Un grazie particolare a chi si è preso la briga di mettere questi video online su Vimeo... ma da dove arrivano questi video? Forse chi li inserisce è la stessa persona che li ha girati? E' vero, questi erano i deliri all'interno dei seminari intensivi..
Arkeon - seminari intensivi (VHS 33)
Arkeon - seminari intensivi (VHS 34)
Arkeon - Coscienza del Sacro e Comunicazione
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lunedì 24 gennaio 2011
mercoledì 15 luglio 2009
Tecniche di controllo mentale - Analisi e contromisure

Se state leggendo queste righe significa che qualcosa vi ha spinto a farlo: forse il colore della copertina, la curiosità, o l'automatismo a guardare il dorso dei libri...Qualsiasi sia stato il motivo, avete sperimentato una situazione tipo: stimolo-processi mentali-comportamento.Se lo stimolo è stato costruito ad arte per attivare determinati processi mentali ed evocare uno specifico comportamento, siamo in presenza di quello che possiamo chiamare "controllo mentale", una realtà oggi sempre più persuasiva e, per certi versi, inquietante.
Questo volume parla delle possibili forme di controllo mentale, da quelle lecite e insospettate a quelle subdole e segrete. Leggendo questo libro scoprirete che cosa vi ha spinto a leggerlo.
Matteo Rampini
Quando si parla di controllo mentale è facile che il pensiero vada alle "magiche" rapine che ancora oggi ritroviamo nelle pagine di cronaca; è possibile lavare il cervello di una persona? È possibile controllare la mente altrui? Siamo davvero così suscettibili all'ipnosi? Matteo Rampin, psichiatra e psicoterapeuta con una nutrita esperienza in psicologia dell'inganno e illusionismo, in questo libro risponde a queste e ad altre domande definendo il significato di "controllo mentale". Affronta l'argomento a partire dall'effetto che le forme d'arte hanno sulle nostre percezioni fino a giungere alla politica e alle campagne pubblicitarie d'oggigiorno. Quella del controllo mentale è un'arte che condivide con la magia la necessità di occultare le sue intenzioni: il controllo è tanto più efficace quanto più l'intenzione resta velata. È questo, assieme alle intenzioni, a distinguere l'illusione dalla truffa. Il libro declina in profondità le differenti tecniche in tutte le loro possibili sfaccettature, tanto da risultare un libro completo e sistematico nella sua trattazione. È stupefacente, attraverso i numerosi aneddoti, scoprire e capire come avviene un interrogatorio di terzo grado, come conquistare la fiducia degli altri attraverso la parola o essere ingannati. L'intento del libro è quello di fornire un'arma il più possibile completa per difendersi da chi, in maniera più o meno volontaria, cerca di indurre il gonzo di turno a fare qualcosa che fino ad allora non aveva lontanamente considerato; esemplari a questo proposito sono le tecniche utilizzate nel marketing o, addirittura, nei borseggi. Un aneddoto esemplificativo di quello che il libro riserva è il seguente: "In una città del Veneto, un distinto signore entra in una gioielleria, e sceglie alcuni gioielli molto costosi. Con il permesso del padrone del negozio, li ripone in un astuccio chiuso da una cerniera, perché, spiega, ripasserà in un secondo momento a comperarli, ma li vorrebbe fermare. Il cliente consegna quindi l'astuccio chiuso al proprietario del negozio, pregandolo di chiuderlo in cassaforte, cosa che viene prontamente eseguita. Il cliente se ne va. Come dimostra la registrazione fatta dalla telecamera, ora studiata nelle scuole di polizia, l'astuccio consegnato nelle mani del gioielliere non è però quello con i preziosi, ma un altro, abilmente sostituito dal ladro-prestigiatore. In questo caso sarebbe bastato al derubato verificare il contenuto dell'astuccio, ma questa operazione è stata inibita dall'urgenza istintiva di mettere "al sicuro" le gemme, dopo averle viste toccare e manipolare dal cliente. Nella mente del gioielliere, inoltre, i preziosi erano già stati "venduti": un motivo in più per proteggerli con un supplemento di cautela. Cautela che si è rivelata poi catastrofica". Questo esempio raccoglie gran parte dei meccanismi che possono condurre una persona a essere raggirata a sua insaputa e a causa di gran parte dei condizionamenti della nostra cultura. Il controllo mentale, secondo Rampin, è una realtà oggi sempre più pervasiva e per certi versi inquietante ed è solo con una buona conoscenza del proprio nemico che si possono sfoderare le armi più adatte a fronteggiarlo. Resta solo la volontà di farlo e Rampin ne dà la possibilità affrontando, con un approccio giustamente critico, le varie discipline che nel corso di questi anni si sono affermate o hanno ingiustamente conquistato il mercato della comunicazione.
recensione del
Cicap
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giovedì 2 luglio 2009

Basta Subire!
Come sottrarsi alla manipolazione mentale e psicologica
Questa guida si avvale di un sistema di classificazione e di un metodo inediti, per difendersi da chi vuole orientare i nostri atteggiamenti, le nostre abitudini, il nostro sguardo sulla realtà che ci circonda.
Il primo errore da non commettere: pensare che manipolazione sia un termine esagerato. Il secondo: non reagire.
Esistono persone che si nutrono dell'energia degli altri, che esercitano il proprio bisogno ossessivo di controllo alterando a proprio favore le percezioni altrui. Ma non tutti i manipolatori sono uguali, ed è l'intenzione che muove a determinarne la pericolosità.
Il manipolatore può incantare, colpevolizzare o agire in modo autoritario sulla vittima: quel che ottiene è sempre distorsione e soppressione della volontà di chi cade sotto il suo potere.
Il libro di Regard offre test, esercizi e strumenti d'analisi puntuali per liberarsi dalle insidie delle false convinzioni e dei pregiudizi. Che si tratti del collega invidioso, del partner, di un «amico», la consapevolezza è la condizione necessaria per iniziare a dubitare delle ambiguità nascoste nella comunicazione e porre le proprie condizioni: basta subire!
• Autore: Jacques Regard
• Editore: Castelvecchi
• Data pubblicazione: ottobre 2008
• Tipo: Libro
• Pagine: 217
• Formato: 14x21
• Categorie: Manuali di psicologia
venerdì 3 aprile 2009
Lavaggio del cervello e calunnia
Un pò di buonumore su un argomento tanto serio... c'è un punto in cui viene detta una frase .
Ripetete una bugia cento, mille, un milione di volte e diventerà una verità
La citazione è assolutamente infelice (Joseph Goebbels).
Specialmente in Italia, è diventata una vera e propria legge della comunicazione: tutto ormai è una gara a chi la spara più grossa e soprattutto a chi urla più forte. Riguardo ad arkeon, ad esempio , leggo in rete un sacco di cose non vere dove quelli che difendono a spada tratta il metodo; minimizzano i racconti " teorie e tecniche di Arkeon" raccontate da Tiresia (forum del CeSAP)in questo blog citati e da tante persone confermati come esperienze dolorose ed abusanti.
Vedo amaramente applicate le teorie di Goebbels :
1. Principio della semplificazione e del nemico unico.
E’ necessario adottare una sola idea, un unico simbolo. E, soprattutto, identificare l'avversario in un nemico, nell’unico responsabile di tutti i mali.
2. Principio del metodo del contagio.
Riunire diversi avversari in una sola categoria o in un solo individuo.
3. Principio della trasposizione.
Caricare sull'avversario i propri errori e difetti, rispondendo all'attacco con l'attacco. Se non puoi negare le cattive notizie, inventane di nuove per distrarre.
4. Principio dell'esagerazione e del travisamento.
Trasformare qualunque aneddoto, per piccolo che sia, in minaccia grave.
5. Principio della volgarizzazione.
Tutta la propaganda deve essere popolare, adattando il suo livello al meno intelligente degli individui ai quali va diretta. Quanto più è grande la massa da convincere, più piccolo deve essere lo sforzo mentale da realizzare. La capacità ricettiva delle masse è limitata e la loro comprensione media scarsa, così come la loro memoria.
6. Principio di orchestrazione.
La propaganda deve limitarsi a un piccolo numero di idee e ripeterle instancabilmente, presentarle sempre sotto diverse prospettive, ma convergendo sempre sullo stesso concetto. Senza dubbi o incertezze. Da qui proviene anche la frase: "Una menzogna ripetuta all'infinito diventa la verità".
7. Principio del continuo rinnovamento.
Occorre emettere costantemente informazioni e argomenti nuovi (anche non strettamente pertinenti) a un tale ritmo che, quando l'avversario risponda, il pubblico sia già interessato ad altre cose. Le risposte dell'avversario non devono mai avere la possibilità di fermare il livello crescente delle accuse.
8. Principio della verosimiglianza.
Costruire argomenti fittizi a partire da fonti diverse, attraverso i cosiddetti palloni sonda, o attraverso informazioni frammentarie.
“A volte bisogna vedere anche quello che non c’è”
9. Principio del silenziamento.
Passare sotto silenzio le domande sulle quali non ci sono argomenti e dissimulare le notizie che favoriscono l'avversario.
10. Principio della trasfusione.
Come regola generale, la propaganda opera sempre a partire da un substrato precedente, si tratti di una mitologia nazionale o un complesso di odi e pregiudizi tradizionali.
Si tratta di diffondere argomenti che possano mettere le radici in atteggiamenti primitivi.
11. Principio dell'unanimità.
Portare la gente a credere che le opinioni espresse siano condivise da tutti, creando una falsa impressione di unanimità.
Questi principi, purtroppo, sono quanto mai attuali al giorno d’oggi.
Io comunque preferisco il vecchio detto :
Il diavolo fà le pentole e non i coperchi!
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