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domenica 15 dicembre 2013

NUOVA CONDANNA DALLA CORTE D'APPELLO A MAESTRO DI ARKEON



ON .
Ieri, 6 dicembre 2013, la Corte di Appello di Milano si è pronunciata per la seconda volta sul caso di F. A. M., Maestro di Arkeon, per il reato di abusi sessuali su due allieve. In primo grado il Maestro era stato condannato a 6 anni di reclusione per il reato contestato. La condanna era scesa a 4 anni in Appello. La Cassazione aveva poi annullato la sentenza di Appello il 23 maggio 2013. Ieri la Corte di Appello ha confermato  la responsabilità di M. per i due episodi di violenza sessuale contestati, dichiarando però prescritto uno dei due e condannando l'imputato per il secondo episodio  a 5 anni di reclusione.

lunedì 17 settembre 2012

Processo alla psico-setta 'Arkeon', condannate otto persone


La condanna più alta, a due anni e 8 mesi di reclusione, per l'ideatore e 'capo carismatico' della setta, Vito Carlo Moccia, 60enne di Noicattaro. Tre le assoluzioni



Il Tribunale di Bari, per il reato di associazione per delinquere finalizzata all'esercizio abusivo della professione medica, ha condannato - a pene comprese tra un anno e sei mesi di reclusione e due anni e 8 mesi - otto degli 11 imputatinel processo sulla cosiddetta psico-setta Arkeon. Tre le assoluzioni.
Il presunto ideatore del metodo Arkeon, Vito Carlo Moccia, 60enne di Noicattaro (Bari), è stato riconosciuto dai giudici come unico promotore della presunta associazione per delinquere e per questo condannato a due anni e 8 mesi di reclusione. Condanna a due anni (pena sospesa) per i cosiddetti "maestri della setta", Francesco Antonio Morello, Gabriella Fabbri e Francesco Ferrara. Condanna a un anno e 8 mesi (pena sospesa) per Quirino Salerno e Piero Mazza. Un anno e 6 mesi di reclusione (pena sospesa) per Massimo Vavalle e Francesco Locatelli. Assolti Antonio Turi, Isa Calabrese e Grazia Bozzo.
Riconosciuto il risarcimento all'Ordine degli Psicologi di Bari, costituitosi parte civile: il risarcimento è da quantificare in un processo civile. Gli imputati sono stati tutti assolti dai reati di truffa, violenza privata, maltrattamenti, procurato stato di incapacità e calunnia in alcuni casi per prescrizione, in altri "perché il fatto non sussiste" o "il fatto non costituisce reato". I fatti contestati si riferiscono al periodo 1999-2008 ma fino al 2004 sono ormai prescritti. Chi soffriva di tumori, Aids o infertilità si rivolgeva alla psico-setta sperando in una guarigione: 10.000 i casi denunciati. Dalle indagini emerge che Moccia induceva le vittime a credere per esempio di aver subito abusi sessuali in tenera età, facendo sborsare fino a 100.000 euro per le terapie.


giovedì 16 giugno 2011

Riparte a fine giugno il processo alla psicosetta Arkeon



Rinviati al 20 settembre i testimoni non ancora ascoltati: “Nessun rispetto per chi soffre!”

Riparte il 29 giugno il processo Arkeon, la psicosetta di Carlo Moccia sul banco degli imputati per violenza sessuale ed estorsione. Avanza con ritardo il processo penale; saranno infatti ascoltati il giorno 20 settembre sei degli otto testimoni che avrebbero dovuto esporre davanti ai giudici lo scorso 8 giugno. Il ritardo è dovuto ad un inizio dell'udienza sfalsato di ben tre ore. “Siamo sconcertati dal ritardo della Giustizia italiana – ha commentato una testimone – Non c'è rispetto per chi ha soffre!”. Solo due testi sono stati ascoltati dal collegio giudicante. Emergono, come nella scorsa udienza del 25 maggio, storie che parlano di abusi e violenze, perpetrate dai sedicenti “maestri” di Arkeon, ai danni di persone psicologicamente deboli; ma tra le vittime vi sono anche molti stimati professionisti (addirittura psicologi e psichiatri), a dimostrazione che nessuno è immune al condizionamento psicologico. Il processo, quindi, presta a trasformarsi in un vero e proprio banco di prova per la Giustizia italiana. Come giudicheranno i giudici gli imputati? Semplici “violentatori”, “truffatori” o inseriranno i delitti per cui sono accusati nella sfera della “manipolazione psicologica”? Qualunque sia l'esito, i processo è destinato a fare storia negli annali della giurisprudenza. « Fui violentata da un maestro di Arkeon, il pretesto: un rito per riportare alla mente un ricordo d'infanzia; l'attimo in cui, da piccola, sarei stata abusata sessualmente da un pedofilo ». Era emersa così, sconcertante, l'accusa della prima testimone ai danni degli imputati durante la prima udienza del 25 maggio. Durante il processo, un'altra donna, ascoltata per ben 3 ore, ha raccontando la sua triste storia della perdita del marito a causa di una trasgressione creativa voluta dal maestro Antonio Morello, dello stupro di gruppo che avrebbe subito durante una cerimonia-rito e di altri tentativi di violenza. Gli adepti di Arkeon venivano, attraverso riti e cerimonie volte a condizionarne la mente, assoggettati alla volontà di individui che si facevano chiamare “maestri”. Si parla di cerimonie in cui, tra musica ad altissimo volume, stridenti gong di tamburo ed urla strazianti, i partecipanti venivano portati a credere di essere stati violentati dai genitori o da un non ben precisato pedofilo durante l'infanzia. « Non te lo ricordi perché eri troppo piccola – cantilenavano i “maestri” – ma di certo hai subito una violenza carnale... l'hanno subita tutti da bambini: questa è la causa dei mali che affliggono la tua vita! ». Il “lavaggio del cervello” condizionava a tal punto gli individui che alcuni hanno persino denunciato alla magistratura, per violenza carnale, ignari genitori, zii e amici. « Non c'era nessun pedofilo – ha dichiarato una testimone, tremante d'emozione e rabbia – erano solo pretesti per estorcermi denaro, usarmi in tutti i modi... anche come oggetto sessuale! ». Più ci si liberava della “presenza del pedofilo”, più si avanzava nel “lavoro di purificazione”, come veniva definito dai maestri di Arkeon. Quest'ultimo consisteva in tre livelli: il primo dal costo di circa 400 mila delle vecchie lire, il secondo di circa 800 mila lire ed il terzo (la testimone racconta il suo percorso nella setta prima e dopo l'utilizzo corrente dell'Euro) di circa 12 mila euro. Una bella cifra, che finiva dritta dritta nelle tasche dei “guru” della setta. E già, perché il risvolto economico di questa vicenda è un elemento da non sottovalutare. « Mi facevano firmare assegni intestati alla mia persona anche se i maestri preferivano consegnassi denaro contante, è più conveniente per degli scambi a nero. In questo modo ho posto nelle loro mani più di 15 mila euro ». La setta aveva aperto sedi in tutta Italia, anche con l'appoggio di alcuni membri della Chiesa, gli adepti erano migliaia: è facile immaginare, quindi, che gli introiti di Moccia & Co. fossero a parecchi zeri. I testimoni di questo processo avevano sporto denuncia presso le questure di molte città italiane, ma non erano mai stati creduti. Solo l'intervento di alcune associazioni, che si battono per la tutela dei fuoriusciti dalle sette religiose (una fra tutte, il CeSAP: Centro studi per gli Abusi Psicologici), e dopo l'intervento della stampa, le acque intorno al caso hanno incominciato a smuoversi.I video dei seminari di Arkeon – gli stessi che i giudici hanno esaminato come prove – sono consultabili all'indirizzo internet: http://vimeo.com/arkeon/videos


Mirko Misceo

mercoledì 15 settembre 2010

Aggiornamento Caso Arkeon settembre 2010

Riprende a Milano il processo nei confronti di Francesco Antonio Morello, maestro di Arkeon. Con l'udienza che si terrà presso il Tribunale di Milano il 20 settembre 2010 si entrerà nel merito della vicenda che vede Morello imputato per il reato di abuso sessuale, con l'ascolto dei primi testimoni dell'accusa.
Francesco Antonio Morello, maestro di reiki, iniziato da Vito Carlo Moccia, e socio fondatore di Arkeon sin dal 2000, avrebbe, secondo l'accusa, approfittato del potere conferitogli del suo titolo e del suo ruolo in seno ad Arkeon per abusare sessualmente di alcune sue allieve. Egli avrebbe indotto queste ultime a credere che l'unico modo per superare i disturbi, derivati da inesistenti abusi sessuali subìti da piccole, fosse quello di sottoporle ad una "terapia individuale" con lui che includeva un'esperienza sessuale. L'accusa ribadisce che il maestro sessantasettenne agiva condizionando psicologicamente le sue 'vittime' con la "falsa autorità derivante dalla sua qualifica di maestro'.
Francesco Antonio Morello è anche uno degli 11 membri di Arkeon imputati nel processo già iniziato presso il Tribunale di Bari, accusati a vario titolo di associazione a delinquere finalizzata alla truffa, abuso della professione, molestie ai minori, incapacità derivata da violenza, calunnia.



Updating of the Arkeon case, September 2010
The trial against Francesco Antonio Morello, an Arkeon master, is being resumed in Milan.

With the hearing which will be held at the Law Court in Milan on September 20, 2010 , the judges will hear the first witnesses for the prosecution, thus getting to the heart of the matter, which sees F.A. Morello charged with the crime of sexual abuse.

F.A. Morello, a Reiki master initiated by Vito Carlo Moccia and one of the Arkeon founders since 2000, is accused of having sexually abused some of his followers, unduly influenced by his title and his role within the Arkeon group.
He would have deceived them into believing that the only way to overcome their disorders - originating in presumed sexual abuse suffered in their childhood - was to have sexual intercourse with him, as "individual therapy".

The prosecutor maintains that the 64-year-old master exerted an undue influence on his "victims" using "the false authority deriving from his qualification of 'master' ".
F.A. Morello is also one of the 11 Arkeon members already awaiting trial at the Law Court in Bari, accused of criminal association, fraud, illegal professional practice, child abuse, assault, slander.

mercoledì 30 settembre 2009

Bari, a giudizio 10 della psico-setta

BARI - Sedicenti psicologi e santoni. Fior di quattrini per partecipare ai seminari estorti a giovani, psicolabili e malati di cancro. L’inchiesta coordinata dal pm Francesco Bretone e condotta dagli investigatori della Digos guidati dal dottor Stanislao Schimera sui «maestri» della presunta psico-setta «Arkeon» è culminata nel rinvio a giudizio, deciso dal gup Marco Guida, di dieci persone.

Associazione per delinquere, truffa, esercizio abusivo della professione medica, violenza privata, maltrattamenti di minori e incapacità procurata da violenza i reati contestati. Gli indagati si facevano chiamare maestri e guidavano i loro allievi lungo un percorso di sviluppo e conoscenza che li avrebbe guariti, a loro dire «dalle sofferenze dello spirito e del corpo». Tutto, ovviamente a pagamento.

Guru del metodo «Arkeon », secondo l’accusa, Vito Carlo Moccia, 55 anni, nato a Milano, ex dipendente della Case di cura riunite di Bari. È stato rinviato a giudizio insieme a Francesco Antonio Morello, Gabriella Fabri, Antonio Turi, Isa Calabrese, Grazia Bozzo, Piero Mazza, Massimo Vavalle, Francesco Giuseppe Locatelli, Saverio Quirino.

Stralciata la posizione dell’undicesimo indagato Francesca Ferrara.

Gli inquirenti sostengono che il gruppo di maestri del «Sentiero sacro» avrebbe fatto credere a persone in crisi, affette da problemi psichici, oppure gravemente ammalate di poter risolvere i loro problemi attraverso i corsi del metodo «Arkeon». [l.nat.]