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Bari, processo Arkeon Il racconto:«Mio marito succube della setta»
ARKEON 2011/ Parla una fuoriuscita dalla setta: “Attenti, perché è in gioco la mia vita”.
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mercoledì 5 ottobre 2011
lunedì 4 luglio 2011
I BAMBINI DI DIO

AMOREENA WINKLER
“Ciò che sconvolge di più nella narrazione di Amoreena Winkler è il suo rifiuto a recitare il ruolo della vittima. Alcuni giornalisti cercheranno di ridimensionare la vera portata dell’opera, considerandola esclusivamente un trattato di sociologia, ma niente da fare, i bambini di dio segna la nascita di una grande scrittrice.”
Livre et rire
“Un libro per niente rassicurante. Salutare e significativo.”
Philippe Di Folco Tgv Magazine
SinossiIL LIBRO
Amoreena Winkler nasce a Roma nel 1978. Suo padre, dopo essere sfuggito alla chiamata alle armi per il Vietnam, aver partecipato a Woodstock e fatto uso di qualsiasi tipo di droghe, è tra quei figli dei fiori ripescati da Moses David, il profeta della fine dei tempi, per rivoluzionare il mondo con la potenza dell’Amore. Sbarcato dagli States, a Nizza, sulla Promenade des Anglais, conosce un’esile ragazza di 19 anni – sua madre – che ha appena mollato l’università e ha deciso di rompere con la rigida educazione ricevuta per seguirlo all’interno della “Famiglia”.
Sembrerebbe una storia romantica, ma non lo è. Dietro l’apparente innocenza di una gioventù che pratica la povertà e predica l’amore divino ci sono le spietate leggi dei “Bambini di Dio”. Una setta che per volontà del suo fondatore, David Berg, aveva esteso l’accezione del precetto evangelico “ama il prossimo tuo” alla sfera sessuale, che faceva proselitismo religioso attraverso la prostituzione dei suoi adepti, e che rivendicava la libera sessualità dei bambini, da condividere tra i confratelli attraverso lo “sharing”. Amoreena, con la voce e lo sguardo della sua infanzia, ci riporta l’incredibile testimonianza della sua vita in questo universo parallelo. La vita quotidiana all’interno delle “case”, la paura e il disprezzo per i “sistemiti” (coloro che vivono al di fuori della setta), i continui spostamenti tra Francia e Italia per far perdere le proprie tracce. Il tentativo brutale di distruzione della propria personalità infertole quotidianamente dagli adulti, attraverso la mortificazione del corpo e la negazione dell’ego. La traversata di un inferno da parte di una grande scrittrice, condotta con una prosa esigente, forte, che scava nel profondo e ricompone i frammenti di un’identità in frantumi. Una testimonianza dolorosa che rivela come a dispetto di qualsiasi avversit à sia possibile non smarrire la propria umanità e la propria anima. E, attraverso la scrittura, perpetrare una forma estrema di resistenza.
NOTE
Amoreena Winkler è nata nel 1978 a Roma, all’interno della setta apocalittica “I Bambini di Dio”, dalla quale esce all’età di 17 anni. I bambini di dio è il racconto dell’infanzia dell’autrice. Il suo seguito è in corso di pubblicazione in Francia.
Denaro, abusi e violenze sessuali. I Bambini
di Dio, setta Usa sbarcata in Italia nei ’70
I racconto nel libro di Amoreena Winkler, figlia di una coppia affiliata al clan e che trent’anni dopo racconta l’incubo di un’infanzia segnata dall'orrore di quell'esperienza
Chi è stato giovane negli anni Settanta li ricorda come una delle tante sette tardo hippy dell’epoca, sballatoni che predicavano l’amore per Gesù e reclutavano nuovi adepti mandando in avanscoperta ragazze molto belle vestite di veli e con i fiori nei capelli. Nulla a che vedere con i morigerati e allora più popolari Hare Krishna (niente carne, niente droghe, niente sesso se non per procreare) e nemmeno con i più allegri Arancioni, i seguaci di Bhagwan Shree Rajneesh nel cui ashram di Poona molti andarono a perdersi o a ritrovarsi.
I Bambini di Dio erano diversi. Soprattutto perché erano americani, molto lontani dunque dalla mistica indiana che andava per la maggiore a quei tempi. E poi perché sembravano davvero fanatici. E affamati di soldi. Non a caso, più d’una di quelle belle ragazze accalappiò qualche buon partito spennandolo per benino mentre gli sfornava figli in quantità. Non sempre suoi.
Di quella setta che sbarcò in Italia nel 1972 per eclissarsi alla fine del decennio, nessuno si sarebbe probabilmente ricordato se non fosse uscito in questi giorni in libreria un memoir sconvolgente: I bambini di Dio (Fandango, 254 pag., 17,50 euro) di Amoreena Winkler, figlia di una coppia affiliata alla setta, che trent’anni dopo racconta l’incubo di un’infanzia segnata da abusi e violenze di ogni tipo, soprattutto sessuali.
Amoreena, nata a Roma nel 1978 (i Bambini di Dio erano sbarcati in Italia nel 1972), ha vissuto sulla sua pelle gli effetti dell’estensione alla sfera sessuale del precetto evangelico «ama il prossimo tuo» così come l’aveva concepito David Berg, il fondatore della setta. E cioè: non solo promiscuità fra gli affiliati e proselitismo attraverso il sesso (la pratica era codificata con tanto di nome: flirty fishing, dove i fishes erano i pesci adescati ), ma iniziazione all’ “incarnazione dell’amore divino” anche dei bambini. Il che significava abusi sui bimbi, anche piccolissimi.
In Italia, la pratica del flirty fishing venne svelata nel 1979 da un’inchiesta giornalistica cui fece seguito l’irruzione della polizia in una discoteca romana gestita dai Bambini di Dio e l’incriminazione di tredici persone accusate di sfruttamento della prostituzione con riferimento al flirty fishing. Ma dopo una lunghissima istruttoria, il Tribunale di Roma assolse tutti nel 1991, concludendo che il flirty fishing non poteva essere equiparato alla prostituzione perché le adepte, sia pure in modo deviante, perseguivano con la loro attività un paradossale “scopo umanitario”.
Nulla, invece, era mai emerso circa gli abusi sui bambini. Fino a questo libro in cui Amoreena rivive, con una crudezza che toglie il fiato, il suo calvario di bambina violata, le esperienze alle quali venne forzata dall’età di quattro anni da suo “padre”: non quello biologico (emigrato in Asia per fondare una nuova “famiglia”) ma il nuovo, tremendo, compagno della madre.
Figura centrale, quella della mamma: una giovane francese che a 19 anni aveva mollato l’università per entrare nella “Famiglia” dei Bambini di Dio, dove era diventata una delle più attive “whore for Jesus”, prostituta per Gesù. “Peggio di una puttana rispettabile, una puttana religiosa”, scrive Amoreena. E per questo con “la coscienza a posto”. E che, sempre in nome di Gesù, condivide e assiste agli abusi sessuali del suo compagno su sua figlia. Amoreena è riuscita a ribellarsi e a fuggire dalla “Famiglia” a 17 anni. Molti di più ne ha impiegati a ricostruire la sua persona di bimba violata da adulti irresponsabili e criminali.
I Bambini di Dio, così come li ha conosciuti e vissuti, non esistono più. Dopo la morte del fondatore e diversi processi, il movimento è stato riformato: eliminato il flirty fishing e stabilite norme che vietano la sessualità fra adulti e minori, rimangono la considerazione favorevole della masturbazione, il principio dello sharing (la promiscuità all’interno del gruppo fra persone che non sono marito e moglie) e in genere una visione ampiamente positiva della sessualità all’interno ma anche all’esterno del matrimonio.
Nella “Famiglia”, come continua a chiamarsi il movimento, una percentuale sempre più ampia dei circa diecimila membri è composta da membri di seconda generazione: i bambini dei Bambini di Dio, quelli che, a differenza di Almoreena, non sono riusciti a fuggire.
Quanti altri bambini sono vittime di sette sconosciute? Centinaia dicono le segnalazioni a Telefono azzurro. Addirittura decine di migliaia solo in Francia, secondo l’Unadfi, l’Union national des associations de defense des familles et de l’individu victimes de sectes.
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sabato 16 gennaio 2010
Di come in arkeon quasi tutti ricordano di aver subito l’abuso
Era il 1999. Il lavoro sul pedofilo andava di pari passo con quello del riconoscimento della parte perversa della madre e, per le donne, col riconoscere come questa parte perversa della madre era stata da loro ereditata ed era (o era stata) continuamente attiva nella propria vita. Gli uomini dovevano a loro volta staccarsi dalla madre riconoscendo come essa li teneva legati a sé (vedi sopra) per andare consapevolmente verso il padre.Ora, c’è stato un periodo, nei seminari, in cui se non ci si “ricordava” di essere stati abusati sessualmente non ci si sentiva “a posto”. Tutti bene o male ricordavano di aver subito un abuso sessuale fra gli 0 e i 5 anni, ad opera di un parente stretto o di un amico di famiglia (sempre comunque con la complicità della madre). Chi non riusciva a ricordarlo veniva accusato in modo indiretto di “proteggere lo spazio del pedofilo e quindi lo spazio perverso della madre”, cioè di proteggere il pedofilo e la propria madre, complice del misfatto.Se vi era qualcuno che ricordava di aver subito abusi sessuali dopo l’età di 5/6 anni e non ne ricordava di precedenti, gli veniva detto dal maestro che l’abuso originario era stato sicuramente rimosso perché gli abusi che uno subisce dopo i 6 anni non sono altro che la ripetizione di un abuso avvenuto prima (il primo abuso si consuma in famiglia, secondo le teorie di questo signore, forse per questo deve avvenire in un’età in cui i bambini hanno ancora poche occasioni di frequentare ambienti diversi dalla famiglia).A una persona che non ricordava l’abuso, ho sentito il maestro dire di individuare chi, fra i parenti e gli amici che frequentavano la sua famiglia quando era piccolo, fosse il più apprezzato, considerato o amato (soprattutto da sua madre) e vedere se ci fossero eventi che potessero collegarlo all’abuso perché, diceva, di solito il potenziale pedofilo è la persona tenuta più in considerazione dalla madre.Quando una persona si ricordava l’abuso, veniva indicata come una di quelle che “avevano fatto il primo passo” verso la soluzione dei propri “nodi” e le veniva detto che il passo successivo consisteva nell’andare dai genitori e condividere questa sua bella scoperta e, nel caso vi fosse stata da parte dei genitori una reazione “negativa” quella persona doveva affrontarli con il “coraggio della verità”, come un vero “guerriero centrato nel suo potere personale” ed essere irremovibile circa la veridicità di ciò che aveva ricordato. A questo punto, il maestro raccontava e portava ad esempio di coraggio e integrità episodi che riguardavano persone del gruppo che in precedenza avevano “ricordato” l’abuso e che erano andate a condividerlo ai propri genitori, i quali non avevano reagito bene davanti a quella condivisione. Veniva molto apprezzato, all’interno del gruppo, e riconosciuto come “prova di integrità personale” il fatto che la persona che aveva “ricordato” l’abuso rimanesse ben salda sulle sue posizioni di fronte ai dubbi o reazioni “negative” dei famigliari. Veniva anche detto che chi, in famiglia, si opponeva con più veemenza alla verità di quel “ricordo”, era con buonissima probabilità la persona complice del pedofilo. Credo che questo possa aiutare a comprendere il motivo per cui, spesso, le persone si sentivano di dover interrompere i rapporti con la loro famiglia di origine, a meno che i famigliari riconoscessero la veridicità del “ricordo” dell’abuso (e in questo modo avvallassero anche il “lavoro” che il figlio/a aveva fatto in arkeon per arrivare a ricordarlo). Nell’ultimo caso, se il padre e la madre, oltre che a riconoscere la veridicità di quanto “ricordato” si scusavano sciogliendosi in lacrime davanti ai figli, allora venivano indicati dal maestro come genitori “saggi” e presentati al gruppo come esempio di “giusto comportamento”. Mentre la figura del padre rimaneva, in linea di massima, sempre “saggia”, sulla madre vi era la necessità di tenerla sotto osservazione in quanto il suo lato perverso, se appariva “domato” da una parte, poteva sempre saltare fuori da un’altra, così come quello di tutte le donne, del gruppo e non.
-continua-Tiresia
martedì 12 gennaio 2010
Lavoro chiamato “no limits” all'intensivo / residenziale
Questo lavoro si svolge solitamente all’aperto, tempo permettendo, sul prato di fianco al tempio, altrimenti viene fatto all’interno del tempio. Lo scopo di questa “esperienza” è quello di portare a coscienza le proprie reazioni ed emozioni legate all’incontro fisico con l’altro. A nessuno viene descritto in anticipo il tipo di lavori che vengono fatti durante l’intensivo e quindi le persone si trovano a doverli affrontare quando ormai sono lì e, per quanto nessuno venga obbligato con la forza a prendere parte ad un lavoro (almeno, io non ho mai visto persone venire obbligate a partecipare con la forza) è anche vero che se una persona si rifiuta, viene sottoposta a pressioni psicologiche di vario tipo affinché vi partecipi. Queste pressioni vengono esercitate sia dal gruppo che dallo stesso maestro e consistono in frasi del tipo: “perdi una grande occasione per andarti a vedere un tuo “nodo” – “proprio perché senti queste resistenze dovresti fare il lavoro perché significa che c’è sotto un “processo” e hai l’opportunità di andartelo a guardare” – “fare questa esperienza è molto importante” ecc.Bisogna tenere presente, a questo proposito, che durante questi intensivi le persone vengono sottoposte a ritmi ed esperienze destabilizzanti dal punto di vista psicologico. Il gruppo è composto dalle 60 alle 120 persone che, durante i 5 giorni dell’intensivo non si muovono praticamente mai da un luogo circoscritto (l’agriturismo), dormono pochissime ore per notte in camere solitamente sovraffollate e con fastidiosi problemi per quanto riguarda l’utilizzazione dell’acqua calda che, essendo fornita da piccoli e scalcinati scaldabagno non permette di farsi 2 docce consecutive; spesso si assiste al mal funzionamento delle fognature che devono lavorare al disopra delle loro possibilità e non riescono a smaltire i rifiuti organici (tanto che spesso dai gabinetti escono liquidi ed esalazioni maleodoranti che vengono sempre interpretati come la “materializzazione” dei processi dei partecipanti; hanno ritmi completamente sballati rispetto ai soliti anche per quanto riguarda i pasti, spesso di qualità non soddisfacente, (il pranzo viene servito nel pomeriggio e la cena anche a notte fonda) e vengono sempre tenute in uno stato di tensione emotiva attraverso i vari esercizi che vengono proposti. E’ molto difficile, quindi, riuscire a rifiutarsi di prendere parte ad un lavoro. Bisogna esercitare una forte volontà ed essere disposti a sopportare la disapprovazione del gruppo e quella del maestro che non è mai esplicita ma arriva in modo velato, cosa non sempre facile per tutti in quelle circostanze. Durante il “no limits”, le persone vengono invitate a mettersi in cerchio e a chiudere gli occhi. Il maestro spiega che dovranno tenere gli occhi chiusi per tutta la durata dell’esperienza. Il maestro dice che lo spazio in cui si trovano rappresenta il mondo e le persone che vi si incontrano, sempre ad occhi chiusi, sono le persone che si incontrano nella propria vita (o che si sono incontrate in passato). Al primo suono del gong i partecipanti devono cominciare a camminare in quello spazio. Essendo uno spazio abbastanza ristretto, camminando le persone si urtano l’un l’altra cominciando ad avere fra loro contatti fisici casuali. I maestri che aiutano a condurre l’intensivo tengono gli occhi aperti e non partecipano all’esercizio, ma aiutano a tenere le persone all’interno dello spazio preposto, all’occorrenza indirizzando il loro percorso verso questa o quella persona, spesso seguendo le indicazioni del grande maestro.Al secondo suono del gong i partecipanti devono fermarsi dove si trovano e con le mani sentire chi è loro vicino e “scegliere” il partner con cui fare l’esperienza. Durante questa fase viene più volte ripetuto e sottolineato dal maestro che “non ci sono limiti” e uno deve sentirsi libero di esplorare il corpo dell’altro come meglio crede. Viene anche detto, in modo scherzoso, che non sono ammessi rapporti sessuali completi, ma che non ci sono limiti all’esplorazione. Si è liberi di fermare le mani del partner, se si vuole. Questa fase dura circa 5-10 minuti poi, al suono del gong il giro riprende e si ricomincia a camminare cercando il partner successivo. Gli incontri non sono ovviamente solo fra uomini e donne ma anche fra uomini e uomini e fra donne e donne. Quando l’incontro è con un partner dello stesso sesso, si ha la possibilità, viene detto dal maestro, di esplorare la propria omosessualità latente che è sempre originata dalla ricerca del contatto col corpo del genitore dello stesso sesso, contatto che, quando si era piccoli, è stato negato. Questo camminare/incontrarsi/camminare scandito dal suono del gong va avanti per 3 o 4 volte o comunque fino a quando il maestro ritiene che l’esercizio possa terminare.Probabilmente la mia descrizione, che ho cercato di fare in modo il più possibile oggettivo, non riesce a trasmettere appieno la capacità che ha questa esperienza di toccare profondamente molti dei partecipanti. Vero è che ho spesso visto e sentito persone urlare e piangere disperatamente durante questa esperienza e credo che dovrebbe essere doveroso, nei confronti delle persone che vi partecipano, essere messe al corrente PRIMA di quello che si fa durante l’esercizio perché per alcuni è un’esperienza molto dura e bisogna essere in grado di scegliere se farla o meno. Altrimenti, si può trasformare in una forma di violenza psicologica che viene fatta passare come “prezioso strumento di evoluzione e comprensione dei propri nodi psicologici”.Non mi dilungo oltre nella descrizione dei vari esercizi che si fanno durante questi intensivi perché, in questa sede, mi preme di più esporre le teorie su cui si basa il lavoro all’interno del gruppo. Sarebbe però, credo, molto interessante poter avere una descrizione dettagliata di come si svolge il “lavoro”, sia durante gli intensivi che durante i seminari e gli altri residenziali a tema che vengono organizzati dai vari maestri. Spero quindi che vi siano altre persone disposte a fornire ai “consumatori” del prodotto arkeon una descrizione del prodotto stesso, così che essi possano più serenamente valutare se questa esperienza sia adatta alla loro psiche. Spero anche che ciò che descrivo possa aiutare i parenti e gli amici dei partecipanti (che non hanno fatto e che non vogliono fare il “lavoro”) a capire il tipo di esperienza cui sono stati sottoposti i loro cari.Il fine di questo lavoro era quello (e dovrebbe esserlo ancora) di essere liberi, felici ed appagati nella famiglia e nel lavoro. Almeno, questo è quanto veniva detto. Nei primi anni, i “nodi” (che significa blocchi psicologici, emozioni represse, qualsiasi tipo di processo psicologico che “non fa scorrere l’energia” e impedisce la realizzazione personale ecc) erano causati esclusivamente dal comportamento non corretto dei genitori che, attraverso l’esempio che davano relativo al modo di relazionarsi alla vita e agli altri, avevano trasmesso i loro problemi (di vita e relazione) ai figli. Questi figli, per disfarsi delle nefaste influenze psicologiche della famiglia di origine, dovevano sia capire, individuare i modi sbagliati di comportarsi dei loro genitori sia, una volta individuati, riconoscerli in loro stessi e smettere di metterli in atto volgendosi a modi di relazionarsi e comportarsi più “sani”, indicati di volta in volta dal maestro.Non bisogna fare un grande sforzo immaginativo per capire il motivo per cui, in quegli anni, molti tornavano dai seminari e dai residenziali con un grande risentimento e rabbia nei confronti dei propri genitori: erano loro la causa del fallimento, dei problemi e del dolore della loro vita!
- continua -
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Tiresia
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sabato 1 agosto 2009
Lavoro chiamato “no limits” all'intensivo / residenziale
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venerdì 3 luglio 2009
Fa comodo a tutti avere un capro espiatorio

Carissimi tutti,
dopo le cose lette negli ultimi giorni, vorrei ribadire a tutti che esiste una indagine in corso che non dipende da me, ma che va avanti per la sua strada da diverso tempo.
Mi duole leggere alcune affermazioni fatte da persone che stimavo e che a questo punto mi hanno dato prova di scrivere senza alcuna documentazione. Qualcuno ha detto che sarebbe stato corretto chiedere alla Di Marzio cosa sia accaduto, ma la stessa persona non si è premurata di chiamare me e chiedere quale fosse la mia versione dei fatti.
Accetto che si sia schierata per amicizia, ma credo che per amicizia non si ha la capacità di essere pienamente razionali e capire realmente come siano andate le cose.
So che fa comodo a tutti avere un capro espiatorio.
Vorrei ricordare che tutti qui hanno famiglia, lavori rispettabili e quant'altro. Non ti dico, cara Martini, quanto io personalmente ho pagato sino ad ora per gli avvocati, e forse credo non ti interessi, altrimenti prima di prendere posizioni avresti fatto una piccola indagine conoscitiva.
Credo che a questo punto sia meglio tu rimanga nel tuo mondo e non ti chieda oltre,
Qui in questo forum c'è della gente. A favore e contro Arkeon, ma pur sempre della gente che va rispettata. Così come la sottoscritta, la cui unica colpa è stata quella di dare libertà di espressione a tutti. Ma se volevate che si censurassero certi dubbi, dovevate rivolgervi ad altro foum.
L'accusa che avete fatto a me è gravissima e a questo punto ne dovete dare conto nelle sedi opportune. Ormai non posso accettare illazioni e fantasie di alcun genere proprio perchè io sono a favore della gente e a difesa di chi soffre. I giochi di potere e le dicerie le lascio a chi non ha altro da fare e a chi non ha limiti morali (anche con 10 lauree). Ognuno deve assumersi le responsabilità delle sue azioni e non deve sparare su altre persone.
Non amo la menzogna e non sono capace di affermare cose non vere. Quindi su di me potete sparare senza colpirmi.
Lorita
Mi chiedo perché lei, Martini, quando Lorita Tinelli e il Cesap oltre alla sottoscritta vennero travolti da denunce infondate a scopo intimidatorio, non gridò allo scandalo pubblicando sul suo sito un accorato appello. Qualcuno già da due anni paga INGENTI spese legali, ma a lei non saltò in mente di fare appello per sostenerla né, che so, di dare l'avvio ad una pubblica colletta per aiutare un'associazione seria e stimata e patrocinata dal Ministero di Grazia e Giustizia. Anzi, tanto per agevolarla, ha persino tolto il nome del CESAP dalla lista della associazioni destinatarie di possibili contributi pubblicata sul suo sito. E ciò senza prima informarsi e approfondire la vicenda con la diretta interessata.
Ho già queste preoccupazioni a causa di Arkeon, non mi preoccupo proprio delle spese legali della sua amica, che quantomeno con grave superficialità si è schierata a fianco di chi mi sta distruggendo la vita. Poteva essere più prudente prima di accompagnarsi ad un'associazione indagata per gravi crimini.
Leggevo di come scoraggiava le testimonianze critiche e di come le spaventava, assistendo impotente a questo lavorio di esaltazione del gruppo e di screditamento delle vittime, sperando che prima o poi qualcuno si indignasse. Anche lei si era espressa criticamente contro la sua palese faziosità e ora come mai fa marcia indietro? Vada a fare le sue rimostranze al Pubblico Ministero, non lo abbiamo certo chiuso noi il sito, ma ne sono felice perché era un'attività vergognosa a sostegno di un gruppo che ne ha fatte di tutti i colori a persone per bene e intere famiglie, davvero disperate.
Dice che dovremmo preoccuparci della famiglia della Di Marzio? Anche io ne ho una, che non sa più cos'è la tranquillità grazie a Vito Carlo Moccia, i suoi associati e anche grazie a gente come la sua amica, che lo ha appoggiato fino all'inverosimile: gli inquirenti stabiliranno perché e a quale scopo.
"E siete sicuri di non starvi trasformando da probabili vittime in sicuri aguzzini?"
Ma come si permette di definirmi PROBABILE vittima? Proprio lei che è stata una vittima di Scientology dovrebbe essere solidale e comprensiva con le vittime come me, che di CERTO hanno subito abusi, cosa che è stato ampiamente riscontrato dalle indagini.
Si informi e si documenti, prima di esprimere giudizi sommari solo per difendere una sua amica. Se le è così vicina, le consigli di farsi un esame di coscienza prima di gridare allo scandalo. Se fosse stata corretta e irreprensibile, probabilmente, non si sarebbe attirata sulla testa della accuse così pesanti dalla Magistratura.
Non voglio certo che sia condannata un'innocente, ma se dovesse risultare colpevole e verrà perseguita festeggerò sempre per il trionfare della giustizia, senza doverle rendere conto per questo e dovermi giustificare, da troppo tempo ho solo brutte notizie. Nessuna censura, qui stanno scrivendo membri di Arkeon che sono migrati da quel forum a questo, e nessuno li ha cacciati come faceva la Di Marzio con chi non scriveva ciò che non era di suo gusto.
Forse lei non è al corrente di tutti gli aspetti della vicenda, non tutte le amiche raccontano tutta la verità, per questo la invito a rivedere la sua posizione davvero aggressiva e fuori luogo, visto come stanno davvero le cose.
Mostri cortesemente maggior rispetto per le persone coinvolte sul serio in questa vicenda, qui non si tratta di scrivere una letterina per indignarsi, in molti ci stiamo rimettendo la vita anche con una paurosa riduzione di produttività in ambito lavorativo e da molto prima della sua amata dottoressa, Solo che io non ho scelto di farmi rovinare la vita, mentre la Di Marzio sapeva benissimo con quale gruppo stava collaborando: di questo, e solo di questo, sta pagando le conseguenze, non può che biasimare se stessa.
E ora mi scusi ma vado a lavorare, devo pagarmi gli avvocati.
lella
Questi commenti sono stati rivolti a una certa Martini di Allarme Scientology che si schierò contro le vittime di arkeon e pro Raffaella di Marzio ed arkeoniani tutti senza ascoltare le altre campane..
Per chi volesse leggere articoli raccolti sul caso arkeon li trovate qui
mercoledì 1 luglio 2009
la famiglia, me la stavo giocando
Caro Tritri,
ti rispondo volentieri e ti dico che nostro figlio partecipò ad un seminario per soli bambini che chiaramente erano tutti figli di frequentatori del gruppo.Ovviamente pagarono il loro seminario e lo pagammo anche noi genitori accompagnatori.Si svolse un lavoro che come al solito toccava tutti i temi tanto cari al movimento ,tipo il rapporto sporco madre figlio .figlio che occupava il posto del padre agli occhi della madre la quale non teneva più in considerazione il marito e sarebbe arrivata in seguito ad abusare del figlio.Noi amiamo tantissimo nostro figlio e la nostra famiglia non ebbe gravi conseguenze,ma è pur vero che stavamo già dubitando di reiki e maestrucoli vari.Non fù cosi per tutti però alcune madri del gruppo per liberare gli spazi che parevano sporchi cominciarono ad allontanarsi dai loro figli causando molto dolore agli stessi,dicendo che sicuramente era da fare per evitare che il circolo degli abusi si chiudesse di nuovo;chiaramente loro stesse .a dire del maestro erano a loro volta state abusate chiaramente da un genitore o giù di lì.I padri da loro canto rimanevano lì ad aspettare impassibili che la donna facesse il lavoro e il figlio arrivasse al padre,e dove doveva andare questo povero bambino se la madre lo rifiutava?Dal padre credo avvalorando la bontà del maestro e del suo lavoro.Il problema è che se un bambino non sente più la presenza di un genitore è normale che cerchi l'altro è semplicemente la natura che saggiamente cerca di mettere al sicuro un cucciolo che non può difendersi.Altro che maestro ed abusi ,solo un bambino che voleva i genitori vicino a sè esttamente come deve essere.Meno male che i bambini se ne strafregarono del seninario e dopo pochi minuti erano tutti a giocare in giardino,ma questo era marginale per il maestro in quanto aveva già incassato e messo un atro anello al naso con il processo nuovo esteso a tutta la famiglia con l'energia che ora permeava anche i pargoli di casa,l'obolo settimanale era assicurato ancora per lungo tempo.Quando parlo di obolo settimanale lo faccio in modo sarcastico e mi riferisco semplicemente al pagamento della quota del seminario di fine settimana,ecco perchè c'erano pressioni anche pesanti nei confronti di chi voleva lasciare il lavoro,semplicemente questi non avrebbero più portato soldi al fine settimana e il maestro era veramente un maestro a far sì che questo avvenisse regolarmente,poi che facesse dei soldi lo sapeva solo lui pero' credo che un secondo stipendio tutte le settimane a lui piacesse molto al di là della casa da costuire.Ho menzionato il caso della ragazza che tentò il suicidio perchè fù di una gravità estrema ,ma tanti altri pur non avendotentato di togliersi la vita forse sono morti ugualmente.Il meccanismo era sempre lo stesso tutti avevano subito un abuso sessuale meglio ancora se era stato un genitore,e aloro volta avevano o avrebbero in futuro abusato dei loro figli.C'è chi non ha retto e si è annullato come persona oppure chi è andato dal genitore a spiattellargli che finalmente ora sapeva tutto della sua perversa pedofilia innescando drammi famigliari forse mai più sanati.Io consiglio a tutti di investire in modo diverso il propri denaro, state sereni e i vostri soldi spendeteli in crociera con vostra moglie e i vostri figli.A mente fredda vi pare possibile che tutti abbiano subito un abuso nessuno escluso e che nessuno mai se ne ricordi?Questo è terrorismo a tutti gli effetti è plagiare le persone per averne poi dei vantaggi.Abbracciate vostra moglie e date un bacio ai vostri figli non è per nulla stano e perverso si chiama semplicemente famiglia e io purtroppo me la stavo giocando.Ti sono grato di avermi dato la possibilità di approfondire il discorso.Ciao Tritri,buona giornata a tutti.
ti rispondo volentieri e ti dico che nostro figlio partecipò ad un seminario per soli bambini che chiaramente erano tutti figli di frequentatori del gruppo.Ovviamente pagarono il loro seminario e lo pagammo anche noi genitori accompagnatori.Si svolse un lavoro che come al solito toccava tutti i temi tanto cari al movimento ,tipo il rapporto sporco madre figlio .figlio che occupava il posto del padre agli occhi della madre la quale non teneva più in considerazione il marito e sarebbe arrivata in seguito ad abusare del figlio.Noi amiamo tantissimo nostro figlio e la nostra famiglia non ebbe gravi conseguenze,ma è pur vero che stavamo già dubitando di reiki e maestrucoli vari.Non fù cosi per tutti però alcune madri del gruppo per liberare gli spazi che parevano sporchi cominciarono ad allontanarsi dai loro figli causando molto dolore agli stessi,dicendo che sicuramente era da fare per evitare che il circolo degli abusi si chiudesse di nuovo;chiaramente loro stesse .a dire del maestro erano a loro volta state abusate chiaramente da un genitore o giù di lì.I padri da loro canto rimanevano lì ad aspettare impassibili che la donna facesse il lavoro e il figlio arrivasse al padre,e dove doveva andare questo povero bambino se la madre lo rifiutava?Dal padre credo avvalorando la bontà del maestro e del suo lavoro.Il problema è che se un bambino non sente più la presenza di un genitore è normale che cerchi l'altro è semplicemente la natura che saggiamente cerca di mettere al sicuro un cucciolo che non può difendersi.Altro che maestro ed abusi ,solo un bambino che voleva i genitori vicino a sè esttamente come deve essere.Meno male che i bambini se ne strafregarono del seninario e dopo pochi minuti erano tutti a giocare in giardino,ma questo era marginale per il maestro in quanto aveva già incassato e messo un atro anello al naso con il processo nuovo esteso a tutta la famiglia con l'energia che ora permeava anche i pargoli di casa,l'obolo settimanale era assicurato ancora per lungo tempo.Quando parlo di obolo settimanale lo faccio in modo sarcastico e mi riferisco semplicemente al pagamento della quota del seminario di fine settimana,ecco perchè c'erano pressioni anche pesanti nei confronti di chi voleva lasciare il lavoro,semplicemente questi non avrebbero più portato soldi al fine settimana e il maestro era veramente un maestro a far sì che questo avvenisse regolarmente,poi che facesse dei soldi lo sapeva solo lui pero' credo che un secondo stipendio tutte le settimane a lui piacesse molto al di là della casa da costuire.Ho menzionato il caso della ragazza che tentò il suicidio perchè fù di una gravità estrema ,ma tanti altri pur non avendotentato di togliersi la vita forse sono morti ugualmente.Il meccanismo era sempre lo stesso tutti avevano subito un abuso sessuale meglio ancora se era stato un genitore,e aloro volta avevano o avrebbero in futuro abusato dei loro figli.C'è chi non ha retto e si è annullato come persona oppure chi è andato dal genitore a spiattellargli che finalmente ora sapeva tutto della sua perversa pedofilia innescando drammi famigliari forse mai più sanati.Io consiglio a tutti di investire in modo diverso il propri denaro, state sereni e i vostri soldi spendeteli in crociera con vostra moglie e i vostri figli.A mente fredda vi pare possibile che tutti abbiano subito un abuso nessuno escluso e che nessuno mai se ne ricordi?Questo è terrorismo a tutti gli effetti è plagiare le persone per averne poi dei vantaggi.Abbracciate vostra moglie e date un bacio ai vostri figli non è per nulla stano e perverso si chiama semplicemente famiglia e io purtroppo me la stavo giocando.Ti sono grato di avermi dato la possibilità di approfondire il discorso.Ciao Tritri,buona giornata a tutti.
Libero
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lunedì 29 giugno 2009
Arkeon ex reiki
Dopo anni di silenzio e mugugni trovo finalmente chi dà voce a tante persone che come mè hanno subito e patito a causa di una organizzazione che ha cambiato nome nel tempo ma nella sostanza è rimasta inalterata nel modo viscido e subdolo di soggiogare le persone con uno scopo prettamente di guadagno.
Ho scritto tutto senza punteggiatura,apposta,tutto d'un fiato;era troppo tempo che volevo dirlo a tutti.Io sono venuto a contatto con un maestro di Vito Carlo Moccia quando ancora tutto ciò si chiamava ancora reiki.Ero in un brutto momento della mia vita,psicologicamente piuttosto fragile e quasi per caso andai ad una presentazione di questo maestro,trovandomi il giorno dopo catapultato in un seminario assieme a mia moglie.Pareva che tutte le soluzioni fossero a portata di mano,occorreva solo entrare nel proprio processo e tutti i problemi compresi quelli di salute di mia moglie si srebbero risolti.Mi reputo una persona intelligente eppure entrai in un tunnel che ha rischiato di distruggere la mia famiglia.Dopo tanti seminari e tanti soldi pagati , tra l'altro in nero,addirittura diventammo organizzatori entrambi;il nostro compito era allestire seminari per il maestro,fare volantinaggio e soprattutto procacciare altre vittime,in cambio di tutto ciò facevamo seminari gratis e percepivamo una percentuale sui proventi.L'attività era quella descritta da tutti ormai;i cerchi,le condivisioni,tutti abusati,tutti pedofili,il rapporto con i genitori ecc.Il bello era che ci credevamo veramente,fino al punto di far fare un seminario anche a nostro figlio che allora era ancora piccolo.Passava il tempo e la cosa diventava sempre più cattiva, il sediciente maestro applicava rozzi concetti di psicologia pur essendo tutto tranne che psicologo scatenando tragedi e drammi famigliari da esecuzione sul posto. Venne messo in discussione il nostro rapporto di coppia e per poco non si arrivò alla separazione.Nonostante tutto volli conoscere anche Vito che ormai era come Dio in terra ma fù allora che nella mia mente arrivò una scintilla di lucidità,cominciai a capire che qualcosa non andava;mia moglie lo diceva da un pezzo,io non volevo capire e la maltrattavo,ora posso dire che ero completamente plagiato.Vedevo sempre più cose incongruenti e sempre più manifestazioni di pressioni gravi nei confronti di chi non affrontava il processo personale,e non avrebbe più portato l'obolo settimanale.Arrivò la conferma da Vito stesso il quale unico depositario del lignaggio sacro del Reiki pervenutogli dalla Furumoto in persona, che difendeva con amore e decisione contro tutte le correnti Reiki non originali e commerciali,decise che tutto ciò non esisteva più.Nasceva così Arkeon e tutto ciò che gli ruota attorno , chiaro bisognava inventarsi una cosa nuova perchè il nome reiki era ormai troppo inflazionato e non fruttava più all'imprenditore Vito Carlo Moccia.Nella pratica da quello che capisco non è cambiato nulla, i soliti trucchetti,i soliti psicologi improvvisati che si fanno chiamare maestro e pagare profumatamente,io non sono entrato in Arkeon perchè a questo punto mi fù tutto chiaro e sparai tutto in faccia a chi di dovere e me ne andai assieme a mia moglie e ricominciammo a vivere come persone normali grazie a Dio.Vi assicuro che tutto ciò che succede nei seminari e negli intensivi Arkeon descritti nel forum accadeva già con Reiki.Ora mi direte che tutto è finito bene ed è meglio voltare pagina,ma io non la penso così;non posso dimenticare la ragazza convinta di essere stata abusata dal padre e di essere a sua volta la pedofila del figlio che tentò di togliersi la vita e così scacciata dal maestro perchè troppo pericolosa ormai,o le tante coppie che si sono separate indotte da chissà quali teorie strane sulle relazioni col genitoree che ora potrebbero essere ancora felici assieme.Posso forse dimenticare il male fatto a mia moglie quando il maestro decise che era scomoda perchè disse io non ci stò più? Io e mia moglie siamo stati fortunati a uscirne in tempo , ma chi non ci è riuscito e ha pagato un prezzo talmente alto da vedersi annullata la propria personalità?Chiudo il mio sfogo dicendo a Vito Carlo Moccia che il castello è crollato e al maestro che ho incontrato per primo che la casa non credo se la pagherà con i seminari come mi diceva in privato.Sono a disposizione di chiunque voglia conoscere dettagli di quando il tutto si chiamava ancora reiki.Grazie a Luisa e Giovanni di avermi fatto conoscere questo sito .Il mio maestro era Sergio Zaniboni e vedo che è ancora a fianco di Moccia anche se ora verrà sicuramente depennato dal sito.Grazie a tutti.
Ho scritto tutto senza punteggiatura,apposta,tutto d'un fiato;era troppo tempo che volevo dirlo a tutti.Io sono venuto a contatto con un maestro di Vito Carlo Moccia quando ancora tutto ciò si chiamava ancora reiki.Ero in un brutto momento della mia vita,psicologicamente piuttosto fragile e quasi per caso andai ad una presentazione di questo maestro,trovandomi il giorno dopo catapultato in un seminario assieme a mia moglie.Pareva che tutte le soluzioni fossero a portata di mano,occorreva solo entrare nel proprio processo e tutti i problemi compresi quelli di salute di mia moglie si srebbero risolti.Mi reputo una persona intelligente eppure entrai in un tunnel che ha rischiato di distruggere la mia famiglia.Dopo tanti seminari e tanti soldi pagati , tra l'altro in nero,addirittura diventammo organizzatori entrambi;il nostro compito era allestire seminari per il maestro,fare volantinaggio e soprattutto procacciare altre vittime,in cambio di tutto ciò facevamo seminari gratis e percepivamo una percentuale sui proventi.L'attività era quella descritta da tutti ormai;i cerchi,le condivisioni,tutti abusati,tutti pedofili,il rapporto con i genitori ecc.Il bello era che ci credevamo veramente,fino al punto di far fare un seminario anche a nostro figlio che allora era ancora piccolo.Passava il tempo e la cosa diventava sempre più cattiva, il sediciente maestro applicava rozzi concetti di psicologia pur essendo tutto tranne che psicologo scatenando tragedi e drammi famigliari da esecuzione sul posto. Venne messo in discussione il nostro rapporto di coppia e per poco non si arrivò alla separazione.Nonostante tutto volli conoscere anche Vito che ormai era come Dio in terra ma fù allora che nella mia mente arrivò una scintilla di lucidità,cominciai a capire che qualcosa non andava;mia moglie lo diceva da un pezzo,io non volevo capire e la maltrattavo,ora posso dire che ero completamente plagiato.Vedevo sempre più cose incongruenti e sempre più manifestazioni di pressioni gravi nei confronti di chi non affrontava il processo personale,e non avrebbe più portato l'obolo settimanale.Arrivò la conferma da Vito stesso il quale unico depositario del lignaggio sacro del Reiki pervenutogli dalla Furumoto in persona, che difendeva con amore e decisione contro tutte le correnti Reiki non originali e commerciali,decise che tutto ciò non esisteva più.Nasceva così Arkeon e tutto ciò che gli ruota attorno , chiaro bisognava inventarsi una cosa nuova perchè il nome reiki era ormai troppo inflazionato e non fruttava più all'imprenditore Vito Carlo Moccia.Nella pratica da quello che capisco non è cambiato nulla, i soliti trucchetti,i soliti psicologi improvvisati che si fanno chiamare maestro e pagare profumatamente,io non sono entrato in Arkeon perchè a questo punto mi fù tutto chiaro e sparai tutto in faccia a chi di dovere e me ne andai assieme a mia moglie e ricominciammo a vivere come persone normali grazie a Dio.Vi assicuro che tutto ciò che succede nei seminari e negli intensivi Arkeon descritti nel forum accadeva già con Reiki.Ora mi direte che tutto è finito bene ed è meglio voltare pagina,ma io non la penso così;non posso dimenticare la ragazza convinta di essere stata abusata dal padre e di essere a sua volta la pedofila del figlio che tentò di togliersi la vita e così scacciata dal maestro perchè troppo pericolosa ormai,o le tante coppie che si sono separate indotte da chissà quali teorie strane sulle relazioni col genitoree che ora potrebbero essere ancora felici assieme.Posso forse dimenticare il male fatto a mia moglie quando il maestro decise che era scomoda perchè disse io non ci stò più? Io e mia moglie siamo stati fortunati a uscirne in tempo , ma chi non ci è riuscito e ha pagato un prezzo talmente alto da vedersi annullata la propria personalità?Chiudo il mio sfogo dicendo a Vito Carlo Moccia che il castello è crollato e al maestro che ho incontrato per primo che la casa non credo se la pagherà con i seminari come mi diceva in privato.Sono a disposizione di chiunque voglia conoscere dettagli di quando il tutto si chiamava ancora reiki.Grazie a Luisa e Giovanni di avermi fatto conoscere questo sito .Il mio maestro era Sergio Zaniboni e vedo che è ancora a fianco di Moccia anche se ora verrà sicuramente depennato dal sito.Grazie a tutti.
Libero
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domenica 21 giugno 2009
Arkeon addio
Con la prtopria vita non si scherza (e neanche con quella degli altri)
Arkeon addio, quando ti ho lasciato mi sono ritrovata.
Le gradite risposte di Emanuela e Alice, mi hanno permesso di riflettere ulteriormente sulla comune esperienza trascorsa. Mi sta molto a cuore capire se c’è realmente una presa di coscienza in tutti noi.
All’inizio facevo fatica ad ammettere che tutto quello che avevo vissuto con Arkeon era il frutto di una scelta libera e consapevole e che ero perfettamente conscia di frequentare un’associazione ai limiti della legalità, invece era proprio così, nessuno mi ha costretta, c’è stato un momento in cui credevo di comprare l’oro a un prezzo molto conveniente e di non far parte di quella schiera di sfigati che continuano a piangersi addosso senza combinare niente, io al contrario mi consideravo un’eletta, poco importava se la “scuola” che mi stava istruendo poggiava le sue solide fondamenta sul nulla. Ero molto più interessata a stupire gli amici, azzeccando ciò che non andava nella loro vita privata, sfido chiunque che già fin dal primo “seminario” non si sia sentito in grado di poter individuare nella vita delle persone conosciute, incantesimi, legami insani e gente di cui liberarsi. Ci si sente come dei maghi, si pratica l’esoterismo senza chiamarlo con il suo nome. Io ci ho creduto per davvero alla favoletta del potere personale, garantiva superiorità rispetto agli altri, vulnerabili e spesso fragili davanti agli imprevisti della vita, ai dolori e a tutto ciò su cui bisogna faticare. Noi del sentiero sacro saremmo andati oltre la nostra stessa natura, ma scherziamo? Acquisire e assimilare le tecniche di questa formidabile disciplina, ci avrebbe messo nelle condizioni di dominare su tutti e di capire tutto, dato che ogni problema della vita reale aveva necessariamente la sua causa nel solito rapporto con la madre, il padre, in quello con il pedofilo. E’ difficile non farsi catturare anche solo per curiosità da simili tematiche, anche quando, prestare loro ascolto significa andare incontro a una serie di problemi come quello di credere che un insieme di dottrine, teorie fumose, oggetti, riti e abili maestri ci avrebbero elevati dalla nostra misera “ vita perversa, incatenata, frustrata”, insomma (consentitemi) squisitamente umana e condotti a una sorta di eden interiore perenne e duraturo. Ecco il grosso problema.
Oggi, valuto questo atteggiamento avuto in passato, un’ulteriore disistima verso me stessa, io ero arrivata al punto che non mi autorizzavo a dispiacermi per un dolore capitato ad altri, perché pensavo chissà a quale legame insano ci fosse dietro a questa mia reazione. Poi un giorno è morta un’amica, un essere straordinario, la cui breve permanenza sulla terra ha insegnato a chiunque l’abbia conosciuta, l’amore per la vita, per la gioia, il divertimento e la sfida con se stessi, insomma cose vere. In base al mio indottrinamento avrei dovuto credere che lei non aveva avuto più voglia di vivere e mettermi alla ricerca di chissà quale oscura motivazione, ma chi ero io per scherzare con la morte, per credere alla presunzione di chi mi diceva che comportandosi e vivendo in certi modi si sarebbe potuto persino sconfiggerla. Perché invece, non mi sentivo libera di piangere un’amica e di dare sfogo al mio dolore come ogni essere umano? Rimasi davvero impressionata di quanto fosse enorme il mio distacco dalla vita reale, ho maledetto i profeti del nulla e ho urlato forte contro me stessa per aver prestato ascolto ai gorgheggi del solito pollo che si crede un’aquila, volevo anch’io fare la stessa fine? Vuoi vedere, mi son detta, che io e tutti i creduloni come me stiamo facendo le spese dei problemi di identità di quel pollo? Che più che un’aquila crede di essere il Cristo?
Ho letto da qualche parte che Arkeon è considerato un movimento prevangelico e allora è veramente il caso di dire e mai come ora : non c’è più religione. Ma non fatemi ridere, ricordo perfettamente l’utilizzo abusivo e improprio del Vangelo, il continuo riferimento alla figura del Cristo solo per impressionare positivamente e ditemi cos’ha di evangelico il solito cerchio per discutere se la tizia di turno deve o non deve abortire, un movimento che si proclama evangelico non dovrebbe invece discutere, su un tema del genere, di vita e di sacramenti? La religione non deve essere utilizzata quando serve e poi disattenderne sistematicamente i principi.
Potrei scrivere un trattato sull’antireligiosità arkeoniana e sul suo anticattolicesimo.
Arkeon come chiesa? Perché no, mi ricorda quelle dei romanzi medievali, dove il compito della salvezza invece di essere affidato alla Chiesa ufficiale, veniva realizzato dai soliti gruppi di iniziati segreti che fondavano la chiesa esoterica militante, convinti di essere i prescelti di questa alta missione. Più o meno come tutti quelli che insistono nel ribadire l’utilità e la grandezza di questa mobilissima congrega. Non me ne voglia, ma mi fa tenerezza Acquamarina che vive accanto a un perfetto sconosciuto, lei stessa dice che nel caso si sentisse male, non sa assolutamente se può contare o meno sul suo aiuto e che inoltre è seriamente preoccupata della reazione catastrofica che si abbatterebbe sul suo premuroso compagno qualora le cose andassero male a Vito. Mi permetta Acquamarina ma il suo compagno cosa ha imparato? Cosa ci va a fare ai seminari se le sorti del suo maestro dovessero rappresentare per lui la delusione più grande della sua vita, non ha ancora realizzato che Vito è un essere umano come lui con due occhi, un naso due gambe e via discorrendo e che in quanto umano sbaglia anche. Sono veramente l’ultima persona che si mette a fare l’avvocato difensore, ma Vito è e rimane una persona a suo modo interessante, comunque vadano le cose e non solo, credo che abbia tutti i requisiti per reagire come meglio crede a qualunque cosa possa capitargli. Che fai lo minacci dicendogli “ ricordati che se stai mentendo… ne dovrai rispondere”. Vuoi sapere la sua reazione? Si farebbe una bella risata e poi ti chiederebbe chi è che stai realmente minacciando. Io non ce l’ho affatto con Vito e non provo nessun rancore, sono critica e lo disapprovo , l’avrei apprezzato se per le sue conoscenze e le sue idee eclettiche, invece di mettere su tutto questo ambaradan, avesse scritto un libro, sarebbe diventato una specie di Dan Brown de noantri, causando sicuramente meno danni.
Ma ritorniamo a me e agli effetti subdoli e insidiosi che “il metodo” (sorrido sempre quando scrivo questo termine riferito ad Arkeon) mi causava. Stavo perdendo la spontaneità di abbracciare mia madre (quella che mi faceva a fette), mio nonno (probabile pedofilo), mia sorella (possibile sorellastra), per il solo gusto di farlo, perché ( mi ripeto) siamo esseri umani e non superuomini, il mio atteggiamento verso il mondo era diventato un misto di indifferenza, diffidenza, senso di superiorità, ossessionata com’ero dall’individuare in chiunque mi capitava a tiro il conflitto con il padre, la madre, chi poteva averlo abusato; le cene e i momenti con gli amici un vero incubo, non facevo altro che invadere il loro privato, felice e soddisfatta di stupire! I miei poveri suoceri, erano stati sottoposti a confino forzato, colpevole lei di aver amato mio marito in modo esagerato e lui perché non lo aveva impedito, presa com’ero dal ruolo di Savonarola dei poveri, privavo due innocui vecchietti delle ultime gioie terrene, la compagnia delle persone amate.
Insomma ero partita da un seminario di reiki e mi ero trasformata in una specie di castigamatti, e tutto questo perché volevo migliorare la mia vita? Cambiare in meglio non solo si può , forse è un dovere di tutti, si sa che richiede sforzo e a volte anche sofferenza, ma io stavo perdendo umanità, giocavo con la vita degli altri in barba agli affetti. Intendiamoci la famiglia non è intoccabile, non è un luogo idilliaco e panacea per ogni male, la sua complessità la viviamo giornalmente, basta leggere i fatti di cronaca, basta fare una chiacchierata con la dott.ssa Tinelli. Si da il caso però che stiamo parlando, senza farla troppo lunga, di un’entità complessa, particolare e unica nel suo genere, ed è proprio lì che ci hanno insegnato come amare, come stare nel mondo e con gli altri, siamo parte di essa e al tempo stesso autonomi e indipendenti( si spera).Tutta questa lezioncina per dire , se mai ce ne fosse bisogno, che l’argomento va maneggiato con molta cautela e delicatezza. Ma davvero pensavamo che un unico cliché potesse andare bene per chiunque e che gente senza nessuna competenza avrebbe guarito noi, le nostre famiglie e il mondo intero? Posso capire che leggendo un romanzo, tutto ciò possa sembrare affascinante e straordinario, ma è della nostra vita che stiamo discutendo, possibile che eravamo così sprovveduti da darla in pasto a chicchessia?
Dobbiamo rifugiarci nell’invocazione di uno stato assolutista che vieti simili aggregazioni o non dovremmo essere noi in grado di capire le trappole o semplicemente ciò che non va considerato, perché inutile e addirittura dannoso? Mi chiedo se abbiamo veramente imparato la lezione o c’è ancora voglia di abbracciare e convertirsi al “credo” del primo che passa, pronto a rispondere : “ la seconda che hai detto”.
Sfido chiunque a dimostrare il livello culturale, se mai ci fosse, dei cosiddetti master, che personalmente ho avuto modo di conoscere (e anche di frequentare), posso assicurarvi che col senno di poi, rabbrividisco al pensiero che certa gente avesse in mano la vita di qualcuno, mi venne fatto notare che tra di loro c’erano “persino”laureati. Appunto, e allora, perché ognuno non fa il proprio mestiere? Cosa deve capire un laureato in informatica , in lingue, economia e commercio, di travagli interiori , intimi, ma soprattutto, che SOSTEGNO può dare a quelle persone “invitate” a lasciarsi andare fino ad aprire tutto il loro essere e ciò che li rende più vulnerabili, con tutto quello che ne consegue?
E’ come dire che tutti coloro che hanno conseguito lauree legittime in seguito ad anni di studio presso le facoltà di psicologia, specializzazioni in psichiatria, hanno sbagliato tutto, bastava rivolgersi a Vito Moccia e company, per ottenere abilitazioni di primo, secondo e addirittura terzo grado, per sondare ma che dico, per guarire, gli animi e le personalità della gente.
Il mondo è vario, nessuno può escludere che io stessa possa alzarmi domattina e invece del solito frullato di frutta, inizi a miscelare nel frullatore, pezzi di teorie esoteriche,tecniche psicoanalitiche, citazioni evangeliche, filosofie orientaleggianti e invitare coloro che avranno la sfiga di abboccare, a una bella caccia al tesoro, ovviamente tutti possono partecipare, anzi posso addirittura confidare ai più stretti collaboratori che la cosa mi è stata ispirata direttamente da “ lassù”, poiché il premio è addirittura il ritrovamento del Graal ( tanto per non scostarsi troppo dalle mode!)
“ Se cambia il cerchio cambia il mondo”, caro ex maestro, il mondo non è cambiato e visti i disastrosi effetti del cerchio, posso desumere che non sia cambiato nemmeno quello.
In futuro, cosa si dirà a proposito di arkeon? …Sorta di movimento a metà strada tra la setta e…,.ideato e condotto da abusivi senza titoli né competenze, soggetto a indagini giudiziarie che ne hanno negato ogni validità? Poco importa, io so cos’è, l’ho sperimentato sulla mia pelle. Tante altre cose potrebbero essere ancore dette ma ci tengo a sottolineare che per “cambiare”, diventare persone migliori, dobbiamo come si suol dire “farci il culo”. Il nostro cambiamento fa piacere soprattutto a noi stessi perché solo noi sappiamo veramente quanto ci costa in energie e fatiche. Per trovare conforto e sostegno non sempre si paga, ma se è proprio necessario, che almeno la nostra fiducia e il nostro denaro siano dati a gente e a scuole qualificate. Ciao a tutti!
Arkeon addio, quando ti ho lasciato mi sono ritrovata.
Le gradite risposte di Emanuela e Alice, mi hanno permesso di riflettere ulteriormente sulla comune esperienza trascorsa. Mi sta molto a cuore capire se c’è realmente una presa di coscienza in tutti noi.
All’inizio facevo fatica ad ammettere che tutto quello che avevo vissuto con Arkeon era il frutto di una scelta libera e consapevole e che ero perfettamente conscia di frequentare un’associazione ai limiti della legalità, invece era proprio così, nessuno mi ha costretta, c’è stato un momento in cui credevo di comprare l’oro a un prezzo molto conveniente e di non far parte di quella schiera di sfigati che continuano a piangersi addosso senza combinare niente, io al contrario mi consideravo un’eletta, poco importava se la “scuola” che mi stava istruendo poggiava le sue solide fondamenta sul nulla. Ero molto più interessata a stupire gli amici, azzeccando ciò che non andava nella loro vita privata, sfido chiunque che già fin dal primo “seminario” non si sia sentito in grado di poter individuare nella vita delle persone conosciute, incantesimi, legami insani e gente di cui liberarsi. Ci si sente come dei maghi, si pratica l’esoterismo senza chiamarlo con il suo nome. Io ci ho creduto per davvero alla favoletta del potere personale, garantiva superiorità rispetto agli altri, vulnerabili e spesso fragili davanti agli imprevisti della vita, ai dolori e a tutto ciò su cui bisogna faticare. Noi del sentiero sacro saremmo andati oltre la nostra stessa natura, ma scherziamo? Acquisire e assimilare le tecniche di questa formidabile disciplina, ci avrebbe messo nelle condizioni di dominare su tutti e di capire tutto, dato che ogni problema della vita reale aveva necessariamente la sua causa nel solito rapporto con la madre, il padre, in quello con il pedofilo. E’ difficile non farsi catturare anche solo per curiosità da simili tematiche, anche quando, prestare loro ascolto significa andare incontro a una serie di problemi come quello di credere che un insieme di dottrine, teorie fumose, oggetti, riti e abili maestri ci avrebbero elevati dalla nostra misera “ vita perversa, incatenata, frustrata”, insomma (consentitemi) squisitamente umana e condotti a una sorta di eden interiore perenne e duraturo. Ecco il grosso problema.
Oggi, valuto questo atteggiamento avuto in passato, un’ulteriore disistima verso me stessa, io ero arrivata al punto che non mi autorizzavo a dispiacermi per un dolore capitato ad altri, perché pensavo chissà a quale legame insano ci fosse dietro a questa mia reazione. Poi un giorno è morta un’amica, un essere straordinario, la cui breve permanenza sulla terra ha insegnato a chiunque l’abbia conosciuta, l’amore per la vita, per la gioia, il divertimento e la sfida con se stessi, insomma cose vere. In base al mio indottrinamento avrei dovuto credere che lei non aveva avuto più voglia di vivere e mettermi alla ricerca di chissà quale oscura motivazione, ma chi ero io per scherzare con la morte, per credere alla presunzione di chi mi diceva che comportandosi e vivendo in certi modi si sarebbe potuto persino sconfiggerla. Perché invece, non mi sentivo libera di piangere un’amica e di dare sfogo al mio dolore come ogni essere umano? Rimasi davvero impressionata di quanto fosse enorme il mio distacco dalla vita reale, ho maledetto i profeti del nulla e ho urlato forte contro me stessa per aver prestato ascolto ai gorgheggi del solito pollo che si crede un’aquila, volevo anch’io fare la stessa fine? Vuoi vedere, mi son detta, che io e tutti i creduloni come me stiamo facendo le spese dei problemi di identità di quel pollo? Che più che un’aquila crede di essere il Cristo?
Ho letto da qualche parte che Arkeon è considerato un movimento prevangelico e allora è veramente il caso di dire e mai come ora : non c’è più religione. Ma non fatemi ridere, ricordo perfettamente l’utilizzo abusivo e improprio del Vangelo, il continuo riferimento alla figura del Cristo solo per impressionare positivamente e ditemi cos’ha di evangelico il solito cerchio per discutere se la tizia di turno deve o non deve abortire, un movimento che si proclama evangelico non dovrebbe invece discutere, su un tema del genere, di vita e di sacramenti? La religione non deve essere utilizzata quando serve e poi disattenderne sistematicamente i principi.
Potrei scrivere un trattato sull’antireligiosità arkeoniana e sul suo anticattolicesimo.
Arkeon come chiesa? Perché no, mi ricorda quelle dei romanzi medievali, dove il compito della salvezza invece di essere affidato alla Chiesa ufficiale, veniva realizzato dai soliti gruppi di iniziati segreti che fondavano la chiesa esoterica militante, convinti di essere i prescelti di questa alta missione. Più o meno come tutti quelli che insistono nel ribadire l’utilità e la grandezza di questa mobilissima congrega. Non me ne voglia, ma mi fa tenerezza Acquamarina che vive accanto a un perfetto sconosciuto, lei stessa dice che nel caso si sentisse male, non sa assolutamente se può contare o meno sul suo aiuto e che inoltre è seriamente preoccupata della reazione catastrofica che si abbatterebbe sul suo premuroso compagno qualora le cose andassero male a Vito. Mi permetta Acquamarina ma il suo compagno cosa ha imparato? Cosa ci va a fare ai seminari se le sorti del suo maestro dovessero rappresentare per lui la delusione più grande della sua vita, non ha ancora realizzato che Vito è un essere umano come lui con due occhi, un naso due gambe e via discorrendo e che in quanto umano sbaglia anche. Sono veramente l’ultima persona che si mette a fare l’avvocato difensore, ma Vito è e rimane una persona a suo modo interessante, comunque vadano le cose e non solo, credo che abbia tutti i requisiti per reagire come meglio crede a qualunque cosa possa capitargli. Che fai lo minacci dicendogli “ ricordati che se stai mentendo… ne dovrai rispondere”. Vuoi sapere la sua reazione? Si farebbe una bella risata e poi ti chiederebbe chi è che stai realmente minacciando. Io non ce l’ho affatto con Vito e non provo nessun rancore, sono critica e lo disapprovo , l’avrei apprezzato se per le sue conoscenze e le sue idee eclettiche, invece di mettere su tutto questo ambaradan, avesse scritto un libro, sarebbe diventato una specie di Dan Brown de noantri, causando sicuramente meno danni.
Ma ritorniamo a me e agli effetti subdoli e insidiosi che “il metodo” (sorrido sempre quando scrivo questo termine riferito ad Arkeon) mi causava. Stavo perdendo la spontaneità di abbracciare mia madre (quella che mi faceva a fette), mio nonno (probabile pedofilo), mia sorella (possibile sorellastra), per il solo gusto di farlo, perché ( mi ripeto) siamo esseri umani e non superuomini, il mio atteggiamento verso il mondo era diventato un misto di indifferenza, diffidenza, senso di superiorità, ossessionata com’ero dall’individuare in chiunque mi capitava a tiro il conflitto con il padre, la madre, chi poteva averlo abusato; le cene e i momenti con gli amici un vero incubo, non facevo altro che invadere il loro privato, felice e soddisfatta di stupire! I miei poveri suoceri, erano stati sottoposti a confino forzato, colpevole lei di aver amato mio marito in modo esagerato e lui perché non lo aveva impedito, presa com’ero dal ruolo di Savonarola dei poveri, privavo due innocui vecchietti delle ultime gioie terrene, la compagnia delle persone amate.
Insomma ero partita da un seminario di reiki e mi ero trasformata in una specie di castigamatti, e tutto questo perché volevo migliorare la mia vita? Cambiare in meglio non solo si può , forse è un dovere di tutti, si sa che richiede sforzo e a volte anche sofferenza, ma io stavo perdendo umanità, giocavo con la vita degli altri in barba agli affetti. Intendiamoci la famiglia non è intoccabile, non è un luogo idilliaco e panacea per ogni male, la sua complessità la viviamo giornalmente, basta leggere i fatti di cronaca, basta fare una chiacchierata con la dott.ssa Tinelli. Si da il caso però che stiamo parlando, senza farla troppo lunga, di un’entità complessa, particolare e unica nel suo genere, ed è proprio lì che ci hanno insegnato come amare, come stare nel mondo e con gli altri, siamo parte di essa e al tempo stesso autonomi e indipendenti( si spera).Tutta questa lezioncina per dire , se mai ce ne fosse bisogno, che l’argomento va maneggiato con molta cautela e delicatezza. Ma davvero pensavamo che un unico cliché potesse andare bene per chiunque e che gente senza nessuna competenza avrebbe guarito noi, le nostre famiglie e il mondo intero? Posso capire che leggendo un romanzo, tutto ciò possa sembrare affascinante e straordinario, ma è della nostra vita che stiamo discutendo, possibile che eravamo così sprovveduti da darla in pasto a chicchessia?
Dobbiamo rifugiarci nell’invocazione di uno stato assolutista che vieti simili aggregazioni o non dovremmo essere noi in grado di capire le trappole o semplicemente ciò che non va considerato, perché inutile e addirittura dannoso? Mi chiedo se abbiamo veramente imparato la lezione o c’è ancora voglia di abbracciare e convertirsi al “credo” del primo che passa, pronto a rispondere : “ la seconda che hai detto”.
Sfido chiunque a dimostrare il livello culturale, se mai ci fosse, dei cosiddetti master, che personalmente ho avuto modo di conoscere (e anche di frequentare), posso assicurarvi che col senno di poi, rabbrividisco al pensiero che certa gente avesse in mano la vita di qualcuno, mi venne fatto notare che tra di loro c’erano “persino”laureati. Appunto, e allora, perché ognuno non fa il proprio mestiere? Cosa deve capire un laureato in informatica , in lingue, economia e commercio, di travagli interiori , intimi, ma soprattutto, che SOSTEGNO può dare a quelle persone “invitate” a lasciarsi andare fino ad aprire tutto il loro essere e ciò che li rende più vulnerabili, con tutto quello che ne consegue?
E’ come dire che tutti coloro che hanno conseguito lauree legittime in seguito ad anni di studio presso le facoltà di psicologia, specializzazioni in psichiatria, hanno sbagliato tutto, bastava rivolgersi a Vito Moccia e company, per ottenere abilitazioni di primo, secondo e addirittura terzo grado, per sondare ma che dico, per guarire, gli animi e le personalità della gente.
Il mondo è vario, nessuno può escludere che io stessa possa alzarmi domattina e invece del solito frullato di frutta, inizi a miscelare nel frullatore, pezzi di teorie esoteriche,tecniche psicoanalitiche, citazioni evangeliche, filosofie orientaleggianti e invitare coloro che avranno la sfiga di abboccare, a una bella caccia al tesoro, ovviamente tutti possono partecipare, anzi posso addirittura confidare ai più stretti collaboratori che la cosa mi è stata ispirata direttamente da “ lassù”, poiché il premio è addirittura il ritrovamento del Graal ( tanto per non scostarsi troppo dalle mode!)
“ Se cambia il cerchio cambia il mondo”, caro ex maestro, il mondo non è cambiato e visti i disastrosi effetti del cerchio, posso desumere che non sia cambiato nemmeno quello.
In futuro, cosa si dirà a proposito di arkeon? …Sorta di movimento a metà strada tra la setta e…,.ideato e condotto da abusivi senza titoli né competenze, soggetto a indagini giudiziarie che ne hanno negato ogni validità? Poco importa, io so cos’è, l’ho sperimentato sulla mia pelle. Tante altre cose potrebbero essere ancore dette ma ci tengo a sottolineare che per “cambiare”, diventare persone migliori, dobbiamo come si suol dire “farci il culo”. Il nostro cambiamento fa piacere soprattutto a noi stessi perché solo noi sappiamo veramente quanto ci costa in energie e fatiche. Per trovare conforto e sostegno non sempre si paga, ma se è proprio necessario, che almeno la nostra fiducia e il nostro denaro siano dati a gente e a scuole qualificate. Ciao a tutti!
Elia
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sabato 23 maggio 2009
Effetti della fuoruscita
come ho scritto nel mio primo intervento, sono stata legata al gruppo Arkeon per 12 anni, da quando i seminari non si chiamavano ancora seminari di Arkeon ma seminari di Reiki. Sono stata iniziata al primo livello di Reiki nel maggio del 1994 e ho rassegnato le dimissioni dal contratto di “maestra di Arkeon” nel febbraio del 2006. Al livello di “Reiki master” sono stata iniziata nel giugno del 1995.
In questi anni ho partecipato più volte a molti dei lavori proposti: intensivi (o come si chiamano ora, seminari residenziali), pre master, master training, innumerevoli seminari di primo e secondo livello, oltre che a quasi tutte le riunioni dei maestri e a 3 riunioni dei maestri di Arkeon.
In questi 12 anni la mia vita è stata totalmente condizionata dal credo di questo gruppo, generato dalle convinzioni personali del suo leader, a cui io ho aderito per anni acriticamente.
I motivi di questa mia adesione acritica sono molteplici, ma non è questo l’argomento del mio intervento di oggi.
Oggi vorrei parlare di quelli che sono e sono stati gli “effetti collaterali” da me avvertiti nel periodo in cui ho meditato di uscire e sono poi uscita dal gruppo Arkeon.
In primo luogo, da quando è cominciata a maturare in me l’idea di uscire da questo gruppo (un anno e mezzo fa), ho cominciato ad avvertire moti improvvisi di paura, completamente scollegati da qualsiasi situazione di pericolo realmente esistente. Erano attacchi di panico in piena regola che cominciavano con la sensazione di non riuscire a respirare fino in fondo. Qualche tempo fa ne avevo parlato con una mia ex-amica del gruppo, ma ancora non avevo compreso la causa di questi “attacchi”.
L’unica cosa che avevo notato, era la somiglianza di questi episodi con gli attacchi di panico che nel passato avevo avuto ogni volta che mi ero trovata a tagliare i rapporti con i membri della mia famiglia ritenuti “perversi”, o con tutte le amiche che avevo perché ritenute “lesbiche”.
Era anche la sensazione con cui convivevo quotidianamente negli anni più “bui” della mia esperienza con questo gruppo, quando ormai avevo reciso tutti i rapporti con le persone esterne al gruppo e con la mia famiglia di origine e mi ero trovata a vivere una vita quasi da reclusa, in cui le uniche persone che frequentavo erano mio marito e le nostre figlie (allora molto piccole) e in cui gli unici contatti con persone diverse da loro erano quelli con le persone che partecipavano ai seminari. Contatti che però, il più delle volte, si limitavano ai giorni del seminario.
Mi sono resa conto che questi attacchi di paura erano collegati alla mia decisione di lasciare Arkeon, quando ho potuto confrontare le mie sensazioni con quelle di altri fuoriusciti che avevano vissuto episodi simili.
In secondo luogo, un “effetto collaterale” bello è stata la sensazione di essere uscita da una sorta di bolla in cui mi sentivo rinchiusa da anni e che mi separava dalle persone e dal mondo. E’ bello guardare gli altri senza cucirgli addosso un “processo”, senza il pregiudizio che non si possano avere con gli altri relazioni profonde e soddisfacenti perchè “non hanno fatto il lavoro e sono quindi tutti preda di automatismi ed incantesimi”.
Mi sono trovata a vivere con una nuova fiducia negli altri, una fiducia che negli anni di appartenenza a questo gruppo avevo perduto perché, col lavoro di Arkeon, si crea una sorta di dicotomia fra chi appartiene al gruppo e segue il “lavoro” e chi al gruppo non appartiene e “vive la sua vita come una mosca cieca, preda inconsapevole di inconsci automatismi ed incantesimi”.
In terzo luogo, ho provato un grande rimpianto e dispiacere perché, negli anni di appartenenza a questo gruppo, ho bruciato tutti i miei diari, su cui per anni (dai 15 ai 30) avevo annotato scrupolosamente pensieri, eventi, riflessioni, sogni e speranze, su cui avevo scritto della mia vita, delle gioie e dei dolori, degli amori e delle illusioni, dei traguardi raggiunti e sognati…..
Ho buttato nel “sacro fuoco”, come chiamano la pira che arde durante i giorni dell’intensivo, i miei racconti, le mie poesie, le letterine ricevute nell’infanzia dalle prime amiche del cuore…. Insomma, tutto quello che, veniva detto, mi poteva tenere legata al mio “passato perverso” e impedirmi di progredire sul “cammino della consapevolezza” presentato dalle teorie di evoluzione della coscienza propagandate da Arkeon.
E’ come se, bruciando quegli scritti, avessi cercato di bruciare la mia vita passata; invece, così facendo, mi sono solo procurata una mutilazione. E’ come se al posto della fluente coda che erano quelle pagine redatte nel passato fosse rimasto un misero moncherino, doloroso memento dell’ amputazione che mi sono auto inflitta, una sorta di ferita della memoria che mi porterò dietro per sempre.
Infine, mi è tornata la voglia di leggere e studiare. Mi è tornata la voglia di ridare al mio cervello quel nutrimento intellettuale che per anni gli avevo negato. Non che in Arkeon venga detto di non leggere o studiare, ma un effetto spiacevole che la mia esperienza in questo gruppo mi aveva causato, è stato quello di “mettere a dormire il cervello”.
Lasciare Arkeon è stata per me una vera rivoluzione a livello emotivo e mentale, è stato un riappropriarmi del diritto di provare emozioni per tutto (non solo per quello che poteva essere “approvato” nel gruppo) ed esercitare il mio spirito critico su qualsiasi cosa, in primo luogo sulla mia esperienza in e di questo gruppo. E la sensazione è impagabile.
Ogni rivoluzione è sempre stata accompagnata dal grido: “Viva la Libertà” ed è proprio questo grido che sento ora di poter regalare alla mia vita.
In questi anni ho partecipato più volte a molti dei lavori proposti: intensivi (o come si chiamano ora, seminari residenziali), pre master, master training, innumerevoli seminari di primo e secondo livello, oltre che a quasi tutte le riunioni dei maestri e a 3 riunioni dei maestri di Arkeon.
In questi 12 anni la mia vita è stata totalmente condizionata dal credo di questo gruppo, generato dalle convinzioni personali del suo leader, a cui io ho aderito per anni acriticamente.
I motivi di questa mia adesione acritica sono molteplici, ma non è questo l’argomento del mio intervento di oggi.
Oggi vorrei parlare di quelli che sono e sono stati gli “effetti collaterali” da me avvertiti nel periodo in cui ho meditato di uscire e sono poi uscita dal gruppo Arkeon.
In primo luogo, da quando è cominciata a maturare in me l’idea di uscire da questo gruppo (un anno e mezzo fa), ho cominciato ad avvertire moti improvvisi di paura, completamente scollegati da qualsiasi situazione di pericolo realmente esistente. Erano attacchi di panico in piena regola che cominciavano con la sensazione di non riuscire a respirare fino in fondo. Qualche tempo fa ne avevo parlato con una mia ex-amica del gruppo, ma ancora non avevo compreso la causa di questi “attacchi”.
L’unica cosa che avevo notato, era la somiglianza di questi episodi con gli attacchi di panico che nel passato avevo avuto ogni volta che mi ero trovata a tagliare i rapporti con i membri della mia famiglia ritenuti “perversi”, o con tutte le amiche che avevo perché ritenute “lesbiche”.
Era anche la sensazione con cui convivevo quotidianamente negli anni più “bui” della mia esperienza con questo gruppo, quando ormai avevo reciso tutti i rapporti con le persone esterne al gruppo e con la mia famiglia di origine e mi ero trovata a vivere una vita quasi da reclusa, in cui le uniche persone che frequentavo erano mio marito e le nostre figlie (allora molto piccole) e in cui gli unici contatti con persone diverse da loro erano quelli con le persone che partecipavano ai seminari. Contatti che però, il più delle volte, si limitavano ai giorni del seminario.
Mi sono resa conto che questi attacchi di paura erano collegati alla mia decisione di lasciare Arkeon, quando ho potuto confrontare le mie sensazioni con quelle di altri fuoriusciti che avevano vissuto episodi simili.
In secondo luogo, un “effetto collaterale” bello è stata la sensazione di essere uscita da una sorta di bolla in cui mi sentivo rinchiusa da anni e che mi separava dalle persone e dal mondo. E’ bello guardare gli altri senza cucirgli addosso un “processo”, senza il pregiudizio che non si possano avere con gli altri relazioni profonde e soddisfacenti perchè “non hanno fatto il lavoro e sono quindi tutti preda di automatismi ed incantesimi”.
Mi sono trovata a vivere con una nuova fiducia negli altri, una fiducia che negli anni di appartenenza a questo gruppo avevo perduto perché, col lavoro di Arkeon, si crea una sorta di dicotomia fra chi appartiene al gruppo e segue il “lavoro” e chi al gruppo non appartiene e “vive la sua vita come una mosca cieca, preda inconsapevole di inconsci automatismi ed incantesimi”.
In terzo luogo, ho provato un grande rimpianto e dispiacere perché, negli anni di appartenenza a questo gruppo, ho bruciato tutti i miei diari, su cui per anni (dai 15 ai 30) avevo annotato scrupolosamente pensieri, eventi, riflessioni, sogni e speranze, su cui avevo scritto della mia vita, delle gioie e dei dolori, degli amori e delle illusioni, dei traguardi raggiunti e sognati…..
Ho buttato nel “sacro fuoco”, come chiamano la pira che arde durante i giorni dell’intensivo, i miei racconti, le mie poesie, le letterine ricevute nell’infanzia dalle prime amiche del cuore…. Insomma, tutto quello che, veniva detto, mi poteva tenere legata al mio “passato perverso” e impedirmi di progredire sul “cammino della consapevolezza” presentato dalle teorie di evoluzione della coscienza propagandate da Arkeon.
E’ come se, bruciando quegli scritti, avessi cercato di bruciare la mia vita passata; invece, così facendo, mi sono solo procurata una mutilazione. E’ come se al posto della fluente coda che erano quelle pagine redatte nel passato fosse rimasto un misero moncherino, doloroso memento dell’ amputazione che mi sono auto inflitta, una sorta di ferita della memoria che mi porterò dietro per sempre.
Infine, mi è tornata la voglia di leggere e studiare. Mi è tornata la voglia di ridare al mio cervello quel nutrimento intellettuale che per anni gli avevo negato. Non che in Arkeon venga detto di non leggere o studiare, ma un effetto spiacevole che la mia esperienza in questo gruppo mi aveva causato, è stato quello di “mettere a dormire il cervello”.
Lasciare Arkeon è stata per me una vera rivoluzione a livello emotivo e mentale, è stato un riappropriarmi del diritto di provare emozioni per tutto (non solo per quello che poteva essere “approvato” nel gruppo) ed esercitare il mio spirito critico su qualsiasi cosa, in primo luogo sulla mia esperienza in e di questo gruppo. E la sensazione è impagabile.
Ogni rivoluzione è sempre stata accompagnata dal grido: “Viva la Libertà” ed è proprio questo grido che sento ora di poter regalare alla mia vita.
Emanuela
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giovedì 2 aprile 2009
L'uomo dà la guida, la donna alleva e nutre: se questa è coppia

In queste settimane di pre e post Festival di Sanremo Povia ha fatto discutere: gay, mica gay, guariti, malati, Grillini, e compagnia cantante. Ma io sono rimasta colpita da una frasetta del capelluto amante di piccioni e bambini che con gli omosessuali c'entra relativamente poco: mi ha lasciata di sasso che cosa intende lui per coppia, e per famiglia. Povia dice così: «L'uomo fa l'uomo e dà la guida spirituale, la donna nutre e alleva i figli. E insieme formano equilibrio e stabilità. Oggi, però, nessuno vuole fare la sua parte. Gli uomini si depilano». Sui maschi glabri posso pure soprassedere, questione di gusti, in fondo: a me per esempio non piacciono gli uomini-scimmia, mi fanno senso quelli coi peli che escono dalle orecchie, ma ognuno ha le sue manie. Sulla storia della guida spirituale, però, non soprassiedo per niente. Signori, la guida me la può dare un guru, un prevosto, un gesucristo, al massimo la mia coscienza, ma certo non voi maschietti. In quel cromosoma Y che ci divide non c'è una tavola della legge, né della morale, né tantomeno della spiritualità che valga più o meno di quello che c'è nelle mie due X. Idem per cervello e cuore. Dove caspita l'ha trovata questa cosa che l'uomo dà la guida spirituale, Povia, non si sa. I figli, poi, si nutrono tramite una tetta fino al quarto-quinto mese d'età al massimo, non di più, poi si svezzano. E da allora fino agli 85 anni di vita media si alimentano da sé, con cucchiaio, coltello e forchetta, che sono notoriamente unisex. Sull'allevamento, parola di sapore bovino, glisso ma voi mi avete capito: mamma e papà tirano su entrambi, a modo loro, ma entrambi. L'equilibrio e la stabilità si raggiungono in tanti modi, ma certo la guida, il nutrimento e l'allevamento sono responsabilità di tutti e due. Povia, che ama tutto il mondo, ha curiosamente tralasciato, nella sua descrizione di coppia, la parola amore. Questo mi turba. Evidentemente anche Povia pensa che non sia necessario, l'amore, per tirare avanti una famiglia. Bastano la responsabilità, l'allevamento, la guida, il nutrimento, l'equilibrio e la stabilità. Vale a dire un posto comodo e calduccio dove sopravvivere. Se questa è una famiglia, se questa è una coppia....
Blog di Albina Perri
Personalmente sono d'accordo con Albina per il concetto che esprime, tranne per il riferimento al guru come guida spirituale.... Mi ricorda tanto Arkeon e il prete che è andato alla trasmissione "Mi Manda Rai 3" in difesa della psicosetta.
Vi linko qui sotto il video integrale, ne sentirete delle belle..
http://www.media.rai.it/mpmedia/0,,mimandaraitre%5E12789,00.html
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