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domenica 9 maggio 2010

Anche io dico la mia

Colgo l’invito di coloro che hanno scritto sul sito di CESAP, per raccontare la mia esperienza col movimento attualmente chiamato Arkeon, conosciuto anche come Sentiero sacro che viene fondato a meta’ degli anni ’90, di cui ho iniziato a fare parte alla fine del ’98. Il volantino che pubblicizzava questo incontro di due giornate, chiamato seminario di Reiki,oltre a descrivere brevemente il Reiki come disciplina nata in oriente ad opera del monaco Usui, pubblicizzava anche un percorso chiamato appunto Sentiero sacro, che lo stesso maestro di Reiki aveva ideato e che gia’ fin dalla presentazione garantiva risultati efficaci. Infatti se il Reiki aveva come obiettivo quello di trasformare l’energia, seguire il Sentiero sacro avrebbe addirittura portato l’adepto a liberarsi di traumi, di legami insani, ad acquisire quella consapevolezza necessaria che ci fa capire cio’ che siamo e cosa vogliamo, a sentirci insomma delle persone finalmente libere. In pieno boom new –age, tutto questo suona bene, fa sicuramente presa su di me , continuamente a caccia di medicine alternative , terapie alternative, guarigioni alternative e chi piu’ ne ha piu’ ne metta. L’analisi l’avevo gia’ sperimentata, il training autogeno non aveva dato risultati considerevoli,lo yoga manco a parlarne, mentre lo facevo ridevo a crepapelle, per cui lanciarmi nell’avventura del sentiero sacro, tutto sommato poteva essere un ulteriore alibi- passatempo per non stare senza far niente per me stessa.
Una volta dentro, devo dire che mi sono sentita immediatamente a casa (si fa per dire) certo è che molto di quello che veniva presentato, mi suonava familiare. Il concetto dell’obbedienza per esempio, mi riportava al bellissimo libro della psicanalista junghiana americana C. Pinkola Estés e in particolare alla splendida fiaba giapponese L’orso della luna crescente; e così tanti altri concetti che andavano dal potere ancestrale femminile al suo potenziale autodistruttivo se non viene con equilibrio gestito e contenuto. La trasformazione della collera e di tutte le emozioni negative è, sempre per fare un esempio(se ne potrebbero fare a migliaia), un cavallo di battaglia della Psicosintesi del prof. R.Assagioli. Cosa dire delle bellissime parole spese dal leader sulla ricerca del compagno/a della propria vita? Le Elegie di Duino del formidabile R.M.Rilke ne costituiscono una ricca e inesauribile fonte. E poi tutte le citazioni per pubblicizzare gli “intensivi”, da H.Hesse a Krishnamurti a Lao-Tze. Ma non finisce qui, persino il Vangelo (forse Marco, ma non ne sono sicura) viene inserito nel calderone che l’infaticabile maestro Vito Carlo Moccia ,propina con dovizia ai suoi discepoli, in questo caso per convalidare il concetto di opposizione alla madre e di subordinazione alla logica familiare. Ce n’era per tutti i gusti.
Sapete bene che non si trattava comunque di tavole rotonde ne’ di conferenze,dove disquisire di concetti più o meno filosofici o letterari, dentro appunto, ci si prendeva per i capelli senza troppi complimenti, si assisteva implacabilmente e forse crudelmente a veder trattati gli uomini come poveri mentecatti al grido continuo e martellante espresso sia a gesti che a parole di “fallito”, si ascoltavano testimonianze ai limiti dell’immaginazione di uomini che facevano sesso con animali e di altri che lo facevano con le figlie. Per non parlare dell’interminabile casistica degli abusi subiti da
tutti noi che come per magia affioravano all’improvviso, non dormivo la notte per cercare un indizio, un qualcosa insomma (purchè scabroso e morboso) che potessi con orgoglio raccontare al gruppo! Ma soprattutto volevo sentirmi dire che “ l’energia stava lavorando”, che “i trattamenti funzionavano”, “stacci dentro!”( fondamentale quest’ultimo per progredire, dato che il “non starci” equivaleva a non volere andare avanti nel processo di crescita). Il “maestro” è stato sempre onesto sul fatto che era necessario “stare male”prima di…. ,ma che poi si sarebbe raggiunto un tale benessere che anche coloro che ci conoscevano da una vita avrebbero faticato a riconoscerci. Insomma la chiave della felicità era lì a due passi e io ci rinunciavo? In fondo, come molto chiaramente diceva il maestro: “tutto questo, costa solo tot.. più iva”. In un mondo pieno di ciarlatani,millantatori e pessimi venditori di fumo, questo invece è uno che parla chiaro,ti dice persino la cifra che devi spendere per vivere con potere, passione e integrità.Tutto ciò mi sembrava limpido e trasparente, ma qualcosa mi sfuggiva, riguardava in particolare lo “stare male”.Quanto male, poco? Tanto? C’era un limite? Quale? Buio assoluto, il termine era generico e tale restava. Rientrava nella logica dello “stare male” vedere qualcuno( in pieno seminario detto “intensivo”) finire in ospedale e credere che questo succedeva perché il tale rifiutava il processo di trasformazione che stava avvenendo in lui? D’altronde, spiegazioni sempre chiare e efficaci ( non bisogna dimenticare che il leader sbandierava tanto di laurea e di specializzazione), spiegavano che l’ energia lavora anche contro la nostra stessa volontà, quindi che problema c’è, va tutto bene! Qualcosa di vero in questo sicuramente c’è, nel mio caso infatti, la famosa energia agiva sicuramente, sull’offuscamento del sistema nervoso centrale, altrimenti non si spiega come mai vedere una persona quasi collassata mi sembrava una cosa del tutto normale e lecita. Sentir raccontare vissuti scabrosi,per non dire peggio, alla presenza di bambini (nello specifico una bambina di 6 o 7 anni) e accontentarmi della spiegazione che secondo maestro Vito “tutto questo a lei non la tocca minimamente”, significa solo aver fatto prevalere la mia superficialità, il punto non era se la bambina capiva o meno, proteggere i minori è un dovere di tutti gli adulti e maggiormente, in questo caso, dell’organizzatore di questo bel teatrino.
E che dire della mia impassibilità e freddezza nell’assistere a ciò che veniva detto sempre dal maestro a una giovane donna il cui bambino era nato morto, questa “ era la sua reale volontà”, di conseguenza, veniva invitato il compagno ad allontanarla. Potrei continuare ancora per molto, inoltre evito di descrivere episodi ai quali non ho assistito e che mi sono stati raccontati.
I cosiddetti “passaggi”, dal famoso “ritorno al padre”, “smascheramento della madre”, quindi il raggiungimento “dell’integrità”,fondamentali specie per diventare “master”,ho scoperto non essere poi così essenziali e tassativi per alcuni, qualora era necessario eguagliare il partner già master a sua volta.
Se ero al corrente che Vito Moccia non era iscritto in nessun albo nazionale e che per il nostro stato non ha i requisiti per fare lo psicologo? Forse si forse no, non me lo sono chiesta come non mi sono minimamente curata di indagare sul metodo (ma poi perché parlare di metodo, non mi risulta sia stato riconosciuto come tale).
Ho smesso di frequentare “il cerchio” nel 2002, più o meno quando la mia fase “politeista” volgeva alla fine, inoltre ero stufa di assistere alle solite tiritere, ai lamenti, stufa di ascoltare i fatti intimi della gente, insomma non mi divertiva più soddisfare il mio lato voyeuristico, anche se tutto sommato era la cosa più interessante,mi dite che gusto ci sarebbe stato ad assistere a noiose considerazioni su ciò che è bene o male o su ciò che si può o non si può fare? Quel cerchio era finito per diventare un’immagine del mondo, un catalogo di comportamenti umani, un po’ come stare al cinema, infatti non mancavano mai, a seconda dei casi e degli stati d’animo, le musiche a mo’ di colonne sonore, opportunamente scelte. Veniva sempre da chiedersi: e ora cosa succederà? Cosa racconteranno? E immancabilmente c’era sempre qualcosa che teneva desta l’attenzione. Purtroppo il più delle volte, si assisteva a molti episodi e racconti drammaticamente veri, ma non era come al cinema che alla fine ci si vuole tutti bene e si è quasi sempre certi del lieto fine; qualcuno e forse più di qualcuno, in tutta questa storia, ci ha rimesso le penne e in senso non tanto metaforico, ci sono delle persone realmente danneggiate nell’animo ai quali tutta questa roba ha nuociuto in modo grave.
Finzione, verità? Non credo si possa generalizzare, tuttavia non ho riconosciuto il consueto stile del leader Moccia nella richiesta di una cifra( e che cifra!) a titolo di risarcimento per diffamazione. Da quando il “maestro”ritiene che i tribunali siano la sede più adatta per accertare “quella verita’?” Perchè è di questo che si sta parlando no? Lui si ritiene diffamato perché il suo insegnamento ha fallito? Vorrebbe dimostrare, che non è così? E in che modo, con una controprova che in sede giudiziaria qualifichi e accerti che il suo insegnamento abbia validità erga omnes?
Io molto modestamente, consiglierei un bel seminario per riflettere su due principi: quello della Verità e quello della Carità,approfittando della presenza dell’amico sacerdote che sicuramente ne sarà ben felice e entusiasta, vista la solerzia con la quale si è esposto alle telecamere della tv nazionale per solidarietà con l’amico Vito, quale persona più qualificata per ricordare a Vito la sua missione, i suoi principi di “ integrità, umiltà , semplicità”…in fondo a cosa servono gli amici? Se si vacilla ci si sostiene e così anche se “ la rabbia e le frustrazioni ci allontanano dalla gioia e dall’equilibrio….” Che potrebbero non farci capire quando si sta perdendo una buona occasione per non fare pessime figure. Chissà se Vito con così tanti grattacapi e una “scuola” da mandare avanti avrà avuto il tempo per riflettere e meditare, magari al timone del suo veliero,senza macchia e senza paura mentre solca i flutti mediterranei con lo sguardo assorto e concentrato ,quale sarà la prossima missione alla quale si sentirà chiamato? C’è qualcuno da salvare da madre oppressiva o da pedofilo strappamutande?Tranquilli arriva superVito, in fondo basta solo pagare!
Concludendo, il mio pensiero ritorna all’amico sacerdote. Non dimenticate che io sono stata un’allieva del sentiero sacro e ovviamente “sento”l’energia. Bè posso garantirvi che il nostro amico era tentato di approfittare delle telecamere per rivolgersi a tutti gli arkeoniani presenti, passati e futuri e dire più o meno questo: cari chiacchieroni andate a confessarvi, da me, in parrocchia,nella basilica più bella, la chiesa sotto casa, insomma dove più vi aggrada,ricordate che c’è sicuramente qualche sacerdote che sarà ben felice di ascoltarvi, ma vi avverto, non causa traumi, potrebbe provocare un effetto benefico immediato e quindi causare dipendenza , certo ha un’inconveniente ulteriore, è GRATIS !!!
Ma proprio quando avrebbe dovuto pronunciare la parte finale del suo accorato appello, ha pensato (ma solo per una piccolissima frazione di secondi) che non poteva distanziarsi troppo dall’amico Vito pronto a reclamare milioni di eurii solo per amor di verità e giustizia, no, non poteva distanziarsi troppo. E quindi ha rinunciato.
Dal mio canto, non sono poi così certa di aver “sentito” l’energia e appreso le tecniche giuste, pazienza, sarò sicuramente annoverata tra gli allievi peggiori, ma non mi do’ per vinta, spero di trarre più benefici dal confessionale(ovviamente non quello dei reality). Ciao a tutti!

Elia

sabato 6 giugno 2009

Arkeon - persone abbandonate

Ciao a tutti qualche giorno fa ho letto un messaggio di Simbolico dove parlava del suo maestro, che quando è stato male è stato abbandonato. La cosa mi ha piuttosto colpita, forse perché l'ho visto succedere parecchie volte, e anche perchè mi sembra un comportamento veramente insopportabile.
La teoria che c'è dietro al comportamento è la solita: "sei malato perché vuoi fare la vittima e io ti lascio solo così ti do la possibilità di guarire"
Il comportamento mi sembra lontanissimo da qualsiasi valore, cattolico o laico che sia.
Tante persone sono morte sole a causa di questa teoria, genitori di persone che frequentavano, studenti e anche maestri. Quando penso a queste persone mi prende un groppo in gola.
Per alcune di queste persone sono anche state inventate teorie deliranti.
Qualcuno si ricorda di quando vito raccontava che due maestri lo volevano uccidere per prendere il suo posto? (nel frattempo uno era morto e l'altra aveva dovuto chiedergli scusa pubblicamente)
Oppure quando raccontava che un maestro era morto perché non aveva pagato il master? e che quando la moglie era andata da lui per pagarlo, lui (vito) non aveva accettato perché non era un killer?
Qualcuno se ne ricorda altri?

un abbraccio a tutti
Michela


Questo è un argomento interessante, cara Michela. Riportato in tutte le salse e non solo da Vito.
Quanti qui, seguiti da altri maestri si sono trovati a vivere situazioni analoghe?

Un'altra riflessione mi viene spontanea leggendo quanto negli ultimi giorni si scrive nei vari meandri della rete.
C'è chi ha scritto dell''uso di un bastone per calmare i bollenti spiriti di una giovane donna.
C'è chi parla di cazziatoni meritati da parte di Vito.
E molto altro ancora.
Strano che l'Italia insorge se un insegnante scolastico alza la voce con i propri figli e subito parla di abuso di mezzi di correzione, cosa che mette il malcapitato in una situazione di simil linciaggio da parte dell'opinione pubblica, mentre qui si lasciano passare come normali e utili tali modalità.
Ma il mondo che colori ha?

aquilablu


Capisco che questo argomento interesserà solo i maestri, ma desidero comunque scrivere quanto segue:

Per quanto riguarda gli aneddoti sui master pagati, non pagati, che hanno portato alla morte o alla rovina, chiunque abbia partecipato, per la modica di cifra di 800 euro per due giorni, come osservatore all'iniziazione di maestri da parte di vito (i neo maestri pagavano 12000, ma i maestri che partecipavano ripetendo il "master training" pagavano € 800!!), ne ha sentiti a decine.

Su sé stesso vito raccontava sempre (io l'ho seguito nei due giorni per due volte) che dopo avere preso il suo master, pagato 20.000.000 di lire a Phyllis Furumoto, aveva la sensazione di avere pagato poco. Dopo alcuni giorni pare gli abbiano svaligiato la casa, trafugando opere d'arte del valore di molti milioni, e così lui si è sentito soddisfatto perché sentiva di avere pagato "all'universo" la cifra dovuta.

Un altro pare abbia preso il master facendosi dare 2.000.000 da nove persone più i suoi 2, e poi ha iniziato lui gli altri nove, riducendo il costo al 10%, ma vito diceva che così anche l'energia di quei dieci maestri era il 10% di quella di un maestro iniziato per 20.000.000.

Fatto sta che da allora vito non ha più detto come si iniziano i maestri se non a chi, allineato e presente nel "lavoro" iniziava maestri che poi sarebbero entrati nel sentiero sacro, avrebbero "pagato il pizzo" a lui frequentando tutti i seminari e gli intensivi, premaster e master training previsti "dal protocollo di vito carlo moccia" (vedi i post di Tiresia sull'argomento), arrivando addirittura a dire "potrete iniziare maestri solo quando capirete da soli come si fa".

A parte che io l'ho capito durante la mia iniziazione a maestro, perchè è ovvio come si fa, basta riflettere su come si fa l'iniziazione di secondo livello e ricordarsi come è avvenuta la propria (parlo ai maestri).

Comunque anche questo è un modo per non lasciare mai libere le persone: "se vorrai iniziare un maestro, dovrai tornare da me..." e questo vincolo è ingiusto, non credo che Phyllis l'abbia fatto con lui, ha stabilito come "Grand Master" del Usui System of Natural Healing" che TUTTI i maestri di reiki potevano iniziare altri maestri, per incentivare la diffusione di reiki nel mondo, non per ingrandire la sua corte...

Io pensavo che una volta spesi quei dannati venti milioni sarei stato libero, e invece è iniziata davvero la prigionia, mentale, economica, materiale, di vita.

Ecco un altro punto su cui ho riflettuto di quando in quando dopo la mia iniziazione al master, giudicandomi e venendo giudicato "perverso", "satanico", "troppo razionale", ecc.

Qualcun altro ha esperienze simili?
Carlo


Sono stato iniziato prorio da quel Maestro che poi è morto e conoscevo bene la moglie che era venuta a portare i soldi a Vito. Ero presente a quel seminario, non ricordo la località, ma la cosa che mi ha più infastidito non era l'atteggiamento di Vito che non ha preso i soldi (si poteva risparmiare di dirlo e di parlare di killer e puttanate simili nel cerchio). La cosa che mi ha dato fastidio erano i commenti compiacenti del " cerchio degli intimi" che non sapevano nemmeno di cosa si parlasse e sparacchiavano giudizi ad minchiam.
Io ho attraversato e condiviso il dolore di quel Mestro e di quanto soffrisse a sentirsi solo, in conflitto con Vito al quale voleva bene, alla ricerca di una solidarietà che non arrivava. Circa un mese prima che morisse mi ha chiamato mentre lavorava, per parlarmi del suo rapporto con Vito e gli altri maestri. Io capivo solo la sofferenza perchè non conoscevo i fatti, mi arrivava un profondo senso di stanchezza e di illusioni crollate. Per anni poi ho dubitato di quello che mi aveva detto essendo assolutamente dentro Arkeon, addirittura la sera del mio master ho dovuto fare una " cerimonia" di abbandono nei suoi confronti. Oggi le cose che mi diceva hanno una verità, il delirio di onnipotenza di pochi ha travolto tutto, chi è allineato bene, chi è critico è abbandonato, ancor peggio querelato. Che tristezza.
Io oggi voglio chiedere scusa, non di certo a Vito, ma lui da lassù comprenderà il senso delle mie parole.

Simbolico

martedì 2 giugno 2009

Il gergo



Leggendo email che ricevo da coloro che hanno cnsciuto Arkeon, ma anche dai post qui inseriti, ho notato che esistono delle frasi o comunque una terminologia specifica che ha un preciso significato. Qualcuno vuole aiutarmi a decifrare i significati di alcuni termini, anche al fine di farli comprendere ai tanti parenti ed amici di aderenti a tale gruppo, che spesso raccontano di non riuscire a comprendre il linguaggio del proprio caro?
Lorita


Torno ora da un bel viaggio e vorrei fare i complimenti agli ultimi post che ho letto, danno molti spunti di riflessione.

Allora, vediamo un pò...sinceramente devo far mente locale perchè è un gergo che evito da tempo..Dopo la mia fuoriuscita per diverso tempo mi son stupita ogni volta che usavo la parola "processo" o "percorso" magari riferito ad un viaggio...

Aug ! Ok, approvo, sono d’accordo

Lavoro Ogni argomento approfondito dalla singola persona è un “lavoro” da affrontare”

Non è mai finita Frase ricorrente per dire che il percorso d’introspezione non finisce mai (soprattutto per i maestri che guadagnano sugli studenti)

Non c’è giudizio nelle mie parole.. Mai frase è stata così utilizzata per dar contro a persone che non la pensavano secondo il credo di Atkeon. Prima si dice : non c’è giudizio..e poi giù con le parole !!

Percorso o Cammino E’ un percorso il lavoro, il cammino idem

Lavoro Ogni argomento approfondito dalla singola persona è un “lavoro” da affrontare”

Percorso di crescita personale e di consapevolezza Frase usata di frequente per cercare di spiegare a chi ci chiedeva cos’era reiki o arkeon

Percorso di guarigione per se e per gli altri Idem

Percorso di crescita personale il lavoro su se stessi

Andare nel mondo Sperimentare ciò che si è imparato nei seminari al di fuori del cerchio, oppure eseguire un lavoro specifico di condivisione all’interno di un seminario.

La donna della mia vita . La madre oppure dopo la “pulizia” attraverso i lavori dei seminari ed il percorso di crescita : la fidanzata o la moglie

L’uomo della mia vita . Il padre ( ma solo per le donne) o il pedofilo (sostengono spessissimo che le donne ne abbiano avuto uno nell’infanzia; al punto che diverse se lo inventano o credono di averlo avuto. A volte dopo anni vanno a chiedere scusa ai famigliari che avevano creduto pedofili. E’ successo!!Dopo la “pulizia” attraverso i lavori dei seminari ed il percorso di crescita (?) : il fidanzato o il marito)

Fare pulizia Far chiarezza

Recidere i rami secchi ( tagliare i ponti col passato, con gli amici ritenuti sanguisughe o approfittatori, con i famigliari, ma sostanzialmente con persone che non comprendono i lavori)

Lasciar Andare Abbandonare un modo di fare, di essere, non avere più alcuni atteggiamenti

Cerchio Disporsi a cerchio nei seminari o intensivi dà la possibilità di sentirsi tutti uguali, il maestro non è in cattedra, ma sul loro stesso piano (figurativo!) Tecnica inventata da decenni in america dai codipendenti anonimi, così come tante altre tecniche da loro usate. Ho trovato alcune tecniche da loro usate in libri che ho letto e in film che ho visto..un mix di tecniche e di riti veramente inquietanti

Condivisione Ti esprimo il mio pensiero, ti voglio dire che (ti devo condividere)

Cerchio di condivisione Quando le persone disposte a cerchio parlano a turno a tutti o si dispongono uno di fronte all’altro, occhi negli occhi per dirsi qualcosa, oppure ancora quando qualcuno si dispone al centro del cerchio e parla agli altri

Processo Atteggiamento che disapprova i dettami dei maestri, dei partecipanti. Tu sei in processo con me significa : Visto che rifuggi il mio credo non puoi che essere in processo, quando lo scioglierai sarai guarito ed inizierai con un nuovo lavoro! Tutti i fuoriusciti sono in processo con il maestro, con il “lavoro su di se” ecc. Non capiscono che finalmente chi è uscito è libero da “ processi” creati ad ok per farti star male e per tenerti legata a loro!!
Ovviamente, per loro, tutti noi fuoriusciti siamo in Processo!!!!

Risentimento la formula diceva : “Io risento con te perché…..” un modo per esprimere il proprio disappunto su qualsiasi cosa su cui non si è d’accordo

Perverso/a Anche perverso significava un atteggiamento sbagliato e morboso. Dando molta più attenzione alle coppie, ultimamente le perverse erano le donne single che non bisognava lasciare da sole con i propri mariti o figli perché li avrebbero traviati da una famiglia sana!! Spesso capitava che la moglie chiedesse al marito se poteva dare in braccio il proprio bambino ad una zia che solo per il fatto che era sola era perversa!!

Sottomissione mogli sottomesse ai mariti che recitavano la frase : "mio signore padrone sono la tua schiava, fai di me quello che vuoi.."

Bolla Essere in bolla, ovvero non vedere, perché la mente è offuscata o annebbiata da pensieri fuorvianti. Appunto… loro sono in bolla, non i fuoriusciti.

Incantesimo Non un abbracadabra.. ma Sciogliere l’incantesimo o svelare l’incantesimo significava svelare i condizionamenti impartiti dai genitori che non ci permettevano di crescere..

GRAZIE Bisognava dire solo grazie quando qualcuno dava un suggerimento uno spunto di riflessione. E bisognava dire solo grazie anche quando qualcuno ci esprimeva il proprio risentimento per qualcosa. Il non rispondere in modo immediato ed automatico dava la possibilità di far sedimentare quelle parole dentro di noi. Se quanto stato detto aveva colpito nel segno… il grazie era introspettivo, altrimenti faceva scivolare quelle parole.

Far scivolare Quanto mi hai detto non mi appartiene e non mi ha minimamente scosso

E solo una tua proiezione E’ il modo per descrivere che quanto ti è stato appena detto non lo senti tuo, non ti senti in processo e ti scivola addosso.

Seminari Di primo o secondo livello, ovvero una due giorni ad eseguire cerchi, condivisioni, regressioni ipnotiche ecc. I nuovi subivano le 4 iniziazioni ed al secondo livello venivano insegnati i simboli per fare i trattameti a se stessi o agli altri a distanza....

Intensivi o residenziali Cinque giorni presso una struttura ricettiva per fare lavori deliranti in continuazione (no limits ed altri ..)

Intensivo o residenziale sulla morte Immagino sia un lavoro inquietante a cui non ho mai partecipato e di cui non posso raccontare. Mi avevano detto che che costa € 1.100. A proposito: qualcuno lo può raccontare? E' così bella la vita, perchè rinchiudersi in un posto per diversi giorni a parlare della morte?

Intensivo o residenziale sul denaro Conosco chi l’ha frequentato.. semplicemente un lavoro folle !!Gente obbligata a chiedere l’elemosina per strada o in un “lavoro – giochino” ha seppellito i propri soldi (oltre alla quota elargita per tre/cinque giorni in una struttura ricettiva). C’è chi ha seppellito 800 € e si è trovato con 50. Il commento? Non muovi l’energia giusta per diventare ricco!!!

Sacro Tutto era sacro…, soprattutto il “lavoro arkeoniano”

Fuoco sacro Il falò acceso l’ultimo giorno d’intensivo dove venivano bruciati ricordi materiali della vecchia vita (qualcuno ha bruciato addirittura un pianoforte!!!)

Premaster Un lavoro di 3 giorni presso una struttura ricettiva per far un lavoro sugli antenati e per impegnarsi a prendere il master entro un determinato periodo (tutti mettevano una firma su un quaderno del maestro e taluni scrivevano una data entro la quale avrebbero chiesto di prendere il terzo livello)

Master o terzo livello o insegnante di arkido. Un’iniziazione del metodo reiki usui terzo livello, pagato al maestro (spesso in nero )12.000 € circa !!!

Master trainig Corsi per maestri 800 € circa

Arkido, Insegnanti di arkido, ovvero persone che sono state iniziate al terzo livello

Arkeon Si arriva ad esser maestro di arkeon solo dopo aver svolto attivamente seminari di arkido e superato alcuni passaggi naturalmente (manco a dirlo..) costosi.!!!!!
Terrificante quanti soldi ti spillano negli anni...e se uno non ne ha a sufficienza?

Tritri

mercoledì 27 maggio 2009

Il femminile


Il nesso tra cappuccetto rosso e i vari processi del femminile inventati per continuare "il lavoro" era l'apparente ingenuità della stessa (magistralmente messa in luce, ad esempio, da Stefano Benni in "Terra!" nel capitolo intitolato "Cappuccetto nero", oppure da Claudio Bisio, che dice: "metttete una cuffietta al vostro cane e poi ditemi se assomiglia a vostra nonna: se sì, dovete abbattere vostra nonna!". In pratica si dava della "cappuccetto rosso" a quelle donne che avevano un modo di fare ingenuo, semplice, a volte dotate di intelligenza "al limite" (quelle - come anche i maschi - un po' più lente a capire le cose o un po' meno attente e rapide nel dare risposte chiare e pungenti senza incasinarsi e senza offrire il fianco ad ulteriori bacchettate su nuovi "processi" inseriti ad arte). In ogni seminario, intensivo, lavoro in genere, il maestro era un fiume in piena di parole, esempi, aneddoti, citazioni - senza fonti - oggetti fatti girare nel cerchio, figure, pubblicità, fotocopie, storie fatte raccontare ad hoc dagli adepti più affidati che "dimostravano" la verità del metodo e della teoria, del tutto incuranti del fatto che il metodo scientifico procede per tentativi di FALSIFICAZIONE e non per racccolta, anche abbondantissima, di conferme. Dopo 10-12 ore di conferme, anche cappuccetto rosso era quello che diceva vito, non quello che ricordavamo da bambini. Dopo 10-12 ore di informazioni che vanno sempre e solo nel senso della assoluta ed incontestabile verità di arkeon e delle esperienze positive, mentre eventuali esperienze negative vengono sempre ed incontestabilmente liquidate in fretta, oppure legate a rovina, crolli, fallimenti, divorzi, morti, incidenti, tumori, aids conclamati contrapposti ad immunità dal virus o a virus scomparsi, la mente è sovraccarica e vulnerabile, e questo non lo dico io, ma cent'anni di psicologia sperimentale.

Per concludere, la donna in questione aveva avuto un aborto spontaneo perchè si era comportata da cappuccetto rosso essendo ingenuamente legata al bisogno e al desiderio di avere il suo compagno a fianco a sè, mentre lui era a mille km di distanza a frequentare, per soli 900 euro, il corso di "preparazione al master" che avrebbe fatto di lui un vero uomo, e lei, chiamandolo e dicendogli che stava male, voleva impedirglielo e viveva in un mondo fiabesco in cui si può essere la principessa con il principe azzurro, ma in realtà si sta realizzando il progetto della diabolica strega (la madre perversa), mantendo il proprio uomo piccolo e debole ed esendo forte di lamentele, capricci ed ingenuità. Percorrere le strade della città con il cappucceto rosso è una storpiatura del cosiddetto "shame attacking", esercizio inventato da Albert Ellis negli anni 60, che consisteva (e consiste tutt'oggi, anch'io ne ho dovuti fare alcuni nel mio "Primary Certificate in Rational Emotive Behaviour Therapy, nel 1996) nell'eseguire azioni che producono imbarazzo e vergogna (una fra tutte, famosa tra gli studiosi di Ellis, camminare in una strada del centro di New York con una banana al guinzaglio) per provare e superare tali sentimenti quando, durante una terapia, essi si rivelano inutili, controproducenti e dannosi per il cliente/utente/paziente. Tali esercizi sono utili se e solo se:

- A proporli è un terapeuta qualificato e autorizzato a farlo

- Dopo l'esercizio viene dedicata una seduta per ragionare insieme sui sentimenti prodotti, su possibili pensieri alternativi, su quali pensieri automatici si sono presentati durante l'esercizio, ecc.

- L'esercizio viene concordato e non imposto

- L'esercizio viene discusso, preparato, eseguito ed elaborato SOLO con il terapeuta e non insieme ad altri che non hanno l'impegno a mantenere la privacy del singolo. Se si sta lavorando in gruppo, tutti i partecipanti al gruppo devono avere firmato, oltre ai soliti moduli ex D Lgs 196/03, un impegno a mantenere la riservatezza su quanto viene detto durante i gruppi, che comunque non durano MAI più di 3 ore, e non sono composti MAI da più di 12 persone.

- Durante l'esecuzione dell'esercizio il paziente lo può interrompere in qualsisai momento, senza aspettarsi commenti negativi per questo, ma solo una pacata discussione su come mai si è fermato

- Si lavora insieme, si è d'accordo, c'è "alleanza terapeutica", altrimenti è colpa del terapeuta, che deve farsi supervisionare da qualcuno più esperto di lui.

...e potrei continuare, ma credo a La Jolla non abbiano insegnato nulla di tutto ciò.
Carlo