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lunedì 29 giugno 2009

Arkeon ex reiki

Dopo anni di silenzio e mugugni trovo finalmente chi dà voce a tante persone che come mè hanno subito e patito a causa di una organizzazione che ha cambiato nome nel tempo ma nella sostanza è rimasta inalterata nel modo viscido e subdolo di soggiogare le persone con uno scopo prettamente di guadagno.
Ho scritto tutto senza punteggiatura,apposta,tutto d'un fiato;era troppo tempo che volevo dirlo a tutti.Io sono venuto a contatto con un maestro di Vito Carlo Moccia quando ancora tutto ciò si chiamava ancora reiki.Ero in un brutto momento della mia vita,psicologicamente piuttosto fragile e quasi per caso andai ad una presentazione di questo maestro,trovandomi il giorno dopo catapultato in un seminario assieme a mia moglie.Pareva che tutte le soluzioni fossero a portata di mano,occorreva solo entrare nel proprio processo e tutti i problemi compresi quelli di salute di mia moglie si srebbero risolti.Mi reputo una persona intelligente eppure entrai in un tunnel che ha rischiato di distruggere la mia famiglia.Dopo tanti seminari e tanti soldi pagati , tra l'altro in nero,addirittura diventammo organizzatori entrambi;il nostro compito era allestire seminari per il maestro,fare volantinaggio e soprattutto procacciare altre vittime,in cambio di tutto ciò facevamo seminari gratis e percepivamo una percentuale sui proventi.L'attività era quella descritta da tutti ormai;i cerchi,le condivisioni,tutti abusati,tutti pedofili,il rapporto con i genitori ecc.Il bello era che ci credevamo veramente,fino al punto di far fare un seminario anche a nostro figlio che allora era ancora piccolo.Passava il tempo e la cosa diventava sempre più cattiva, il sediciente maestro applicava rozzi concetti di psicologia pur essendo tutto tranne che psicologo scatenando tragedi e drammi famigliari da esecuzione sul posto. Venne messo in discussione il nostro rapporto di coppia e per poco non si arrivò alla separazione.Nonostante tutto volli conoscere anche Vito che ormai era come Dio in terra ma fù allora che nella mia mente arrivò una scintilla di lucidità,cominciai a capire che qualcosa non andava;mia moglie lo diceva da un pezzo,io non volevo capire e la maltrattavo,ora posso dire che ero completamente plagiato.Vedevo sempre più cose incongruenti e sempre più manifestazioni di pressioni gravi nei confronti di chi non affrontava il processo personale,e non avrebbe più portato l'obolo settimanale.Arrivò la conferma da Vito stesso il quale unico depositario del lignaggio sacro del Reiki pervenutogli dalla Furumoto in persona, che difendeva con amore e decisione contro tutte le correnti Reiki non originali e commerciali,decise che tutto ciò non esisteva più.Nasceva così Arkeon e tutto ciò che gli ruota attorno , chiaro bisognava inventarsi una cosa nuova perchè il nome reiki era ormai troppo inflazionato e non fruttava più all'imprenditore Vito Carlo Moccia.Nella pratica da quello che capisco non è cambiato nulla, i soliti trucchetti,i soliti psicologi improvvisati che si fanno chiamare maestro e pagare profumatamente,io non sono entrato in Arkeon perchè a questo punto mi fù tutto chiaro e sparai tutto in faccia a chi di dovere e me ne andai assieme a mia moglie e ricominciammo a vivere come persone normali grazie a Dio.Vi assicuro che tutto ciò che succede nei seminari e negli intensivi Arkeon descritti nel forum accadeva già con Reiki.Ora mi direte che tutto è finito bene ed è meglio voltare pagina,ma io non la penso così;non posso dimenticare la ragazza convinta di essere stata abusata dal padre e di essere a sua volta la pedofila del figlio che tentò di togliersi la vita e così scacciata dal maestro perchè troppo pericolosa ormai,o le tante coppie che si sono separate indotte da chissà quali teorie strane sulle relazioni col genitoree che ora potrebbero essere ancora felici assieme.Posso forse dimenticare il male fatto a mia moglie quando il maestro decise che era scomoda perchè disse io non ci stò più? Io e mia moglie siamo stati fortunati a uscirne in tempo , ma chi non ci è riuscito e ha pagato un prezzo talmente alto da vedersi annullata la propria personalità?Chiudo il mio sfogo dicendo a Vito Carlo Moccia che il castello è crollato e al maestro che ho incontrato per primo che la casa non credo se la pagherà con i seminari come mi diceva in privato.Sono a disposizione di chiunque voglia conoscere dettagli di quando il tutto si chiamava ancora reiki.Grazie a Luisa e Giovanni di avermi fatto conoscere questo sito .Il mio maestro era Sergio Zaniboni e vedo che è ancora a fianco di Moccia anche se ora verrà sicuramente depennato dal sito.Grazie a tutti.
Libero

sabato 13 giugno 2009

Voleva attirare l'attenzione,esperienza umiliante

Ciao Tiresia,non mi stupisce affatto l'episodio che hai raccontato della signora che è svenuta ,nel senso che tutte le persone lì presenti sicuramente avranno pensato che quella donna voleva attirare l'attenzione su di sè e creare sensi di colpa nei confronti dell'ex marito etc.etc. e le solite tiritere.....Mi dispiace molto per quella donna credo che sia stata un'esperienza assolutamente umiliante e che si sia sentita veramente sola.
Ma per tutti gli arkeoniani convinti ovviamente era tutto normale,infatti ti sarà capitato qualche volta di ascoltare il grande maestro che raccontava dell'episodio accaduto ad un intensivo dove sua moglie Isa era svenuta e lui non era andato a soccorrerla perchè per quello era solo un modo per distoglierlo dall'intensivo e richiamare l'attenzione su di sè.
Infatti racconta sempre sorridendo,che lui non l'ha curata e lei è rinsavita naturalmente.
Mi capita a volte di stare male ed il mio compagno fa finta di niente,però sai se mi dovesse capitare qualcosa di grave a volte temo .....
A proposito di trasgressioni creative,ma tu sai se per caso anche il grande maestro ne ha fatta qualcuna nei confronti di sua moglie Isa,visto che dice sempre che per raddrizzarla a dovere e tu sai cosa intendo,sono passati 5 anni,o questo vale solo per le donne degli altri?.
Ti ringrazio per tutte le cose che scrivi, sei davvero bravo ,ma a parte le teorie varie che hai esposto in maniera eccellente,ti ringrazio soprattutto per la testimonianza del gris....Nei mesi successivi alla trasmissione di Costanzo ,il grande capo ha detto che aveva chiesto a Padre Raniero Cantalamessa di dargli un solo motivo per non fare più Arkeon e lui l'avrebbe fatto,ma a quanto pare a sua detta Padre Raniero Cantalamessa gli ha risposto vai tranquillo e continua.Ma come si fa a contattare Padre Raniero Cantalamessa?Dimenticavo, l 11 settembre 2004 c'è stata la trasmissione "A sua immagine" dove Vito è stato intervistato....mi domando se Padre Raniero sapesse veramente di tutto quello che accade in Arkeon.Altra cosa in Arkeon si dice sempre che questo è un lavoro protetto da Dio e che come tale non dobbiamo avere paura di niente,anche di tutto il gran casino che stà accadendo,vedremo Vito Carlo Moccia se è davvero così,tu che professi tanto la grandezza della verità e la sua onorabilità,per me hai già perso e tutti i miei dubbi si stanno chiarendo,purtroppo invece chi mi vive accanto si comporta come le tre scimmiette della telecom....Ricordati Vito Carlo che se stai mentendo che se il tuo metodo che tanto proclami,che invece a me sembra uno stereotipo delle varie psicosette presenti nel mondo,è un bluff ne dovrai rispondere .Dio solo sa la verità.Mi dispiace solo per il mio compagno che tanto crede in te ,credo che se le cose andranno male ,tu sarai la più grande delusione della sua vita!
acquamarina

venerdì 1 maggio 2009

Una mamma che dice basta Arkeon

Sono una mamma che ha visto la propria figlia distrutta dalla bruttissima esperienza vissuta dopo essere stata introdotta dal proprio marito nel gruppo Arkeon. Questa terribile storia ebbe inizio nel momento in cui mio marito fu colpito da un grave malessere per il quale fu ricoverato in ospedale. Dalle indagini effettuate risultò affetto da carcinoma polmonare con due metastasi cerebrali: questo significa che nulla avrebbe potuto salvarlo.
Fu un duro colpo per tutta la famiglia: ho quattro figli, l’ultima dei quali si era sposata da circa un anno (sia lei che il marito erano innamoratissimi) e proprio nel momento del manifestarsi della tragedia entrò nel gruppo.

Mi accorsi che il suo comportamento cominciò a subire un grave cambiamento: diradò le telefonate e le visite fino a interromperle del tutto nel giro di qualche mese.
Ogni volta che la chiamavo per chiederle se c’era qualche problema, lei era sempre evasiva, aveva fretta di interrompere la comunicazione e, se insistevo nell’invitarla a venire a trovare il padre, si arrabbiava e rispondeva in malo modo dicendo che era stanca e sovraccarica di lavoro per cui “non poteva permettersi di venire”.
Arrivò Natale e io cercai di radunare intorno a mio marito tutta la famiglia, ma lei non venne pur sapendo che per lui quello sarebbe stato l’ultimo Natale.
Pur se molto addolorata nel dover negare al padre la gioia di avere accanto tutti i figli, credetti alle giustificazioni di mia figlia…

Venne a trovarci con il marito solo diversi giorni dopo.
Voleva mostrarsi affettuosa, ma in lei c’erano note di tensione e falsità che non capivo: parlava e si muoveva come se fosse in casa di estranei per cui induceva tutti a rispettare le formalità.
Non c’era più in lei la familiare naturalezza e tenerezza che la distinguevano.
Ne fui allarmata: la sentivo lontana, non era più la stessa, eludeva le mie domande rispondendo in modo evasivo o cambiando discorso.
Dopo il pranzo si offrì di aiutarmi a rigovernare e il marito venne a sedersi vicino a noi.
Cominciò a parlare con me raccontando che lui e mia figlia stavano vivendo un’esperienza straordinaria della quale mi voleva rendere partecipe: sosteneva che questo gruppo avrebbe risolto tutti i loro problemi, li avrebbe resi felici, avrebbe insegnato a fare un lavoro di analisi psicologica, a rimuovere i “processi” che bloccavano la loro personalità, a sfidare il mondo senza paura e al riparo da ogni male, anche fisico, nella ricerca di un presunto equilibrio interiore.
Mi consigliò di usare il metodo di Arkeon con mio marito per guarirlo dal suo male, arrivando addirittura a fare davanti a me un “trattamento” ai medicinali che gli somministravo perché i suoi maestri dicevano che questa procedura ne avrebbe eliminato tutti gli effetti collaterali.
Io dissi che mi fidavo di loro e che ero incuriosita dal metodo solo come mezzo di introspezione personale, ma posi le mie condizioni:
a- mio marito era in fase terminale (morì due mesi dopo), la mia priorità era assistere lui e non potevo distrarmi;
b – prima di entrare nel gruppo, avrei voluto saperne di più.

A questi interrogativi non dava risposta, continuando a decantare il privilegio di far parte del gruppo e di avere un maestro che guidava personalmente ogni membro.
Mi sembrò strano che svicolasse, ma dopo molte insistenze da parte mia sul conoscere lo svolgersi dei seminari e le pratiche effettuate all’interno sugli adepti mi disse queste testuali parole: “i maestri non vogliono che se ne parli fuori dal cerchio”.
Questa affermazione mi fece rabbrividire e ricordo che dissi d’impulso: “mio Dio, questa cosa mi sa tanto di setta”.
Lui non rispose a ciò, ma obiettò che dovevo assolutamente andare a vedere di persona come funzionava il metodo, senza essere schiava delle esigenze della famiglia perché avevo il diritto e il dovere di pensare prima di tutto a me.
Dissi che era impossibile, poiché mio marito a causa del tumore era stato dichiarato invalido al 100% con diritto di accompagnamento per cui, sia per amore che per coscienza morale, non avrei mai potuto lasciarlo, persino la legge me lo vietava.
Alché egli esclamò: “Come viene fuori quello che ha dentro di sé: lei si nasconde dietro la legge, teme il giudizio degli altri e non trova il coraggio di rivelare quello che vuole veramente, disfarsi di suo marito. Lei in realtà, dopo anni di disagi, vuole solo che lui muoia”.
Era, la sua, un’idea semplicemente aberrante.
E di aberrazioni ne ho viste ben altre all’opera in quei mesi.

Arkeon è una setta? Penso di si.
So che da quel giorno i rapporti con mia figlia cessarono del tutto per riprendere all’improvviso solo dopo qualche tempo con una telefonata nella quale mi annunciava, in preda alla disperazione più atroce, che il marito l’aveva lasciata per stare nel gruppo. “Tra te e il maestro, scelgo il maestro”, aveva detto alla moglie.
Venni a sapere che avevano partecipato ad un intensivo nel quale mia figlia aveva ravvisato tante storture di pratiche psicologiche con le quali i “maestri” assoggettavano alla loro la volontà degli adepti, recidevano alle radici i rapporti familiari e di amicizia dei nuovi arrivati, inducendo in loro memorie di incesti perpetrati a loro danno dai genitori, del tipo: “gli abbracci e i baci di tua madre mirano solo a portarti a letto, oppure “tu non lo ricordi, ma quando eri piccola tuo padre ha abusato di te”. Indurre le persone a creder certe cose può essere devastante.

Raccontò che le donne si dovevano prostare a terra davanti agli uomini e dichiararsi loro schiave, che facevano esercizi traumatizzanti e riti strani con rumori assordanti e fumi acri di incensi vari.
Riconobbe anche lei, come io avevo ravvisato in lei e nel marito, la capacità del gruppo di distruggere la personalità dell’individuo per metterlo in balia della loro demenziale stoltezza e in loro potere… potere economico oltre che asservimento delle persone, visto che i seminari costavano fior fior di milioni pagati in nero, che arricchivano impropriamente le loro casse riducendo molti malcapitati sul lastrico… A meno che non si diventi a propria volta maestro arricchendosi a danno degli altri affiliati. Era questo il proposito di mio genero. Sorridendo, diceva: “Voglio diventare come il mio maestro, lavora poco o niente, guadagna moltissimo ed è idolatrato da tutti gli allievi come guida spirituale assoluta della loro vita”.

A quel punto mia figlia disse chiaro e tondo a suo marito che non aveva più intenzione di frequentare il gruppo, con il risultato che lui la abbandonò per andare istantaneamente a vivere con la donna che lo aveva introdotto nel gruppo.
Mia figlia cadde in uno stato di sofferenza indescrivibile, era completamente devastata nella fiducia in sé poiché l’abbandono era stato repentino e senza avvisaglie; si amavano molto ed era difficile per lei rassegnarsi ad una spiegazione così folle che in sintesi diceva “ ti lascio perché non fai il percorso, mentre l’altra è illuminata”.
Mia figlia continuava a sentire il maestro, il quale con quella che io definisco vera e propria crudeltà alimentava il suo senso di inadeguatezza rispetto all’altra adepta per spingerla a fare altri corsi, e perse la voglia di vivere: sperimentò sentimenti altalenanti, come istinto di suicidarsi, rabbia impotente, voglia di giustizia, pianto, pianto, pianto e dolore, senza fine.

Vennero fuori anche pratiche abusanti cui era stata sottoposta, proprio come ho sentito da altre testimonianze… l’avevo intuito, una madre certe cose le sente ma non volli forzarla a raccontare nulla fino a quando non se la fosse sentita. Con una sapiente manipolazione le avevano indotto dei falsi ricordi per cui si era convinta che alcuni episodi fossero realmente accaduti e ciò aveva ingenerato un odio profondo verso il padre e verso di me, presunta corresponsabile di un gesto così insano come l’incesto.

Questa gente si spaccia per psicologi, abusa dell’ingenuità e della sensibilità delle persone distruggendo famiglie e promettendo guarigioni assolutamente impossibili, al prezzo di tanti, tanti soldi rigorosamente non denunciati.
Esiste uno stato che ci tuteli e impedisca a questa gente di causare tanti e tali danni?
E la legge, cosa fa?

Una mamma che attende giustizia per sua figlia.

Simo