudici gli imputati? Semplici “violentatori”, “truffatori” o inseriranno i delitti per cui sono accusati nella sfera della “manipolazione psicologica”? Qualunque sia l'esito, i processo è destinato a fare storia negli annali della giurisprudenza. « Fui violentata da un maestro di Arkeon, il pretesto: un rito per riportare alla mente un ricordo d'infanzia; l'attimo in cui, da piccola, sarei stata abusata sessualmente da un pedofilo ». Era emersa così, sconcertante, l'accusa della prima testimone ai danni degli imputati durante la prima udienza del 25 maggio. Durante il processo, un'altra donna, ascoltata per ben 3 ore, ha raccontando la sua triste storia della perdita del marito a causa di una trasgressione creativa voluta dal maestro Antonio Morello, dello stupro di gruppo che avrebbe subito durante una cerimonia-rito e di altri tentativi di violenza. Gli adepti di Arkeon venivano, attraverso riti e cerimonie volte a condizionarne la mente, assoggettati alla volontà di individui che si facevano chiamare “maestri”. Si parla di cerimonie in cui, tra musica ad altissimo volume, stridenti gong di tamburo ed urla strazianti, i partecipanti venivano portati a credere di essere stati violentati dai genitori o da un non ben precisato pedofilo durante l'infanzia. « Non te lo ricordi perché eri troppo piccola – cantilenavano i “maestri” – ma di certo hai subito una violenza carnale... l'hanno subita tutti da bambini: questa è la causa dei mali che affliggono la tua vita! ». Il “lavaggio del cervello” condizionava a tal punto gli individui che alcuni hanno persino denunciato alla magistratura, per violenza carnale, ignari genitori, zii e amici. « Non c'era nessun pedofilo – ha dichiarato una testimone, tremante d'emozione e rabbia – erano solo pretesti per estorcermi denaro, usarmi in tutti i modi... anche come oggetto sessuale! ». Più ci si liberava della “presenza del pedofilo”, più si avanzava nel “lavoro di purificazione”, come veniva definito dai maestri di Arkeon. Quest'ultimo consisteva in tre livelli: il primo dal costo di circa 400 mila delle vecchie lire, il secondo di circa 800 mila lire ed il terzo (la testimone racconta il suo percorso nella setta prima e dopo l'utilizzo corrente dell'Euro) di circa 12 mila euro. Una bella cifra, che finiva dritta dritta nelle tasche dei “guru” della setta. E già, perché il risvolto economico di questa vicenda è un elemento da non sottovalutare. « Mi facevano firmare assegni intestati alla mia persona anche se i maestri preferivano consegnassi denaro contante, è più conveniente per degli scambi a nero. In questo modo ho posto nelle loro mani più di 15 mila euro ». La setta aveva aperto sedi in tutta Italia, anche con l'appoggio di alcuni membri della Chiesa, gli adepti erano migliaia: è facile immaginare, quindi, che gli introiti di Moccia & Co. fossero a parecchi zeri. I testimoni di questo processo avevano sporto denuncia presso le questure di molte città italiane, ma non erano mai stati creduti. Solo l'intervento di alcune associazioni, che si battono per la tutela dei fuoriusciti dalle sette religiose (una fra tutte, il CeSAP: Centro studi per gli Abusi Psicologici), e dopo l'intervento della stampa, le acque intorno al caso hanno incominciato a smuoversi.I video dei seminari di Arkeon – gli stessi che i giudici hanno esaminato come prove – sono consultabili all'indirizzo internet: http://vimeo.com/arkeon/videos


Mirko Misceo

giovedì 15 aprile 2010

(6) Di cosa succede all’ Intensivo, altrimenti chiamato seminario residenziale “The Spirit of the Earth”

- continua -
Secondo giorno di intensivo

Dopo cena ci si ritrova quindi di nuovo al tempio. Sono circa le ore 23.30-24. Il maestro chiede "come state" ma è un pro-forma perchè non c'è un giro di condivisione. Il maestro approfitta della condizione di spossamento fisico e psichico delle persone per "fare entrare" la spiegazione di quello che i partecipanti hanno vissuto.
Spiega, in sostanza, i danni di tenere dentro in forma repressa un'emozione così forte come può esserlo la rabbia (o la paura) e i danni che ne conseguono a livello fisico: la rabbia rimossa crea problemi al fegato, agli occhi, alla parte destra del corpo ecc.; e parla dei danni nella propria vita di tutti i giorni. Mi sembra di aver già toccato questo argomento in precedenza, quindi non mi dilungo più di tanto. Passa poi a sottolineare come le persone comincino a reprimere rabbia e paura a partire dall'infanzia e le reprimano perchè i genitori, soprattutto la madre, mettono in atto tecniche di manipolazione tipo senso di colpa (se non fai così muoio ecc.) che inibiscono nel bambino l' espressione di quello che provano.
Sottolinea che è meglio che la rabbia o qualsivoglia altra emozione o istanza psichica rimossa vengano fuori perchè in questo modo emergono alla coscienza e possono venire lasciate andare.
La rabbia repressa può diventare anche autolesionismo o ricerca di qualcuno da punire.
Sugli appunti presi durante uno di questi seminari residenziali, ho scoperto un appunto che avevo preso e che dice: - "Il farmaco è una forma di censura che i medici o gli psichiatri prescrivono ai pazienti perchè la malattia o il problema psichiatrico mettono il terapeuta di fronte alla "sua" verità (e, per non andarsela a guardare, si preferisce dare il farmaco piuttosto che permettere al paziente di esprimere l'emozione rimossa che potrebbe risuonare con la propria)" ciò che ho messo fra parentesi è come continuava la spiegazione, cosa che non ho scritto ma che mi sono ricordato. Vorrei sottolineare che è vero che non ho mai sentito il maestro consigliare direttamente a qualcuno di non prendere i medicinali, ma è anche vero che informazioni come queste venivano inserite nelle sue filippiche lasciando ai partecipanti la "libertà" di prendere le "opportune decisioni" in merito alla loro cura. Ecco allora come mai ex-maestro dice di avere visto gente con problemi psichiatrici o con sieropositività buttare nel sacro fuoco i farmaci. Sicuramente il maetro non ha detto loro di farlo direttamente, è molto furbo in questo senso, ma gli "inviti trasversali" a farlo, se uno voleva "capire" cosa stava esprimendo la malattia, non mancavano.
Questa spiegazione andava avanti per molto tempo, con esempi di comportamenti relativi alla vita dei partecipanti, individuazione dei loro "processi" ecc. atti a dimostrare la validità delle teorie presentate. Il tutto veniva propinato dal maestro con un tono di voce modulato e basso, con picchi improvvisi della voce quando arrivava ad esprimere "concetti chiave" e tale da indurre nella già provata audience uno stato di sonnolenza cui era una vera tortura resistere. Molti facevano fatica a rimanere svegli, ma stoicamente tenevano gli occhi aperti.
Di solito si finiva verso le 2 di notte. I partecipanti andavano a dormire e puntualmente, alle 7, venivano buttati giù dal letto per prepararsi al ki-training.

-continua-
Tiresia

mercoledì 10 giugno 2009

BRAINWASHING - LA SCIENZA DEL CONTROLLO DEL PENSIERO



UN'INDAGINE SCIENTIFICA SUL "LAVAGGIO DEL CERVELLO"

"Brainwashing" è un libro per chi vuole saperne di più sul controllo della mente e su quel complesso di tecniche di sofisticazione del pensiero che oggi costituisce un settore privilegiato di studio per la Psicologia Sociale. Il brainwashing viene qui affrontato nel dettaglio con l'obiettivo di svelare i meccanismi di manipolazione che si annidano nella politica, nella pubblicità, nella comunicazione di massa e che vengono impiegati negli ambienti militari e dalla giustizia penale. Kathleen Taylor si addentra nei meandri delle neuroscienze con una trattazione accurata e avvincente che trasporta il lettore in un mondo ansiogeno, tutt'altro che irreale, dove ognuno può diventare vittima inconsapevole di un condizionamento imposto, mirato a stravolgere convinzioni, credenze e le più consolidate certezze.

sabato 2 maggio 2009

Una “immagine” per ogni occasione



La mia è una storia lunga, forse un giorno vi racconterò qualcosa dei tanti deliri...

Due furono alcuni dei fatti che mi fecero molto dubitare di tutto il sistema da cui poi sono uscito.

Un giorno andai ad un seminario e chiesi semplicemente cos'era la differenza fra arkido ed arkeon e tra i livelli di reiki 1 e 2 ed i livelli di arkeon 1 e 2.
Mi sembrava più che legittimo visto che fino al 2001 erano nomi totalmente sconosciuti e volevo capire cos’erano queste nuove invenzioni.
La risposta stizzita di un organizzatore fu : "beh, se vuoi sapere tutte queste cose vuol dire che sei in processo e non ti fidi del maestro"
Capii più tardi che erano solo degli step per prolungare il percorso e far elargire più soldi ai più che avevano preso il terzo livello. Ebbi anche conferma del fatto che non si era liberi di manifestare dei dubbi.

L'altra esperienza che ritengo più eclatante fu quando mi hanno dato ad un seminario l’opuscolo Via Verità e Vita che avevano fatto pubblicare.
In copertina c’era raffigurato un quadro di Rembrandt.
Ebbene, per tanto tempo proprio quel quadro venne usato e interpretato come rappresentazione di un incesto (facendo notare che il ragazzo inginocchiato eseguiva un rapporto orale nei confronti della persona anziana di fronte a lui…)
Ad un certo punto proprio lo stesso quadro, che invero illustra la parabola del “ il ritorno del figliol prodigo”, venne usato in maniera diversa.
Di colpo si parlò della saggezza dei padri e degli anziani e che bisognava lavorare molto sui padri per impedire che il mondo diventasse un matriarcato...
Anche senza entrare nella disputa possibile, ma inutile di quale possa essere la interpretazione di un simile dipinto quello che è stupefacente è l’utilizzo dello stesso che venne adottato a suffragio delle proprie tesi, in un periodo in cui faceva comodo una certa interpretazione e la stessa venga stravolta in seguito quando i tempi , la politica propagandistica, una esigenza di protezione ecclesiastica lo rendono necessario.
Anzi lo stesso dipinto è stato esaltato e messo addirittura come copertina di un opuscolo che vuole presentare arkeon nel suo insieme, ma soprattutto come strettamente collegato ai valori cristiani…..
Altro che ispirazione cristiana…solo manipolazione e tornaconto personale!
Lupo