venerdì 29 gennaio 2010

Strumenti psicologici di controllo delle persone

Voglio parlare adesso di quelli che considero strumenti di pressione psicologica sulle persone che ho visto applicati negli anni dal maestro in varie forme.

Il “fare il passaggio”.
Grande creazione di stress viene fatta ripetendo a una persona che “non ha fatto il passaggio” , questo misterioso “passaggio” che viene riconosciuto come fatto solo dal maestro. Le persone che vengono definite dal maestro come quelle che “hanno fatto il passaggio”, vivono all’interno del gruppo il loro momento di gloria. E’ una sorta di riconoscimento che si è lavorato bene e cambia il modo di relazionarsi con le altre persone.Ho spesso avuto modo di notare come gli uomini e le donne cui era stato dato questo riconoscimento assumessero un atteggiamento un po’ arrogante nei confronti degli altri, come se fossero persone realizzate, in qualche modo superiori alle altre che stavano “ancora in processo”. E anche in questo gruppo, come purtroppo in molti gruppi di qualsiasi genere, si crea una sorta di capannello di eletti che ruotano intorno al maestro, si siedono vicino a lui sulle sedie ai seminari, lottano per accaparrarsi i posti più vicini al maestro a tavola e tanti simili episodi che, secondo me, denotano una piccolezza di fondo. Tornando al nostro “passaggio”, esso non è mai definitivo perché in qualsiasi momento il maestro può dire che uno lo ha fatto solo apparentemente o che è “tornato indietro” quindi togliere il riconoscimento a quella persona, così torna ad essere una persona “in processo”. All’interno del gruppo, chi non viene riconosciuto come uno che ha fatto il passaggio viene isolato.Sull'isolamento all'interno del gruppo bisogna ricordare che vi incide molto il concetto, più volte ricordato dal maestro, delle energie simili che si attirano, che viene anch’esso usato in modo strumentale, per cui, all’interno del gruppo, devi sempre stare attento alla persona con cui ti relazioni (addirittura alla persona con cui parli o a cui ti siedi vicino) perché se essa è riconosciuta dal maestro come “in processo” o "sfigato", automaticamente è in processo o sfigato anche chi si relaziona con questa persona.Ma perché vengono create queste tristi situazioni, all’interno del gruppo? Forse perché servono all’evoluzione personale? Magari il maestro è anche abile a farlo credere, secondo me però il motivo è un altro, più semplice e più triste: se fai sentire qualcuno sbagliato, è molto più facile manipolarlo. Se porti qualcuno a credere che in un solo ambito, quello di Arkeon – chiamalo così o con qualsiasi altro nome – tu puoi trovare amore, comprensione e fratellanza perché il mondo là fuori è tutto cattivo e perverso, ecco che ti basta la velata minaccia di buttarti fuori per controllarti e condurti su strade che non percorreresti altrimenti. Oltre a questo, vi è una forte creazione di stress dovuta al fatto che è difficile capire cosa si debba fare o come si debba essere per “fare il passaggio”, quindi viene generato uno stato di confusione e paura nella persona che teme, se non ha fatto il passaggio e non sa come farlo, di poter essere buttata fuori dal gruppo e perdere così l’unico punto di riferimento affettivo che le è rimasto, dato che intorno le è stata fatta terra bruciata (ricordiamo che molti lasciano famiglia e amici perché perversi). Questo condizionamento è tanto più forte quanto più la/il propria/o partner è coinvolto e, invece, riconosciuto all’interno del gruppo. Perché se non sei come il gruppo vuole, rischi di perdere la tua compagna!Quando, per vari motivi, questa pressione psicologica non è sufficiente a “far fare il passaggio” al compagno/a, allora si viene incoraggiati a minacciare di lasciarlo/a. Di solito, a questo punto, molti capitolano. Perché a volte è meglio inghiottire che vedere il proprio matrimonio rovinato. E quanti ne ho visti, ai seminari, togliersi la fede e restituirla al compagno/a. O buttarla nel “sacro fuoco dell’intensivo” offrendo a Dio! la propria ritrovata libertà….

La “trasgressione creativa”.
Questa “meraviglia” l’ho vista applicare solo a donne che non avevano intenzione di “piegarsi”. Se la moglie oppone troppa resistenza al “passaggio”, salta fuori la mitica “trasgressione creativa”, agita o solo minacciata, che è una delle più brutte e cattive violenze psicologiche che si possano fare ad una persona: bisogna assistere al tradimento del proprio partner che rivolge le sue attenzioni a una del gruppo che “ha fatto il passaggio” o comunque è “più affidata” stando zitte e accogliendo quella “punizione” perché non si è fatto il passaggio. Allora, o diventi come vuole il maestro e di conseguenza come vuole il gruppo pilotato dal maestro, o vieni lasciata da tuo marito per un’altra donna più docile e “allineata”. E con quale soddisfazione ho sentito il maestro raccontare come queste donne abbandonate passavano le loro giornate a piangere o urlare la loro impotente rabbia al telefono, con lui che non perdeva occasione di girare il coltello nella piaga. Credo che qui si possa ben parlare di sadismo allo stato puro, che viene mascherato da strumento di evoluzione. Questa situazione porta molto spesso una persona a dover sottostare ad umiliazioni e a prostituirsi, in senso psicologico, per non perdere la persona amata e che spesso è rimasta l’unico riferimento affettivo che ha nella vita. Ho anche sentito dire, da chi l’ha vissuto, che questo spesso porta anche a meditare il suicidio.Col nome di “trasgressione creativa” vengono definite anche altre “pratiche” che ho sentito il maestro consigliare alle persone di mettere in atto per trasformare o risolvere varie situazioni. Si andava dal consigliare a comunisti convinti di votare il buon Silvio, al mangiare cose che si avevano in odio, e chi più ne ha più ne metta. La teoria che sta alla base di queste “trasgressioni creative” è che facendo qualcosa che non si sarebbe mai fatto o voluto fare, si va a rompere uno “schema mentale” della persona che le impedisce di fare scelte diverse. Un po’ astrusa la scusa, mi sembra, ma questa è una mia opinione.
Tiresia
- continua -

lunedì 25 gennaio 2010

La via della donna

Le donne, secondo il maestro, hanno una parte perversa molto più coriacea e resistente di quella degli uomini. Le donne che non appartengono al cerchio, così come quelle che non “fanno il lavoro” la agiscono costantemente e in modo automatico. Le donne, veniva detto e forse viene detto ancora, riescono ad avere tra loro relazioni prevalentemente perverse, dato che agiscono da uno spazio di attrazione lesbica non dichiarata (omosessualità latente), tranne alcune donne che si trovavano a stretto contatto col maestro e che vengono indicate da lui come esempio alle altre.La funzione più nobile della donna è, nell’opinione del maestro, quella di essere una”terra fertile che deve accogliere il seme del guerriero e farlo riposare nel suo seno”. Per raggiungere questa condizione ottimale, essa deve purificarsi, eliminare i lati perversi che le sono stati trasmessi dalla madre e diventare così una vera Donna, degna compagna del Guerriero.Cosa deve fare la donna per purificarsi? Il primo passo è riconoscere i suoi lati perversi. Questo avviene pubblicamente, durante quella sorta di “confessioni pubbliche” che sono i momenti di condivisione nei seminari e lavori affini. Dopo la condivisione, comincia l’azione di pulizia. Una delle prime cose da fare è chiarire la relazione con la propria madre impedendole di continuare a relazionarsi con loro dal lato perverso. Di volta in volta il maestro chiarisce quali sono i comportamenti che non vanno bene. Se la madre presenta troppe resistenze a capire, allora è meglio interrompere i rapporti, in quanto, rimanendo in contatto con persone che agiscono da quello spazio, è molto facile essere “riportate indietro” sui sentieri della perversione. Chiarita la relazione con la madre, bisogna chiarire quella con le amiche e interrompere i rapporti con eventuali amiche perverse che si avevano prima di cominciare il lavoro se no sono disposte a cambiare. Le donne devono mantenere sempre all’erta la loro attenzione per capire se, nelle relazioni con le altre donne, si attivano meccanismi riconducibili alla spinta dell’omosessualità latente. Sotto questo profilo, esse trovano un valido aiuto sia nei compagni, che vigilano sulle loro relazioni, alcuni anche in modo molto zelante, che nel maestro, sempre pronto ad offrire il suo contributo per individuare ciò che non va. Forse potrebbe non sembrare, dalla breve descrizione che faccio, ma questo, già di per sé, favorisce il nascere di tensioni piuttosto forti nei confronti delle altre donne, anche di quelle del gruppo. Ad alimentare la tensione contribuiscono tutta una serie di pressioni volte ad uniformare il comportamento delle donne all’idea che il maestro ha di “donna che ha fatto il passaggio”. Di questo Passaggio parlerò in modo più esteso tra breve.Mi ricordo che alcuni anni fa venne introdotto uno strano rituale cui venivano sottoposte le donne più resistenti a spogliarsi dei loro lati perversi. Lo chiamerò “rituale dello scatolone degli orrori”.Negli anni, il maestro aveva raccolto vari oggetti che alcune donne avevano portato ai seminari e che rappresentavano per loro gli agganci ai lati perversi delle loro madri. La maggior parte di quegli oggetti erano stati donati loro dalle proprie madri. Lo scatolone conteneva di tutto: da completini sexy, a bambolotti dal volto inquietante, a biberon dalla forma fallica e altre amenità del genere. Durante il seminario vi era il momento della consegna dello scatolone degli orrori. Solennemente, la donna che lo aveva tenuto (di solito per un mesetto durante il quale doveva mettersi i completini sexy davanti allo specchio e tenere in mano i vari oggetti, meglio che ci dormisse anche in mezzo, veniva detto dal maestro, per meglio entrare nella dimensione perversa che essi rappresentavano) lo consegnava ad un’altra donna che “aveva bisogno di starci dentro” per “aiutarla” in questo modo a capire e abbandonare i suoi lati perversi. Era uno spettacolo che stringeva il cuore osservare come quella che lo consegnava stava impettita e quasi pietrificata nell’espressione e quella che riceveva non sapeva come fare a trattenere le lacrime. Perché ricevere lo scatolone era come essere additata come la donna più perversa del gruppo, quella che stava attaccata alla sua “perversione” con le unghie e coi denti. Non era una bella figura da fare nel gruppo e non lo era neppure per il suo eventuale compagno che, velatamente, veniva considerato uno che non riusciva a tenere la mogie sulla retta via. Chi doveva consegnare lo scatolone, prima di consegnarlo si consultava col maestro su chi fosse più opportuno che lo ricevesse e lui era sempre pronto a dare l’indicazione giusta circa la destinataria.Attualmente, questo rituale non è più in uso nei seminari del grande maestro, non so se lo è ancora nei seminari degli altri maestri.La figura del compagno è determinante per l’evoluzione di una donna. Infatti, quelli/e che nel gruppo non sono accoppiati/e non possono trovarsi completamente a loro agio in un gruppo che presenta la famiglia come valore massimo e primo traguardo cui aspirare. E fin qui niente di male.Il problema è che è molto difficile riuscire ad avere una famiglia o una relazione con una persona al difuori del gruppo, con una persona che “non si fa il lavoro”. O la famiglia è tutta arkeoniana, o i bastoni fra le ruote sono tanti. Mi sembra che anche su questo forum vi siano diverse testimonianze al riguardo. Quasi superfluo dire che il maestro si prodiga per trovare a tutti una sistemazione, indicando questa o quell’altro come potenziali compagni/e a chi non ne ha, spesso interferendo anche in modo incisivo nelle relazioni fra le persone. Se qualcuno si domandasse a che scopo, suggerirei di considerare quanto sia difficile riuscire a non cambiare sotto la spinta di condizionamenti che non vengono solo dai seminari ma anche dal proprio partner, nella vita di tutti i giorni. Per non soccombere sotto tali pressioni psicologiche, o si cambia, o si molla. E se molli non c’è problema. Nel gruppo spesso c’è chi farà felicemente le tue veci come “uomo” o “donna della vita” al fianco della tua ex compagna/o.Tornando al discorso della donna, dicevo che la relazione col compagno è determinante per capire se una si è liberata o no dai perversi condizionamenti della madre. Di pari passo col pulire le relazioni con le donne, bisogna pulire la relazione col compagno da tutte le eventuali perversioni. Per far questo, viene richiesta la totale sottomissione della donna all’uomo. Ma più che sottomissione bisogna parlare di “obbedienza” perché, dice il maestro, se una è sottomessa non vi è vero affidamento in quanto nella sottomissione c’è una parte di rabbia, mentre nell’obbedienza c’è l’affidamento totale (stesso discorso dell’affidamento al maestro). E qui tocchiamo un punto spinoso per le signore. Per anni questa obbedienza ha significato stare zitte, non ribattere anche se il compagno diceva delle cavolate. Se il compagno aveva ancora un processo per cui “non riusciva ad uscire nel modo” da vincente, come un vero guerriero degno di questo appellativo doveva fare, la donna doveva tirarsi indietro per favorirne l’espressione nel mondo. Per molte donne questo ha significato lasciare il lavoro (non andava bene che una donna guadagnasse più del suo compagno, se questo succedeva con buona probabilità era responsabilità della donna che gli impediva di prendere il posto che gli competeva a capo della famiglia). Ma se questo poteva non avere serie ripercussioni sul menage famigliare dei benestanti e/o ricchi, certamente lo aveva sulle famiglie di chi, per arrivare alla fine del mese, doveva contare su 2 stipendi. E mi piacerebbe sapere come la pensa chi, per seguire queste splendide teorie, ha visto il suo tenore di vita abbassarsi drasticamente. In seguito, dato che se non ci sono soldi per vivere non ce ne sono neppure per fare i seminari, anche le donne hanno potuto ricominciare a lavorare senza per questo sentirsi in difetto. Nel frattempo, però, molte hanno visto le loro belle carriere rovinate da queste credenze. Contenti loro….

Tiresia

- continua -

mercoledì 20 gennaio 2010

Oggi inizia il processo



Oggi inizia il procedimento penale che vede coinvolti 11 membri del gruppo Arkeon, attendiamo sviluppi attraverso il sito del Cesap

martedì 19 gennaio 2010

La figura del Padre – sua sacralità e funzione

Una volta che ci si è liberati dall’influenza del pedofilo e dal lato perverso della madre, tappa obbligata nel percorso di affrancamento da quello che impedisce di accedere in modo costruttivo alla propria energia creativa, alla capacità di creare per sé una vita soddisfacente e prospera sotto tutti i punti di vista, bisogna riconoscere il ruolo sacro del padre perché la liberazione passa attraverso questo riconoscimento.L’uomo che si è finalmente liberato dai perversi condizionamenti della madre, deve fare un atto di sottomissione nei confronti del padre, riconoscendo la sua grandezza e chiedendogli perdono per averlo mal considerato a causa dell’influenza perversa che la madre aveva avuto su di lui.Dopo aver chiesto al padre il perdono, bisogna farsi dare la sua benedizione, che equivale ad una sorta di iniziazione attraverso la quale lo Spirito Sacro del Maschile viene trasmesso al figlio che a sua volta potrà trasmetterlo a suo figlio. Se il proprio padre non è disponibile, o perché defunto o per qualsiasi altro motivo, si può scegliere all’interno del gruppo, durante un seminario o altro lavoro affine, un uomo che ne faccia le veci e ricevere da lui la benedizione. I padri defunti possono mandare la loro benedizione sul figlio dall’aldilà. Il maestro stabilisce chi l’ha ricevuta, stabilendo anche, in questo modo, chi fra gli uomini ha fatto “il passaggio”.Durante l’intensivo vengono fatti degli esercizi apposta per gli uomini che servono a “portare fuori il guerriero”. Tra questi c’è la lotta sacra. Gli uomini si mettono in cerchio e le donne, a turno, si mettono in ginocchio davanti al proprio compagno, se ne hanno uno, se no davanti a chi le ispira di più come guerriero e gli chiedono se possono essere la sua squaw. Se l’uomo accetta, la donna gli si mette dietro. Un uomo può anche accettare di avere più squaw, una buona occasione per le donne che si devono “dividere” un guerriero per andarsi a guardare tutte le volte che nella vita hanno dovuto dividere un uomo con qualcun’altra. Ci sono anche casi in cui l’uomo non accetta la squaw che a lui si propone. Buona occasione per la donna per andarsi a “guardare” i rifiuti che ha subito nella sua vita. Quando tutti sono sistemati, la/le squaw dipingono il volto e il corpo del loro guerriero con i “colori di guerra” e danno loro un nome di battaglia (o uno se lo sceglie, questo particolare non lo ricordo bene) e la lotta può avere inizio al suono dei tamburi. A turno, il guerriero che se la sente, va a sfidare un altro guerriero e, dopo aver fatto sentire il loro “urlo di guerra”, lottano in mezzo al cerchio finchè uno dei due vince. Così si prova il proprio valore nella lotta, accompagnati da vari commenti del maestro.Se un uomo ha fatto veramente “il passaggio”, dopo essersi ricongiunto con lo Spirito attraverso l’iniziazione/benedizione di suo padre, avendo la Sacra Fiamma che arde in lui, può finalmente vivere felice e realizzato. Se fosse tutto così semplice, sarebbe una meraviglia. In realtà di gente che “ha fatto il passaggio” definitivamente ce n’è ben poca. C’è sempre qualche processo in agguato che impedisce la realizzazione personale. Naturalmente il maestro sa sempre che processo è e con vari “ci lavoriamo” e “non è mai finita” si va avanti a fare lavori su lavori, seminari su seminari. Nessuno di questi gratis o in omaggio.
Per le donne la via è più lunga e laboriosa.
Tiresia
- continua -

La via che gli uomini e le donne devono seguire per essere liberi e felici

Teorie e tecniche in Arkeon...


Come già accennato, il primo passo verso la “liberazione” era riconoscere, “ricordare” di aver subito un abuso sessuale nell’infanzia e condividerlo ai propri genitori e al pedofilo stesso, se ancora vivo o rintracciabile. Questo, nell’opinione del maestro, poteva liberare da due “nodi” che impediscono ad una persona di essere libera, felice e realizzata: 1) ricordare l’abuso: equivale a portarlo a coscienza e rompere così il segreto e inconscio “patto col pedofilo” che crea in diversi settori della vita gli “incantesimi” o “bolle”, ovvero risposte automatiche che la persona adotta davanti a eventi o persone che, sempre a livello inconscio, gli ricordano il pedofilo e l’abuso e lo spingono ad atteggiamenti di sottomissione quasi obbligati di fronte a questi: è per esempio il caso della madre che, avendo ancora attivo a livello inconscio il “patto col pedofilo” fa finta di non vedere l’abuso che il figlio/a subisce e lo copre col velo dell’omertà. 2) “svelare il segreto” ovvero, attraverso la condivisione, prima davanti al gruppo poi ai propri famigliari dell’abuso subito nell’infanzia, “rompere il patto con il pedofilo e con la madre” (quindi col suo lato perverso), e liberarsi in questo modo anche del senso di colpa generato dall’abuso subito.3) ripulire il corpo dalle “tracce dell’abuso”: ho sentito il maestro sostenere che il pedofilo lascia una traccia indelebile sulla psiche inconscia e sul corpo fisico della persona attraverso il suo sperma. Lo sperma del pedofilo assume una valenza magica in quanto ha il potere di “legare a sé” la persona. Ecco perché, durante il “lavoro” che si fa nel gruppo molte persone credono di “vomitare sperma”. E’ lo sperma del pedofilo che le teneva legate con l’incantesimo di cui si diceva prima. Ma questo, spesso, non basta a liberare completamente le donne. Il maestro afferma che uno strumento molto utile a sconfiggere l’effetto dello sperma del pedofilo, per le donne, è inghiottire lo sperma del proprio compagno che ha la miracolosa proprietà di aiutare a rompere l’incantesimo attraverso la sua azione taumaturgica. Così ho sentito il maestro più volte consigliare alle coppie di praticare il sesso orale.Altro consiglio che ho sentito dare più volte in materia di pratiche sessuali da adottare è quello dei rapporti anali. A parte il magnificare il rapporto anale come un rapporto che fa sentire la vera “sottomissione” alla donna, nel senso di abbandono incondizionato al compagno, esso serve anche a capire se una donna (che ha subito dal pedofilo un abuso sessuale anale) ha veramente “rotto il patto” col pedofilo stesso. Infatti, le donne che si rifiutano di avere rapporti anali col proprio compagno è molto probabile che stiano difendendo la parte del loro corpo che hanno “consacrato al pedofilo” e che quindi non si siano realmente “liberate” dalla sua influenza a livello inconscio. Ho sentito anche dire dal maestro, fra le risate generali, che una signora che aveva un polipo (chiamato “polipo guardiano”) all’inizio del retto se lo era fatto venire apposta per impedire al compagno di avere quel tipo di rapporto. Pare una creativa e strumentale applicazione della psicosomatica…. Chissà se i medici avvallerebbero una simile tesi. Per concludere l’argomento del pedofilo, ho sentito più volte il maestro dire che il “serpente” che spinse Eva a mangiare la mela dell’albero del bene e del male rappresenta simbolicamente il “pedofilo originario” e quindi che il peccato originale altro non è che l’abuso sessuale che i bambini subiscono in tenera età e che li condiziona tutta la vita, a meno che l’adulto non lo ricordi e muova così il suo primo passo verso la “liberazione dai condizionamenti inconsci”. Ecco un’originale interpretazione di un passo delle sacre scritture. Chissà cosa ne pensano i teologi….
- continua -
Tiresia

sabato 16 gennaio 2010

Di come in arkeon quasi tutti ricordano di aver subito l’abuso

Era il 1999. Il lavoro sul pedofilo andava di pari passo con quello del riconoscimento della parte perversa della madre e, per le donne, col riconoscere come questa parte perversa della madre era stata da loro ereditata ed era (o era stata) continuamente attiva nella propria vita. Gli uomini dovevano a loro volta staccarsi dalla madre riconoscendo come essa li teneva legati a sé (vedi sopra) per andare consapevolmente verso il padre.Ora, c’è stato un periodo, nei seminari, in cui se non ci si “ricordava” di essere stati abusati sessualmente non ci si sentiva “a posto”. Tutti bene o male ricordavano di aver subito un abuso sessuale fra gli 0 e i 5 anni, ad opera di un parente stretto o di un amico di famiglia (sempre comunque con la complicità della madre). Chi non riusciva a ricordarlo veniva accusato in modo indiretto di “proteggere lo spazio del pedofilo e quindi lo spazio perverso della madre”, cioè di proteggere il pedofilo e la propria madre, complice del misfatto.Se vi era qualcuno che ricordava di aver subito abusi sessuali dopo l’età di 5/6 anni e non ne ricordava di precedenti, gli veniva detto dal maestro che l’abuso originario era stato sicuramente rimosso perché gli abusi che uno subisce dopo i 6 anni non sono altro che la ripetizione di un abuso avvenuto prima (il primo abuso si consuma in famiglia, secondo le teorie di questo signore, forse per questo deve avvenire in un’età in cui i bambini hanno ancora poche occasioni di frequentare ambienti diversi dalla famiglia).A una persona che non ricordava l’abuso, ho sentito il maestro dire di individuare chi, fra i parenti e gli amici che frequentavano la sua famiglia quando era piccolo, fosse il più apprezzato, considerato o amato (soprattutto da sua madre) e vedere se ci fossero eventi che potessero collegarlo all’abuso perché, diceva, di solito il potenziale pedofilo è la persona tenuta più in considerazione dalla madre.Quando una persona si ricordava l’abuso, veniva indicata come una di quelle che “avevano fatto il primo passo” verso la soluzione dei propri “nodi” e le veniva detto che il passo successivo consisteva nell’andare dai genitori e condividere questa sua bella scoperta e, nel caso vi fosse stata da parte dei genitori una reazione “negativa” quella persona doveva affrontarli con il “coraggio della verità”, come un vero “guerriero centrato nel suo potere personale” ed essere irremovibile circa la veridicità di ciò che aveva ricordato. A questo punto, il maestro raccontava e portava ad esempio di coraggio e integrità episodi che riguardavano persone del gruppo che in precedenza avevano “ricordato” l’abuso e che erano andate a condividerlo ai propri genitori, i quali non avevano reagito bene davanti a quella condivisione. Veniva molto apprezzato, all’interno del gruppo, e riconosciuto come “prova di integrità personale” il fatto che la persona che aveva “ricordato” l’abuso rimanesse ben salda sulle sue posizioni di fronte ai dubbi o reazioni “negative” dei famigliari. Veniva anche detto che chi, in famiglia, si opponeva con più veemenza alla verità di quel “ricordo”, era con buonissima probabilità la persona complice del pedofilo. Credo che questo possa aiutare a comprendere il motivo per cui, spesso, le persone si sentivano di dover interrompere i rapporti con la loro famiglia di origine, a meno che i famigliari riconoscessero la veridicità del “ricordo” dell’abuso (e in questo modo avvallassero anche il “lavoro” che il figlio/a aveva fatto in arkeon per arrivare a ricordarlo). Nell’ultimo caso, se il padre e la madre, oltre che a riconoscere la veridicità di quanto “ricordato” si scusavano sciogliendosi in lacrime davanti ai figli, allora venivano indicati dal maestro come genitori “saggi” e presentati al gruppo come esempio di “giusto comportamento”. Mentre la figura del padre rimaneva, in linea di massima, sempre “saggia”, sulla madre vi era la necessità di tenerla sotto osservazione in quanto il suo lato perverso, se appariva “domato” da una parte, poteva sempre saltare fuori da un’altra, così come quello di tutte le donne, del gruppo e non.

Tiresia
-continua-

Il Pedofilo – la sua funzione

Il Pedofilo, come funzione principale, ha quella di essere uno strumento nelle mani della madre che lo utilizza per il suo fine, che è poi sempre quello di tenere legati a sé i figli impedendo loro di crescere psicologicamente e diventare adulti liberi, realizzati e felici in una “normale” relazione di coppia. Sì, perché il terrore ultimo della Madre, avendo anche lei un Vuoto interiore creato a tempo debito dalla sua, è poi quello di rimanere sola, di venire abbandonata! Il Vuoto della Madre è il motore che la fa agire in tale modo perverso (e per fortuna viene detto che, almeno la maggior parte delle volte, essa agisce in modo inconscio, altrimenti sarebbe proprio una sorta di mostro mostruoso, questa madre!).Il pedofilo che entra nella vita dei figli, il più delle volte è portato dalla madre (che è Colei che “consegna i figli al Pedofilo”) ma può essere portato anche da nonne o zie o sorelle che si prestano a sostituire la madre in questa funzione, sempre d’accordo con lei, però.Vediamo come agisce questo famoso pedofilo e chi è. Di solito, il pedofilo è un parete stretto della madre, può essere il fratello, il cugino, il padre (nonno del figlio/a), un amico intimo di famiglia. Più raramente il pedofilo appartiene alla famiglia del padre, ma può succedere quando vi siano uomini che hanno “scelto” di essere “ometti” della loro madre, quindi della nonna paterna (prego notare che le donne sono tutte collegate e complici nella loro perversione).Il pedofilo abusa sessualmente del bambino/a entrando in relazione con lui/lei da uno spazio affettivo, presentando l’abuso come un bel gioco da giocare insieme, in segreto, però, perché nessuno lo deve sapere, altrimenti Lui se ne dovrà andare. Soprattutto, non sono cose da dire al padre. E qui fa capolino un altro concetto, quello del “patto segreto” che il bambino suggella col pedofilo (e anche con la madre, sia indirettamente che direttamente quando capita, come viene detto, più volte, che il bambino, ad un certo punto, parli di questo abuso alla madre, ma spesso lei mette tutto a tacere e si raccomanda di non dirlo al padre (perché si arrabbierebbe moltissimo, perché non capirebbe ecc.); il bambino/a, naturalmente mantiene il segreto, ma questo va a ledere ulteriormente il rapporto col padre). Per spiegare la relazione bambino/pedofilo il maestro afferma che in genere, nella fase iniziale, il ruolo del bambino è solo passivo, ma col passare del tempo, dato che lo considera un bel gioco, comincia ad assumere un ruolo attivo, a cercare spontaneamente il pedofilo per “giocare”. A questo punto il pedofilo si “spaventa” e cerca di sottrarsi alla relazione che percepisce gli stia sfuggendo di mano. Il pedofilo, con varie scuse e pretesti, abbandona allora il bambino, che non riesce a capire come mai ha perso il suo “compagno di giochi” segreto e se ne fa una colpa. Si insinua nel bambino il dubbio di avere fatto qualcosa di sbagliato, qualcosa che ha fatto andare via il suo amato pedofilo (sì, viene detto che di solito il pedofilo è una figura amata dal bambino) e nasce così un altro senso di colpa. A questo punto il bambino ritorna dalla madre (o in modo concreto, raccontando l’esperienza, o in modo psicologico, cercando in lei un rifugio e una consolazione al dolore che prova per l’abbandono subito), ma la madre non lo consola per l’abbandono subìto ma assume un atteggiamento volto ad amplificare il senso di colpa. Qui la casistica è varia: alcune madri assumono atteggiamenti vissuti dal bambino come “strani” e gli dicono di non parlarne con nessuno, in special modo di non parlarne col padre, altre sdrammatizzano e confidano di aver avuto la stessa esperienza quando erano piccole, altre ancora dicono di non credergli ecc ecc. Fra le madri che non si sono “fatte il lavoro” pare che vi sia una certa carenza di risposte “sane” se il figlio riferisce di aver subito un abuso sessuale.A mano a mano che il tempo passa, il bambino rimuove il ricordo della relazione avuta col pedofilo che diventa una figura interiore (così come diventano figure interiori la madre e il padre). Gli effetti di questa relazione, però, continuano ad essere presenti nella vita dell’adulto in vari modi. Farò qualche esempio (e qui mi baso su casi che ho sentito raccontare e spiegare durante vari seminari):1) Se una donna ha subito un abuso sessuale nell’infanzia ad opera del pedofilo avrà una parte del suo cuore consacrata a lui e al ricordo (rimosso) del loro meraviglioso rapporto che negli anni va assumendo una valenza quasi mitica, nella psiche inconscia. Ci sarà quindi, in quella donna, la ricerca continua di quella relazione che la spingerà ad incontrare figure maschili di cui si innamorerà perdutamente e che la abbandoneranno invariabilmente, ricalcando il modello della relazione bambina/pedofilo. La donna che mette in atto questo tipo di ricerca del pedofilo, viene indicata dal maestro come una che ha il “Cappuccetto Rosso process” (processo di cappuccetto rosso) che ho visto ricordato in qualche post. Il maestro spiega che Cappuccetto Rosso viene spinta fra le fauci del lupo/pedofilo dalla madre con la complicità della nonna che a sua volta ha subito un abuso perché nelle fauci del lupo ci finisce anche lei. Se questa donna sposerà un uomo che le ricorda il Padre Saggio (inconsciamente!), periodicamente lo tradirà con uomini che le ripropongono la relazione col pedofilo. Col pedofilo (o meglio, con l’uomo che richiama a livello inconscio questa figura interiore) di solito non ci si sposa, ma vi possono essere relazioni che durano anni. E’ il caso della donna che acconsente a fare l’amante di un uomo sposato che non lascia mai la moglie per lei e, quando l’amante comincia ad invecchiare, la lascia per dedicarsi interamente alla moglie o per un’altra amante più giovane. Comunque, viene detto dal maestro, se non si riconosce che si ha avuto una relazione col pedofilo (a meno di non appartenere al quel 2% di persone che non ne sono state vittima nell’infanzia) e non si fa un “lavoro” per ripulire lo spazio da lui occupato a livello inconscio, non si può pensare di poter avere una relazione sana e felice con un/una partner perché la “ricerca del pedofilo” continuerà ad essere attiva a livello inconscio e a creare le situazioni descritte (queste ed altre, il maestro in questo è molto creativo, per descriverle tutte ci si dovrebbe dilungare troppo e le teorie che voglio esporre sono ancora tante… spero ci sia qualche altra persona che ha assistito a tali “spiegazioni” del maestro e che abbia voglia di ampliare quel che io, per motivi di tempo, racconto brevemente). L’amico Lupo del forum l’ha detto, ai seminari c’erano sempre moltissime persone…. Possibile che non ci sia nessuno che si ricorda di quello che succedeva?2) Poniamo ora il caso di un uomo che abbia subito un abuso sessuale durante l’infanzia ad opera di un pedofilo maschio. A parte il senso di colpa che si crea in seguito alla relazione, nell’adulto, una volta che questa relazione sia stata rimossa dalla coscienza, può rimanere la convinzione di essere omosessuale poiché si è avuta una relazione sessuale con un uomo. Avremo quindi un omosessuale “migliore” rispetto a quello che risulta dal patto con la madre (di cui si è detto prima) in quanto, una volta ricordata la relazione avuta col pedofilo e risolto il “processo col pedofilo” questo individuo può volgersi ad una relazione eterosessuale soddisfacente e “sana”. E’ questo il caso di quegli “omosessuali redenti” la cui storia viene orgogliosamente presentata nei seminari come esempio del risultato miracoloso cui si giunge una volta che si risolva il “processo col pedofilo”. Questo tipo di abuso, però, non è detto che debba per forza sfociare nell’omosessualità vera e propria che può anche rimanere allo stato latente ed agire, in modo sempre incisivo ma non esplicito, nella relazione con gli altri individui di sesso maschile. Avremo allora persone che da una parte hanno un profondo desiderio di relazionarsi con altri uomini in modo affettivo perché, oltre che alla ricerca del pedofilo vanno alla ricerca del padre che è stato da loro allontanato dalla madre, ma non riescono ad avere con gli uomini una relazione “sana” in quanto sorge in loro una sorta di desiderio di vendetta o rivalsa nei confronti dello di un padre che non li ha saputi proteggere dall’esperienza del pedofilo, che non ha saputo “strapparli dalle grinfie della madre” e che vanno proiettando sugli altri uomini.Ci sono poi casi di uomini che nell’infanzia hanno subito l’abuso da parte di pedofili donne. Se le donne sono belle, come nel caso della zia del maestro che, lui racconta con affetto, abusò sessualmente di lui quando aveva circa 2 o 3 anni, non ci sono problemi. L’effetto nell’adulto è positivo in quanto la pedofila ha l’effetto di allontanarlo dall’energia erotica della madre, attraverso la sua, e quindi, in certo modo, lo libera da quell’influenza nefasta permettendo al bambino diventato adulto di volgersi senza sensi di colpa verso le belle donne e avere con loro diverse relazioni.Se la pedofila è brutta, però, l’effetto non è lo stesso. E qui il maestro racconta il caso di uno, mi sembra di Roma che, costretto dalla nonna ad avere rapporti orali (lui li praticava a lei) ha sempre una specie di smorfia di disgusto stampata sul viso che si porta dietro da allora e che da allora non ha mai abbandonato la sua faccia.

Tiresia


-continua

mercoledì 13 gennaio 2010

Dalla Caritas all'Unicef, ecco come inviare i primi aiuti

Una vera catastrofe il terremoto di Haiti
L'unica cosa che ognuno di noi può fare è mandare un aiuto economico

Per chi ha intenzione di inviare i primi aiuti alla popolazione di Haiti, ecco una prima guida delle principali organizzazioni umanitarie alle quali far pervenire i versamenti:

Per sostenere gli interventi della Caritas Italiana, attiva ad Haiti dal 1975, si possono inviare offerte a Caritas Italiana tramite C/C Postale N. 347013 specificando nella causale: Emergenza terremoto Haiti
Offerte sono possibili anche tramite altri canali, tra cui:
- UniCredit Banca di Roma Spa, via Taranto 49, Roma - Iban: IT50 H030 0205 2060 0001 1063 119

- Intesa Sanpaolo, via Aurelia 796, Roma - Iban: IT19 W030 6905 0921 0000 0000 012
- Banca Popolare Etica, via Parigi 17, Roma - Iban: IT29 U050 1803 2000 0000 0011 113
- CartaSi e Diners telefonando a Caritas Italiana tel. 06 66177001 (orario d'ufficio).

Anche l'Unicef, che è molto attiva sull'isola, ha attivato un canale per le donazioni tramite:
- c/c postale 745.000, causale: "Emergenza Haiti";
- carta di credito online su www.unicef.it, oppure chiamando il numero verde UNICEF 800745000;
- cc bancario Banca Popolare Etica IBAN IT51 R050 1803 2000 0000 0510 051;
- i comitati locali dell'Unicef presenti in tutta Italia (la guida è su www.unicef.it)

Il Programma Alimentare Mondiale delle Nazioni Unite (WFP), già da tempo impegnato nell'isola caraibica, sta inviando quasi 90 tonnellate di biscotti ad alto contenuto energetico, sufficienti a sfamare 30mila per una settimana. Per aiutare il WFP a fornire assistenza alimentare alle vittime del terremoto potete inviare offerte tramite il sito www.wfp.org/it oppure con bonifico bancario, causale: emergenza Haiti c/c 6250156783/83 Banca Intesa ag. 4848 ABI 03069 CAB 05196 IBAN IT39 S030 6905 1966 2501 5678 383, o ancora con versamento su c/c postale 61559688 intestato a: Comitato Italiano per il PAM - IBAN IT45 TO76 0103 200 0000 6155 9688

Per quanto riguarda la Croce Rossa, le donazioni si posso effettuare tramite:
- C/C bancario n° 218020 presso: Banca Nazionale del Lavoro-Filiale di Roma Bissolati -Tesoreria - Via San Nicola da Tolentino 67 - Roma, intestato a Croce Rossa Italiana Via Toscana, 12 - 00187 Roma. Coordinate bancarie (codice IBAN) relative sono: IT66 - C010 0503 3820 0000 0218020 Causale PRO EMERGENZA HAITI
- Conto Corrente Postale n. 300004 intestato a: Croce Rossa Italiana, via Toscana 12 - 00187 Roma c/c postale n° 300004 Codice IBAN: IT24 - X076 0103 2000 0000 0300 004
Causale: Causale PRO EMERGENZA
- È anche possibile effettuare dei versamenti online attraverso il sito web della CRI all'indirizzowww.cri.it all'atto della scelta del progetto selezione «Pro emergenza Haiti».

Le organizzazioni non governative italiane riunite sotto la sigla "AGIRE" (ActionAid, AMREF, CESVI, CISP, COOPI, COSV, GVC, Intersos, Save the Children, Terre des Hommes e VIS) hanno deciso di lanciare una raccolta fondi per finanziare i soccorsi alle popolazioni di Haiti.
I fondi raccolti da Agire saranno destinati ai bisogni più urgenti: cibo, acqua potabile, medicinali, ripari temporanei. Nelle prossime ore sarà attivato l'sms solidale. Al momento è possibile offrire il proprio sostegno attraverso i seguenti canali:
- donazioni con carta di credito al numero verde 800.132870

- versamento sul conto corrente postale n. 85593614, intestato ad AGIRE onlus, via Nizza 154, 00198 Roma, causale Emergenza Haiti

- bonifico bancario sul conto BPM - IBAN IT47 U 05584 03208 000000005856. Causale: Emergenza Haiti
- Donazioni on line dal sito internet www.agire.it

Anche Medici Senza Frontiere ha lanciato una raccolta fondi straordinaria, per affrontare l'emergenza in corso e per continuare a prestare l'ordinaria assistenza medica una volta superata questa fase. Per aiutare Msf nelle azioni di soccorso, si può donare con:
- carta di credito chiamando il numero verde 800.99.66.55 oppure lo 06.44.86.92.25;
- bonifico bancario IBAN IT58D0501803200000000115000;
- c.c. postale 87486007 intestato a Medici Senza Frontiere onlus causale Terremoto Haiti;
- donazione on line sul sito www.medicisenzafrontiere.it


Aggiungo la Fondazione Francesca Rava che tanto ha fatto e sta facendo per i bambini di Haiti

martedì 12 gennaio 2010

La Madre – lato perverso del femminile

Come ho accennato prima, all’inizio non vi era una netta distinzione fra i danni prodotti a livello psicologico dal padre e dalla madre. Con l’andare del tempo, però, si comincia ad assistere, nelle teorie portate avanti dal maestro, ad un’inversione di rotta nei confronti della figura del padre (forse in seguito ad una delle sue profonde intuizioni circa il funzionamento della psiche umana o forse perché nel 1998 era diventato padre anche lui… chissà).Fatto sta che la funzione di trasmettere “valori perversi” ai figli si era andata sempre più concentrando sulla figura della madre.Ho accennato poc’anzi, al concetto di omosessualità latente. Su questo concetto si fonda una delle teorie più gettonate e, a quel che ne so, ancora molto in voga all’interno del gruppo. Questa teoria ha molto spesso fornito la spiegazione a tutta una serie di problemi psicologici e relazionali che le persone presentavano e presentano.Intanto, da dove viene questa omosessualità latente?Essa si crea nell’infanzia ad opera, indovinate un po’? della madre, naturalmente, che da una parte riversa sul bambino/a la sua carica erotica, e dall’altra si nega al bambino/a creando nella psiche dell’infante sia un forte desiderio del suo corpo che un vuoto lacerante perché questo desiderio viene continuamente disatteso, dato che lei si sottrae.Perché la madre riversa sul figlio/a la sua carica erotica? Perché non ha un rapporto “sano” col padre di suo figlio e quindi, invece di indirizzare la sua carica erotica verso il marito, la indirizza verso il figlio/a perché da qualche parte, questa carica erotica, ha da andare. Se non viene indirizzata verso il figlio/a è perché la madre, nella sua disperata ricerca del pedofilo (al pedofilo ci arriviamo fra poco) tradisce il padre con uno o più amanti. Ma perché la madre si comporta così? Perché sua madre, a sua volta, le ha trasmesso questo insegnamento (anche la nonna è perversa!) e la figlia di tale madre, se non fa il “lavoro” e non si libera così dalle “perversioni ereditarie”, trasmetterà la sua perversione ai suoi figli e via e via in una catena infinita.In quegli anni, e anche in tempi più recenti se si considerano le coppie al difuori di arkeon, sembrava proprio che le coppie “sane” si potessero contare sulle dita di una mano. Torniamo alla nostra Madre. Se il far sorgere nella figlia questa omosessualità latente fosse l’unica sua manchevolezza, sarebbe una meraviglia. Il problema è che di danni ne fa tanti altri e a diversi livelli. Per completare il discorso sull’effetto della carica erotica che la madre riversa sui figli, da una parte, se viene riversata sulle figlie essa fa sorgere l’omosessualità latente, dall’altra parte, se viene riversata sui figli, crea in questi un grandissimo senso di colpa perché fa prendere loro il posto che spetterebbe di diritto al padre, alienandoli così dal padre stesso. E questo senso di colpa, nelle sue manifestazioni estreme, può anche tradursi, secondo il maestro, nella morte del figlio che “sceglie” a livello inconscio la morte (per mezzo di incidente stradale, per esempio) piuttosto che tradire il padre e sopportare il senso di colpa. Se il senso di colpa che il figlio sente davanti all’essere oggetto della carica erotica della madre non arriva a questa estrema manifestazione, può avere come effetti:1) il diventare “l’ometto di mamma” – ossia, allearsi con la madre contro il padre e da lei avere il riconoscimento di sé come uomo (il che è una forma perversa di riconoscimento perché solo il Padre può riconoscere e legittimare suo figlio come uomo attraverso la Sua benedizione) e quindi aderire e diventare strumento, anche lui, del lato perverso del femminile. E’ il caso di quegli uomini che vivono costantemente un rapporto di competizione con gli altri uomini e non riescono a sentirne la fratellanza, oppure di quegli uomini che non riescono ad avere un rapporto soddisfacente con una compagna perché le relazioni che hanno con una donna sono volte esclusivamente a “portarne la testa” alla madre (il che significa comportarsi in modo crudele con le compagne per confermare alla madre che non la stanno tradendo con un’altra donna, ma che le sono per sempre fedeli) oppure, sempre per questo patto di fedeltà, diventano omosessuali e il messaggio che in tal modo vogliono far arrivare alla madre è che le sono sempre fedeli in quanto non hanno relazioni d’amore con altre donne e che è Lei, sempre e per sempre, la “donna della loro vita”. Questo tipo di omosessuali sono in genere quelli che è difficile che si ravvedano e tornino “sulla retta via” del rapporto eterosessuale, perché il patto con la madre è difficilissimo da sciogliere in queste condizioni. Dirò più avanti del tipo di omosessuali che invece è più facile che si ravvedano.Il patto di fedeltà alla madre può venire sancito anche dal fatto di accettare di diventare uno “strumento” della madre che può servire a vari usi, il più eclatante dei quali è la sua trasformazione in “Pedofilo”, figura e ruolo del quale tratterò meglio più avanti.2) il diventare uno “sfigato” perché bloccato nella manifestazione dei suoi talenti da questo grande senso di colpa e cercare in qualche modo delle forme di “espiazione” per il tradimento che sente di aver operato nei confronti del padre, figura peraltro irraggiungibile perché questo senso di colpa crea una frattura apparentemente incolmabile fra padre e figlio. Incolmabile solo apparentemente, perché se si fa il “lavoro” si può superare il senso di colpa e accedere di nuovo al padre che così potrà riconoscere il figlio come uomo concedendogli la sua benedizione e, liberandolo dal dover espiare quel tradimento, gli permetterà di uscire dal ruolo di “sfigato” e tornare nel mondo da vero guerriero perché animato dallo Spirito del Padre dal quale la Madre lo aveva separato. Il “lavoro”, chiaramente, passa per prima cosa dal doversi separare dalla madre che ha lati perversi.Allora, altro grande peccato commesso dalla Madre è quello di “separare i figli dal Padre”.Questo avviene in diversi modi, non solo attraverso l’energia erotica mal direzionata. Uno degli strumenti frequentemente usati dalla madre per operare la separazione consiste nel parlare male reiteratamente del padre davanti ai figli, in sua presenza o alle sue spalle. Il padre che permette alla madre di fare questo in presenza sua e dei figli si può solitamente classificare come appartenente alla classe degli “sfigati” cui si è accennato prima. Presentare il padre come un fallito, ubriacone, inaffidabile, debole, bugiardo, traditore, stupido (indipendentemente dal fatto che lo sia oggettivamente) ecc ecc, ha come effetto quello di creare nel figlio/a un rifiuto della figura del padre. Lo stesso effetto si può ottenere presentando ai figli il padre come “orco”, come il cattivo che “quando arriva a casa ci pensa lui a dartele”, come quello a cui non si può parlare perché non capirebbe ecc.A livello di figura del Padre interiore, l’effetto può essere, nella vita della figlia, o la ricerca di un partner inaffidabile, debole, ubriacone, violento ecc., oppure la sostituzione della figura del Padre (come ideale maschile) con la figura del Pedofilo, solitamente presentato dalla madre come una figura vincente. La povera figlia è quindi spinta da questa sua figura interiore ad andare a cercare come partner o uno “sfigato”, o un “pedofilo”, condannandosi così a non avere mai una felice e soddisfacente relazione amorosa, perché comunque queste due figure maschili sono legate alla madre, con effetti sì diversi, ma hanno la stessa matrice di dipendenza dalla madre e separazione dal padre che, come abbiamo visto, impedisce ad un uomo di essere veramente Uomo. Non sono Uomini perché continuano ad essere Figli assoggettati al volere della Madre.Per quanto riguarda il figlio, se non fa il lavoro, può o identificarsi con la figura del Padre Perdente, oppure entrare a far parte della categoria degli “ometti di mamma”.Un altro modo che la madre utilizza per alienare la figura paterna dai figli è quello di presentarsi come “vittima del padre”. La donna angherizzata che soffre in silenzio, vittima spesso della violenza del partner (violenza, peraltro, che è lei che provoca con i suoi atteggiamenti subdoli che però non vengono percepiti dai figli, se non inconsciamente).Ad ogni modo, quando la figura del Padre viene danneggiata dalla madre agli occhi dei figli, quello che si crea interiormente è un Vuoto. Avendo creato questo vuoto, la madre lo può riempire, e, viene detto, nel 98% dei casi lo riempie, con la figura del Pedofilo (che può essere maschio o femmina, sia per gli uomini che per le donne).
Tiresia

- continua -

Lavoro chiamato “no limits” all'intensivo / residenziale

Questo lavoro si svolge solitamente all’aperto, tempo permettendo, sul prato di fianco al tempio, altrimenti viene fatto all’interno del tempio. Lo scopo di questa “esperienza” è quello di portare a coscienza le proprie reazioni ed emozioni legate all’incontro fisico con l’altro. A nessuno viene descritto in anticipo il tipo di lavori che vengono fatti durante l’intensivo e quindi le persone si trovano a doverli affrontare quando ormai sono lì e, per quanto nessuno venga obbligato con la forza a prendere parte ad un lavoro (almeno, io non ho mai visto persone venire obbligate a partecipare con la forza) è anche vero che se una persona si rifiuta, viene sottoposta a pressioni psicologiche di vario tipo affinché vi partecipi. Queste pressioni vengono esercitate sia dal gruppo che dallo stesso maestro e consistono in frasi del tipo: “perdi una grande occasione per andarti a vedere un tuo “nodo” – “proprio perché senti queste resistenze dovresti fare il lavoro perché significa che c’è sotto un “processo” e hai l’opportunità di andartelo a guardare” – “fare questa esperienza è molto importante” ecc.Bisogna tenere presente, a questo proposito, che durante questi intensivi le persone vengono sottoposte a ritmi ed esperienze destabilizzanti dal punto di vista psicologico. Il gruppo è composto dalle 60 alle 120 persone che, durante i 5 giorni dell’intensivo non si muovono praticamente mai da un luogo circoscritto (l’agriturismo), dormono pochissime ore per notte in camere solitamente sovraffollate e con fastidiosi problemi per quanto riguarda l’utilizzazione dell’acqua calda che, essendo fornita da piccoli e scalcinati scaldabagno non permette di farsi 2 docce consecutive; spesso si assiste al mal funzionamento delle fognature che devono lavorare al disopra delle loro possibilità e non riescono a smaltire i rifiuti organici (tanto che spesso dai gabinetti escono liquidi ed esalazioni maleodoranti che vengono sempre interpretati come la “materializzazione” dei processi dei partecipanti; hanno ritmi completamente sballati rispetto ai soliti anche per quanto riguarda i pasti, spesso di qualità non soddisfacente, (il pranzo viene servito nel pomeriggio e la cena anche a notte fonda) e vengono sempre tenute in uno stato di tensione emotiva attraverso i vari esercizi che vengono proposti. E’ molto difficile, quindi, riuscire a rifiutarsi di prendere parte ad un lavoro. Bisogna esercitare una forte volontà ed essere disposti a sopportare la disapprovazione del gruppo e quella del maestro che non è mai esplicita ma arriva in modo velato, cosa non sempre facile per tutti in quelle circostanze. Durante il “no limits”, le persone vengono invitate a mettersi in cerchio e a chiudere gli occhi. Il maestro spiega che dovranno tenere gli occhi chiusi per tutta la durata dell’esperienza. Il maestro dice che lo spazio in cui si trovano rappresenta il mondo e le persone che vi si incontrano, sempre ad occhi chiusi, sono le persone che si incontrano nella propria vita (o che si sono incontrate in passato). Al primo suono del gong i partecipanti devono cominciare a camminare in quello spazio. Essendo uno spazio abbastanza ristretto, camminando le persone si urtano l’un l’altra cominciando ad avere fra loro contatti fisici casuali. I maestri che aiutano a condurre l’intensivo tengono gli occhi aperti e non partecipano all’esercizio, ma aiutano a tenere le persone all’interno dello spazio preposto, all’occorrenza indirizzando il loro percorso verso questa o quella persona, spesso seguendo le indicazioni del grande maestro.Al secondo suono del gong i partecipanti devono fermarsi dove si trovano e con le mani sentire chi è loro vicino e “scegliere” il partner con cui fare l’esperienza. Durante questa fase viene più volte ripetuto e sottolineato dal maestro che “non ci sono limiti” e uno deve sentirsi libero di esplorare il corpo dell’altro come meglio crede. Viene anche detto, in modo scherzoso, che non sono ammessi rapporti sessuali completi, ma che non ci sono limiti all’esplorazione. Si è liberi di fermare le mani del partner, se si vuole. Questa fase dura circa 5-10 minuti poi, al suono del gong il giro riprende e si ricomincia a camminare cercando il partner successivo. Gli incontri non sono ovviamente solo fra uomini e donne ma anche fra uomini e uomini e fra donne e donne. Quando l’incontro è con un partner dello stesso sesso, si ha la possibilità, viene detto dal maestro, di esplorare la propria omosessualità latente che è sempre originata dalla ricerca del contatto col corpo del genitore dello stesso sesso, contatto che, quando si era piccoli, è stato negato. Questo camminare/incontrarsi/camminare scandito dal suono del gong va avanti per 3 o 4 volte o comunque fino a quando il maestro ritiene che l’esercizio possa terminare.Probabilmente la mia descrizione, che ho cercato di fare in modo il più possibile oggettivo, non riesce a trasmettere appieno la capacità che ha questa esperienza di toccare profondamente molti dei partecipanti. Vero è che ho spesso visto e sentito persone urlare e piangere disperatamente durante questa esperienza e credo che dovrebbe essere doveroso, nei confronti delle persone che vi partecipano, essere messe al corrente PRIMA di quello che si fa durante l’esercizio perché per alcuni è un’esperienza molto dura e bisogna essere in grado di scegliere se farla o meno. Altrimenti, si può trasformare in una forma di violenza psicologica che viene fatta passare come “prezioso strumento di evoluzione e comprensione dei propri nodi psicologici”.Non mi dilungo oltre nella descrizione dei vari esercizi che si fanno durante questi intensivi perché, in questa sede, mi preme di più esporre le teorie su cui si basa il lavoro all’interno del gruppo. Sarebbe però, credo, molto interessante poter avere una descrizione dettagliata di come si svolge il “lavoro”, sia durante gli intensivi che durante i seminari e gli altri residenziali a tema che vengono organizzati dai vari maestri. Spero quindi che vi siano altre persone disposte a fornire ai “consumatori” del prodotto arkeon una descrizione del prodotto stesso, così che essi possano più serenamente valutare se questa esperienza sia adatta alla loro psiche. Spero anche che ciò che descrivo possa aiutare i parenti e gli amici dei partecipanti (che non hanno fatto e che non vogliono fare il “lavoro”) a capire il tipo di esperienza cui sono stati sottoposti i loro cari.Il fine di questo lavoro era quello (e dovrebbe esserlo ancora) di essere liberi, felici ed appagati nella famiglia e nel lavoro. Almeno, questo è quanto veniva detto. Nei primi anni, i “nodi” (che significa blocchi psicologici, emozioni represse, qualsiasi tipo di processo psicologico che “non fa scorrere l’energia” e impedisce la realizzazione personale ecc) erano causati esclusivamente dal comportamento non corretto dei genitori che, attraverso l’esempio che davano relativo al modo di relazionarsi alla vita e agli altri, avevano trasmesso i loro problemi (di vita e relazione) ai figli. Questi figli, per disfarsi delle nefaste influenze psicologiche della famiglia di origine, dovevano sia capire, individuare i modi sbagliati di comportarsi dei loro genitori sia, una volta individuati, riconoscerli in loro stessi e smettere di metterli in atto volgendosi a modi di relazionarsi e comportarsi più “sani”, indicati di volta in volta dal maestro.Non bisogna fare un grande sforzo immaginativo per capire il motivo per cui, in quegli anni, molti tornavano dai seminari e dai residenziali con un grande risentimento e rabbia nei confronti dei propri genitori: erano loro la causa del fallimento, dei problemi e del dolore della loro vita!
- continua -
Tiresia

domenica 10 gennaio 2010

Lavoro delle sedie all'intensivo - residenziale

In questa seconda fase, le persone vengono fatte sedere una di fronte all’altra sulle sedie collocate nel tempio che c’è all’interno dell’ agriturismo “Spagnulo” che si trova ad Ostuni. I partecipanti vengono invitati a sedere sulla sedia che preferiscono e, in silenzio, aspettano che tutti si siano accomodati. Il maestro a volte cambia la collocazione di alcune persone mettendole di fronte alla persona che, secondo lui, ha la capacità di facilitare meglio l’emergere di queste emozioni. Alle persone sono stati precedentemente forniti un quaderno e una penna dove devono annotare le risposte che vengono date da chi hanno davanti. A questo punto, il maestro comunica la domanda che, a turno, le persone devono urlare a chi hanno davanti e, al suono del gong, il lavoro comincia. Quando il gong viene percosso, i maestri che partecipano a quell’intensivo (i maestri che partecipano sono sempre abbastanza numerosi e non si siedono sulle sedie, a meno che non chiedano espressamente di farlo o non vengano espressamente invitati dal grande maestro a farlo) cominciano a percuotere con tutta la loro forza degli strumenti che sono stati loro forniti in precedenza: tamburi, maracas, nacchere, tamburelli, bastoncini da battere uno contro l’altro, triangolo ecc. creando un rumore fortissimo. Le persone, per farsi sentire da quello che hanno davanti, devono urlare a squarciagola la domanda indicata dal grande maestro e non ci si può immaginare le scene a cui si assiste durante questo lavoro. Gente che piange, urla, si agita, butta le sedie a destra e a sinistra, si contorce…. Credo che nessuno di quelli che fanno questo lavoro per la prima volta si sia mai trovato davanti ad una situazione di questo genere. Il frastuono che c’è nella stanza, unito ad una sorta di follia generale di quelli che stanno intorno, alle urla, ai pianti e alle sedie che volano, sicuramente contribuisce a far crollare, in molti, l’autocontrollo e ad abbandonarsi anch’essi a urla e pianti.Quando il maestro percuote il gong, la domanda indicata deve essere ripetuta/urlata all’altro senza sosta e per ogni domanda si va avanti circa 15 minuti nel frastuono totale. Le domande che il maestro, di volta in volta, dice di porre all’altro sono, per quanto riguarda il lavoro sulla paura e più o meno in quest’ordine: “Mia madre mi ha insegnato che la paura è..”“Mio padre mi ha insegnato che la paura è…”“Quando ho paura io…”Per quanto riguarda il lavoro sulla rabbia le domande sono:“Per me la rabbia è…”“Mia madre mi ha insegnato che la rabbia è….”“Mio padre mi ha insegnato che la rabbia è…”“Quando sono arrabbiato io….”“Quando mostro la mia rabbia il sentimento profondo che provo è….”Dopo questo lavoro sulla rabbia e sulla paura, si passa al lavoro sulle emozioni profonde che si celano nelle relazioni con le altre persone, maschi e femmine. Prima di passare al “lavoro delle sedie”, questa parte viene preceduta dal lavoro chiamato “no limits”, che dovrebbe servire a focalizzare meglio le persone sulle problematiche di relazione.Dato che, viene detto dal maestro, il modo in cui noi ci relazioniamo con gli altri esseri umani è condizionato dal modo di relazionarsi con gli altri dei nostri genitori, le domande che vengono poste, sempre nelle stesse condizioni, sono:“Mia madre mi ha insegnato che una donna è….”“Mio padre mi ha insegnato che una donna è….”“Per me una donna è…..”“Mio padre mi ha insegnato che un uomo è….”“Mia madre mi ha insegnato che un uomo è…”“Per me un uomo è….”“Come donna/uomo quello che ho creato nelle mie relazioni con gli uomini/con le donne è….”

Tiresia


-continua-

Padre e Madre – teorie iniziali

Quando io ho cominciato a frequentare i seminari, il lavoro si concentrava molto sulle figure genitoriali e sulle emozioni represse (principalmente rabbia, ma anche paura e dolore emotivo) che si provavano nei confronti di queste due figure. Attraverso l’utilizzazione di varie tecniche, che sarebbe opportuno descrivere in modo più dettagliato in una sezione a parte, le persone venivano portate in uno stato di grande eccitabilità emotiva e a quel punto (solitamente il secondo giorno del seminario di primo livello) venivano formati dei cerchi composti solitamente da 20 a 60 o più partecipanti, in cui le persone, che dovevano tenere gli occhi chiusi durante l’esercizio, venivano invitate dalle parole del maestro a ritornare ai tempi della loro infanzia ed immaginarsi piccoli, fra i 3 e i 6 anni circa, davanti ai propri genitori. A quel punto il maestro chiedeva di “guardare” chi c’era vicino a loro e come si sentivano davanti a quella persona. Chi vedeva il padre, chi la madre, chi nessuno e, secondo la predisposizione e la storia personale di ognuno, le persone si mettevano a piangere di dolore o urlare di rabbia di fronte a quei genitori che avevano sentiti lontani, da cui si erano sentiti non protetti ecc ecc, secondo la direzione verso cui la voce e le direttive del maestro li portava. Era senz’altro uno spettacolo impressionante, sia per le persone che vivevano quell’esperienza per la prima volta che per quelle che ripetevano i seminari, vedere tutte quelle persone urlare con rabbia, rosse in viso, invettive contro i propri genitori o piangere disperate con singhiozzi irrefrenabili invocandoli spaventati, e questo spettacolo facilitava senz’altro l’espressione emotiva dei singoli partecipanti. Io sono convinto che non esistano genitori perfetti, come non esistono figli perfetti, e che ognuno di noi abbia vissuto nell’infanzia episodi frustranti o dolorosi nella relazione con i propri genitori. Sicuramente, trovarsi in una situazione come quella che ho descritto, e che come me hanno visto e vissuto in tanti durante i seminari, dà alle persone lo stimolo per esprimere emozioni che di solito si tende a reprimere nella vita quotidiana, ma che non sono necessariamente riconducibili al comportamento “cattivo” dei propri genitori durante l’infanzia. Però il livello di eccitabilità e credulità emotiva dei partecipanti diventa talmente alto, in una situazione del genere, che è molto facile pilotare le loro convinzioni circa l’origine delle forti emozioni che sentono emergere guardando quel tipo di spettacolo (credo che esistano anche diversi studi in campo psicologico su questo argomento e mi piacerebbe conoscere qualche titolo). Questi “sblocchi” emotivi venivano spesso e volentieri pilotati e indirizzati dal maestro verso la rabbia o il dolore emotivo (secondo quello che lui intuiva fosse più appropriato per la persona e sottolineo la parola “intuiva” perché non ha mai fornito spiegazioni riguardo ai criteri che lo portavano a propendere per un’emozione o per l’altra, se non un vago “collegamento e sintonia con lo spirito” che guidava le sue parole o azioni) attraverso varie tecniche. Per esempio, quando c’era una persona che presentava uno stato emotivo piuttosto eccitato, il maestro le diceva di chiudere gli occhi (a volte, prima le chiedeva se voleva andare a fondo nell’emozione che stava vivendo, a volte no) e metteva davanti a lei un’altra persona, maschio o femmina secondo i casi, e diceva alla persona con gli occhi chiusi “Hai davanti a te tua madre/tuo padre”. A queste parole, varie erano le reazioni di chi aveva gli occhi chiusi: a volte si metteva a singhiozzare più convulsamente, a volte urlava “No…NO…” a volte si immobilizzava ecc. A quel punto, il maestro cominciava a parlare nell’orecchio della persona che aveva messo davanti a quella con gli occhi chiusi e le suggeriva di fare o dire cose. A volte capitava che le dicesse di abbracciare forte e senza mollare la presa la persona con gli occhi chiusi sussurrandole all’orecchio le frasi che lui riteneva fossero più adatte a farla “andare profondamente nel suo processo”. Queste frasi erano abbastanza semplici e stereotipate: “Ti ho sempre voluto bene”, “Non ti ho mai amato”, “Scusami per esserti stata/o lontana/o”, “Ho sempre preferito Tizio o Caio a te”, “Scusami per non averti protetto”, per citare quelle che mi vengono in mente adesso.A volte il maestro evitava che vi fosse un contatto fisico fra le due persone e suggeriva a quella con gli occhi aperti quello che doveva dire o urlare a chi aveva davanti con gli occhi chiusi.Come si può facilmente intuire, si assisteva a scene molto forti, dal punto di vista emotivo. Le persone con gli occhi chiusi, la maggior parte delle volte urlavano e piangevano e sputavano, ma in alcuni casi si mettevano anche a tirare calci e pugni a chi avevano davanti ed era ammirevole vedere come quasi tutti i poveretti che ricoprivano il ruolo di genitore destinatario di quelle manifestazioni di rabbia fisica sopportavano stoicamente le percosse “per il bene dell’altro”.Certo, se la violenza fisica minacciava di diventare troppo incontrollabile, un gruppetto di volontari immobilizzavano la persona in preda a quel “processo di rabbia” e le permettevano solo di urlare finchè non si calmava. Spesso, durante questi exploit emotivi, ho visto il maestro premere la mano sulla bocca dello stomaco della persona con gli occhi chiusi per “aiutarla” ad andare più a fondo nell’emozione. Aggiungo, per chi non lo sapesse o non ne avesse avuto personalmente esperienza, che in quei momenti di grande eccitazione emotiva, la bocca dello stomaco si sente pulsare fortissimo e se qualcuno vi esercita sopra una pressione, come minimo viene da urlare. Lo so per certo perché anche a me è capitato di trovarmi in quella situazione, durante seminari o intensivi cui ho partecipato.Quando, dopo ore, le emozioni dei partecipanti si erano un po’ placate ed eravamo tutti più o meno stravolti dalla stanchezza e spossati da quell’esperienza emotiva intensissima, il maestro cominciava il lungo discorso di spiegazione di quanto era avvenuto, in cui esponeva la sua teoria (chiaramente non presentata come sua teoria ma come dato di fatto) circa le cause che avevano portato le persone a provare e reprimere, nel corso della loro vita, emozioni così intense:Alla nascita, il bambino è naturalmente giusto e retto, ma deve presto cominciare a confrontarsi con un mondo che tanto giusto e retto non è. Proprio dai genitori arrivano le prime delusioni in quanto è in famiglia che la maggior parte delle persone entra per la prima volta a contatto con:1) forme di comunicazione non sane: i cosiddetti “doppi messaggi” che hanno come scopo il creare confusione in chi ne è il destinatario e in questo modo renderlo facilmente manipolabile per piegarlo ai propri scopi. Durante i primi anni in cui ho frequentato questo gruppo, i primi esseri a propinare all’innocente creatura questi doppi messaggi erano entrambi i genitori; successivamente, è diventata prerogativa della madre. Verso la fine del 2000, infatti, l’uomo, nel suo ruolo di padre, cominciava a venir presentato come una specie di santo mentre la donna, e in particolare la donna nel suo ruolo di madre, veniva presentata come la summa di tutte le umane perversioni e causa prima del dolore e del fallimento della vita dei figli nonché dei mariti.Un esempio di doppio messaggio è il cominciare un discorso lodando una persona per qualcosa, continuando poi con una critica alla stessa (tipo: tu sei molto intelligente ma fai delle cose da stupido, oppure: ti voglio tanto bene ma non ti sopporto perché…..).2) forme di menzogna, inganni e sotterfugi che minano la fiducia del bambino nel genitore quando le scopre. (Non bisogna mai mentire ai figli, e su questo sono d’accordo! Ma credo che sia necessario raccontare loro la verità in modo equilibrato – mio commento).3) creazione del senso di colpa nel bambino attraverso varie tecniche, che ha come scopo quello di legare a sé i figli impedendo loro di essere liberi. In genere prerogativa della madre, anche se non si escludeva un uso del senso di colpa da parte del padre. Le frasi che venivano indicate come le più frequenti a far sorgere sensi di colpa nei figli erano: “Con tutto quello che ho fatto per te…” “Non vedi come soffre la tua povera mamma/zia/nonna ecc.” “Quando sarò morta allora vedrai/capirai…”, “Se continui così mi farai ammalare” “Se fai così fai piangere la tua povera mamma” ecc. ecc. 4) eredità del dolore della madre: (questo soprattutto per le figlie) la madre che lega a sé i figli attraverso una forma di vittimismo continuo e fornisce loro l’immagine costante di una donna che soffre, il più delle volte a causa del marito/padre del bambino, e in questo modo trasmette una visione distorta della vita e della relazione di coppia che è fatta di dolore e sacrificio. Questa “eredità di dolore” viene trasmessa di madre in figlia, di generazione in generazione. Se una donna non riesce ad essere felice, e non riesce a portarne a coscienza il motivo, sa dove andare a trovare l’origine di questa infelicità e chi ringraziare per questo.Nei comportamenti dei genitori venivano quindi rintracciate le cause dell’impossibilità delle persone ad essere libere e felici. Per riuscire a raggiungere libertà e felicità bisognava riconoscere queste emozioni represse “attraversandole consapevolmente”, (vale a dire ri-vivendole) e sbarazzarsi delle “eredità perverse” trasmesse in vario modo dai genitori e dalle famiglie di origine in genere. Questo si poteva fare in parte durante i seminari, ma vi era ed è un “lavoro” molto più profondo sulle emozioni che si può fare negli intensivi o, come si chiamano ora, seminari residenziali o walking the path o come diavolo sono stati rinominati (anche qui, cambia il nome ma non la sostanza).Non bisogna dimenticare, però, che in quegli anni molto spazio ed importanza veniva dato al Reiki, una forma di “energia intelligente” di origine divina che attraverso le iniziazioni praticate nei seminari dal maestro cominciava a fluire liberamente dalle mani degli iniziati. Questa energia non solo, veniva affermato, può guarire il corpo fisico ma, proprio passando attraverso il corpo fisico durante i trattamenti, ha la capacità di guarire il corpo emotivo facendo emergere le emozioni represse che hanno causato la malattia. Le emozioni represse venivano indicate, allora, come la causa di tutti i mali fisici e psichici. La loro azione, veniva spiegato nei seminari, non si limita alla realtà corporea della persona ma può trasferirsi agli eventi che capitano nella vita. Un’emozione repressa che non trova sfogo nel corpo trasformandosi in malattia, può dare luogo ad eventi incontrollabili che si ripetono nella vita con una certa frequenza (può essere il caso di chi viene di frequente derubato del portafoglio, o che viene spesso tamponato in macchina ecc), oppure attira verso la persona tutta una serie di individui e situazioni che hanno lo scopo di portarla a rendersi conto che sta reprimendo quell’emozione. Per fare un esempio, se uno aveva della rabbia repressa nei confronti di una figura maschile o “aveva un processo” con l’autorità, vi erano buone probabilità che avesse mal di fegato (il fegato è uno degli organi più disponibili ad accogliere la somatizzazione della rabbia, oltre al fatto che si trova nella parte destra del corpo che è legata al maschile/autorità) oppure poteva esser vittima di incidenti d’auto che andavano a danneggiare la parte destra della macchina, oppure poteva continuare ad attirare gente arrabbiata che interagiva con lui in modo antipatico, tale da far scattare la sua rabbia ecc.Non voglio qui entrare nel merito dell’inconscio e della sua capacità di creare situazioni o malattie perché non è l’argomento del mio intervento. Certo è che le cose venivano presentate in un modo tale per cui uno credeva davvero che, sbloccando le emozioni represse sarebbe riuscito ad avere una forma di controllo sulla sua vita e sugli eventi. Si arrivava a credere che le malattie potessero venire debellate attraverso i trattamenti di reiki (anche se non ho mai sentito dire esplicitamente che una persona non dovesse curarsi attraverso la medicina ufficiale o abbandonare le cure che stava facendo; ho sentito invece dire molte volte che si poteva fare un trattamento di reiki alle medicine e questo avrebbe avuto un’azione sugli effetti collaterali: non ce ne sarebbero stati se la medicina era quella giusta, si sarebbero amplificati se la medicina non fosse stata adatta a quella persona) e il lavoro sulle emozioni e si arrivava anche a credere che, con i trattamenti di secondo livello, si potessero influenzare gli eventi: il trattamento fatto ad una situazione per mezzo dei simboli che venivano “impressi” sulle mani degli studenti durante l’iniziazione di secondo livello, aiutava a far emergere, a livello emotivo o fisico o attraverso altri eventi collegati alla situazione che si stava trattando, le vere motivazioni psicologiche che spingevano o legavano una persona alla situazione “trattata”.Per fare un esempio, se si era stati lasciati dalla fidanzata/o e si voleva tornare insieme, si poteva fare il trattamento alla relazione con lei/lui e questo avrebbe fatto emergere in modo chiaro i motivi che avevano fatto sì che la relazione non funzionasse, motivi che potevano venire risolti, se questo era “giusto” o amplificati se non lo era (il reiki, veniva affermato, è un’energia “intelligente” che porta le cose a svilupparsi verso una direzione o l’altra seguendo le direttive dell’intelligenza divina, quindi, qualsiasi risultato sortisca il trattamento, esso è sempre valido, anche se non se ne capisce la ragione). Ci si poteva quindi rimettere insieme o si poteva venire addirittura trattati in malo modo dall’ex, se questo è quello che “doveva succedere” per farci capire qualcosa.Si può ben notare come, partendo da questi presupposti, il maestro può dare sempre e comunque un’interpretazione strumentale della realtà interpretando gli eventi a suo uso e consumo, in quanto viene sempre sottolineato che i risultati del trattamento si sviluppano secondo il volere di una non meglio precisata “intelligenza divina” che, nella sua manifestazione, è ben lungi dal seguire una logica “umana”. Ecco così che, avendo il maestro sempre pronta una bella interpretazione di quello che succede alle persone, egli diventa interprete indiscusso del “volere divino”, almeno per tutte quelle persone che hanno bisogno di trovare risposte e spiegazioni facili davanti agli eventi della vita e ai loro moti interiori.Spesso ci si trovava anche proiettati in un mondo magico dove fare i trattamenti di reiki alle cose aveva i poteri più svariati: si andava dal ricaricare le pile, al trovare parcheggio, al liberare un oggetto regalato dalla vecchia zia perversa e manipolatrice dalla sua infausta influenza e chi più ne ha più ne metta. Si potrebbe aprire un’intera sezione del sito del Cesap solo per raccogliere tutte le astrusità che sono state propinate dal maestro e dai suoi maestri sugli effetti dei trattamenti di secondo livello in quegli anni. E più il maestro ne raccontava e più gli studenti ne aggiungevano creativamente. Certo è che più si è portati in uno stato di eccitazione emotiva, più si è disposti a credere alle peggio fregnacce. E se riesco a credere che tracciando il primo simbolo di reiki troverò sicuramente un parcheggio in centro, posso anche credere che i miei genitori e la loro perversione sono la causa prima della mia infelicità e del fallimento della mia vita. Ricorda niente la parola “capro espiatorio”?Nei seminari, in quegli anni, veniva dedicato ampio spazio ai trattamenti e alla spiegazione di come e dove le emozioni represse potevano andare a creare danni, sia a livello fisico che negli eventi della propria vita. E venivamo tutti vivamente consigliati di farci trattamenti su trattamenti perché “ogni volta che si completa un ciclo di trattamenti (4) si fa automaticamente un salto di qualità a livello di consapevolezza: le emozioni represse emergono alla coscienza, devono venire riconosciute e la situazione originaria che le ha create e fatte reprimere può venire risolta, così non andranno a creare più disagi nel corpo fisico o nella vita.Per quanto riguarda il lavoro sulla comunicazione, veniva introdotto durante il seminario di secondo livello e utilizzato negli intensivi.Si lavorava sulla comunicazione per avere relazioni chiare e oneste con gli altri e, a questo fine, si lavorava per comprendere le proprie “risposte automatiche” agli stimoli che venivano dall’esterno. Durante i seminari di secondo livello venivano spiegate le 4 forme base della comunicazione: risentimento – se si esprimeva rabbia pura perché non si era stati ancora in grado di elaborarla e di capire cosa, effettivamente, l’aveva scatenata (in questa fase, a stimolo corrisponde risposta automatica)giudizio – se si sentiva ancora rabbia ma si era riusciti ad individuare che cosa, nell’altro sembrava non andasse o infastidiva (in questa fase c’è sempre una risposta automatica ma anche la coscienza, da parte di chi esprime il giudizio, che quello che sta dicendo può essere in certo modo una sua proiezione sull’altro. Non sempre, però. Il giudizio veniva anche usato per dare all’altro dei feedback che lo aiutassero a vedere e portare a coscienza una parte di sé.)condivisione – se si riconosceva che quello che si muoveva a livello emotivo era qualcosa che ci apparteneva e che l’altro, con il suo comportamento o atteggiamento che ci ricordava il nostro, ci aveva permesso di riconoscere (riconoscimento della propria proiezione sull’altro)apprezzamento – se c’era una qualità o capacità che si riconosceva nell’altro, a volte si poteva anche condividere che la si sarebbe voluta acquisire.Durante i seminari di secondo livello la comunicazione doveva avvenire attraverso queste forme. Se qualcuno aveva qualcosa da dire al gruppo si doveva inginocchiare davanti a tutti, all’interno del cerchio, prendere in mano una sfera di pietra e cominciare dicendo il suo nome e “voglio condividere che…”. Se qualcuno aveva qualcosa da dire ad un’altra persona doveva inginocchiarsi davanti a questa, che a sua volta si doveva inginocchiare, e cominciare con (secondo i casi) “io risento/il mio giudizio è/ti voglio condividere che/io apprezzo di te…”In linea di massima, negli anni Novanta, il lavoro consisteva principalmente nel liberarsi, attraverso lo “sblocco emotivo” delle due emozioni maggiormente represse nell’infanzia: rabbia e paura. Questo veniva fatto in modo molto violento durante GLI INTENSIVI. Durante i 5 o 6 giorni dell’intensivo, ben 3 giorni venivano dedicati ad esercizi volti a portare lo studente davanti a queste due emozioni represse. Varie tecniche psicologiche venivano (e probabilmente vengono ancora) utilizzate dal maestro di questo gruppo per creare nelle persone il “clima psicologico” adatto allo sblocco di queste emozioni. Si comincia col cercare un oggetto che possa rappresentare la propria paura e la propria rabbia e si fanno dei piccoli gruppi, chiamiamoli di “auto-coscienza” in cui, solitamente sotto la guida di uno dei maestri che partecipano a quell’intensivo o di persona di fiducia del grande maestro (che nomina personalmente i conduttori di questi gruppi – e che grande riconoscimento è questo… non ve lo potete immaginare finchè non lo provate!) a turno si dà la propria interpretazione del perché quegli oggetti rappresentino per la persona in questione rabbia e paura. Il lavoro fatto all’interno di questi gruppi comincia a focalizzare le persone su queste due emozioni e prepara il terreno ad un altro lavoro, molto violento a mio parere sia dal punto di vista emotivo che psicologico, che viene svolto nella fase successiva.
Tiresia

- continua -

Il "lavoro" del gruppo Arkeon - breve esposizione

Descrivere a grandi linee le teorie su cui si basa e si è basato il “lavoro” fatto all’interno di questo gruppo negli anni può servire a meglio comprendere le dinamiche che si verificano al suo interno, fra i membri del gruppo, e nella relazione con l’esterno, fra i membri del gruppo e il resto del mondo।Oltre a questo, proprio su dette teorie si è basata, negli anni, la formazione che il leader del gruppo ha fornito ai maestri da lui iniziati per condurre i loro seminari, insieme agli “skill” che dovevano venire acquisiti “dal vivo”, partecipando ed osservando come il leader conduce o conduceva il seminario/intensivo/premaster ecc. Questi “skill” sono, in pratica, le tecniche da utilizzare per condurre un seminario di arkido o di arkeon o residenziali vari, secondo il grado raggiunto dal maestro. Più di una volta ho sentito il leader dire ai maestri che, per quanto riguarda l’acquisizione degli skill, bastava che frequentassero i suoi seminari per apprenderli guardando quello che faceva lui. Il leader di questo gruppo ha più volte affermato che il dovere di un maestro è quello di fare i seminari e ha fornito personalmente ai vari maestri le indicazioni su come farli e le basi teoriche su cui si basa questo “lavoro”.Penso che sia importante tenere ben presente che questi maestri sono stati formati personalmente dal leader e dalle teorie da lui ideate e propagandate nel corso dei “lavori” che ha portato avanti in questi anni e che quindi la responsabilità di quello che è successo nei seminari di alcuni suoi maestri (si vedano le varie testimonianze riportate sui post di questo forum) sia anche sua e che non se la possa facilmente scrollare di dosso buttando fuori dal gruppo questo o quel maestro.Fino al 2000, i maestri iniziati dal leader venivano chiamati tutti univocamente “maestri di reiki” e solo successivamente, con la creazione dell’associazione denominata “The Sacred Path” sono stati inseriti due livelli di maestria, al primo corrispondono i “maestri di arkido” e al secondo i “maestri di arkeon”.Di scritto, riguardo a queste teorie, esistono solo, che io sappia, gli appunti presi da alcuni maestri durante le varie riunioni dei maestri, seminari e master training. Nella mia descrizione mi baso quindi su quanto ho appreso e visto durante i vari lavori cui ho partecipato in questi anni.Vorrei precisare che questo “corpus” teorico non è statico ma dinamico, in quanto si è andato formando e modificando negli anni e io ne posso dare notizia dagli anni Novanta fino a qualche mese fà, da quando ho smesso di frequentare il gruppo arkeon. Da allora non sono più stato ai seminari e non so che cosa vi succeda attualmente. La mia non vuole essere una descrizione esaustiva di tutte le teorie di questo leader, ma vorrei fornire una serie di linee guida che possano permettere, a chi è interessato a saperne di più, di comprendere meglio ciò che sta alla base delle dinamiche di questo gruppo e delle sue credenze.Dove io mi fermo come conoscenza e testimonianza per mancanza di ulteriori informazioni, spero che altri vogliano andare avanti e rendere noti, anche a quelli che stanno fuori, gli ulteriori sviluppi del “lavoro” e le aggiunte o modifiche alle teorie e tecniche da me qui di seguito riportate.In questo modo spero che chi si avvicina per la prima volta al gruppo Arkeon possa farlo da “consumatore informato” onde evitare le “brutte sorprese” che, da quel che ho letto sul forum, alcuni hanno avuto.
Tiresia

martedì 22 dicembre 2009

A chi non aspetta Natale per essere migliore



Mi aasocio pienamente alle parole di Paola che augura a tutti coloro che hanno partecipato a questa voglia di verita' in maniera audace e meritevole e faccio gli auguri anche a colo che in queste ore o nei giorni a venire ,decideranno con maturita' di dare il loro apporto ad una giusta causa!
Che non è di aggredire ma la causa di ,far luce su tutto cio,penso che la gente che frequenta questo sito ed è convinta del lavoro del cesap ,non sia gente che sta facendo caccia alle streghe o roba simile ,ma gente che ,vuol capire è sa' anche dopo aver capito perdonare o no.
Quindi che questo nuovo anno dia la forza a molte persone ...,di uscire fuori e di aiutare capendo che fuori non cè gente che ...perversa.... come direbbe qualcuno ..,che vi vuole uccidere o colpevolizzare ,credo anche Paolo nella sua vita avra' fatto errori ,come me ,e come tanti altri ,è la vita signori miei! ...,si puo pure sbagliare l'importante che si trovi la forza di capirlo ! l'UMILTA' di ammetterlo ,e vi garantisco che la vita si affronta con serenita',leggevo quell'articolo sulle sindromi post uscita da una setta... conosco una ragazza che le soffre tutte !sono vere Io la amo anche se lei momenti mi ama e a momenti se mi potesse distruggere lo farebbe io sono accanto a lei ,ecco pensate che fuori cè gente come me che vi ama e non aspetta altro che tendervi la loro mano ,no perchè siete cretini o creduloni o avete bisogno di uno che è meglio di voi no no ,io non penso queste cose della persona che amo anzi!E importante mi riferisco a tutti quelli che ancora ci credono ...aprite il cuore alla gente che vi ha cercato ai genitori figli fratelli amici ,le risposte che credevate fossero in arkeon ,le troverete in loro .
La vita è un bel viaggio godiamocelo in serenita' un amico
AUGURIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIII

ansa


Mi ripeto con le parole d'auguri dello scorso anno perchè molto sentite:

Anche quest'anno di cose ne sono successe..
Auguri ai partecipanti di questo forum e un abbraccio sincero a tutti.
Che regnino VERITA' e GIUSTIZIA

Aggiungo uno spunto di riflessione con la speranza che altre famiglie separate anni fà dalle teorie di arkeon tornino ad essere unite con semplicità ed amore. Se qualcuno cel'ha fatta è possibile per tutti, basta pensare che i genitori non sono i vostri nemici come qualcuno vi ha fatto credere.
So anche di qualcuno che vuole svolgere il "compitino" del rito degli auguri... Il Natale non è questo, il senso della famiglia lo si vive tutti i giorni, tutto l'anno.

paola


Anche io ho sentito parlare di "compitini" svolti per la vigiglia di Natale, salvo poi non riconoscere il vero valore della famiglia.
Auguri a tutti noi che abbiamo osato scardinare un sistema di business votato alla distruzione delle famiglie.. Sarà questo sarà l'anno della verità in tribunale? auguriamocelo perchè venga messa la parola fine su tante falsità
Ho saputo che il Moccia và in giro a dire che finirà tutto in una bolla di sapone...Tranquillo? Ma come si fà a credere a queste fandonie.
Buon Anno

tritri

lunedì 14 dicembre 2009

Procedimenti caso Arkeon ( news dicembre 2009)

1 dicembre 2009
Si è discussa in una udienza preliminare dinnanzi al GUP, dr. Marco Guida, presso la Procura di Bari, la posizione dell'undicesimo indagato del gruppo Arkeon.

Tale posizione era stata stralciata in data 19 settembre 2009, per un difetto di notifica.

Il GUP ha emesso la sentenza di rinvio a giudizio anche di tale indagato, per tutti i reati a lui contestati.

lunedì 30 novembre 2009

Perchè spesso le donne non denunciano le violenze

Molte donne sono vittime di abusi psicologici e fisici e solo poche hanno il coraggio di denunciare. Ho trovato molto vero il discorso della psicologa Maria Rita Parsi ed è un invito per riflettere su quanta omertà e paura esiste ancora ovunque.

martedì 17 novembre 2009

Il direttore non le manda certo a dire...

Tra il direttore del Magazine indipendente Mondoraro Gianni Leone ed alcuni simpatizzanti/difensori di arkeon ci sono stati scambi interessanti.

http://www.mondoraro.org/arkeon

Bravo direttore! Sono bastati pochi interventi per capire...

Il metodo è sempre il solito :
complimenti ed elogi ..., pubblicità ai loro blog e se poi vengono contrastati? Passano all'attacco.

domenica 15 novembre 2009

Terra - Canale 5

A maggio scrissi un post su "esperienze dirette arkeon" con un link alla trasmissione Terra! che ora è cambiato, di conseguenza l'ho aggiornato.
Buona visione e abbiate pazienza perchè è un pòlento a caricarsi!

http://esperienzedirettearkeon.blogspot.com/2009/05/cervelli-lavati.html

Rifiuta l' Omofobia, non essere tu quello diverso



A me non è mai interessato di avere amici da classificare come gay, erano solo amici.
Nel periodo di frequentazione di arkeon mi convisero con la teoria della "madre perversa" ...la teoria secondo la quale i figli di mammà,spesso allontanati dai padri, erano così per volere delle proprie madri... che non sopportavano di vedere il loro figlio maschio con un'antagonista donna e così via dicendo con queste teorie assurde come dire che si poteva guarire... ricordate il video di striscia dove Padre Raniero Cantalamessa parlò della condizione di cambiamento di un certo Luca?

http://esperienzedirettearkeon.blogspot.com/2009/05/povia-luca-era-gay-ecco-luca-striscia.html


Ora, sono fuori da quelle teorie assurde e strampalate vedo un mondo fatto di persone, lungi da me il sessismo e i pregiudizi.
Trovomolto importante questa campagna sociale presentata dal Ministro Per Le Pari Opportunità Carfagna con Vladimir Luxuria, Franco Grillini, Paola Concia

giovedì 12 novembre 2009

Le dolci novelle di Arkeon

Riporto questo post dal forum del Cesap risalente al 2006 quando il sito ufficiale di Arkeon non era ancora stato chiuso dalla Polizia di Stato.




Come c'era da aspettarsi, gli abitanti di Arkeon hanno risposto al richiamo del Grande Capo (vedi circolare del direttivo tra i downloads del nostro sito).
Le belle storie sono giunte all'Ufficio Stampa, come richiesto. Qui sono state spolverate, ben messe, lustrate al punto giusto ed infine messe on line nel sito ufficiale di Arkeon.
Beh di osservazioni interessanti da fare ce ne sarebbero tante.
Intanto i più non riferiscono di essere Maestri di tale tribù e non semplici allievi.
Altri non riferiscono di essere parenti di parenti e amici di amici.
Molti sbagliano sostenendo di appartenenre ad Arkeon da innumerevoli anni, pur sapendo che Arkeon è un giovane fanciullino di quasi 6 anni ...
Insomma, la cosa più sconcertante è che un'associazione per promuovere se stessa utilizza esclusivamente testimonianze bell'impostate e non dispone spazi al suo interno per dibattiti reali, per confronti con dubbi e perplessità di umana fattenza. Viste come sono le cose, pensate che l'immagine che ne viene fuori sia credibile?
Altra osservazione: lo saprà mai la giovane 22enne neolaureata che sino a che non è iscritta ad un albo professionale non può definirsi psicologa?
E gli psicologi che si ritengono tali, iscritti all'albo e divenuti Maestri di Arkeon, che qui ci hanno magnificato della loro esperienza, lo sapranno che l'Art. 8 del codice deontologico degli Psicologi vieta allo psicologo di utilizzare il proprio titolo professionale per avallare con esso attività ingannevoli od abusive?

Lorita



NON SI ENTRA IN UNA SETTA,

SI E' TRAVOLTI DA UN MOVIMENTO

LE CUI STRUTTURE MANIPOLATRICI

SONO STATE ACCURATAMENTE PREPARATE.

Bernard Fillaire


tritri

Confrontarsi con ciò che è diverso...

"Arkeon insegna a confrontarsi con ciò che è diverso da noi, a sperimentare l'umiltà dell'ascolto, l'incontro con l'altro nel rispetto della diversità e della libertà." è scritto nel sito di arkeon.
Nessuno dei cosiddetti "amici" con cui ho condiviso anni di percorso mi ha chiesto nulla, vengo a sapere da estranei, familiari di membri del gruppo, che nei seminari o in contesti informali intorno ad arkeon si parla spesso, e male, di me, dando interpretazioni dettagliate delle mie motivazioni, dei miei desideri e delle mie intenzioni... Sempre solo facendo riferimento a quanto di me viene detto da fonti "ufficiali" interne, mai verificate e non verificabili, addirittura condite da dettagli fantascientifici o grossolanamente inesatti. Ma nessuno sperimenta l'umiltà dell'ascolto, nessuno si confronta con me da quando sono diverso da loro, nessuno incontra l'altro nel rispetto della diversità e della libertà. Mi riferisco ad almeno una trentina di persone. Al mio cuore e alla mia mente le lacrime e le gioie vissute insieme suonano come un cumulo di falsità. E questo fa male.
Carlo


Purtroppo il controllo delle informazioni è una delle armi utilizzare al fine di creare dei vincoli di ragionamento nella gente.
Ne parla anche Steven Hassan nel suo testo.
E' sempre bene diffidare di chi da una informazione unilaterale ed è importante invece che la gente si senta libera di verificare le informazioni che riceve, senza sensi di colpa o inadeguatezze. Non si è in processo se si fa questo, non si è in difetto nei confronti del proprio leader o maestro ... si sta facendo solo un passo costruttivo per la tutela della propria dignità.

Lorita

domenica 1 novembre 2009

Il Maghetto di Arkeon


Come da buona tradizione i 2 link del video di you tube messi a disposizione da un arkeoniano o simpatizzante è stato rimosso! I link riguardavano una partecipazione recente della dottoressa Lorita Tinelli e di una vittima alla trasmissione giornaliera pomeridiana "la Vita in diretta" su Rai uno con Lamberto Sposini. Mah...

Nel frattempo , in attesa di poterli rivedere, guardiamoci un video del 2008 dove Alfredo Barrago il presidente di Telefono Antiplagio mostra a Michele Cucuzza alcuni trucchi "paranormali" per aprire gli occhi alle vittime dei ciarlatani.

giovedì 22 ottobre 2009

Attenti al mago

Apprendo ora da un blog scritto dal solito difensore di arkeon che c'è stata una trasmissione e più precisamente "La Vita in Diretta" Rai 1 dove si è affrontato nuovamente l'argomento psicosette.

Parlano di una psicosetta, non fanno il nome di arkeon, ma lo si capisce benissimo visto che parlano di denunce,rinviati a giudizio, teoria della madre perversa, trasgressione creativa.. ecc....

Rosario Trefiletti della Federconsumatori (ne avevo già parlato tempo fa quando proprio alla vita in diretta presentarono il libro "Plagiata")spiega molto bene sul perchè si entra in questi gruppi, sul perchè bisogna denunciare ecc.
Dal minuto 2.32 in poi fino alla fine del primo tempo, hanno lasciato troppo spazio al mago di avella... Capisco il nesso con la truffa..e il voler far passare il messaggio di stare attenti ai truffatori..penso però sia stata un pò troppo ampia la "piccola parentesi", così definita da Lamberto Sposini, dedicata a questo dubbioso personaggio.



Condizionamento pressante agito su persone che sono in difficoltà...



"Quando qualcheduno interverrà anche istituzionalmente in modo che cartomanti, maghi, quelli che raggirano,insomma non lo possano più fare.. quello sarà un giorno francamente felice e fortunato"


"Il mago dà l'illusione di una risposta immediata..."

mercoledì 14 ottobre 2009

Un periodo pieno di sorprese

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giovedì 8 ottobre 2009

Pseudo-setta, va a processo l'Arkeon

10.000 adepti in tutta Italia
Il gup di Bari rinvia a giudizio dieci persone. Alcuni truffati avevano denunciato al «Maurizio Costanzo show»

BARI - Il gup del tribunale di Bari Marco Guida ha rinviato a giudizio dieci delle undici persone coinvolte nell’inchiesta sul «metodo Arkeon». La posizione dell’undicesimo indagato è stata stralciata. Si tratta - secondo l’accusa - di una sorta di «psico-setta» che, utilizzando tecniche vagamente ispirate alle filosofie orientali del Reiki, in dieci anni sarebbe riuscita a raccogliere 10.000 adepti in tutta Italia e a truffare molte persone, obbligandole a partecipare a costosi seminari, dicendo loro che sarebbero guarite da tumori, aids o infertilità, oppure da problemi spirituali.

LE ACCUSE - Nell’indagine vengono contestati i reati di associazione per delinquere, truffa, esercizio abusivo della professione medica, violenza privata, maltrattamenti di minori e incapacità procurata da violenza. I fatti si riferiscono al periodo compreso tra il 1999 e il 2008. Per partecipare ai seminari di Arkeon, il costo minimo si aggirava sui 260 euro e arrivava, a mano a mano che si passava di livello, a 15.000 euro. Ma una coppia del nord Italia, che cercava di risolvere la propria crisi matrimoniale, ha detto alla polizia di avere pagato 100.000 euro, così come una donna che credeva di aver subito violenza sessuale nel passato.

SEDICENTE PSICOLOGO RESIDENTE A MILANO - Va alla sbarra anche il capo dell'organizzazione, Vito Carlo Moccia, di 57 anni, di Noicattaro e residente a Milano, che diceva di essere psicologo ma non ne aveva i titoli e che, secondo l’inchiesta del sostituto procuratore Francesco Bretone, era il capo dell’associazione criminale. Nei seminari - sostiene il pm - Moccia faceva fare esercizi terapici che portavano alla spersonalizzazione e all’accettazione di qualsiasi indicazione venisse dal «maestro». Tra gli esercizi richiesti c’era quello di travestirsi e andare a chiedere l’elemosina per strada o sottoporsi all’esercizio del «no limits», durante il quale, secondo le denunce presentate, alcune vittime sarebbero state indotte a credere di avere subito abusi sessuali quando erano minorenni. Alcuni ragazzini inoltre, sarebbero stati costretti ad assistere a episodi di forte impatto emotivo: un bimbo di dieci anni vide la mamma picchiare l’ex convivente, un diciassettenne conobbe particolari sulla vita sessuale del padre. Secondo l’accusa, il gruppo riusciva a creare una dipendenza psicologica inducendo le vittime a partecipare in maniera costante ai seminari.

LE PRATICHE - «Tutti in piedi che camminano in una stanza con musica new age di sottofondo. Al segnale del «maestro» si fermano di fronte ad un adepto a caso fissandolo negli occhi. Poi il maestro ordina di ripetere alla persona difronte "Io ho fiducia in te, ti offro io mio amore" e l’altro deve rispondere "Io ho un segreto che non ho mai detto a nessuno"». E’ uno degli inquietanti passaggi contenuti nelle carte dell’inchiesta che ha smascherato la setta

DENUNCIA IN TV - Le indagini sono partite nel 2006 dopo che alcuni ex seguaci del gruppo avevano partecipato alle trasmissioni televisive «Tutte le mattine» di Maurizio Costanzo e «Mi manda Raitre» condotta da Andrea Vianello.




29 settembre 2009(ultima modifica: 30 settembre 2009)

venerdì 2 ottobre 2009

2 ottobre festa dei nonni festa degli angeli custodi



2 Ottobre, giorno dedicato agli Angeli Custodi. Una ‘Festa’ per i nonni ci voleva! I nonni sono una ricchezza di inestimabile valore. Sprecarli, è da irresponsabili. Il libretto con tono garbato, sereno, accattivante, presenta la non sempre facile arte della ‘nonnità’. Ottimo regalo, valido tutto l'anno, per dire “Grazie!” ai nonni. “Grazie!”, adesso, per non sentire poi, domani, il rimorso di dover chiedere scusa alle loro fotografie.

giovedì 1 ottobre 2009

Messaggio dalla Tim


sms ricevuto oggi sul mio cellulare da TimSpot :

"Associazione vittime violenze: boicottate film Roman Polanski.
Difendere il regista incoraggerebbe i crimini dei predatori."

sono totalmente d'accordo!

Metodo Arkeon, dieci persone rinviate a giudizio

29 settembre 2009
Mente dell'organizzazione un 57enne di Noicattaro residente a Milano

Seminari costosi e pratiche di spersonalizzazione: queste le ricette per guarire da problemi di salute

Sono dieci le persone rinviate a giudizio dal gup di Bari, Marco Guida, coinvolte nell’inchiesta sul metodo Arkeon: una sorta di psicosetta diffusa in tutta Italia e che, in poco meno di dieci anni, ha raccolto migliaia di adepti in ogni parte della penisola. Un anno fa furono iscritte nel registro degli indagati undici persone. Ora solo la posizione di una queste è stata stralciata.

Ai dieci rinviati a giudizio vengono contestati i reati di associazione per delinquere, truffa, esercizio abusivo della professione medica, violenza privata, maltrattamenti di minori e incapacità procurata da violenza. Come già scritto un anno fa da queste colonne, le persone che entravano a far parte di questa setta erano, in prevalenza, colpite da problemi di salute o di natura affettiva. Secondo alcune testimonianze, pare che coloro i quali decidevano di avvicinarsi al metodo Arkeon venivano plagiati e invogliati a partecipare ad un ciclo di seminari, il cui costo partiva da 260 euro. Poi, man mano che si scalavano i livelli di approfondimento, le cifre crescevano fino a raggiungere quote vicine ai 15mila euro.

Tra le persone rinviate a giudizio c’è anche la mente operativa del metodo Arkeon, Vito Carlo Moccia, 57enne di Noicattaro e residente a Milano. Lui diceva di svolgere la professione di psicologo pur non avendo alcun tipo di abilitazione. Moccia, sostiene il pubblico ministero inquirente, faceva compiere agli adepti esercizi terapici che, in maniera graduale, conducevano verso una vera e propria spersonalizzazione di sé. Una tecnica pare fosse quella del “no limits”, per la quale le vittime erano costrette a credere di di avere subito abusi sessuali quando erano minorenni. In alcuni casi, infine, veniva prescritto l’obbligo di travestirsi da clochard per chiedere l’elemosina per la strade.

Antonio Scotti

Commento sul Rinvio a Giudizio Arkeon forum Cesap

Bene! Grazie per l'informazione puntuale.
Complimenti per chi si è esposto e tanta tanta solidarietà a chi ha subìto e chissà quanto ancora subirà, per il coraggio che non tutti hanno avuto. Molte sorprese ci saranno. Chi non si è esposto sino ad ora lo farà.

Aquilablu

mercoledì 30 settembre 2009

Bari, a giudizio 10 della psico-setta

BARI - Sedicenti psicologi e santoni. Fior di quattrini per partecipare ai seminari estorti a giovani, psicolabili e malati di cancro. L’inchiesta coordinata dal pm Francesco Bretone e condotta dagli investigatori della Digos guidati dal dottor Stanislao Schimera sui «maestri» della presunta psico-setta «Arkeon» è culminata nel rinvio a giudizio, deciso dal gup Marco Guida, di dieci persone.

Associazione per delinquere, truffa, esercizio abusivo della professione medica, violenza privata, maltrattamenti di minori e incapacità procurata da violenza i reati contestati. Gli indagati si facevano chiamare maestri e guidavano i loro allievi lungo un percorso di sviluppo e conoscenza che li avrebbe guariti, a loro dire «dalle sofferenze dello spirito e del corpo». Tutto, ovviamente a pagamento.

Guru del metodo «Arkeon », secondo l’accusa, Vito Carlo Moccia, 55 anni, nato a Milano, ex dipendente della Case di cura riunite di Bari. È stato rinviato a giudizio insieme a Francesco Antonio Morello, Gabriella Fabri, Antonio Turi, Isa Calabrese, Grazia Bozzo, Piero Mazza, Massimo Vavalle, Francesco Giuseppe Locatelli, Saverio Quirino.

Stralciata la posizione dell’undicesimo indagato Francesca Ferrara.

Gli inquirenti sostengono che il gruppo di maestri del «Sentiero sacro» avrebbe fatto credere a persone in crisi, affette da problemi psichici, oppure gravemente ammalate di poter risolvere i loro problemi attraverso i corsi del metodo «Arkeon». [l.nat.]

martedì 29 settembre 2009

Comunicato Stampa: Rinviati a Giudizio membri di Arkeon

In data odierna il GUP Dottor Marco GUIDA della Procura di Bari, ha sciolto la sua riserva e ha rinviato a giudizio i membri del gruppo Arkeon indagati per associazione a delinquere finalizzata alla truffa, abuso della professione medica e psicologica, maltrattamento di minori, violenza privata, incapacità derivata da violenza e calunnia.

Ad un unico indagato non sono stati contestati i reati 81 e 610 del c.p. per prescrizione dei termini, mentre risulta rinviato a giudizio per i restanti.

Il GUP ha accolto le varie parti civili che si sono costituite per il procedimento penale e che oltre alle parti lese sono il Codacons, la Favis e il CeSAP.

Il procedimento penale avrà inizio presso il Tribunale di Bari il 20 Gennaio 2010.

lunedì 21 settembre 2009

Solidarietà per la dottoressa Lorita Tinelli

Il "Cerchio" si stringe


I primi messaggi di solidarietà nei confronti della dottoressa Lorita Tinelli attaccata e diffamata in siti, blog e newgroup risalgono al 2007 .... ne riporto qui alcuni ed aggiungo personalmente anche la mia stima


Solidarietà a chi, in modo corretto, consapevole, intelligente e tenace, lotta per difendere l'integrità morale e psicofisica della persona, il bene che in assoluto nessuno di noi vorrebbe perdere, ma un valore che in questo sistema sociale è assai poco tutelato.
E proprio alla libertà morale e psicologica vengono rivolti attacchi spesso subdoli, ma i più temibili sono quelli delle psicosette, di fronte alle quali la giustizia non può dire di non conoscere metodi, mandanti, esecutori e alcune delle vittime: esse non sono, come si può pensare, le più deboli, ma spesso le più sensibili e intelligenti, sempre comunque coivolte con l'inganno e costrette poi con la violenza ed il ricatto. Ma è assai pericoloso pericoloso lasciar passare il messaggio che la violenza paghi.

La "giustizia rovesciata"
Sebbene nessun dubbio ci sfiori sull'impegno assiduo dei Magistrati che indagano sulle psicosette, non si può nascondere un certo incredulo stupore per la sconcertante impunità di queste organizzazioni: infatti chi compromette gravemente l'integrità delle persone continua a farlo con lauti guadagni, e chi cerca di impedirlo diffondendone la conoscenza viene processato.
Siamo fiduciosi nell'esito positivo del processo, ma attendiamo che si faccia chiarezza sull'esistenza stessa di questi eventi, che in una società evoluta e adeguatamente tutelata non dovrebbero neppure essere pensati.
Le reazioni di fronte a questi terribili eventi non mancano, ma anche l'impegno più assiduo dell'associazione CESAP e di chi con tanto impegno e competenza la presiede necessita della partecipazione solidale di coloro che ne condividono le intenzioni e i valori.
Per contrastare un evento purtroppo così vasto è necessaria una partecipazione solidale molto forte, e certamente è utile affiancare all'operato della Magistratura l'esplicita e visibile condivisione della società in cui opera e dalla quale riceve il mandato. E' quindi nostra responsabilità esprimerla, perchè ciò che non si vede, paradossalmente, è come se non ci fosse.

Una particolare e sentita solidarietà va all'Associazione CESAP e alla dottoressa Tinelli, che così efficacemente si batte su un terreno tanto importante quanto insidioso, rischiando di persona per tutti coloro che non hanno gli strumenti per farlo. Sia questo un evento sereno, a cui possano seguirne tanti altri.

Solidarietà


Non posso che associarmi al coro che si leva in favore della Dottoressa Tinelli e riconfermare piena solidarietà al CESAP.
Aggiungo il mio personale ringraziamento alla Dottoressa Tinelli per lo spazio e la libertà di espressione che ci concede.

con tutto il cuore,
Marja


Mi unisco a tutti gli amici del forum per esprimere la mia solidarietà a Lorita e al Cesap.

Riporto una frase di Voltaire che ho letto sui giornali in questi giorni e che rispecchia quello che sento:

"Posso non essere affatto d'accordo con ciò che dite, ma mi batterò fino alla morte perchè nessuno vi impedisca di dirlo"Una buona giornata a tutti.
Emanuela


E' abominevole l'attacco mediatico nei confronti della Dottosessa Tinelli a cui è sottoposta suo malgrado.
Lorita, non si scoraggi. La sua forza è la VERITA' delle testimonianze che ha raccolto, di questo forum dove ognuno di noi ha potuto scrivere liberamente il proprio vissuto e il proprio pensiero senza mai essere attaccati da lei in qualità di moderatrice.
A me non interessa se qualcuno scrive con nik diversi, quello che interessa sono i contenuti inconfutabili.
Avanti tutta!! Un abbraccio
Elena


Lorita, anche io ti sono vicino e ti esprimo tutta la mia solidarietà. Non hai mai detto né fatto cose sconvenienti (almeno di cui io sia a conoscenza, magari ti sei messa le dita nel naso sull'autobus e io non ti ho vista...) e stai dimostrando pubblicamente coraggio, forza e determinazione che scaturiscono dal cuore e non da bassi e gretti sentimenti che gli arkeoniani tendono a vedere ovunque tranne che in un cerchio. Io stesso a volte sono ancora portato al giudizio prevenuto, all'inquadramento di certe persone in categorie e poi fatico da matti a vedere le pesone vere dietro quella categoria. C'è senz'altro anche qualche arkeoniano "buono", ma se decido che sono tutti plagiati e manovrati non mi fido e non guardo oltre il mio pregiudizio. Succede a me che sono fuori da due anni e tre mesi, pensa quanto ci vuole... Grazie per il tuo impegno, la tua pazienza, il tuo affetto e la gratuità con cui stai facendo tutto questo.

Carlo


è veramente vergognoso quello che si osa scrivere contro la dott.ssa Tinelli.
Io insieme a tante persone, per la sua onestà, la sua integrità morale e la sua professionalità, mettiamo la mano e il braccio intero sul fuoco.
Dott.ssa non si scoraggi, l'invidia è una brutta bestia e rende la lingua biforcuta.

luce


Sempre più solidale con la dott.ssa Tinelli . Apprendo ora dalle news di ben 3 esposti fatti da personcine ...a distanza di pochi giorni l'una dall'alltra..... ai suoi danni.

Benvengano la VERITA' e le ARCHIVIAZIONI

http://www.cesap.net/index.php?option=com_docman&task=cat_view&gid=250&dir=DESC&order=name&limit=5&limitstart=10

tritri


Noto che in internet vengono applicate le tattiche e le regole tipiche per diffamare e screditare le persone critiche verso certi gruppi

cerca cerca ...e guarda che ti trovo....

un sito che svela queste tecniche guarda caso applicate proprio in questi giorni nei confronti di Lorita Tinelli !!!!

Riporto solo i titoli :

1. Rendere indicazioni sbagliate sempre dove sia possibile.
2. Forzate queste indicazioni sbagliate sulla persona in tutti i modi e da piu` diverse direzioni possibili.
3. Menzogne per diffamare o screditare la persona.
4. Utilizzare le allusioni per diffamare o screditare la persona.
5. Pretendete sempre il 100% di prova per qualsiasi commento fatto, se la persona non posta poi tutti i documenti di un tribunale per dimostrare il suo punto conclusivo, anche se sta solo affermando un suo parere personale, chiamalo con vigore un bugiardo.
6. Ignorare qualsiasi cosa decente la persona dice. Ignorare ogni post che mette in buona luce la persona.
7. Ritorgete tutto ciò che può essere ritorto al fine di fare di una decente annotazione o di un commento obiettivo, o una battuta, un commento vile e degradante.
8. Mentire agli amici della persona in privato via e-mail al fine di creare un dissenso.
9. Creare al primo arrivo ARC con più grandi obiettivi
10. Ultimo, ma non meno importante, cucitevi insieme, supportatevi a vicenda, mentre collaborate a far cadere, confondere, rovinare, decadere, e distruggere l’obiettivo.



Non c'è che dire, tutto applicato alla precisione!
Questi giochini pro arkeon e contro Lorita Tinelli li trovo semplicemente infami.
Intanto domani a Bari in Procura si aggiungerà un altro tassello

Com'era la frase nominata spesso nei seminari di Arkeon?
"lento ma inesorabile" !!! Così sarà nel nome della giustizia.

Paola


Volevo aggiungere al mio messaggio che scrivo anche a nome di altri, che l'onestà in cui noi crediamo è quella della giustizia e non dei vari Padrini che tentano di farsi da sè la propria giustizia a suon di ingiurie. Anche i collage di documenti organizzati ad hoc danno l'immagine di miseria di chi tenta di fare puzzle appropriati ai propri scopi.
Le persone ONESTE si rivolgono alla GIUSTIZIA. Le persone DISONESTE usano argomentazioni utili ai propri tornaconti che fanno acqua da tutti i pori, soprattutto nei confronti di chi delle cose le sa e le racconterà nei posti più idonei.

Lenta e inesorabile ?????? La attendiamo fiduciosi!

Aquilablu


Mi chiedo se può essere considerata stalking anche la persecuzione che la dott. Tinelli e altri hanno subito via internet in questi anni da parte degli arkeoniani. Qualcuno sa rispondermi? Grazie anticipatamente.

Emanuela

domenica 13 settembre 2009

Telefono senza fili





Una persona che frequentava i seminari di arkeon mi ha detto (riporto le sue testuali parole): “Mi hanno detto che sei stato ricoverato in Psichiatria”.
Ovviamente ciò non solo non è vero, ma è per me altamente offensivo e al limite della diffamazione (nel caso ciò sia stato detto davanti a due o più persone, in qualsiasi occasione).
L’unico episodio che può avere generato questa folle maldicenza priva di fondamenti è il fatto che io, in qualità di Psicologo, seguo in psicoterapia (alla quale sono abilitato dal 22/11/1996) diversi pazienti che, purtroppo, hanno a volte anche bisogno di supporto farmacologico, o, nei casi più gravi, di un ricovero, e, siccome io non sono medico e non posso prescrivere alcun tipo di farmaco, invio con regolarità sin dal 1996 tali pazienti alle cure del Primario del reparto di Psichiatria del principale ospedale cittadino, e ogni 10 o 15 giorni mi reco da lui in ospedale per discutere i nostri casi in comune, in modo da lavorare in stretta collaborazione.
Una di queste volte, uscendo dal reparto, ho incontrato i genitori di un'altra persona che frequentava i seminari di arkeon quando li frequentavo anch’io (fino a fine 2004), condotti da due maestri entrambi sotto indagine; questi genitori avevano entrambi partecipato a uno o due seminari (non ricordo bene), e mi avevano visto alcune volte in compagnia di loro figlio, anche perché per un paio d’anni le nostre famiglie sono state vicine di casa.
Mi sono fermato a parlare con loro (che erano lì per motivi che non riguardano né loro in prima persona né il figlio che frequentava arkeon), e ho detto loro (sempre testuali parole): “per uscire dal condizionamento ho avuto io stesso bisogno dell’aiuto del Prof XXXX, col quale collaboro per i nostri pazienti dal 1996”.
Questa frase, secondo il principio del “telefono senza fili”, è stata riportata dai genitori al figlio, dal figlio ad altri, fino, dopo svariati mesi, a raggiungere le mie orecchie nella forma sopra citata “Mi hanno detto che sei stato ricoverato in Psichiatria”. A nessuno è venuto in mente che il Padiglione 11 del principale mospedale cittadino è SOLO femminile, e meno male, se no avrebbero anche aggiunto che ho cambiato sesso per ribellione al maschile.... ahahahahahaha
Vi prego di riflettere sull’assurdità del meccanismo. Nessuno dei cosiddetti 30 “amici” che mi conoscono e per anni hanno frequentato i seminari con me, abbracciandomi, piangendo, ridendo insieme e professandosi “grandi amici”, addirittura chiedendomi di essere il loro testimone di nozze o essendo il mio, per poi costituirsi parte civile contro di me senza neppure farmelo sapere oppure bombardandomi di denunce senza neppure telefonarmi per sapere la mia versione dei fatti, si è mai fatto sentire al riguardo.
Inoltre, qualcuno che io non considero e non ho mai considerato “amico”, che non mi vede da quasi 5 anni, con il quale ho scambiato si e no 500 parole, ha pubblicamente scritto in rete di essere “seriamente preoccupato per la mia salute mentale”, non so se avendo ricevuto questo stupido infamante pettegolezzo di cui sopra, ma in ogni caso senza telefonarmi.
Ora, se io sono preoccupato per una persona che dico essere mia amica, non lo scrivo su internet, in nessun forum, newsgroup, sito, blog o ciò che si vuole… Prendo il telefono e chiamo quella persona e solo quella persona, senza far sapere a nessuno cosa sto facendo e perché, dato che si tratta di questioni personali, private e definite “dati sensibili” dal Decreto Legislativo sulla Privacy n. 196/03.
Eppure vi assicuro che dal gennaio 2005 (quando io e mia moglie abbiamo lasciato arkeon) né tantomeno dal gennaio 2006 (quando sono andate in onda le famose tre puntate di costanzo) NESSUNO mi ha mai telefonato per chiedermi alcunché, e tutto ciò che è stato detto su di me da allora ad oggi è sempre e solo stato frutto della fantasia e della immaginazione di chi parlava, che ha sempre e solo detto cose inventate per sostenere le sue teorie su di me e sulla situazione, giacche dalla mia bocca nessuno aveva udito assolutamente nulla da molto tempo.
Fa eccezione la persona che mi ha riferito questo, perché effettivamente, dopo avere sporto denuncia sull’onda di follia collettiva, mi ha cercato, unico fra almeno 70 ha voluto capire meglio, e assieme ad altri che in seguito mi hanno contattato via e-mail per sincerarsi di non subire ritorsioni personali di carattere giudiziario, ha ritirato la denuncia.
Degli altri però ho potuto solo cogliere il bisogno di rassicurazione via e-mail, nel senso che non mi hanno chiesto come sto, ma solo se avevo ricevuto ed accettato la remissione di querela, per essere sicuri di non subire ritorsioni (inevitabili per tutti gli altri) da parte mia. Nessuno mi ha chiesto quante migliaia di euro mi sta costando questo loro "errore di valutazione" nessuno si è reso conto di avere eseguito alla lettera il mandato degli avvocati di vito che hanno dichiarato pubblicamente: "li inginocchieremo economicamente". Nessuno mi ha chiesto se sono in ginocchio, o addirittura spianato al suolo...
Con questa persona invece ho potuto parlare per alcune ore, pranzando e prendendo il caffè.
Resta ora da vedere se ciò che lui, secondo me, ha compreso perfettamente, subirà le stesse trasformazioni tipo “telefono senza fili” e, tra qualche settimana o mese, nasceranno nuove “leggende metropolitane” su di me o sulla mia famiglia. Potrebbero accusarlo di essere "sceso a patti col diavolo", di "essere passato dalla parte oscura" o chissà che altro,m ma nessuno ascolterà me prenderà in considerazione le mie affermazioni, si dedicheranno tutti a dimopstrare alacremente che non sono un valido psicologo, che non posso curare la gente, che loro mai si affiderebbero a me, ecc. Ebbene ecco l'invito: Denunciatemi (possibilmente non con 80 fotocopie di trenta pagine l'una) al consiglio dell'Ordine tramite il sito www.psy.it (nazionale) o www.ordinepsicologiliguria.it (regionale) e saranno loro, validi e sensibili Psicologi eletti da tutti noi per vigilare sulla serietà dello svolgimento della nostra professione (ma non come il comitato etico deontologico di arkeon che lasciava passare le peggio violenze ed assurdità, questi lavorano davvero!!!), a capire le vostre "validissime" argomentazioni e a radiarmi entro una, massimo due settimane... ahahahahahaha!!!!!!
Un'ultimo appunto: tutti coloro che sono ancora in accordo con arkeon e scrivono in rete, si ostinano a sostenere che le nostre (dei fuoriusciti che hanno parlato pubblicamente degli abusi e dei danni subiti) parole hanno rovinato le loro vite, le loro famiglie, i loro lavori, ecc.
Vorrei qui ribadire che a me sembra di continuare a subire in prima persona, più e prima di loro gravi danni all’immagine personale, sociale, lavorativa, familiare, ecc.
Però mi limiterò a farlo presente tramite gli avvocati che IO sono attualmente costretto a pagare per colpa loro in diverse città italiane, e qui non farò né nomi né ulteriori accenni alla vicenda. Saranno poi gli avvocati a sporgere le debite denunce per calunnia, diffamazione, danno all’immagine nocumento all’attività professionale, ecc.
Saluti a tutti,
Carlo.

La storia di Carlo

Ho cominciato a frequentare seminari perché dopo avere ricevuto diversi trattamenti di reiki stavo cercando una tecnica di rilassamento da potere utilizzare a mio piacimento e senza dovere praticare dure discipline o studiare posizioni (mi riferisco al buddismo e allo yoga), e così siccome reiki mi era piaciuto molto, sono andato ad un seminario di primo livello, 15 giorni dopo ho preso il 2 livello, due mesi dopo ho fatto il primo intensivo e pre-master, otto mesi dopo ero stato convinto dalla maestra che il mio futuro era vivere in una associazione reiki (il famoso "centro reiki in campagna" di cui tutti i membri del nostro - nostro, non di altri maestri - gruppo DOVEVANO desiderare, pena l'essere considerati dei solitari, degli evitanti, ecc.
Poi sono passati molti anni, in cui ho fatto molte cose, compreso l'andarmene da quel gruppo e smettere di desiderare il "centro reiki in campagna" perché non era da me volerlo.
Poi mi sono innamorato di Manuela, la donna che poi è diventata mia moglie, e lei era ancora dentro al gruppo, così sono rientrato anch'io e siamo diventati maestri di reiki insieme. Abbiamo insegnato reiki ad una ottantina di persone, e, una volta concluso il pagamento in quasi totale nero dei 40.000.000 di vecchie lire necessari per i due master, improvvisamente c'è stato un calo nella frequenza di persone alle presentazioni già prima del passaggio ad arkeon. Con il passaggio ad arkeon questa assenza è divenuta totale.
Poi è nato Francesco, settimino, un mese in incubatrice, paura, dolore, terrore di vederlo spegnersi, desiderio di vederlo crescere in una famiglia completa, che parla la lingua che parlano tutti, che non usa "gerghi", che frequenta i parenti senza paura, che non tiene i neonati in mezzo alle urla e ai pianti fino all'1 o alle 2 di notte "perché c'è un processo da sciogliere", che non pensa che il pianto del bambino sia segno di un problema della madre, che il biberon sia un pene finto che serve a preparare il bambino all'abuso orale da parte del pedofilo che deve "segnare" il bimbo con lo sperma (altro che "Abuso energetico!), che non insegna ai propri figli che i pedofili sono ovunque, sopratutto in famiglia, che non fa scenate ai nonni qualsiasi cosa dicano o facciano, che non restituisce scarpine perché "separano dalle vere radici paterne" in quanto regalate dai nonni materni, che non paga baby-sitter per un mese per poter frequentare ogni anno la trafila intensivo – pre-master - master training-riunione di arkeon con Vito – intensivo – pre-master del nostro maestro (spesa totale dei soli corsi 10.270 euro), senza lavorare dal 10 luglio al 13 agosto e aggiungendo spese di viaggio, cibo e,appunto, baby sitter. Fino a quel punto io avevo contratto debiti con le finanziarie (e non con gli strozzini come si è INVENTATO Costanzo), ma con un bimbo di 1450 grammi in braccio non me la sentivo più. Inoltre l'essere stati per circa un mese lontani dal gruppo, senza il tempo per telefonare ai maestri per ogni cosa e chiedere consiglio, lasciando contemporaneamente spazio al condizionamento che veniva regolarmente rinnovato, ci ha fatti "svegliare" e così, nei due mesi successivi, abbiamo maturato l'idea di toglierci da tutto. Vito mi ha telefonato appena ha saputo di questa mia decisione e mi ha detto "prenditi l'equivalente di un anno sabbatico, fermati, rimettete a posto le finanze e poi rientrate". No. ce ne siamo andati. Per un anno ci siamo leccati le ferite e abbiamo cercato di capire cosa era successo, abbiamo chiesto scusa a parenti ed amici allontanati, abbandonati, maltrattati ecc. e ci siamo accorti di stare male, di avere subito ingiustizie, umiliazioni, dolore, maltrattamenti gratuiti, anzi, pagati profumatamente. Io ho iniziato a marzo 2005 a studiare il fenomeno e ho contattato il cesap a settembre 2005, ho ancora tutte le e-mail. La Tinelli (SEMPRE E SOLO GRATIS) mi ha aiutato, mi ha ascoltato, mi ha messo in contatto con diversi altri fuoriusciti che la avevano già contattata anni prima, e poi a Gennaio 2006 abbiamo visto Gabriella in TV e abbiamo telefonato a Costanzo. Il resto è storia. Una denuncia mi è arrivata ancora non molte settimane fa. Lunedì 31 Marzo 2008 avrei dovuto essere ad Ancona per quello che più volte in modo errato, improprio e calunnioso è stato definito "rinvio a giudizio", che invece è solo uno degli esiti possibili (il più improbabile) dell'incontro che si terrà: il PM ha semplicemente dato "luogo a procedere" per non prendersi la responsabilità di chiedere lui l'archiviazione (o il rinvio a giudizio, che però, vi assicuro, non è stato chiesto), ma farlo fare ad un giudice. Chi ha scritto più volte sul forum della Di Marzio o in altri spazi "rinvio a giudizio" si è macchiato più volte del reato di calunnia, e ne dovrà rispondere personalmente. Io ho dovuto rinunciare ad un concorso per "esperti psicologi" presso il tribunale di Genova perché era condizione indispensabile il non avere carichi pendenti, ed invece le 80 denunce identiche e prive di qualsiasi sostanza, di cui alcune già archiviate, altre (furbescamente da chi non vuole guai seri) ritirate, sono esattamente un carico pendente. I miei avvocati calcoleranno il danno che ciò mi ha causato, (tutti i soldi che avrei guadagnato vincendo il concorso) ed i denuncianti ne dovranno rispondere, uno ad uno.

Carlo

sabato 12 settembre 2009

Eliminazione funzione commenti

Ho deciso di eliminare la funzione commenti ( quelli già pubblicati rimarranno). Essendo per la maggior parte post riportati dal forum del Cesap, ritengo sia più giusto che commentiate direttamente i post là dove sono stati scritti (sezione arkeon) in origine anche perchè gli interessati non essendo a conoscenza di questo blog non avrebbero diritto di replica. Cliccando i titoli arancioni sarete reindirizzati direttamente alla fonte.
Grazie

venerdì 11 settembre 2009

che cosa è arkeon una cosa che fa bene o fa male?

Domanda espressa da un certo terminetor sul forum Cesap :
"che cosa e arkeon una cosa che fa bene o fa male?"


rispondo a terminetor: arkeon da quanto ho capito dalla letture dei post di questo forum è semplicemente un sistema di multilevel marketing ( quindi pensato per creare un alto profitto economico a chi lo inizia, e poi via via sempre piu' basso per i nuovi soci ), solo che per farlo rendere al meglio si e' pensato bene di affiliare persone con problemi esistenziali e, tramite tecniche conosciute di controllo psicologico, creare una sorta di circolo chiuso dal quale nulla sfugge ( per ovvi motivi ), e dal quale deve essere molto difficile uscire.
Da qui i "maestri", gli "insegnanti", i "livelli" etc.
La mia è una testimonianza diretta e a ragion veduta, in quanto persone che erano a me vicine ( e per fortuna non lo sono piu', sono fuori da ogni realtà del mondo..), sono cadute in questo pozzo gia' da anni, e adesso sono diventate come lobotomizzati. gli manca la bolla dal naso e il filo di bavetta dal labbro...caro terminetor ( a proposito: si scrive terminAtor ), stanne alla larga, al vertice di questa setta ci sono persone molto smaliziate e soprattutto senza scrupolo alcuno. Per ricerca interiore intendono quella dentro al tuo portafoglio, e per farlo non si risparmiano nessuna azione. a tuo esclusivo danno, ovviamente.
Menteaposto

Un po’ di umorismo …


I'm Guru.... What's your trip?


eccomi! sono tornato!!! si sentiva la mia mancanza, eh?!?
allora? qual'e' la situazione ad oggi? i santoni sono ancora a piede libero? ... ah...gia'...l'indulto... ma quello non e' per i reati MINORI?!?! per questa robina qui, ancora niente? no, eh?...vabbe' ..portiamo pazienza, tanto , prima o poi...
Vito, perche' non fai un bel cerchione con tutti ( e dico tutti ) i tuoi segaci ( non e' un errore di digitazione, e' un neologismo per indicare chi si ammazza di s..... mentali, e non ) unite le prodigiose manine, raccogliete tutta "l'energia dell' universo" che siete in grado di fare e la scagliate con il teletrasporto contro il server del Cesap? non e' una bella idea?? cosi' finalmente protrete dimostrare quanto sia grande e potente la forza in voi! ( fa tanto guerre stellari? ...che la forza sia con te...). Oh, occhio pero', eh? devi farlo cosi', e non assoldando un hacker,molto terreno e poco esoterico, che defaccia il sito ( tecnicismo, sorry. ). Guarda, se lo fate, con le prove, vengo subito ai seminari, e mi iscrivo pure agli intensivi!
Posso chiamarti Maestro Yoda? A rai tre mi e' sembrato di vederti un po' verdino....
Menteaposto

Arkeon ed Abuso di professione medica

Ah, quindi come si disse a "mi manda rai 3" :

Andrea Vianello: “E perché lei non si è iscritto all’albo?”

Vito Carlo Moccia: “Perchè quello che è venuto fuori è che per l’iscrizione all’albo questo lavoro non era.., non era compatibile con l’iscrizione all’albo”

Andrea Vianello: “Che significa, l’ha deciso lei che non era compatibile?

Vito Carlo Moccia: “No no , io ho parlato con un mio carissimo amico che era dentro lo spazio dell’albo..Lui m’ha detto, se tu ti iscrivi all’albo non puoi fare questo tipo di lavoro”

Mi chiedo:
oltre al fatto che le cosiddette lauree del signor moccia non sono riconosciute in Italia dalla legge e che non potrà mai richiedere un'equpollenza... ,chi si è laureato in italia, aderendo ad arkeon può essere iscritto ad un ordine professionale???

Tritri



Cara Tritri,
esiste l'articolo 8 del Codice deontologico degli Psicologi, già evidenziato da Carlo qualche tempo fa, che recita così:

'Lo psicologo contrasta l'esercizio abusivo della professione come definita dagli articoli 1 e 3 della Legge 18 febbraio 1989 n.56, e segnala al Consiglio dell'Ordine i casi di abusivismo o di usurpazione di titolo di cui viene a conoscenza.
Parimenti, utilizza il proprio titolo professionale esclusivamente per attività ad esso pertinenti, e non avalla con esso attività ingannevoli od abusive'

Credo che questo possa rispondere alla tua domanda.

Sul fatto poi che al fondatore di Arkeon sia stato sconsigliato di iscriversi all'albo ... beh senza un titolo adeguato e senza una laurea è davvero molto difficile effettuare una qualsivoglia iscrizione ad un albo professionale!


Lorita

mercoledì 9 settembre 2009

Arkeon , terapia di gruppo?

Sig. Biancani,
provo rabbia, profonda rabbia.
Ho letto e riletto le sue affermazioni, ho cercato di metabolizzare i sentimenti che queste mi provocavano e mi provocano ma, mi creda, nonostante enormi sforzi l‘unico sentimento che riconosco come vero e profondo è la rabbia.
Se fossimo nel “lavoro” – in mezzo al cerchio – potrei scaricarla su di lei urlando e magari anche schiaffeggiandola. Visto che fortunatamente in questo sito posso esprimere i miei punti di vista senza la paura di umiliazioni mi chiedo e le chiedo come può uno psicologo, iscritto all’albo della Regione Marche, non solo riconoscersi nel lavoro di Arkeon ma decantarne anche la sua utilità.
Da profana (non sono in grado di argomentare con lei le dinamiche della psiche umana – per me del cuore) posso solo “condividerle” la mia esperienza.
1) Ho riconosciuto immediatamente il lavoro di Arkeon come una terapia di gruppo.
2) Non ho riflettuto sulle possibili conseguenze che tale esperienza poteva procurami.
3) Ho affrontato il cammino con serietà. Ho accettato d subire pesanti umiliazioni nella convinzione che queste fossero meno onerose del risultato che avrei ottenuto.
4) Mi ritrovo con tutta una serie di input che malamente riesco a governare.
5) Se mi fossi rivolta ad uno specialista (tanto il denaro che ho speso equivale a decine e decine di sedute) questi sarebbe stato in grado di supportare il mio cammino in modo strutturato e scientifico.
Il punto è proprio questo: lei, psicologo iscritto all’albo della Regione Marche, come può appoggiare una simile organizzazione?
Qual è il criterio con il quale afferma che “umiltà, condivisione e amore” sono le prerogative delle persone di Arkeon?

Dal post di Milena (2006/02/08 - 20:18):
“Come mai non torna mai dai seminari felice e contento, ma se può viene a casa a sputarmi addosso tutto il suo rancore? Come mai si è allontanato dalla sua famiglia, solo dopo vari tentativi di portarci a frequentare i suoi seminari e davanti ai nostri ripetuti no? Come mai va sempre in giro come un cane rabbioso?”

Anch’io come suo figlio ho applicato nella mia famiglia gli input “Arkeoniani”, senza purtroppo minimamente preoccuparmi di analizzarli.
Mentre scrivo sto piangendo – che fa maestro, mi ricaccia nel gruppo e mi addita come donna perversa, figlia di madre perversa, il cui vittimismo abbassa le energie del cerchio?
E voi, amorosi e umili fratelli, che fate? Mi riconoscete in vostra madre, sorella, suocera, zia, amica, pedofila, ecc. e per questo mi richiamate nel cerchio per scaricare – come meglio credete – la vostra rabbia?
E quand’anche fosse che tale metodo produca effetti, dopo un seminario od un intensivo che ha portato a galla delle emozioni, queste con chi vengono condivise? Semplice si torna a casa e l’unica emozione che viene espressa (non riconosciuta) è la rabbia, da scaricare in famiglia possibilmente sulla madre perversa la quale ovviamente ha avuto una madre perversa a sua volta.
Non ho finito.
Riprenderò il discorso appena il tempo me lo permetterà.

Serena

venerdì 4 settembre 2009

Botta e risposta, tante assurdità..e cecità

Io penso che se c'è del vero nel lavoro di Arkeon, questo fiorirà. Personalmente la mia esperienza di Arkeon è stata positiva. Il dono che ho ricevuto con Arkido I è una cosa meravigliosa. Davvero. Mi chiedo ancora come sia possibile questo miracolo attraverso i palmi delle mani.
Mi turba molto tutto lo scompiglio che ruota attorno alla figura di Vito, e per certi versi mi fa pensare (e qui già immagino i prossimi post... sul come mi permetto ecc. ecc.) alla figura di Gesù quando da solo si è trovato ad affrontare i giudizi del mondo, Pietro che lo rinnegava e Giuda che l'ha tradito; il tutto si è concluso con una "bella" crocifissione.
Penso che attorno ai grandi uomini ci sia sempre un grande turbinio di gioie e dolori.
E più una persona è grande più fa parlar di se.

Penso alle persone che si sono sentite violentate e che hanno subito abusi psicologici.
Se voi andaste a parlare con Vito, in sincerità, occhi negli occhi, non credo che verrete respinti. Non credo nemmeno che vi sentirete giudicati.

Un abbraccio.
Riccardo



Bisogna poi vedere in che termini una persona fa parlare di sè. Si parla molto ancora anche di Stalin e Hitler...

Emanuela


Già, ma qui si parla di guarigioni e nel peggiore dei casi di abusi, non di morti violente.
Riccardo


Salve Riccardo, bentornato.
Lei parla nei suoi interventi di miracolo che parte dalle sue mani.
Ci racconta di che miracolo è stato protagonista, è avvenuta qualche guarigione?
Lella


ehi, cerchisti! Quando passate dal mondo REALE (prima o poi vi tocchera' e allora si' saranno dolori), ricordatevi che c'e' una organizzazione SERIA e VERA che offre UN MILIONE DI EURO a chi e' in grado di riprodurre sotto controllo scientifico UN QUALSIASI FENOMENO "PARANORMALE". Ma siccome di para-normale c'e' solo il mononeurone dei vari cialtroni in giro, il milione di euro e' ancora li' a disposizione.strano, eh?
Sai Baba d'italia, perche' non andate a riscuotere, visto che guarite i malanni e fate miracoli con la sola imposizione delle mani? Perche' compare Vito non lo fa? Ma e' ovvio! Incassa MMMOLTO di piu' con i suoi seminari ed i suoi seminaristi. ( bella "seminaristi", no? fa tanto chiesa cattolica! quella che abbiamo visto essere MMMOLTO vicina ad Arkeon!) Ma dài, Riccardo!!!!! Vito Gesù Cristo !!!!! Ma davvero non ti rendi conto delle cose che scrivi?
Menteaposto


Riccardo scritto:

Già, ma qui si parla di guarigioni e nel peggiore dei casi di abusi, non di morti violente.


caro Riccardo,

il fatto di non essere responsabile di un genocidio non fa di me in assoluto una persona buona.
considera poi che la capacità di fare del bene o del male è limitata oltre che dalla volontà personale anche dal contesto in cui sei inserito dal caso, dagli altri...

personalmente spero di non aver abusato di nessuno (di sicuro non ho mai guarito nessuno dato che non ho virtù taumaturgiche)
Semino


Caro Menteaposto,
ti prego ancora di moderare i toni. Comprendo che a volte davanti alla difficoltà di sentirsi 'ascoltati', vengono fuori dei moti di rabbia e di incapacità ad accettare ragionamenti che possono sembrare illogici.
Riccardo ha parlato di guarigioni con le mani, ha paragonato il fondatore di Arkeon a Gesù ... insomma ha dichiarato che al massimo qui si parla di abusi e non di morti violente. Crede così tanto nel suo percorso che sembra davvero a volte dare delle risposte illogiche.
Spero davvero che Riccardo prima o poi possa soffermarsi a rileggere quanto da lui scritto e quanto da altri scritto, e a mente più tranquilla, magari spiegarci meglio cosa non abbiamo colto o mal interpretato del suo pensiero.
Nel frattempo cerchiamo di avere rispetto nei confronti di chi ancora sembra chiuso e legato ad un suo credo. In genere chi si sente attaccato personalmente non fa altro che chiudersi ulteriormente. Ritorno a ripetere che un libero e rispettoso scambio può servire ad aprire le menti.

Lorita


Riccardo scritto:

Già, ma qui si parla di guarigioni e nel peggiore dei casi di abusi, non di morti violente.


Anch'io vorrei sapere a che guarigioni si riferisce...se poi minimizza gli abusi....non ho parole!!!

vogliamo veramente che ci scappi un morto??
Paola


Perchè dovrei minimizzare gli abusi?
Rispondo a quella del milione di euro: che me ne faccio di un milione di euro, quando grazie ad Arkido posso contemplare la Verità?
Che mi importa di dimostrare un evento paranormale?
L'Esser-ci è l'evento più stra-ordinario. Può darsi che ci sia qualcosa di più para-normale dell'essere delle cose? E di qualcuno che può accorgersi di questo?!?
Coloro che cercano i miracoli non conoscono la Verità. Perchè essa stessa è il più grande miracolo, da sempre per sempre.
A chi mi chiede cos'è la Verità, rispondo: il fatto che ci sei.
E' questo il miracolo.
A chi cerca un miracolo, guardi la prima persona che le capita davanti negli occhi. Non è un miracolo?
Riccardo


Caro Riccardo,
prova a rileggere la tua frase "che me ne faccio di un milione di euro quando grazie ad Arkido io conosco la verità".....
con un milione di euro sono SICURO potresti - per esempio- permetterti una VERA psicoterapia che ti farebbe VERAMENTE aprire gli occhi sulla VERITA', quella VERA. E non ti sto prendendo in giro, parlo seriamente. Ti avanzerebbero anche i quattrini per fare causa all'associazione e farti rendere il maltolto di tutti gli anni passati nel cerchio.
Insomma, credo sarebbe un bell'investimento!
Quando vedi una persona di fronte a te non e' un miracolo: e' semplicemente la luce riflessa dal soggetto che attraversa la cornea, il cristallino e si stampa sulla tua retina, dove recettori nervosi preposti mandano poi i segnali al cervello tramite il nervo ottico. Questo e' quello che succede in VERITA' quando hai qualcuno davanti ai tuoi occhi.
Se poi mi vuoi convincere che cristo e' morto di freddo, provaci pure, ma sarà duretta.
E' comodo dire che non hai bisogno di dimostrare niente a nessuno circa le guarigioni miracolose e il fluido dalle mani! Purtroppo le cose bisogna dimostrarle, nel mondo reale. Nel cerchio, ovviamente no. Basta dirsi addosso che sia ha la verità e sono gli altri quelli sbagliati e ole', tutto e' risolto. Certo, e' piu' comodo. D'altra parte pochi coraggiosi riescono VERAMENTE a guardarsi dentro, con l'aiuto di psicoterapeuti VERI. I piu' trovano facile rifugio nelle parole del santone di turno che ti dice" hai ragione, tu sei un essere perfetto, che solo non riesce ad esprimersi in questo mondo pedofilo, di mamme perverse e di donne con le palle".... ma davvero non riuscite a rendervi conto? Ma secondo te, come puo' essere DAVVERO possibile che tutti voi del cerchio siate stati molestati da un pedofilo, che tutte le vostre mamme volessero venire a letto con voi, che tutte le donne che avete incontrato avessero le palle e cosi' via?? Guarda, anche solo per statistica, E' IMPOSSIBILE!!! E poi, se DAVVERO il tuo santone fosse stato cosi' nel giusto, non credi ne sarebbe uscito un po' piu' integro dalla trasmissione, anziche' con le ossa finemente sminuzzate? Non hai VISTO la PAURA nei suoi occhi e nei suoi gesti involontari? ( ah gia'...queste sono cose che vede uno psicologo VERO, non voi del cerchio ) Sei davvero cosi' accecato?
Menteaposto


Riccardo, pensi che queste risposte possa dartele il tuo maestro o il maestro del tuo maestro?
Che abbiano titoli e capacità di spiegarti qual'è il senso della vita in generale e della tua in particolare?
Non sono autorizzati da nessuno, né del mondo scientifico nè di quello religioso, a svolgere il luogo di indagatori della psiche o guide spirituali, decidendo in quale direzione debba andare la vita degli altri.
A mio parere dovrebbero concentrare tutte le loro "energie" nel cercare la strada per tirar fuori SE STESSI dalle "serie difficoltà" (cito il Moccia in trassmissione) in cui si trovano.
Lella

martedì 1 settembre 2009

Arkeon e gli abiti cuciti in serie



Pur rispettando dal punto di vista umano il dolore espresso dai due sostenitori di Arkeon, ci terrei a fare delle osservazioni, che in questo contesto mi sembrano necessarie.
Intanto, onde evitare falsi messaggi, vorrei precisare che Arkeon non è nè una medicina nè un percorso psicoterapico riconosciuto. Purtroppo mi è doveroso affermarlo proprio perchè sono stata testimone indiretta di suicidi e di peggioramenti di alcune patologie a seguito dell'adesione a questo gruppo, da parte di chi l'ha conosciuto e pensato come una panacea ai propri problemi.

Altra osservazione è che, ripetendo la frase della signora Milena, mi aspettavo delle testimonianze alla Mulino Bianco, specie a seguito anche della comunicazione fatta dallo stesso ufficio stampa di Arkeon e che è stata inviata a studenti di Arkeon e Arkido in questi giorni. E stranamente anche alla nostra sede! Così come suggerito dalla breve comunicazione ad essa allegata, l'abbiamo inserita tra i nostro downloads, in modo da renderne possibile la visione a chi ne avesse interesse.
In tale comunicazione Arkeon si premura di incoraggiare i suoi associati a scrivere testimonianze 'diverse da quelle presentate in studio' ( e si riferisce alle puntate della trasmissione Tutte le mattine, in cui si è parlato di questo gruppo) e ad inviarle all'ufficio stampa dell'associazione stessa, che avrebbe provveduto a sistemarle nel proprio sito.
Inoltre si ringraziano le testimonianze 'spontanee' arrivate in redazione. Stranamente questa 'spontaneità' non è stata colta neppure dallo stesso Costanzo, che in trasmissione ha ribadito che sono giunte diverse email a favore del gruppo, tutte scritte secondo uno stesso clichè e solo da Maestri. Piccolo particolare forse di scarsa importanza!?
Il clichè che fa riflettere è proprio quello in cui il racconto della propria esistenza è scandito da un prima e un dopo. Un prima nefasto e un dopo meraviglioso. Un contrasto netto dovuto all'incontro con un'esperienza così entusiasmante, come quella del gruppo o di uno dei leader. Il tutto rende davvero poco credibile l'efficacia di un metodo di cura o di evoluzione spirituale o di qualsiasi altra natura esso sia.
Inoltre per rispondere al collega, proprio perchè tale, dovrebbe maggiormente porsi in ascolto delle persone che hanno un vissuto negativo in relazione a questa esperienza. Un bravo terapeuta o counselor o qualsivoglia, dovrebbe essere come un sarto che confeziona capi su misura e non ad un commerciante che vende abiti in serie.
Lorita

Una mamma chiede spiegazioni..

E naturalmente non ha ricevuto risposta…

Gentili signori, leggo con molto interesse le belle parole che avete usato per descrivere la vostra esperienza. Non dico di non crederci, ma sono ormai una settantenne disincantata e le favole alla 'mulino bianco' non mi convincono più. Pensate che ormai non compro più neppure i prodotti scontati dei supermerkati.
Visto che i due signori hanno fatto questa bella esperienza, vorrei che loro mi chiarissero un pò alcuni punti sull'esperienza fatta nello stesso gruppo da mio figlio.
Come mai non torna mai dai seminari felice e contento, ma se può viene a casa a sputarmi addosso tutto il suo rancore? Come mai si è allontanato dalla sua famiglia, solo dopo vari tentativi di portarci a frequentare i suoi seminari e davanti ai nostri ripetuti no?
Come mai va sempre in giro come un cane rabbioso? Come mai il suo Maestro l'ha convinto ad andare a fare l'elemosina per risolvere un suo problema? Come mai ha acceso un mutuo non per comprarsi una casa, ma per frequentare un seminario per diventare maestro a sua volta? Come mai appena ha un problema fisico si rivolge dal suo maestro che non è nè medico nè altro?Potrei raccontarvi altre cose, ma mi basta soffermarmi su questo ora.
Milena

Il lupo travestito da agnello


Mi piace e mi solletica l'idea di chiedere un milioncino di euro a uno che si improvvisa diagnosta e mi spuxxana con una (forse) collega, quando il nostro (degli psicologi) codice deontologico, ma anche quello dei maestri di arkeon, dicono di astenersi dal fare commenti sui o ai colleghi, agli utenti e al pubblico, sempre.

In più Pietro non solo non mi risponde affatto, ma cambia, come al solito, completamente discorso attaccando qualcun altro.

E qui mi viene, come spesso mi è venuta in mente durante i seminari e gli intensivi, sia di vito che della coppia di maestri che ho stupidamente seguito, la favola del lupo e dell'agnello.

La riporto (riassunta) per chi non la conosce: un lupo e un agnello si abbeverano allo stesso ruscello, il lupo sta in alto rispetto all'agnello, cioè beve da più in su e poi l'agnello beve l'acqua che scorre in giù.
Il lupo dice all'agnello: "Mi sporchi l'acqua!!!" e l'agnello gli fa notare che non è possibile, essendo lui più in basso, semmai è il lupo che sporca la sua...

Il lupo replica: "me l'hai sporcata l'anno scorso!!!" e l'agnello gli fa notare che l'anno precedente, in quanto agnello, non era ancora nato, poiché oggi ancora piccolino...

Il lupo replica: "Allora me l'ha sporcata tuo padre!!!" e se lo mangia.

I maestri di arkeon che ho visto al lavoro, sia in seminari, che in intensivi che in mini gruppi ai vari lasciar andare, condivisioni su paure e rabbie, ecc. (si rivedano i post di Tiresia) lavorano ESATTAMENTE così. Interessa loro dire che è come dicono loro e basta, non importa quanta razionalità o verità gli si provi ad opporre.

Io non ho voglia di telecamere, avvocati, tribunali, giudizi e processi. Ho una vita da vivere e sto già stressandomi abbastanza a scrivere qua, ma visto che vengo tirato in ballo di persona da uno che, ripeto non ha né titoli, né strumenti, né mezzi, né capacità, né informazioni vere, né coraggio per raccoglierle, né sincerità nel suo sentire (e neppure se ne accorge), scrivo... Dalla diceva "così mi distraggo un po'" io devo dire "così mi stresso un po'" e, se c'è qualcosa in questi giorni che mi ha trasmesso non malessere ma nausea (come magistralmente detto da Guzzanti padre: la coscienza risiede tra il plesso solare e lo stomaco, e quando viene scossa il risultato fisico è la nausea), sono proprio le assurde, complicate, fuorvianti e confuse parole di Pietro.

Pensate che proprio in questi giorni ho ricevuto complimenti da chi si occupa professionalmente di me (uno Psichiatra primario in Ospedale, libero professionista, mio docente e mentore, ed una psicologa psicoterapeuta del servizio pubblico) per gli straordinari miglioramenti rispetto a quando ero appena uscito dalla setta...

Ma forse chi ha fatto "il lavoro" crede di saperne di più e di vedere meglio anche chi non vede da 4 anni... MAH!!!

Grazie a tutti coloro che mi sostengono qua e che mi hanno fatto gli auguri, dicono che la vita comincia a 40 anni, per me è cominciata il 12 Gennaio 2005, quando ho preso, contestualmente a mia moglie, la decisione definitiva di uscire dal delirio arkeoniano e cominciare seriamente a rimettermi in sesto. Quindi ho tra i tre e i quattro anni circa, anche se all'anagrafe dicono 41 e 1 giorno.

Carlo

domenica 2 agosto 2009

Memoria di esperienze vissute



Prima di staccare la spina e partire per le ferie

Vi ripropongo per agosto alcuni post di marzo su arkeon tratti dal forum Cesap e più commentati in privato



Buone vacanze senza intensivi... e mi raccomando : NON ABBANDONATE GLI ANIMALI!!!

Nutrimento che viene dal padre

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Ruolo del Padre in Arkeon

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Di come la madre possa rendere l'anima mortale - Del ruolo salvifico del padre e, in sua mancanza, del maestro

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La funzione della Compagna

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Parliamo ora della Sorella

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Dell’omosessualità e della paura del femminile in Arkeon

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Sul percorso formativo che bisogna fare per diventare maestro di arkeon (e rimanere tale) e sul costo, in Euro, di tale percorso

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Di come tanti perdano la compassione verso gli altri

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Strumenti psicologici di controllo delle persone

"fare il passaggio" e "trasgressione creativa"

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La via della donna

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sabato 1 agosto 2009

La figura del Padre – sua sacralità e funzione

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La via che gli uomini e le donne devono seguire per essere liberi e felici

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Di come in arkeon quasi tutti ricordano di aver subito l’abuso

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Il Pedofilo – la sua funzione

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La Madre – lato perverso del femminile

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Lavoro chiamato “no limits” all'intensivo / residenziale

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Lavoro delle sedie all'intensivo - residenziale

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Padre e Madre – teorie iniziali

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Il "lavoro" del gruppo ARKEON – breve esposizione delle teorie e delle tecniche utilizzate

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Guida spirituale?



Leggo in questi giorni vari articoli sul francescano Tomislav Vlasic 'padre spirituale" dei sei ragazzini che improvvisamente cominciarono a riferire di vedere ogni giorno la Madonna a MEDJUGORJE
e mi viene in mente un post che ha molte attinenze con l'argomento..



Ho fatto parte di Arkeon fin dai tempi nei quali ancora aveva il suo vero nome e ne sono uscito da circa tre anni, con un enorme dissesto finanziario ( ho speso circa 70,000 Euro) e con un senso di solitudine ed abbandono agli inizi devastante. Sui soldi io e mia moglie ancora ci diamo degli imbecilli da soli, quindi tranquilli potete affondare il colpo, sui sentimenti è stata dura inizialmente, vivere il famoso gioco"del sei fuori quindi sei una merda". Quando ho lasciato è stato per ragioni finanziarie e perchè divenute insostenibili ai miei occhi e al mio cuore le contraddizioni e le sciocchezze alle quali assistevo sistematicamente sia nei seminari week- end che negli intensivi. Tornano i ricordi:Reiki,serate soft, rapporti sinceri,quasi"goliardici". Ad un certo punto dopo varie avvisaglie, ad una riunione di Maestri a Sabaudia, inizia il delirio di onnipotenza di Vito : sempre più bisogno di persone ai seminari, visibilità sociale " uscire nel mondo",Reiki non esiste più, io porterò nel mondo la nostra parola. Ricordo con ansia la sera di gala dove Vito tagliava la torta e sentivo paura non tanto per quello che diceva ma come lo diceva. Si parlava come ad una squallida convention aziendale. Nel frattempo intensivi su argomenti vari e spesso completamente fuori da un concetto di realtà. Vito ha dato il Master e quindi la possibilità di condurre seminari a persone che fino a 10 giorni prima facevano i commercianti, gli impiegati, i ristoratori, con enorme rispetto, sia chiaro, per queste categorie. Un potere dato da lui sulle persone. Oggi trovo inaccettabile il io non sapevo, io non vedevo, no Vito questo è di una bassezza unica. Molte persone che si sono allontanate, credetemi gente di spessore, onesta nelle intenzioni, come Piero, Pierluigi, Francesco L., Manuela ed altri ci hanno provato a fermarlo, eccome! Carlo forse ricorderà gli urli di quella riunione a Sabaudia. Intensivi con evidenti danni terapeutici fatti sulla pelle delle persone, anche se terapeutico è assolutamente improprio. Quello che io ritengo grave è che su tante persone si è giocato uno squallido tentativo di induzione, una forzatura che diceva. " il lavoro funziona, se tu non cambi sei in processo o proprio da buttare. Signori l'ho già detto in altre sedi, ad esempio la trasgressione creativa è una proiezione malata, pensate all'uomo che ha bisogno del permesso di Vito, di un altro uomo per tradire la compagna, pensate ai sentimenti delle donne tradite e questo doveva risvegliare nella donna l'eros nascosto. Poi e questo non me lo leva dalla testa nessuno, Vito dava il permesso solitamente a quelli che da soli non avrebbero mai avuto il coraggio di cercarsi un'altra donna, anche solo per fare sesso.Credetemi il no limits in confronto è una barzelletta in confronto al dolore che ho visto negli occhi di molte donne. Avevi voglia di condividere i dubbi al Moccia, da circa quattro anni aveva smesso di ascoltare perchè nel suo ordine mentale esisteva:1) il " riconoscimento accademico-aziendale-clericale- vaticano, con la v volutamente minuscola, perchè assistere ad un prete che deve dire ad una suora con la quale aveva una relazione che l'aveva tradita con un'altra suore, onestamente è squallido.2)Soldi, 3) Come detto un riconoscimento sociale, cosa sulla quale anche la di lui signora ha le sue belle colpe. Guida spirituale, ma per favore!Io sono l'ultimo a scandalizzarsi, ma per piacere diamo il giusto valore alle cose. Poi gli intensivi, capitolo a parte che meriterebbe ore ed ore...Tutto sulle fragilità di molti, fragilità psichiche spesso anche evidenti. E' su questo che farei rendere pesantemente conto, anche a chi non ha saputo fermare questo delirio. Sull'aspetto fiscale, perchè anche li di impicci ne sono stati fatti non pochi.In ultimo un saluto a Carlo che spero di incontrare presto e quello che mi rassicura della Dott.ssa Tinelli è che quello che sento è che non ha rivendicazioni personali o interessi strani, ma la sento onesta nelle intenzioni. Non la conosco di persona, ma mi fido molto di quello che sento. In ultimo,oggi sono un uomo, un marito, un padre libero con le proprie contraddizioni, felice di averle. Ho condotto per circa un anno e mezzo un gruppo,quello che mi fa stare tranquillo è che ci sentiamo per salutarci in allegria, per mangiarci una pizza quando le distanze non ci separano, che ancora nessuno mi ha accusato di aver fatto del male. Questo mi piace, il pantano di prima era da tempo che non mi piaceva più.
Un saluto a tutti

Pietro

martedì 28 luglio 2009

Ho imparato che

Ho imparato moltissimo: su richiesta esplicita dello stesso Vito mi stavo dando da fare per "validare" scientificamente il "metodo" arkeon, attraverso una ricerca intervento secondo il modello di Lewin e della Psicologia di comunità, analizzando il fenomeno in divenire e mutando alcune variabili per disconfemare ipotesi in modo da potere generare teorie forti (ricordate: una teoria che non può essere disconfermata in alcun modo è una teoria debole, e non il contrario, come il senso comune porterebbe a pensare. Ad esempio, con tutto il rispetto, nessuno può negare che l'esistenza di Dio sia una teoria debole, perchè non può essere disconfermata, ma neppure confermata, e non è possibile definire Dio in modo univoco, condivisibile da tutti e costante nel tempo, nello spazio e nelle culture; disconfermare una teoria significa non già dimostrare che non è vera, ma potere ipotizzare tutta una serie di situazioni in cui la teoria potrebbe non funzionare e lì metterla alla prova, non solo dove già si sa che funzionerà). Quando ho presentato a vito una bozza di progetto un po’ più elaborata che comprendeva costi, ipotesi collaterali e gruppi di controllo, lui mi ha candidamente risposto “non ci serve più questa ricerca, non abbiamo bisogno di validazioni scientifiche: noi abbiamo l’appoggio del Vaticano. In altre parole, mi stava dicendo: preferisco andare avanti con una teoria debole, fumosa e che crea confusione nella mente di pochi paganti sicuri, piuttosto che sviluppare realmente un “metodo” scientifico che si sottoponga all’attenzione della comunità scientifica con ricerche, pubblicazioni, studi e confronti con vere personalità del mondo psicologico, psichiatrico, filosofico, epistemologico e antropologico. Meglio un altare, un colletto bianco, santi, sacre scritture manipolate, sacramenti violati in modo sacrilego (comunione a mussulmani, buddisti, divorziati e non battezzati), messe celebrate in luoghi non di culto senza autorizzazione alcuna, prediche inneggianti al Maestro Gesù Cristo e al maestro moccia come fossero amici fraterni, elogi pubblici televisivi da padre cantalamessa, seminari sulla morte, l’amore, il denaro e le arti marziali inseriti in quello che veniva chiamato percorso di preevangelizzazione”, articoli su riviste divulgative di bassissimo livello (Vera magazine, un primo trafiletto, e Psychologies, accozzaglia di tecniche settarie e di manipolazione mista a disinformazione totale sulle terapie, i metodi e le tecniche, inframmezzata da pubblicità di profumi, creme anti invecchiamento, che ha dedicato ad arkeon tre pagine, magnificando le doti di moccia come psicologo, le qualità della tribe come equipe di formatori aziendali, l’innovazione dei metodi psicopedagogici delle due pedagogiste di “terre d’incontro”, le collaborazioni con “varie università italiane” senza preoccuparsi minimamente di verificare quanto pubblicava e rispondendomi in modo molto scortese quando glielo ho fatto notare).Ora che l’inconsistenza delle “lauree” del moccia è stata dichiarata pubblicamente, la tribe ha avuto il ito chiuso dalla Polizia e terre d’incontro pare per il momento scomparsa, sto meglio. Ho imparato che il “metodo” “arkeon” non esiste, non è codificato né codificabile, non nasce da una teoria e non dà origine a teorie (nella scienza entrambe le cose sono possibili, si chiamano induzione e deduzione). In realtà vito ha detto più volte che fa “ciò che lo spirito gli suggerisce”, e lo spirito non è una teoria né un metodo. In tv ha detto “il metodo è ciò di cui io mi occupo”, ma non si è mai degnato di scrivere 4 o 5 pagine di indicazioni su cosa volesse dire applicare questo cavolo di metodo (almeno fino al 2004, ora magari esistono dispense e compendi di teoria e clinica arkeoniana, ma ne dubito). Ho imparato, studiando in buona fede per dare dignità scientifica ai grossolani errori psicologici di vito, che non solo Freud ha abbandonato la teoria dell’abreazione (urla, sfogati, fai uscire il tuo dolore, fai salire l’emozione, scarica la rabbia che dentro di te è patogena ecc.), ma che da almeno 50 anni la comunità scientifica ha riconosciuto che tali metodi non sono solo inutili, ma hanno un doppio pericolo: generano dipendenza (dopo un po’ che non mi “sfogo” in un seminario comincio ad avere paura di accumulare tensioni, rabbie, “processi”, ansie, emozioni negative, che potrebbero farmi “esplodere” o succedere qualcosa di brutto, e quindi ho bisogno di ripetere i lavori), e procurano danni gravi alle menti in fase di sviluppo. Bambini, adolescenti, giovani adulti incentivati a sfogarsi diventano in realtà più aggressivi, cattivi, violenti, portati alla distruttività e a rischio di comportamenti devianti. (non lo dico io, ma la solita comunità scientifica, basta fare adeguate ricerche su riviste vere e non su ciò che si trova dalla parrucchiera o al centro di estetica. Per capirci, le riviste che hanno un senso si chiamano Journal of Psychology, Behaviour Research and Therapy, Cognitive Therapy and Research, Giornale Italiano di Psicologia, Psicoterapia Cognitiva e Comportamentale… non Vera Magazine o Psychologies!!!).
Ho imparato che non bisogna mai dire “a me non succederebbe mai” perché l’umiliazione di essersi fatti incastrare in maniera così forte ed efficace da arrivare a credere ciecamente in teorie assurde ed inascoltabili è intollerabile ma tragicamente vera.
Ho imparato che le sette non ti dicono “vieni alla presentazione stasera, ti rovineremo la vita, ti riempirai di debiti, perderai tutti gli amici, i tuoi familiari penseranno che tu sia impazzito, crederai cose assurde, metterai a rischio la vita di tuo figlio, dipenderai in tutto e per tutto dalle paturnie di una estetista fallita e di un ragioniere arrogante”, altrimenti è chiaro che non ci sarei andato...
Ho imparato che la programmazione che viene eseguita sui nostri poveri cervelli è graduale, potente e difficile da riconoscere. L’effetto tipico della programmazione è l’illusione di avere avuto una illuminazione: le informazioni sono state ripetute più volte, in modo casuale, in piccole dosi, in momenti diversi, sfruttando stati alterati di coscienza, creando gradualmente un quadro d’insieme, che si forma nella nostra mente come se lo avessimo pensato ed intuito noi, non come qualcosa che ci è stato detto di credere, ma come qualcosa che abbiamo sempre creduto ma non eravamo mai riusciti ad esprimere, oppure come qualcosa di straordinario che finalmente ci ha dato accesso a quella parte di noi che credevamo di non ritrovare mai più (il sogno, il bambino interiore, chiamatelo come vi pare, in realtà è solo l’insieme delle frasi di programmazione pronunciate ad arte dal maestro, magari anche inconsapevolmente.
Mi fermo qui perché come al solito esagero e sono sicuro di annoiare più di qualcuno, però sappiate che sulla programmazione c’è molto da dire, e arkeon non è altro che quello: programmazione.

Carlo


grazie Carlo, come al solito sei stato chiaro ed esaustivo, mi stai aiutando a capire e mettere in chiaro molte cose.

Michela


Caro Carlo, questo post non l'avevo ancora letto. E' grandioso.
Il tuo lavoro avrebbe dovuto continuarlo Nicola, che per anni ha continuato a sentirsi un maestro ma che di fatto non lo era. E non sapeva che non lo sarebbe mai diventato se non avesse pagato il dovuto. Una cosa mi colpiva. Lui è psichiatra e quando mi ha detto "sai, qui dentro c'è anche l'ipnosi collettiva" mi sono detto ...questo è folle. Come pensa di eludere un condizionamento (programmazione) se anche lui è nel cerchio ad ascoltare l'indottrinatore ? Non si rende conto di essere a sua volta bersaglio di quella "ipnosi collettiva"? Come può essere fiero della completezza di questo "metodo" quando anche lui ne è vittima? Allora non avevo una simile lucidità, ma mi suonava strano.
Una nota sui numeri: io ho visto le statistiche che aveva Vito sui frequentanti ai seminari. Dall'alba dei tempi loro conteggiavano 600.000 frequenze (anche occasionali evidentemente). Numeri pazzeschi. Evidentemente lo "spazio" di Arkeon era molto grande!!

Alfa Omega

sabato 25 luglio 2009

Senza Arkeon

Cara Emanuela, leggere il tuo scritto è stato come mettere un pò di sale su di una ferita ancora aperta.Mi sono ricordata delle crisi di panico che mi hanno accompagnata nei primi mesi "senza arkeon", panico privo di qualunque riferimento alla realtà e quindi ancora più difficile da comprendere ed affrontare.A quella sensazione di costante instabilità si accompagnava anche un senso di profonda solitudine e di estraneità dal mondo. Rendersi conto che fuori dal cerchio avevo lasciato solo macerie è stato molto doloroso e riparare i danni fatti stà prendendo tempo.In cambio però mi sono riappropriata della sensazione che il mondo è un posto sicuro e piacevole da frequentare.
Anche io ho dovuto fare i conti con la mia memoria amputata e ho pensato con rimpianto a tutti i diari e tutte le foto bruciate durante gli anni come se mi fossi accanita per tanto tempo a cancellare le tracce per poi ritrovarmi a fare una gran fatica a ritrovare il filo dei miei ricordi..La mancanza di memoria, mi sono poi resa conto dopo, è stata funzionale al mio accettare in modo acritico tutte le interpretazioni che mi venivano propinate azzerando il mio senso critico.
Sentire il mio senso critico tornare a nuova vita in questi mesi è stato una delle sensazioni più belle degli ultimi anni e mi ha portato come"effetto collaterale" una lucidità ed una fiducia in me stessa che pensavo di non provare più.
Mi sto godendo il mondo come mai prima d'ora e mi sento libera, senza più paura o timori se non quelli portati dal vivere in modo autentico e senza condizionamenti.
Grazie per lo spunto di riflessione e per l'opportunità di non dimenticare da dove sono uscita!

Manu


Caro Carlo e cara Manu,

grazie per avere risposto al mio intervento condividendo quello che avete sentito nel lasciare questo gruppo. Poter leggere le testimonianze di altre persone che hanno vissuto le stesse cose, ognuno con le sue personali peculiarità, aiuta in un certo modo a sentirsi meno soli.

Il senso di solitudine che ho provato uscendo da Arkeon è stato per fortuna di breve durata, devo dire che mi sentivo molto più sola quando ero lì dentro che non adesso che mi sono riaperta al mondo e mi sono data la possibilità di guardare tutte le belle persone che lo abitano e che per tanti anni avevo giudicato “perverse” ecc. solo perché non avevano fatto o non volevano aderire al “lavoro” che viene fatto nei seminari.

Anch’io, come Carlo, ho provato un senso di disagio e anche di vergogna nei confronti degli amici che negli anni ho abbandonato da un giorno all’altro dicendo loro cose anche tremende (alle amiche, che c’erano fra noi relazioni “insane” “omosessualità latente” ecc. che loro non erano capaci di vedere ma che io, dall’alto della mia nuova “consapevolezza” vedevo chiaramente; gli amici non li ho proprio più chiamati per paura di essere considerata “seduttiva” o “una che manda fuori un’energia erotica verso qualcuno che non è suo marito” – metto fra virgolette quello che ero arrivata a pensare in quegli anni ma che ora non condivido nel modo più assoluto -)…. A quante persone devo fare le mie scuse per averle trattate in modo così presuntuoso e arrogante!
Mi sto interrogando, in questi giorni, sul perché, frequentando questo gruppo, ho sentito questo impulso ad eliminare dalla mia vita tutte le persone che non lo seguivano o non condividevano la sua, come chiamarla? Ideologia?
Eppure ho sempre avuto amici che votavano partiti politici diversi dal mio, ho avuto amici che appartenevano ad un credo religioso diverso, che non credevano a cose fondamentali, per la mia religione, come la transustanziazione o la verginità della Madonna…. Nonostante queste divergenze si andava d’accordo, ci si divertiva, si parlava di tutto…..

Negli anni in cui ho aderito ad Arkeon, invece, nella mia vita non c’è più stato spazio per il “diverso” da me. Ma la discriminazione non era politica o religiosa. Era fra chi apparteneva al “lavoro” e chi non apparteneva, fra chi “aveva la consapevolezza” e chi non l’aveva.

Provo vergogna per questo, anche oggi che per fortuna sono fuori da quello status mentale, provo vergogna a ricordare come per anni io abbia agito e mi sia relazionata con gli altri interponendo il pregiudizio, non la sospensione del giudizio, ma il pregiudizio vero e proprio.

E vorrei chiedere, sono solo io che ho vissuto questo o c’è anche qualcun altro che ha avuto un’esperienza simile fra gli aderenti o ex aderenti al gruppo? Sarebbe interessante saperlo.

Emanuela




Premetto che non sto parlando di Arkeon ma di un suo surrogato, un gruppo creato da uno dei maestri di Moccia che si è "staccato" da Vito ed ha creato una situazione tutta sua. Sono trascorsi circa 4 anni dalla mia fuoriuscita ma sento di non essere ancora uscita: la crisi di panico l'ho riavuta solo un mese fa quando ho rincontrato presso un notaio il leader del gruppo con alcuni seguaci. Mi sono preoccupata di questa immotivata paura e mi sono detta, "se provo ancora questa paura, vuol dire che mi hanno ancora in pugno". Sto pian piano prendendo coscienza di tutte le atrocità vissute nel gruppo ma ho ancora un sacco di "buchi" nella mia memoria. Come hanno scritto alcuni di voi ho la sensazione di aver "bruciato" il mio passato, ho chiuso la porta in faccia a molte persone solamente perchè non erano del gruppo, al momento gli effetti collaterali più forti sono la paura, la rabbia, la solitudine. Ma è normale arrivarci dopo quattro anni? cosa mi hanno fatto?

Silviaba


Ciao Silviaba,
in questo topic trovi qualcosa sulle esperienze di fuoriuscita che non è affatto una passeggiata. Io ci ho messo un pò ad elaborare che qualcosa non andava... quindi aggiungendo pezzettino per pezzettino di situazioni che poco mi quadravano e con la grande potenza dell'informazione in rete sono arrivata a capire dove ero finita .
Tu hai partecipato a seminari e intensivi? Se si come stai vivendo la cosa?

Tritri


Ciao Triti,
ho partecipato a molti intensivi, dopo il mio secondo intensivo e premaster avevo il cervello talmente "lavato" che ho lasciato il mio lavoro, ho lasciato mio marito, la mia famiglia e ho cambiato regione per andare a vivere nel gruppo, in comunità. Da "dentro" ho partecipato ancora ad intensivi e premaster e riunioni dei maestri: la vita in comunità era molto più di un intensivo...... credo che tu capisca di cosa parlo. Vivevo tutto il giorno col terrore di fare o dire qualcosa di "sbagliato", secondo il maestro naturalmente, ed ero fortunata se la giornata si concludeva solo con la paura di aver mosso qualcosa di sbagliato perchè l'alternativa era sentirsi umiliati in pubblico o prendere una saccata di botte sentendosi ancora dire che era per il mio bene, che la mia "ombra" doveva essere punita, che mi si stava "donando amore".........

Silviaba


Leggendo il post di Silviaba sono imasto interdetto. Parto dal fatto che ammiro la sensibilità di Emanuela che chiede se Silvia se la sente di raccontarci. Dico questo perchè il mio carattere impulsivo vorrebbe capire, chiedere, sapere cosa è successo, perchè sempre più forte è la sensazione dell'inganno, dell'avere buttato via anni, avendo vissuto in una sorte di inganno permanente e sale sempre di più una rabbia enorme.
Detto questo mi unisco con rispetto alla richiesta di Emanuela e chiedo a Silvia se vuole raccontarci, anche perchè credo che abbia assistito veramente a cose tragiche.
Un abbraccio

Pietro


Caro Pietro, io credo che Silvia abbia vissuto quello che abbiamo sperimentato tutti noi, probabilmente con punte di sadismo che nel lavoro del moccia venivano nascoste da parole zuccherine, sorrisi suadenti e l'illusione che "lo stesse facendo per il tuo bene". Alcuni suoi maestri non sono stati così accorti e hanno semplicemente mostrato la vera natura delle dinamiche che agivano nel "lavoro".
Ciò non toglie che non sia facile per nessuno parlarne. Non è facile per me, non lo è per te, credo, non lo è per tanti.
Devi fare i conti con emozioni sgradevoli, con idee sgradevoli su te stesso: quanto sei stato stupido, come hai fatto a credere a quelle cose, soprattutto se ci sei stato a lungo; come hai fatto a spendere tutti quei soldi per seguire teorie deliranti, maestri senza alcun titolo, neanche in grado di riconoscere un transfert ma a cui davi il permesso di ballare la tarantella sulla tua interiorità.... Non sono sensazioni gradevoli. Non passano con un colpo di spugna. Ci vogliono mesi, anni per rielaborarle e spesso l'aiuto di un professionista serio e preparato. Devi anche fare i conti con quelli che minimizzano, ti insultano solo perchè racconti quello che hai visto e vissuto, con quelli a cui non interessa un fico secco dei danni che questo "lavoro" ha causato a tanti loro simili e lo usano come strumento per regolare i loro miseri "conticini in sospeso". Vedi gente che mente, che dice che certe cose non sono mai successe eppure tu sai che sono successe eccome e in tanti le hanno attraversate. Ma la menzogna è forse il meno, quello che pesa di più è il silenzio di tanti. Ci sono momenti in cui mi sono chiesta se valesse al pena parlare. Certe volte la risposta è sì, certe volte la risposta è no. Però non mi tiro indietro perchè è importante che le cose si sappiano, non per me, alla fine in tasca mi rimane più che altro la vergogna di aver dato credito a certe cose, ma per i miei figli e per tutti quelli che ancora non ci sono caduti, per tutti quelli che potrebbero avere bisogno di riconoscere gruppi distruttivi come è stato arkeon, per tutti quelli che magari un giorno ricorderanno quello che hanno letto su un forum e si risparmieranno dolori inutili e soldi.
A volte, anche perchè i ricordi sono così pesanti che ho bisogno di qualcuno con cui condividerli per alleviarne il peso. Sapere che è successo anche a qualcun altro ti fa sentire meno solo, almeno io mi sento meno sola.
E' per questo che le parole di Silvia mi fanno venire i brividi, perchè penso di sapere cosa c'è dietro. E le sono vicina, come lo sono a tutti quelli che hanno raccontato, non solo di arkeon ma di tutte le realtà da incubo come quello.

Emanuela

giovedì 23 luglio 2009

Le armi della persuasione. Come e perché si finisce col dire si




Quali sono i meccanismi psicologici della persuasione? Questo libro ce lo dice con la semplicità e con la forza straordinaria che i dati scientifici assumono allorché si giustappongono perfettamente alle esperienze quotidiane di ciascuno di noi.

Nel libro di Robert Cialdini trovi i segreti dell'arte di persuadere. Quasi trecento pagine ricche di suggerimenti e consigli su come comunicare in maniera efficace e persuasiva. Robert Cialdini - psicologo sociale americano - nel suo libro "Le armi della persuasione" distingue le tattiche persuasive in sei categorie base:

1. Reciprocità
Anche i nostri giudizi sono influenzati dal contesto. Un abile persuasore crea un contesto a lui favorevole, nulla viene lasciato al caso. Potrà farvi apparire migliore una alternativa un venditore tramite l’uso di esche.

2. Coerenza-impegno

Una volta che abbiamo preso una decisione o quando abbiamo compiuto qualcosa sentiamo il bisogno di comportarci coerentemente con l'immagine che abbiamo dato di noi stessi. Il principio di coerenza è particolarmente rilevante per l'insorgere del fenomeno denominato "dissonanza cognitiva".

In altre parole, il bisogno di coerenza con noi stessi ci spinge ad allineare le nostre convinzioni e percezioni con ciò che ormai abbiamo fatto. Per non dover fare dei passi indietro, alcune volte, per non dover riconoscere di avere avuto torto sfoderiamo tutte le migliori armi retoriche per convincere noi stessi e gli altri che valeva la pena farlo.


3. Riprova sociale

Cialdini precisa inoltre un meccanismo fondamentale che è importante chiarire: "Nessun capo può sperare di persuadere direttamente tutti i membri del gruppo, ma il fatto che sia riuscito a convincerne una frazione considerevole basta per convincere il resto"

4. Autorità

Siamo stati abituati fin da piccoli che è bene obbedire all'autorità e tutta la società è stata ordinata secondo un principio di gerarchie e di leggi. Su questo principio fa leva l'ipnosi autoritaria, i capi carismatici, i guru che raccontano di detenere poteri straordinari e coloro che sfoggiando titoli altisonanti e in divisa cercano di mettere in soggezione il loro interlocutore.

5. Simpatia

L'istaurazione di un legame empatico risiede probabilmente nella stimolazione del sistema parasimpatico a motivo di una sottile sincronizzazione che viene percepita a livello inconscio. In tal modo l'interlocutore non si sente in pericolo e gli pare di essere veramente compreso e ascoltato.

A livello inconscio ciò che ci somiglia ci è familiare e ciò che ci è familiare ci tranquillizza, facendoci abbassare le difese.

6. Scarsità

Come fare per rendere appetibile un bene? semplice rendetelo scarso e poco disponibile, addirittura vietato o segreto (le sette si basano sulla segretezza dei livelli superiori del culto), fate in modo che non sia semplice ottenerlo, abbiate cura nel presentarlo come qualcosa di unico ed esclusivo e il gioco è fatto.




La persuasione; la reciprocità; l'impegno e la coerenza; la riprova sociale; la simpatia; l'autorità; la scarsità... ecco le tattiche persuasive più efficaci che esistano.

Francamente questo libro mi ha fatto conoscere alcune delle tecniche più sottili che esistano per persuadere gli altri, ovviamente molte di queste le ho ritrovate paro paro nei metodi che utilizzavano i maestri di arkeon...

Autore: Cialdini Robert B.
Editore: Giunti Editore
Data di Pubblicazione: 2005
Collana: Psychologica

mercoledì 22 luglio 2009

Verità su cui riflettere

L'ho trovato su un libro e l'ho ricopiato.... quanto è vero!!!
Fermiamoci un attimo a riflettere


Non eseguo, PENSO

Non studio, APPRENDO

Non bevo, DEGUSTO

Non dormo, SOGNO

Non parlo, DIALOGO

Non sento, ASCOLTO

Non mangio, ASSAPORO

Non piango, SOFFRO

Non guardo, OSSERVO

Non pretendo, CHIEDO

Non confido, CREDO

Non chiudo, SPENGO

Non diffido, DUBITO

Non butto, CONSERVO

Non cambio, CRESCO

Non immagino, SPERO

Non scappo, AFFRONTO

Non finisco, RIPARTO

Non valuto, APPROFONDISCO

Non salto, VOLO

Non esisto, VIVO


P.s. : grazie ai sostenitori che scrivono in privato

sabato 18 luglio 2009

La libertà



La libertà indica l'essere libero, la condizione di chi non è prigioniero e non ha restrizioni, non è confinato o impedito. La libertà in senso più ampio è anche la facoltà dell'uomo di agire e di pensare in piena autonomia, è la condizione di chi può agire secondo le proprie scelte, in certi casi grazie ad un potere specifico riconosciutogli dalla legge.

Riuscire ad essere non dipendenti da niente implica un concetto estremo di "freedom". Se si analizza questa parola "freedom" e la si scompone la si può interpretare come luogo di avvicinamento alla tanto bramata (cosa ancora più peculiare è che "freedom" è il contrario di feardom - vecchia parola inglese - da qui scaturisce che la libertà si può possedere solo se non si ha paura).

Oggi è la giornata dedicata a Nelson Mandela, auguri Nelson !
«Non vi è alcuna strada facile per la libertà.»

venerdì 17 luglio 2009

il nome non è un problema

Sono rientrata perché ahimé piove: sarà anche questo colpa della Tinelli, come degli abusi che sarebbero avvenuti in Arkeon dopo il 1996, poiché lei non avrebbe scritto a Moccia.
Un'uscita comica degna di Aldo Giovanni e Giacomo,
che farebbe sorridere se non nascondesse un'ormai preoccupante ossessione quotidiana, anzi oraria.
Vi sbagliate tuttI: non lo sapete che se vi capita qualcosa non dovete andare dalla Polizia o dai Carabinieri (cosa che per l Tinelli è avvenuta sin dall'epoca ed è documentabile ma agli inquirenti e non agli inquisitori improvvisati), ma dovete andare da chi vi abusa?
Sicuramente chi lo consiglia lo avrà fatto e consiglierà alle vittime danneggiate o perseguitate da Scientology di farlo. Un consiglio da esperti in materia, indubbiamente.

lella


Cara Lella,

io ti posso solo dire di averlo pure fatto per istinto quando ancora non conoscevo il problema.

La prima cosa che mi venne spontanea fare fu quella di rivolgermi ai diretti interessati ma come loro risposta mi beccai un diffida legale.

Anni dopo ho saputo dai centri Gris che il mio non fu un caso isolato: già altri familiari che avevano provato come me a segnalare il problema ai diretti interessati responsabili di questi "centri di formazione" sparsi per tutto il territorio, si beccarono come me diffide legali.

Se l'avessi saputo prima non mi sarei mai rivolta a loro come sono solita fare (=es. se ho un problema con il telefonino vado direttamente da chi me l'ha venduto/prodotto e non mi aspetto di beccarmi per questo una diffida legale, semmai mi aspetto che mi risolvino il problema che segnalo).

Qualche giorno dopo questa diffida, sempre nel giugno 2006, mi rivolsi all'Ordine degli psicologi per chiedere parere e aiuto.

Non mi risulta che Michielin abbia fatto quello che si aspetta la Guidi.

Nell'aprile 2007, disperata per una situazione che degenerava sempre più, scrissi a tutte le associazioni trovate tramite google.

Tutte sono state molto gentili, mi hanno fornito materiale per iniziare a documentarmi, dati statistici aggregati sulla diffusione del fenomeno in italia. Ma nessuna associazione ha ritenuto che fosse compito dell'associazione stessa prendere contatti e tenere rapporti con la snc segnalata.

Quest'anno ho contattato e segnalato il caso anche alla RDM e alla Martini di Allarme Scientology (=conservo le e-mail e gli allegati tratti da un sito francese che mi mandò la Martini per documentarmi sullo scenario europeo).

Ma neanche quest'ultima sì offrì di andarci lei a "mediare" con il gruppo da me segnalato nonostante lì sembrava che NON avesse grandi difficoltà a comprendere di quale fenomeno stavamo parlando ovvero di un fenomeno che è ben conosciuto in letteratura con diversi nomi:

la Singer le chiamava Terapie folli e così le chiama Michielin.
Hassan li chiama cult e li distingue in 3 categorie (1. culti religiosi, 2. culti politici, 3. culti commerciali o altrimenti noti con il nome di culto dei seminari)
Altri li chiamano movimenti del potenziale umano
Altri ancora psicosette


Il nome non è il problema. Se quelli sopra citati non piacciono ci possiamo inventare anche un altro termine.

Il problema è che questi gruppi che non mettono in condizione di capire e scegliere cosa stai esattamente "comprando" rimangono gruppi di cui diffidare come li ha definiti la RDM nell'articolo di ottobre 2007 riportato da tritri l'altro giorno (http://www.totemblueart.it/?p=141 )

E una volta tanto sono perfettamente d'accordo con quanto dichiarato in quell'intervista rilasciata dalla dott.ssa Di Marzio.

psiche



lella scritto:

Che Arkeon sia una setta o che non lo sia, e io penso di si, quello del gruppo è un contenitore la cui definizione o meno non influisce su ciò che avveniva all'interno dei seminari.
Magari parlare di fatti concreti può aiutarci ad evitare che in molti dimentichino che la nostra "falsificazione" della realtà ha trovato riscontri in indagini penali che hanno prodotto il sequestro delle sedi, non credo concesso da un Gip se non ravvisa elementi, e chi si è prodigata in atteggiamenti poco comprensibili che forse andavano oltre lo studio e la ricerca, con intenti a noi poco chiari ma evidentemente più limpidi per chi indaga, è stato accusato a sua volta.
Questi sono i fatti.
È funzionale per gli inarrestabili difensori di Arkeon gridare alla discriminazione, coinvolgere una studiosa delle religioni o lamentare il fatto che li additano per essere membri di una setta, tralasciando l'accusa principale di associazione a delinquere che, se confermata, dimostrerebbe che l'impianto Arkeon è stato messo su dal suo fondatore per delinquere, appunto.
Chi mira a spostare l'attenzione da fatti concreti lo fa per alzare un po' di polvere, ma la polvere poi ricade, non resta in aria per sempre, e tutto torna limpido (Newton, legge di gravità).
Se vi va, parliamo di questo.



Sante parole Lella.
Da quanto si legge sui giornali le accuse non riguardano il dubbio se ci troviamo di fronte a una setta o meno, ma si ipotizzano dei reati.
Come mai nessuno parla di questo, salvo spostare gli argomenti di discussione?
Forse perchè questo è più facile!!!!

piccolapeste

Le 4 carte


Estratto da Categoria: N.15/16 Luglio-Ottobre 2007, Società| Ott 2nd, 2007 | Di Jacopo Giovanni Romani |

"All’occhio inesperto appaiono come gruppi di crescita personale, guidati da un maestro o guru. «Si presentano come circoli culturali, associazioni e persino scuole di formazione»» osserva Raffaella Di Marzio, psicologa esperta di sette e membro della Società italiana di psicologia della religione (www.dimarzio.it).
Come non cadere in queste trappole quindi? «Informandosi, scegliendo corsi e seminari consigliati da fonti attendibili: riviste accreditate, siti noti e specializzati, associazioni riconosciute» consiglia la Di Marzio".

Ora finalmente riconosco le sue parole e il suo pensiero. O almeno quello che disse a me al cell quando le parlai del mio caso personale. Lì non mi sembrava che avesse difficoltà a comprendere che i "corsi di formazione" frequentati da 18 miei familiari potevano rientrare in quella categoria di gruppi e/o movimenti di cui diffidare.

Capisco da quel che scrive nell'articolo leggibile nella sua versione integrale al link:

http://www.cesnur.org/2005/pa_dimarzio.htm

che "L’abilità dello studioso e di chi è chiamato a dare assistenza in questo settore sta nell’identificare la chiave interpretativa più adatta a ciascun caso, contesto o persona, senza farsi influenzare da precomprensioni che, proprio perché tali, sono prive non solo di scientificità, ma anche di qualsiasi aderenza alla realtà dei fatti." (R. Di Marzo, La psicologia sociale dei gruppi religiosi, Atti Convegno CESNUR 2005 International Conference June 2-5, 2005 – Palermo, Sicily)

ovvero la storia delle 4 carte (=4 prospettive dalle quali è possibile dare una interpretazione del fenomeno dell’affiliazione e della permanenza in gruppi totalitari)

Se non ho inteso male (cosa possibilissima) il concetto di "Scienza" dell'autrice di questo articolo si può sintetizzare per noi profani non esperti nel seguente modo:

"Dimmi quello che vuoi sentirti dire che te lo dirò sicuramente.
Vuoi la 1, la 2, la 3 o la 4?"

Ma io mi chiedo:

era necessario scomodare la Scienza per proporre l'arte del far volare la bandiera dove tira il vento?

Non bastava la Politica?

Mah ... ci rifletterò su nel mio week end....

A voi tutti auguro un buon fine settimana.

p.



cara psiche, Il vento non tira proprio da quella parte ... c'è sempre tempo per correggere l'andatura . Quella è stata una strambata ma il vento in poppa io lo sento da un'altro bordo
tritri


beh se le strambate continuano ad essere quelle che si possono leggere in giro per la rete ... mi viene da sospettare che il tuo "sentire" abbia un suo perchè!
psiche

mercoledì 15 luglio 2009

Tecniche di controllo mentale - Analisi e contromisure




Se state leggendo queste righe significa che qualcosa vi ha spinto a farlo: forse il colore della copertina, la curiosità, o l'automatismo a guardare il dorso dei libri...Qualsiasi sia stato il motivo, avete sperimentato una situazione tipo: stimolo-processi mentali-comportamento.Se lo stimolo è stato costruito ad arte per attivare determinati processi mentali ed evocare uno specifico comportamento, siamo in presenza di quello che possiamo chiamare "controllo mentale", una realtà oggi sempre più persuasiva e, per certi versi, inquietante.

Questo volume parla delle possibili forme di controllo mentale, da quelle lecite e insospettate a quelle subdole e segrete. Leggendo questo libro scoprirete che cosa vi ha spinto a leggerlo.


Matteo Rampini



Quando si parla di controllo mentale è facile che il pensiero vada alle "magiche" rapine che ancora oggi ritroviamo nelle pagine di cronaca; è possibile lavare il cervello di una persona? È possibile controllare la mente altrui? Siamo davvero così suscettibili all'ipnosi? Matteo Rampin, psichiatra e psicoterapeuta con una nutrita esperienza in psicologia dell'inganno e illusionismo, in questo libro risponde a queste e ad altre domande definendo il significato di "controllo mentale". Affronta l'argomento a partire dall'effetto che le forme d'arte hanno sulle nostre percezioni fino a giungere alla politica e alle campagne pubblicitarie d'oggigiorno. Quella del controllo mentale è un'arte che condivide con la magia la necessità di occultare le sue intenzioni: il controllo è tanto più efficace quanto più l'intenzione resta velata. È questo, assieme alle intenzioni, a distinguere l'illusione dalla truffa. Il libro declina in profondità le differenti tecniche in tutte le loro possibili sfaccettature, tanto da risultare un libro completo e sistematico nella sua trattazione. È stupefacente, attraverso i numerosi aneddoti, scoprire e capire come avviene un interrogatorio di terzo grado, come conquistare la fiducia degli altri attraverso la parola o essere ingannati. L'intento del libro è quello di fornire un'arma il più possibile completa per difendersi da chi, in maniera più o meno volontaria, cerca di indurre il gonzo di turno a fare qualcosa che fino ad allora non aveva lontanamente considerato; esemplari a questo proposito sono le tecniche utilizzate nel marketing o, addirittura, nei borseggi. Un aneddoto esemplificativo di quello che il libro riserva è il seguente: "In una città del Veneto, un distinto signore entra in una gioielleria, e sceglie alcuni gioielli molto costosi. Con il permesso del padrone del negozio, li ripone in un astuccio chiuso da una cerniera, perché, spiega, ripasserà in un secondo momento a comperarli, ma li vorrebbe fermare. Il cliente consegna quindi l'astuccio chiuso al proprietario del negozio, pregandolo di chiuderlo in cassaforte, cosa che viene prontamente eseguita. Il cliente se ne va. Come dimostra la registrazione fatta dalla telecamera, ora studiata nelle scuole di polizia, l'astuccio consegnato nelle mani del gioielliere non è però quello con i preziosi, ma un altro, abilmente sostituito dal ladro-prestigiatore. In questo caso sarebbe bastato al derubato verificare il contenuto dell'astuccio, ma questa operazione è stata inibita dall'urgenza istintiva di mettere "al sicuro" le gemme, dopo averle viste toccare e manipolare dal cliente. Nella mente del gioielliere, inoltre, i preziosi erano già stati "venduti": un motivo in più per proteggerli con un supplemento di cautela. Cautela che si è rivelata poi catastrofica". Questo esempio raccoglie gran parte dei meccanismi che possono condurre una persona a essere raggirata a sua insaputa e a causa di gran parte dei condizionamenti della nostra cultura. Il controllo mentale, secondo Rampin, è una realtà oggi sempre più pervasiva e per certi versi inquietante ed è solo con una buona conoscenza del proprio nemico che si possono sfoderare le armi più adatte a fronteggiarlo. Resta solo la volontà di farlo e Rampin ne dà la possibilità affrontando, con un approccio giustamente critico, le varie discipline che nel corso di questi anni si sono affermate o hanno ingiustamente conquistato il mercato della comunicazione.

recensione del
Cicap

lunedì 13 luglio 2009

proselitismo attraverso i media e il passaparola

Caro Paolo ho letto i suoi interventi e capisco la sua posizione rispetto ad Arkeon.
le mie domande tendevano però ad altro. Cerco di spiegarmi meglio.
Secondo me è lecito informare in modo completo le persone quando proponiamo esperienze. Questo vale per tutto dalla scuola guida ad un eventuale percorso di formazioneprofessionale evidenziando aspetti positivi e negativi.
Se poi faccio del proselitismo attraverso i media (siti internet ad esempio) oltre che con il passaparola non posso evitare che i media si occuperanno di me.
Semino




Come ho gia scritto non sono parte del movimento Arkeon del quale ho conosciuto l’esistenza solo grazie alla televisione.
La sua esistenza è quindi nella mia esperienza di vita personale assolutamente ininfluente, tranne che per il fatto di avere un amico che dall’esperienza di tale movimento ha ricavato più frustrazioni che vantaggi.
Forse questo è un motivo sufficiente per essere contro Arkeon ma non lo è per considerare un idiota chi aderisce a principi che non condivido. Molta pazienza, forse non umana, ma credo che qualsiasi occasione debba essere sfruttata per agganciare quanta più gente possibile soprattutto per chiarire se nel cammino del singolo (non solo del mio amico) prevalgono sofferenze a benefici

Semino


Salve a tutti,
Tengo in modo particolare a precisare ancora, che le mie opinioni, non vogliono sminuire nessuna testimonianza, non intendo mancare di rispetto a chi a veramente a subito, e alla personale esperienza di ciascuno.
Per cui mi scuso con chi si è sentito attaccato. Mi scuso anche personalmente, per gli atteggiamenti di chi ha agito in mala fede, perchè sento mia una parte di responsabilità, poichè io stesso sostengo questo lavoro, e mi sento in parte garante, naturalmente per quello che agisco e vedo.
Buogiorno
Paolo

domenica 12 luglio 2009

Augh!


Caro Tiresia, ringraziandoti ancora per quanto riesci a descrivere in modo così accurato e fedele (corrisponde tutto per filo e per segno alla mia esperienza sia col fondatore che con i "maestri" che mi hanno iniziato, che riproducevano il loro "residenziale" esattamente nello stesso modo, con tanto di appunti alla mano, dato che lo organizzano sempre poche settimane dopo l'intensivo estivo, al quale partecipano praticamente sempre. Complessivamente io ho partecipato a 4 intensivi di questo tipo, e in tutti e quattro il nome è stato fatto cantare. Il significato psicologico di questo "esercizio" come quello di tutti gli altri, e di tutte le tecniche utilizzate, è la "disconnessione" dell'individuo dai propri schemi individuali, un metodo per creare un distacco dalla percezione solita di sé e delle proprie modalità espressive; inoltre serve a generare una forte attivazione emotiva in tutti coloro che hanno difficoltà a parlare in pubblico, figuratevi cantare e sentire 70 o 100 persone che cantano e mimano, accentuando pesantemente ogni dettaglio espressivo della persona che ha appena cantato, guidati dal maestro che è appunto "maestro" nell'arte di ridicolizzare e sottolineare difetti di postura, tremiti della voce, atteggiamenti non consoni al ruolo sessuale stereotipato propagandato da arkeon. Il canto deve essere associato ad un gesto o un movimento, che poi viene ripetuto dal gruppo intero, con l'esplicita indicazione di enfatizzare e amplificare ogni dettaglio. Provate a pensare cosa accade: io sono al quarantesimo o cinquantesimo posto nel cerchio, assisto a ciò che accade agli altri, ascolto le condivisioni (dopo ciascun canto e imitazione ridicolizzante, ognuno ha tempo per condividere come si sente, cosa si aspetta, su cosa vuole lavorare, ecc.) e per un tempo variabile, comunque di alcune ore, penso a come canterò e a come verrò imitato, a cosa mi verrà fatto notare come mio "processo" e a cosa dirò nella mia condivisione che sicuramente metterà in luce aspetti "perversi", "piccoli", "oscuri" o roba simile. In questo contesto ciò che interessa al conduttore non è l'espressione di sè o la creatività o la sublimazione artistica dei contenuti mentali o della struttura di personalità come potrebbe essere in un contesto di psicodramma o di terapia di gruppo, dove simili esercizi si chiamano "riscaldamento" e vengono effettuati in maniera molto più "leggera", senza cercare l'espressione emotiva catartica ad ogni costo, ma solo di instaurare un clima di leggera attivazione emotiva, di intimità e accoglienza per riconoscere il gruppo come luogo protetto in cui è lecito esprimere emozioni senza venire feriti. In arkeon questo non è mai vero: qualsiasi espressione emotiva è un "processo" e viene "processata", cioè sottoposta a giudizi molto pesanti da parte del maestro, seguito da cori di "augh"
di approvazione emessi dai fedelissimi che non vedono l'ora di partecipare al massacro del nuovo venuto, dato che loro stessi l'hanno subito più volte.
Ma sto divagando: qual'è il significato e lo scopo tecnico di tutto questo? E' semplice: mantenere la mente impegnata, creare una forte attivazione emotiva, polarizzare l'attenzione su elementi comunicativi e pratiche insolite, per generare VULNERABILITA' (spero che una parola maiuscola non violi il regolamento) e per permettere al maestro di iniziare (o continuare, per chi ha già partecipato altre volte) a installare nella mente dei presenti una programmazione ben precisa. Ciascuna condivisione è abbondantemente condita dagli interventi del conduttore, che commenta, approfitta per inserire nuovi concetti o ripetute spiegazioni della "teoria" arkeoniana, suggerisce comportamenti o "soluzioni" tipo trasgressioni creative, obblighi di mettere incinta in fretta la propria moglie/compagna, aneddoti che negli anni si sono arricchiti di dettagli spesso fantasiosi, ma di grande effetto condizionante. Successi strepitosi, clamorosi fallimenti, eventi soprannaturali (fulmini, rami che cadono, aquile che volano nel cielo di ostuni a dozzine, piccioni che cagano in testa al maestro che chiedeva a Dio "un segno" e così via. In questa sapiente alternanza di ironia, misticismo, animismo, magia, onniscienza derivante dallo stretto legame con Dio (il leader lo chiama "il capo" e parla di dio come di un suo superiore con cui è in ottimi rapporti), viene sottolineato più volte che questo lavoro è "guidato dallo spirito", che prima di cominciare bisogna "invocare lo spirito" perchè guidi il lavoro, che è "benedetto da Dio"... e da Phyllis Lei Furumoto, "grand Master" del lignaggio Reiki. Costei avrebbe detto al leader, in un momento di conversazione sulla natura del lavoro di arkeon, che la avrebbe "incuriosita", "I bless you", io ti benedico. Io ho avuto modo di parlare con maestri di altre nazioni d'Europa, iniziati da Phillys o da suoi allievi, ed essi mi hanno detto che non è possibile, secondo loro, che Furumoto abbia "benedetto" una simile miscellanea di tecniche di manipolazione e controllo mentale. Non posso assolutamente dire che ciò non sia accaduto, poichè io non c'ero a Perugia nel 99 quando Phyllis ha effettivamente tenuto una conferenza in Italia e molti esponenti del "sentiero sacro"hanno partecipato. Però ho vissuto personalmente questa esperienza: vivevo in Irlanda, tenevo seminari di reiki e avevo incontrato una vasta compagnia di persone che amavano reiki e lo praticavano in modo "ortodosso". Nel 2001, primo anno della diffusione di arkeon al posto di reiki, Phyllis ha visitato l'Irlanda tenendo conferenze e dibattiti pubblici. Sia il leader che i miei "maestri" mi hanno sconsigliato di partecipare, sostenendo che Phyllis è "lesbica" e si contorna di "femminile perverso", per cui andare ad ascoltarla equivaleva a volere assorbire una bordata di omosessualità latente e manifesta che mi avrebbe fatto molto male. Oggi, a distanza di anni, mi dispiace non avere conosciuto Phyllis, che ritengo una persona seria e dedicata, anche se l'approccio reiki è scientificamente criticabile e a mio parere non va accettato in maniera acritica. Credo, dopo anni di distacco dalle manipolazioni e dalle tecniche di condizionamento, che in realtà mi sia stato detto di non andare per due motivi quanto mai gretti e materialistici: i soldi che avrei speso per partecipare agli incontri di Phyllis non sarebbero finiti nelle casse dell'associazione "sentiero sacro", e la mia ottima padronanza dell'inglese unita alla mia nota sfacciataggine nell'avvicinare persone importanti, cercando verifiche e conferme di quanto si dice su di loro mi avrebbe permesso di sapere le reali opinioni di Phyllis su arkeon, sul leader e sul tipo di lavoro associato a reiki che non è assolutamente gradito ai "puristi" della Reiki Alliance, da cui il leader è uscito tempo fa.
A tale proposito vi consiglio di leggere quanto riportato sul sito
http://www.amoreiki.it/questo_non_e_reiki.htm
Non voglio in questa sede difendere reiki, dato che per me rappresenta comunque lo strumento principale di annebbiamento della lucidità e di fascinazione del potere cosmico che mi ha reso vulnerabile e manipolabile, cambiandomi in qualcosa che non ero e non sono. Credo però che per qualcuno sia possibile accostarsi a reiki in modo relativamente sano ed innocuo, e sono contento che qualcuno prenda le distanze da ciò che reiki non è e non è mai stato, dato che da sempre il leader di arkeon ha utilizzato le tecniche dei LGAT (Large Group Awareness Training). Questa frase mi è già stata contestata come diffamatoria; ebbene invito chi sa l'inglese (magari Emanuela, se hai tempo....) a leggere e magari tradurre quanto descritto nelle seguenti pagine internet:

http://www.culthelp.info/index.php?option=com_content&task=view&id=988&Itemid=12

http://www.culthelp.info/index.php?option=com_content&task=view&id=989&Itemid=12 (5 pagine)

http://www.culthelp.info/index.php?option=com_content&task=view&id=990&Itemid=12

(7 pagine)

http://www.culthelp.info/index.php?option=com_content&task=view&id=991&Itemid=12

(7 pagine)

http://www.culthelp.info/index.php?option=com_content&task=view&id=992&Itemid=12

(11 pagine)

http://www.culthelp.info/index.php?option=com_content&task=view&id=993&Itemid=12

(11 pagine)

http://www.culthelp.info/index.php?option=com_content&task=view&id=994&Itemid=12

(1 pagina)

nb le pagine indicate sono pagine internet, scaricando la versione pdf (cliccando sul tastino in alto a destra di ciascun articolo dove c'è scritto "pdf") si ottiene un numero di pagine assai minore. Io vorrei tradurlo - ma non ho il tempo!!! - perché tutti possano leggerlo e rilevare personalmente le sconcertanti analogie con il lavoro di arkeon: solo negando l'evidenza si può sostenere che non sia la matrice teorico-pratica e l'accozzaglia di tecniche che viene presentata come "ispirata da Dio" e "originale" mentre non si tratta di altro che di un corso per la realizzazione personale ed il successo concepito nei tardi anni 70... guarda caso... proprio a La Jolla University, San Diego, California, cioè dove il leader ha conseguito, guarda caso proprio in quegli anni, il titolo di studio privo di valore che continua ad essere presentato come "laurea", in aperto contrasto con quanto dichiarato pubblicamente dal presidente dell'Ordine degli Psicologi, che ha specificato l'impossibilità di ottenere l'equipollenza con un titolo del genere, assolutamente non riconosciuto e non riconoscibile. (si veda in questo sito del cesap l'articolo intitolato "attenzione ai pezzi di carta").

Se c'è qualche volenteroso che lo traduce io mi offro per aiutare via e-mail e rivedere insieme i pezzi meno chiari e scorrevoli, o infarciti di termini psicologico-tecnici. (dai Emanuela, dimmi che ce la puoi fare!!!)
Saluti a tutti
Carlo

venerdì 10 luglio 2009

Renato Zero - Qualcuno mi renda l'Anima



il coraggio che non c'è



la via d'uscita c'è!! è dentro il coraggio di essere onesti con se stessi

giovedì 9 luglio 2009

Tasselli



Leggo di molti che si scaldano a trovare alleati nelle cosiddette "anticult", "antisette" ecc.. e che di fatto ne fanno una questione di termini. Ora, sette o psicosette,plagio o conversione, riunioni o seminari ..il dato di fatto è quello di persone che hanno raccontato la loro esperienza all'interno del gruppo arkeon. Siccome questi racconti dissentivano con chi era ai vertici e i difensori del metodo, le varie società con marchio registrato collegate ad arkeon hanno deciso di richiedere un risarcimento di 4 MILIONI DI EURO a tre persone che in una o più trasmissioni di Maurizio Costanzo ci hanno messo il volto. Da lì in poi sui tre sono piovute querele fotocopia distribuite in kit ai più e tanto altro.Il forum del Cesap, dove molti hanno raccontato quel che succedeva all'interno di seminari ed intensivi era considerato "fastidioso" ,quindi hanno provato a richiederne la chiusura respinta dai giudici in nome della libertà di espressione.
Gli inquirenti hanno poi cominciato ad indagare e ad interrogare, ci sono stati 11 avvisi di garanzia agli apparteneti di arkeon.
Penso che saranno i fatti a parlare e i tasselli raccolti dagli inquirenti a scioglierli o ad inchiodarli.

Ammiro molto le persone che hanno avuto il coraggio di raccontare e denunciare.
Bisogna armarsi di tanta pazienza ed attendere che la magistratura e la giustizia faranno il loro corso.
Grazie.

martedì 7 luglio 2009

Arkeon approda a Mi Manda RaiTre




“Un viaggio interiore, un percorso alla ricerca dell’identità, del benessere, ma, per alcuni, questo è stato un viaggio verso un incubo”. Così Andrea Vianello, conduttore della trasmissione televisiva Mi Manda RaiTre, ha presentato il metodo Arkeon messo in pratica dai ‘’maestri’’ dell’associazione Il sentiero sacro (“The Sacred Path”).
Per circa un’ora,nel corso della puntata andata in onda il 13 ottobre,si è parlato delle insolite attività del gruppo spirituale Arkeon, che conta diecimila seguaci in Italia. Un’ora densa di testimonianze e discussioni, con la presenza del leader Vito Carlo Moccia, ideatore di Arkeon, spalleggiato da due “maestri” e da un prete, Don Angelo De Simone, che Ruffolo ha definito “sacerdote atipico”.
A sedersi di fronte ai quattro rappresentanti di Arkeon c’era Stefano Spera, un giovane di Ostia che è intervenuto per raccontare la sua esperienza nel gruppo e le sofferenze patite.
“Ho conosciuto questo gruppo nel 2001 – ha detto Stefano – nel momento in cui ero fragile perché mio padre stava male”.
Ha riferito di aver frequentato molti seminari a pagamento e ha descritto stravaganti esercizi e teorie: “Fui invitato a rompere con la famiglia, in particolare con mia madre - ha dichiarato Stefano - perché loro sostengono che la madre è perversa. Il maestro aveva un forte ascendente. Loro sfruttano che sei in un momento delicato, ti danno un appoggio morale e d’affetto, ma poi ti fanno sentire in debito per cercare di gestirti e ti fanno fare cose incredibili”.
A quel punto Stefano ha ricordato, ad esempio, un esercizio che consisteva nell’andare a chiedere l’elemosina. “La richiesta di portare altre persone nel gruppo si faceva pressante e siccome non portavo nessuno sono iniziate umiliazioni fisiche e morali”. Alla domanda di Vianello: “Quando ha capito che doveva scappare…?”, Stefano ha risposto: “Non l’ho capito io, l’ha capito il fisico perché sono stato male e sono finito in ospedale, dopodichè pian piano con le cure psicoterapiche sono riuscito a tornare alla normalità”.
Altre due persone, intervistate in una sala riservata, hanno raccontato la loro esperienza scegliendo l’anonimato. Maria ha detto di essere entrata nel gruppo nel ’98, in un momento difficile della sua vita, e di essere rimasta dentro per cinque anni, nel corso dei quali ha pagato più di quindicimila euro per partecipare ai seminari.
“Il lavoro psicologico che fanno mi ha completamente sbalestrata - ha detto Maria - vedevo le persone che erano troppo dipendenti dal maestro, quindi ho capito che c’era qualcosa che non quadrava, ho iniziato a leggere libri e mi sono resa conto che ero cascata in una…”. Gabriella ha raccontato com’è entrata in Arkeon, accompagnata dal suo compagno che gliene parlava come se fosse un corso riguardante la comunicazione. Dopo aver partecipato a due incontri si è resa conto che persone senza competenze volevano scandagliare la sua psiche, pertanto ha preso le distanze dal compagno e dal gruppo.
“Nei