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domenica 19 dicembre 2010

Arkeon approda a Mi Manda RaiTre


Riporto in auge questo post in quanto il link alla puntata della trasmissione "Mi manda Rai Tre" non era più presente in rete, mentre ora noto che qualcuno l'ha messa sul canale Vimeo




“Un viaggio interiore, un percorso alla ricerca dell’identità, del benessere, ma, per alcuni, questo è stato un viaggio verso un incubo”. Così Andrea Vianello, conduttore della trasmissione televisiva Mi Manda RaiTre, ha presentato il metodo Arkeon messo in pratica dai ‘’maestri’’ dell’associazione Il sentiero sacro (“The Sacred Path”).
Per circa un’ora,nel corso della puntata andata in onda il 13 ottobre,si è parlato delle insolite attività del gruppo spirituale Arkeon, che conta diecimila seguaci in Italia. Un’ora densa di testimonianze e discussioni, con la presenza del leader Vito Carlo Moccia, ideatore di Arkeon, spalleggiato da due “maestri” e da un prete, Don Angelo De Simone, che Ruffolo ha definito “sacerdote atipico”.
A sedersi di fronte ai quattro rappresentanti di Arkeon c’era Stefano Spera, un giovane di Ostia che è intervenuto per raccontare la sua esperienza nel gruppo e le sofferenze patite.
“Ho conosciuto questo gruppo nel 2001 – ha detto Stefano – nel momento in cui ero fragile perché mio padre stava male”.
Ha riferito di aver frequentato molti seminari a pagamento e ha descritto stravaganti esercizi e teorie: “Fui invitato a rompere con la famiglia, in particolare con mia madre - ha dichiarato Stefano - perché loro sostengono che la madre è perversa. Il maestro aveva un forte ascendente. Loro sfruttano che sei in un momento delicato, ti danno un appoggio morale e d’affetto, ma poi ti fanno sentire in debito per cercare di gestirti e ti fanno fare cose incredibili”.
A quel punto Stefano ha ricordato, ad esempio, un esercizio che consisteva nell’andare a chiedere l’elemosina. “La richiesta di portare altre persone nel gruppo si faceva pressante e siccome non portavo nessuno sono iniziate umiliazioni fisiche e morali”. Alla domanda di Vianello: “Quando ha capito che doveva scappare…?”, Stefano ha risposto: “Non l’ho capito io, l’ha capito il fisico perché sono stato male e sono finito in ospedale, dopodichè pian piano con le cure psicoterapiche sono riuscito a tornare alla normalità”.
Altre due persone, intervistate in una sala riservata, hanno raccontato la loro esperienza scegliendo l’anonimato. Maria ha detto di essere entrata nel gruppo nel ’98, in un momento difficile della sua vita, e di essere rimasta dentro per cinque anni, nel corso dei quali ha pagato più di quindicimila euro per partecipare ai seminari.
“Il lavoro psicologico che fanno mi ha completamente sbalestrata - ha detto Maria - vedevo le persone che erano troppo dipendenti dal maestro, quindi ho capito che c’era qualcosa che non quadrava, ho iniziato a leggere libri e mi sono resa conto che ero cascata in una…”. Gabriella ha raccontato com’è entrata in Arkeon, accompagnata dal suo compagno che gliene parlava come se fosse un corso riguardante la comunicazione. Dopo aver partecipato a due incontri si è resa conto che persone senza competenze volevano scandagliare la sua psiche, pertanto ha preso le distanze dal compagno e dal gruppo.
“Nei seminari - ha spiegato Gabriella - ipotizzavano dei disagi che venivano riattualizzati in qualche modo, e questa sembrava essere la pratica per poterli superare. Il maestro proponeva particolari teorie come ad esempio quella del pedofilo, della madre perversa, della trasgressione creativa…”. Gabriella ha poi raccontato la vicenda giudiziaria inerente alle settanta querele ricevute dopo l’intervento del Cesap e dopo le testimonianze di alcuni fuoriusciti, fra cui lei stessa, fatte a gennaio del 2006 nel corso di tre puntate del programma “Tutte le mattine”, su Canale 5. Dopo questi racconti Vianello ha fatto entrare il presidente dell’associazione “The sacred path – Arkeon”, Vito Carlo Moccia, il vice presidente Lorenzo Campese, Gabriella Noè del comitato scientifico dell’associazione, ed il sacerdote Don Angelo De Simone. Il conduttore ha voluto puntualizzare che l’unico invitato era Vito Carlo Moccia, e questi ha portato con sé gli altri rappresentanti, fra cui il prete. Il leader del gruppo è stato subito incalzato da Gabriella, che ha chiesto se realmente la Chiesa appoggia questo movimento e perché alcuni rappresentanti di società e associazioni del gruppo Arkeon pretendono da lei un risarcimento di oltre quattro milioni di euro per aver descritto la sua esperienza nella trasmissione di Maurizio Costanzo. “Ho solo raccontato la verità - ha detto Gabriella – eppure ho ricevuto, oltre alla richiesta di quattro milioni, anche settanta querele per presunta diffamazione da maestri e affiliati di Arkeon”. Vito Carlo Moccia con imbarazzo ha risposto che “sicuramente, magari delle cose sono successe”.
“…a me viene di chiedere scusa a Gabriella” ha continuato con evidente difficoltà, ipotizzando che qualche maestro non abbia rispettato la carta dei valori e il metodo Arkeon. Ma questo tentativo di scaricare le responsabilità non è piaciuto all’avvocato Ugo Ruffolo, studioso di diritto, ospite fisso della trasmissione, che riferendosi alla richiesta di quattro milioni fatta dal gruppo Arkeon ha affermato: “Stiamo parlando di danni e di reati molto gravi; se le accuse che abbiano sentito vengono reputate fondate e provate da un giudice, i milioni di euro dovranno essere dati all’altra parte, perché i danni pesanti alla salute, i danni esistenziali, le vite rovinate, oggi vengono valutati in centinaia di migliaia di euro quando non in milioni”.
In collegamento diretto da Bari è intervenuta anche la psicologa Lorita Tinelli, presidente del Cesap, affermando che nell’arco di dieci anni di attività ha ricevuto decine e decine di racconti di fuoriusciti da Arkeon, dello stesso tipo di quelli ascoltati durante la trasmissione e anche alcuni con risvolti molto più drammatici.
Vianello ha quindi rivelato che, a quanto gli risulta, varie Procure della Repubblica Italiana stanno indagando su queste vicende.
Gabriella Noè, presentatasi come membro del comitato scientifico di Arkeon, ha descritto l’organizzazione sostenendo che esiste un albo dei “maestri” corrispettivo di un albo professionale, paragonandolo nientemeno all’albo dei giornalisti o dei medici …ma Vianello ha fatto notare che tale paragone non regge, perché l’albo dei “maestri” di Arkeon non è riconosciuto ed istituito dalla legge.
L’avvocato Ruffolo tornando sulla questione della responsabilità dell’organizzazione e degli organizzatori ha detto che se gli affiliati hanno incontrato un maestro è forse perché hanno visto qualcuno in televisione che li ha attratti. “Non siamo mai andati in televisione”, ha risposto Gabriella Noè, forse dimenticando che diversi video promozionali sono stati prodotti e divulgati dall’organizzazione stessa, e che uno di questi contiene un’intervista di Padre Raniero Cantalamessa a Vito Carlo Moccia, trasmessa da RaiUno nel corso della trasmissione “A sua immagine”. E proprio per comprendere se Arkeon è davvero vicina al mondo cattolico, Vianello ha chiesto spiegazioni a Don Angelo De Simone. “Sono stupito che lei sia qui…”, ha commentato il conduttore. Don Angelo ha provato a difendere Arkeon definendosi “animatore spirituale” del gruppo e dichiarando di poterlo fare senza alcuna autorizzazione ecclesiale.
Non ha detto, dunque, che il movimento Arkeon è riconosciuto dalla Chiesa cattolica. L’accanimento dimostrato da Don Angelo non ha però convinto il pubblico presente, che più volte ha dato segni di dissenso. Ruffolo, riprendendo un esempio infelice fatto da Don Angelo sulle responsabilità personali dei preti pedofili, ha assicurato che poiché il prete opera in una struttura, anche la struttura paga i danni, ricordando che negli Stati Uniti la Chiesa cattolica deve pagare miliardi di dollari di risarcimento per cause di questo tipo.
“In Italia - ha spiegato Ruffolo - quando qualcuno fa affidamento in un ente, in un’associazione, in un gruppo, e solo per questo va da un maestro che altrimenti non conoscerebbe, se il maestro fa qualcosa di sbagliato l’associazione ne risponde, così come se un prete fa qualcosa di sbagliato ne risponde il convento”.
Riferendosi all’attività di Arkeon, Vianello ha affermato che è un’introspezione psicologica, ma l’ideatore del metodo lo ha negato.
Su quest’aspetto il conduttore ha insistito, e Moccia ha dichiarato di essere laureato in psicologia ma di non aver voluto fare l'iscrizione all’albo. A quel punto è intervenuto il Presidente del Consiglio Nazionale degli Psicologi, Giuseppe Luigi Palma, il quale ha confermato che “occuparsi di vissuti psicologici e di emozioni è lavoro da psicologo” e che Vito Carlo Moccia non è uno psicologo.
“L’Ordine degli Psicologi ha ricevuto tre segnalazioni - ha detto il presidente Palma - che hanno prodotto altrettante denunce alla Procura della Repubblica per esercizio abusivo della professione dopo aver verificato che il signor Moccia non era iscritto all’Albo”.
Moccia ha cercato di respingere le accuse, ma Vianello ha ribadito che non potrebbe neppure iscriversi all’Albo perché le lauree da lui conseguite alla Jolla University di San Diego e all’Università di Fiume non sono valide in Italia.
E ancora, rivolgendosi con fermezza al presidente di Arkeon, Vianello ha detto: “Mi chiedo com’è possibile che dopo denunce di questo genere, che da anni giungono alla dottoressa Tinelli, non abbiate fatto delle indagini interne rispetto a questi maestri infedeli, li abbiate cacciati, invece di mandare querele di diffamazione a suon di miliardi intimidatori …perché Tinelli è seppellita dalle vostre querele solo perché raccoglie informazioni da tutti quelli che si lamentano”.
In chiusura Vianello ha letto l’ordinanza del giudice che ha respinto la richiesta di Arkeon di far oscurare il sito internet del Cesap che contiene testimonianze critiche, mentre invece Moccia ha provato a leggere una testimonianza della fidanzata di Stefano Spera, ma è stato bloccato dal conduttore.
Il presidente di Arkeon ha quindi ammesso di trovarsi in difficoltà per aver ricevuto accuse ignobili: “…che è una setta, …abusi sessuali sui minori, istigazione al suicidio, truffa, ecc.”.
Andrea Vianello, pur offrendo a questi la possibilità di replicare e di difendersi, non ha esitato a concludere con parole pesanti, affermando che “questa teoria creata da Moccia, a quanto pare dai racconti degli ospiti, ha generato mostri!”.
Roma – 16 Ottobre 2006
Questa è una news del sito www.assotutor.it

lunedì 19 aprile 2010

(8) Di cosa succede all’ Intensivo, altrimenti chiamato seminario residenziale “The Spirit of the Earth”

Quarto giorno di intensivo
La mattina sveglia alla solita ora. Ki- training e poi colazione. Il lavoro comincia più tardi, nel pomeriggio verso le 16.30-17.
Uomini e donne rimangono rigorosamente separati sia durante il ki-training, che a colazione e a pranzo. Il maestro dice di non parlare troppo con gli altri prima dell'inizio dei lavori e di "ascoltare quello che si muove dentro" perchè ci sarà tutto il tempo di parlare durante i gruppi che verranno fatti nel corso della giornata.
Quando è il momento, verso le 17, il maestro decreta l'inizio dei "lavori". Le donne si ritirano nel tempio a fare il "gruppo delle donne" mentre gli uomini si riuniscono in un altro spazio ( che può essere la sala chiamata discoteca o il prato vicino al tempio o dove il maestro ritiene meglio, purchè sia lontano dalla vista delle donne).

Il "gruppo degli uomini" è condotto dal maestro mentre quello delle donne è condotto da sua moglie o da qualche assistente femmina "allineata", cioè completamente "affidata al maestro", il che significa, tradotto per chi non è arkeoniano, indottrinata per bene.
Assomiglia ad un gruppo di secondo livello quando si facevano i gruppi degli uomini durante quel tipo di seminari, non so se adesso si fanno ancora. I partecipanti si mettono in cerchio e si comincia un estenuante giro di condivisione durante il quale il maestro ricorda come la madre separa i figli dal padre impedendo loro di realizzarsi come uomini, di come li consegni al pedofilo per suggellare il patto di fedeltà con lei, perversa genitrice, di come ci sia bisogno dell'umiltà per riconoscere la grandezza del padre ed invocare la sua benedizione, di come il mondo abbia bisogno di veri guerrieri centrati nel loro potere personale perchè "lì fuori sono delle belve", di come la discesa del sacro spirito sia possibile solo se ci si stacca dalla madre e si ottiene la benedizione del padre, di come un uomo che è legato alla madre abbia una "falsa identità di uomo" perchè il vero riconoscimento come uomo deriva dal padre e non può venire dalla parte materna, di come la propria madre abbia distrutto, agli occhi di loro bambini la figura del loro padre, di come questo processo di distruzione del maschile sia portato avanti anche dalle proprie compagne, di come bisogna mettere in riga le compagne perchè se non si viene annientati... e via e via in un crescendo di pompamento di questa "valenza maschile" che ha connotati apertamente misogini.
Le condivisioni vanno fatte tenendo in mano il "bastone sacro" (un bastone intagliato dal maestro in persona") che rappresenta il "sacro lingam", in soldoni, è un simbolo fallico.
Processi indotti, urla di dolore, scuse tragicamente urlate al proprio padre per averlo tradito a favore della madre, invettive contro le mogli o fidanzate che cercano di schiacciare il potere maschile o di sottrarre i figli maschi... Le solite storie arkeoniane ma molto pompate per l'occasione.
Inoltre, è anche una sorta di operazione di marketing per il maestro che insiste sul fatto che i padri si prendono tutta la mer... mentre i nonni hanno un altro rapporto con i nipoti più disteso e dove prevale l'affetto e che al pre-master si fa proprio questo lavoro con i nonni dove si sente "scendere la loro energia"... ecc. Anche se uno ha ricordato di avere il nonno pedofilo, in questa occasione l'abuso può venire considerato come una forma d'amore, distorta, ma d'amore (... come si dice... rivoltare la frittata???) e questo è senz'altro un motivo di confusione che viene inserito nelle menti di certuni.
Si può assistere anche alla "benedizione" che il maestro fa con la sua vera catana originale giapponese di non so quale secolo la cui lama ha ucciso non si sa quanti nemici.... mi sembra che una scena simile si possa vedere anche su un video di arkeon.
Ad un certo punto, verso la fine, arrivava una delle assistenti che guidavano il gruppo delle donne e chiedeva al maestro se poteva mandare un uomo a impersonare il padre o il pedofilo nel gruppo delle donne e il maestro ne sceglieva uno e lo spediva di là.

Quando il maestro riteneva che tutti fossero ben indottrinati e centrati nel loro potere personale, ci si doveva preparare "spiritualmente" per affrontare l'esercizio chiamato "LA FOSSA DEI LEONI".
Veniva detto che se non si era centrati come si deve, "quelle" ci avrebbero sbranato e quindi dovevamo stare molto attenti, dire grazie dopo ogni risentimento che ci sarebbe arrivato dal gruppo delle donne e mettere tutto la nostra energia nei nostri risentimenti.
L'esercizio della fossa dei leoni veniva fatto nel tempio. Gli uomini da una parte e le donne dall'altra. A quel punto era notte fonda e spesso io provavo un senso di irrealtà di fronte a quello che stava succedendo. Ci si disponeva in 3 file: quelli in prima fila stavano in seizàn, di3etro c'erano quelli seduti e dietro di loro quelli in piedi. Le donne erano nella stessa posizione, su 3 file (secondo il numero di partecipanti, le file potevano essere anche 2). Tutti, maschi e femmine, avevano una faccia dura e incazzata. Al suono del gong si cominciava il primo round in cui cominciavano le donne, a turno, a urlare i loro risentimenti. Non si doveva assolutamente accavallarsi con i risentimenti all'interno del proprio gruppo perchè questo significava mancanza di centratura; mi spiego meglio: quando uno sentiva che era il momento per fare un risentimento doveva farlo senza urlare contemporaneamente con un altro. Se succedeva che 2 persone cominciassero un risentimento insieme, una delle due si doveva zittire immediatamente (chi, dipendeva dalla quantità di potere personale del singolo). I risentimenti si facevano rispettando solo l'ordine di gruppo: prima un gruppo, mettiamo le donne, facevano i loro risentimenti, poi, al suono del gong, cominciava il turno dell'altro gruppo, quello degli uomini in questo caso.
C'erano 6 round, se non ricordo male: donne - gong - uomini - gong - donne - gong - uomini - gong- donne - gong - uomini - gong finale. Se qualche donna si permetteva di fare un risentimento al maestro, lui diceva grazie durante l'esercizio ma poi, appena finito l'esercizio, quando ancora erano tutti in posizione, vomitava sulla poveretta una tale mole di rabbia e violenza verbale che veramente non so come quella riuscisse a sopravvivere alla vergogna.
Ricapitolando: gli uomini e le donne prendono posto nel tempio divisi in due gruppi posti uno davanti all'altro. Al suono del gong cominciano le donne con i risentimenti. I risentimenti devono seguire una formula precisa e possono essere o generali (tipo "Uomini io risento con voi perchè mi avete trattata come un oggetto" e il gruppo degli uomini, all'unisono, deve rispondere urlando "Grazie") oppure personali (tipo "Pinco pallino risento con te perchè... dove il tale Pinco pallino può essere o non essere uno degli uomini presenti nel gruppo. Se è presente nel gruppo, il "Grazie" lo deve urlare solo lui, se non è presente nel gruppo, il "Grazie" lo gridano gli uomini tutti insieme. Se qualcuno non grida un bel grazie centrato, poi se la vede brutta.).
Quando è il turno del gruppo degli uomini la regola è la stessa.

Dopo questo esercizio si è tutti veramente stanchi. Il gruppo degli uomini si ritira e sia i maschi che le femmine si vanno a preparare per l' ESERCIZIO DELLA RICONCILIAZIONE. Ci si sistema come si può in tutta fretta e, nel frattempo le donne preparano il tempio con fiori ecc. per accogliere il "gruppo dei guerrieri" che ritorna con intenzioni meno bellicose.
Gli uomini fanno sentire alle donne che si stanno avvicinando battendo colpi di tamburo. Si entra nel tempio e ci si trova di nuovo davanti al gruppo delle donne, tutte carine (quanto possibile dopo quella giornata).
Anche la disposizione dei gruppi sottolinea un cambiamento nell'atmosfera. Durante l'esercizio della fossa dei leoni il gruppo delle donne si posiziona entrando a sinistra e il gruppo degli uomini a destra, mentre adesso il gruppo delle donne è davanti alla parete opposta l'entrata del tempio e il gruppo degli uomini si accomoda davanti a questo, dando le spalle alla porta.
Al centro della scena, davanti al gruppo delle donne è solitamente posizionata una statuina di grande effetto: rappresenta una donna seduta che al posto della pancia ha un grande geodo di ametista e davanti a lei viene posto un piccolo cero che illumina con i guizzi della fiamma i cristalli di ametista creando un effetto suggestivo. Questa statuina rimarrà nel tempio nei giorni seguenti e farà fare dei bei "processi col femminile" sia alle donne che agli uomini (ma più alle donne).
A questo punto comincia un giro libero di condivisioni sul modello "botta e risposta" che però devono seguire una formula precisa. Chi ha qualcosa da condividere all'altro (in generale o in particolare come nell'esercizio precedente) deve dire: "Pinco pallino condivido con te che... (sono onorata/o di essere la tua compagna/o, le mie scuse per essere stata/o inadeguata o non essere stata capace di accoglierti o quant'altro) e sempre il grazie deve seguire o dalla bocca dell'interessato (se presente) o dalla bocca di tutto il gruppo (se assente). In questo caso non si fa prima un gruppo e poi l'altro, se non ricordo male, ma è misto.
Dopo tutte queste belle professioni di amore e riconciliazione, donne e uomini ormai riconciliati, si mettono a cantare una canzoncina, guardandosi profondamente negli occhi. La canzoncina dice: "Tu, tu chi sei? Tu che sei davanti a me, tu chi sei? Io sono te, sono te in un'altra forma, sono te." E si continua per un po' a cantarsela guardandosi con occhi pieni di lacrime d'amore....
Poi il maestro dice qualche buona parola sull'amore ecc. e tutti sono liberi di andare a passare il resto della notte come credono meglio. Si sono fatte circa le 3 di notte e ricordiamoci che, comunque, la mattina dopo la sveglia è alle 7.


La descrizione di cosa succede nel gruppo delle donne ve la farò avere non appena la mia amica me la manderà. Prego comunque chiunque voglia intervenire con il suo racconto di farlo senz'altro perchè le persone che hanno fatto questo tipo di seminario sono tantissime ed è un peccato sentire solo il mio modesto racconto che, per quanto cerchi di particolareggiare, dimentica sempre qualcosa. Mi riferisco, per esempio, alle musiche che accompagnano vari momenti dell'intensivo e che io non ho descritto e magari anche tante altre cose che ho mancato di descrivere ma che possono avere una loro importanza nel contesto....

- continua -

Tiresia

sabato 6 marzo 2010

Parliamo ora della Sorella

Secondo il maestro, la sorella può diventare l’emissario della madre perversa e aiutarla in vari modi a compiere il suo volere. Di solito, per un uomo, la sorella lega il fratello a sé, quindi alla madre, attraverso l’incesto, che può essere agito oppure rimanere come legame psichico. La madre, ovviamente, favorisce lo svilupparsi di rapporti incestuosi fra i figli.
Se questo ancora non basta a legare a sé il fratello, la perversa sorella userà sua figlia (la nipotina) spingendola fra le braccia dello zio per far sì che lui ne abusi sessualmente (ricordiamo che i fratelli della madre sono sempre i migliori candidati alla perpetrazione dell’abuso sessuale). In questo modo, la nipotina diventa lo strumento della nonna per legare a sé il figlio tramite il senso di colpa e di vergogna che lui inevitabilmente proverà per aver compiuto l’abuso (in fondo, il pedofilo è buono, solo che è strumentalizzato dal femminile perverso!).
Per fare un esempio dei nefasti influssi che la sorella può avere sulla vita del fratello, il maestro raccontava un episodio accaduto a lui personalmente: il nipotino, figlio di sua sorella, era stato da lei abilmente spinto ad “occupare lo spazio del figlio” nell’inconscio del maestro. Finchè il maestro aveva tenuto in casa la foto del nipotino, non era riuscito ad avere figli. Una volta “compreso” che il nipotino “occupava lo spazio del figlio” si era sbarazzato della foto, il nipotino aveva avuto una crisi (epilettica? Non ricordo bene) dovuta al fatto che con quell’atto il maestro era riuscito a recidere il “legame psichico” che lo legava al nipote e finalmente sua moglie era rimasta incinta. Siamo nell’ambito degli incantesimi, mi pare. Madri streghe e sorelle fattucchiere.

Per una donna, la sorella è continua fonte di competizione. Spinge a competere per l’amore della madre, del padre e dei fratelli. E del proprio compagno. Molte sorelle sono vipere pronte a “fregarti l’uomo” per dimostrare così che i maschi sono “tutti stronzi” e sottrarre la malcapitata alla nefasta influenza che l’amore per un uomo potrebbe avere: staccare la donna dal suo legame con la madre. Oppure lo fa per il puro gusto di affermare la sua “superiorità”.
Anche in questo caso, per esemplificare questo aspetto, il maestro ricorreva ad un episodio da lui vissuto personalmente. L’ho sentito raccontare in svariate volte che, quando stava per sposarsi, la sorella della sua futura moglie non perdeva occasione di farsi vedere seminuda cercando di sedurlo con le sue grazie.

Tutti i rapporti di competizione fra donne derivano dalla competizione originaria con la sorella. In mancanza, si ricercherà una cugina o una giovane zia con la stessa funzione.
Tiresia

- continua –

domenica 15 novembre 2009

Rifiuta l' Omofobia, non essere tu quello diverso



A me non è mai interessato di avere amici da classificare come gay, erano solo amici.
Nel periodo di frequentazione di arkeon mi convisero con la teoria della "madre perversa" ...la teoria secondo la quale i figli di mammà,spesso allontanati dai padri, erano così per volere delle proprie madri... che non sopportavano di vedere il loro figlio maschio con un'antagonista donna e così via dicendo con queste teorie assurde come dire che si poteva guarire... ricordate il video di striscia dove Padre Raniero Cantalamessa parlò della condizione di cambiamento di un certo Luca?

http://esperienzedirettearkeon.blogspot.com/2009/05/povia-luca-era-gay-ecco-luca-striscia.html


Ora, sono fuori da quelle teorie assurde e strampalate vedo un mondo fatto di persone, lungi da me il sessismo e i pregiudizi.
Trovomolto importante questa campagna sociale presentata dal Ministro Per Le Pari Opportunità Carfagna con Vladimir Luxuria, Franco Grillini, Paola Concia

mercoledì 9 settembre 2009

Arkeon , terapia di gruppo?

Sig. Biancani,
provo rabbia, profonda rabbia.
Ho letto e riletto le sue affermazioni, ho cercato di metabolizzare i sentimenti che queste mi provocavano e mi provocano ma, mi creda, nonostante enormi sforzi l‘unico sentimento che riconosco come vero e profondo è la rabbia.
Se fossimo nel “lavoro” – in mezzo al cerchio – potrei scaricarla su di lei urlando e magari anche schiaffeggiandola. Visto che fortunatamente in questo sito posso esprimere i miei punti di vista senza la paura di umiliazioni mi chiedo e le chiedo come può uno psicologo, iscritto all’albo della Regione Marche, non solo riconoscersi nel lavoro di Arkeon ma decantarne anche la sua utilità.
Da profana (non sono in grado di argomentare con lei le dinamiche della psiche umana – per me del cuore) posso solo “condividerle” la mia esperienza.
1) Ho riconosciuto immediatamente il lavoro di Arkeon come una terapia di gruppo.
2) Non ho riflettuto sulle possibili conseguenze che tale esperienza poteva procurami.
3) Ho affrontato il cammino con serietà. Ho accettato d subire pesanti umiliazioni nella convinzione che queste fossero meno onerose del risultato che avrei ottenuto.
4) Mi ritrovo con tutta una serie di input che malamente riesco a governare.
5) Se mi fossi rivolta ad uno specialista (tanto il denaro che ho speso equivale a decine e decine di sedute) questi sarebbe stato in grado di supportare il mio cammino in modo strutturato e scientifico.
Il punto è proprio questo: lei, psicologo iscritto all’albo della Regione Marche, come può appoggiare una simile organizzazione?
Qual è il criterio con il quale afferma che “umiltà, condivisione e amore” sono le prerogative delle persone di Arkeon?

Dal post di Milena (2006/02/08 - 20:18):
“Come mai non torna mai dai seminari felice e contento, ma se può viene a casa a sputarmi addosso tutto il suo rancore? Come mai si è allontanato dalla sua famiglia, solo dopo vari tentativi di portarci a frequentare i suoi seminari e davanti ai nostri ripetuti no? Come mai va sempre in giro come un cane rabbioso?”

Anch’io come suo figlio ho applicato nella mia famiglia gli input “Arkeoniani”, senza purtroppo minimamente preoccuparmi di analizzarli.
Mentre scrivo sto piangendo – che fa maestro, mi ricaccia nel gruppo e mi addita come donna perversa, figlia di madre perversa, il cui vittimismo abbassa le energie del cerchio?
E voi, amorosi e umili fratelli, che fate? Mi riconoscete in vostra madre, sorella, suocera, zia, amica, pedofila, ecc. e per questo mi richiamate nel cerchio per scaricare – come meglio credete – la vostra rabbia?
E quand’anche fosse che tale metodo produca effetti, dopo un seminario od un intensivo che ha portato a galla delle emozioni, queste con chi vengono condivise? Semplice si torna a casa e l’unica emozione che viene espressa (non riconosciuta) è la rabbia, da scaricare in famiglia possibilmente sulla madre perversa la quale ovviamente ha avuto una madre perversa a sua volta.
Non ho finito.
Riprenderò il discorso appena il tempo me lo permetterà.

Serena