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mercoledì 15 settembre 2010

Salvi grazie ad Arkeon

Qualche anno fa, parlando con un appartenente ad Arkeon (allora gruppo Aleph), mi colpì una sua frase. Egli sosteneva che l'obiettivo del lavoro con il suo maestro era quello di aprire la sua interiorità come si apre un cassetto e buttare fuori tutto quello che c'era dentro.
Inutile fu farlo riflettere sulla pericolosità di tale azione.
Sollecitare diverse emozioni e lasciare che la persona ne sia quasi inglobata, senza una giusta interpretazione e senza un corretto utilizzo del setting, risulta pericolosissimo per la psiche di questa.
Non mi meraviglia quindi sentire parlare di persone che hanno tentato il suicidio, probabilmente per l'incapacità di gestire tutto quanto. E non mi meraviglia sentire storie di gente che ancora porta con se i segni di un'esperienza così invasiva e dannosa.
Non mi meraviglia neppure verificare che molte delle persone fuoruscite dal gruppo negli ultimi mesi, l'abbiano fatto solo con i piedi e non con la testa. E' ancora difficile per loro potersi confrontare con la realtà quotidiana, con gli affetti semplici e spontanei familiari e amicali. Ancora le mamme sono vissute come perverse e ancora per alcune donne l'apparente sottomissione al proprio compagno è uno stile di vita da perseguire.
Le persone con le quali ho parlato hanno il terrore che se dovessero cambiare atteggiamento, pur fuori dal gruppo, riceverebbero soltanto tanto male (la superstizione è dominante).
Mi auguro che questa sezione del forum possa aiutare chi vive questo percorso verso la libertà a riflettere e a trovare la strada più giusta per se.

Lorita

venerdì 23 luglio 2010

Tasselli



Leggo di molti che si scaldano a trovare alleati nelle cosiddette "anticult", "antisette" ecc.. e che di fatto ne fanno una questione di termini. Ora, sette o psicosette,plagio o conversione, riunioni o seminari ..il dato di fatto è quello di persone che hanno raccontato la loro esperienza all'interno del gruppo arkeon. Siccome questi racconti dissentivano con chi era ai vertici e i difensori del metodo, le varie società con marchio registrato collegate ad arkeon hanno deciso di richiedere un risarcimento di 4 MILIONI DI EURO a tre persone che in una o più trasmissioni di Maurizio Costanzo ci hanno messo il volto. Da lì in poi sui tre sono piovute querele fotocopia distribuite in kit ai più e tanto altro. Il forum del Cesap, dove molti hanno raccontato quel che succedeva all'interno di seminari ed intensivi era considerato "fastidioso" ,quindi hanno provato a richiederne la chiusura respinta dai giudici in nome della libertà di espressione.
Gli inquirenti hanno poi cominciato ad indagare e ad interrogare, ci sono stati 11 avvisi di garanzia agli apparteneti di arkeon.
Penso che saranno i fatti a parlare e i tasselli raccolti dagli inquirenti a scioglierli o ad inchiodarli.

Ammiro molto le persone che hanno avuto il coraggio di raccontare e denunciare.
Bisogna armarsi di tanta pazienza ed attendere che la magistratura e la giustizia faranno il loro corso.
Grazie.

giovedì 12 novembre 2009

Confrontarsi con ciò che è diverso...

"Arkeon insegna a confrontarsi con ciò che è diverso da noi, a sperimentare l'umiltà dell'ascolto, l'incontro con l'altro nel rispetto della diversità e della libertà." è scritto nel sito di arkeon.
Nessuno dei cosiddetti "amici" con cui ho condiviso anni di percorso mi ha chiesto nulla, vengo a sapere da estranei, familiari di membri del gruppo, che nei seminari o in contesti informali intorno ad arkeon si parla spesso, e male, di me, dando interpretazioni dettagliate delle mie motivazioni, dei miei desideri e delle mie intenzioni... Sempre solo facendo riferimento a quanto di me viene detto da fonti "ufficiali" interne, mai verificate e non verificabili, addirittura condite da dettagli fantascientifici o grossolanamente inesatti. Ma nessuno sperimenta l'umiltà dell'ascolto, nessuno si confronta con me da quando sono diverso da loro, nessuno incontra l'altro nel rispetto della diversità e della libertà. Mi riferisco ad almeno una trentina di persone. Al mio cuore e alla mia mente le lacrime e le gioie vissute insieme suonano come un cumulo di falsità. E questo fa male.
Carlo


Purtroppo il controllo delle informazioni è una delle armi utilizzare al fine di creare dei vincoli di ragionamento nella gente.
Ne parla anche Steven Hassan nel suo testo.
E' sempre bene diffidare di chi da una informazione unilaterale ed è importante invece che la gente si senta libera di verificare le informazioni che riceve, senza sensi di colpa o inadeguatezze. Non si è in processo se si fa questo, non si è in difetto nei confronti del proprio leader o maestro ... si sta facendo solo un passo costruttivo per la tutela della propria dignità.

Lorita

sabato 18 luglio 2009

La libertà



La libertà indica l'essere libero, la condizione di chi non è prigioniero e non ha restrizioni, non è confinato o impedito. La libertà in senso più ampio è anche la facoltà dell'uomo di agire e di pensare in piena autonomia, è la condizione di chi può agire secondo le proprie scelte, in certi casi grazie ad un potere specifico riconosciutogli dalla legge.

Riuscire ad essere non dipendenti da niente implica un concetto estremo di "freedom". Se si analizza questa parola "freedom" e la si scompone la si può interpretare come luogo di avvicinamento alla tanto bramata (cosa ancora più peculiare è che "freedom" è il contrario di feardom - vecchia parola inglese - da qui scaturisce che la libertà si può possedere solo se non si ha paura).

Oggi è la giornata dedicata a Nelson Mandela, auguri Nelson !
«Non vi è alcuna strada facile per la libertà.»

domenica 28 giugno 2009

Maestri o fantocci?

Colgo l'occasione per citare l'ultimo libro di Benedetto XVI (Gesù di Nazareth): "Dal Messia, ci si aspettava che avrebbe portato una Torah rinnovata, la sua Torah. Probabilmente, nella lettera ai Galati Paolo accenna proprio a questo, quando parla della "legge di Cristo": la sua grande e appassionata difesa della libertà dalla Legge culmina nel quinto capitolo con le frasi: - Cristo ci ha liberato perchè restassimo liberi; state dunque saldi e non lasciatevi imporre di nuovo il giogo della schiavitù- [...] ed aggiunge: "Purché questa libertà non divenga un pretesto per vivere secondo la carne, ma mediante la carità siate a servizio gli uni degli altri".


Non c'è nessuno di voi che porta "nel mondo" la sua libertà. Siete dentro una spirale isolata. Prendete l'esperienza di Arkeon per quello che è: un'esperienza come tante altre. E riappropriatevi della vostra vita. San Giovanni diceva Omnia in bonum cioè tutto può essere mezzo del bene, sta a noi saperne riconoscere la validità. State certi di essere manipolati. Ricordate tutto ciò che vi suggeriscono al di fuori della bocca del maestro (libri, film, articoli ecc.) sono solo un mezzo per farvi credere che la realtà sia quella da loro (i maestri) descritta. Purtroppo ci credono anche loro perchè Vito è stato abilissimo, giocando a fare il Messia in una valle di disperati pronta a credere a tutto. Fanno così anche i testimoni di Geova, raccattano allocchi facendo leva sull'ignoranza e utilizzando fantocci indottrinati. E dunque: maestri o fantocci?

Non vi rendete conto di essere portatori di menzogna nel nome della verità. Continuate a ripetervi "dove arriviamo noi facciamo pulizia": fate solo piazza pulita, esercitate un potere maligno spaventando gli individui, soprattutto i più deboli. Molti di voi sono usciti dal giogo della droga, dell'afflizione, del pedofilo ecc. e sono entrati nel gioco di un falso profeta veterotestamentario che rinnega la Misericordia di Dio (..resta famosa la telefonata con la suora sul padre del figliol prodigo…), inneggiando ad una verità come fosse lui stesso Dio. Vito (V.C.M.), se non te lo hanno detto, mettersi alla pari di Dio è peccato grave. Se la tua obbedienza al padre porta a Dio, come sostieni, dovresti affrettarti a liberare tutte quelle persone che hai soggiogato nel nome del Padre. Dovresti lavare i piedi dei tuoi discepoli e rinunciare alle tue ricchezze per dimostrare di essere chi sostieni. Gesù è morto per noi, per me e anche per te. La gente intorno a te è pronta a morire per te, perchè è gente che sa amare. Anche io ero pronto. Ma tu sei pronto a morire per loro? Ogni giorno è un buon giorno per morire dicevamo insieme ma proprio quanto tu hai avuto la grande occasione della tua vita per MORIRE IN CROCE, cioè a ">Mi manda Rai 3" hai rinnegato tutto. Hai fatto quello che Gesù non fece: sei sceso dalla croce. Hai commesso un errore strategico. Quella era una buona morte per te, invece sei fuggito disobbedendo ai tuoi stessi comandamenti. Prendi la video cassetta della trasmissione, la Posche Cayenne, la barca a vela, la villa in Grecia, la masseria mezza abusiva e le altre tue ricchezze e buttale nel fuoco di Ostuni, prova a rinascere anche tu se sei il Grande che credi e vuoi far credere.

Io ti amerò da buon Cristiano; tu prova a dimostrare la tua buona fede, come fino ad ora non hai ancora fatto. Scoprirai cosa vuol dire essere un Cristiano e quanto sia difficile in un mondo pieno di gente come te.

Non si può vivere demonizzando chi ci ama (anche se eccede). L’insegnamento del porgere l’atra guancia non è cibo per deficienti, è accettazione di un percorso ricco (anche di mortificazioni) che porta alla vita eterna.

Scusate gli eccessi. Ciao a tutti.

Alfa Omega

lunedì 1 giugno 2009

Non entrate in arkeon ... è un bluff

Vorrei dire tante cose su Arkeon,ma in questo momento non ho la serenità e la forza di esprimermi.Posso solo dire di lasciar stare ,perchè la vostra vita viene stravolta.Riguardo ai cambiamenti credo che siano invenzioni dei maestri che si accorgono delle cavolate che fanno e cercano di invertarsene delle nuove,senza considerare i casini che vanno a creare nella vita delle persone che gli danno retta.Con tutto il cuore se potete state lontani,arkeon ha anche i suoi lati positivi,ma vi posso assicurare che quelli negativi bastano e avanzano.Complimenti ad Emanuela ed il marito che ne sono venuti fuori insieme,come avete fatto?Credo che abbiate avuto una motivazione così illuminante da pensare che Arkeon è un bluff.La verità è che è difficile credere che i nostri maestri ci prendano in giro,ma c'è una voce che sento dentro che mi dice chè è così e che per loro Arkeon è semplicemente un lavoro per campare e non per guarire ,migliorarare...... etc,etc la nostra vita!Non basteranno cause vinte dal mio maestro e dall'associazione per cambiare quello che si muove dentro di me!!!

Stella


Cara Stella,

spero che tu riesca a ritrovare presto un po' di serenità e che questa ti permetta di parlare tranquillamente dell'esperienza che hai avuto in questo gruppo, anche non in questo forum, se non te la senti, ma con le persone a te care e che sapranno sicuramente ascoltarti e darti il loro affetto e sostegno.
Quando io sono uscita da questo gruppo ho trovato molto utile parlare e confrontarmi con le persone, in particolare con Carlo, che avevo conosciuto seppur superficialmente quando ancora era nel gruppo, e con Lorita Tinelli che è una persona molto gentile e disponibile ad aiutare chi si trova in difficoltà, veramente niente a che vedere con l'immagine del mostro perverso e rabbioso con cui viene presentata nel gruppo (e da gente che non l'ha mai vista nè conosciuta!!! - quanta apertura mentale e sospensione del giudizio si trova, purtroppo, in quei cerchi....).
Quando ho deciso, con mio marito, di uscire da quella che per noi era diventata un'esperienza insopportabile, ho attraversato un periodo abbastanza impegnativo dal punto di vista emotivo. Da una parte c'era la gioia di essermi scrollata di dosso anni di dolore, repressione delle emozioni, giudizi e pregiudizi e anche, soprattutto, di ingiustizie subite ed ingoiate perchè "ero in processo". Dall'altro, però, ho vissuto momenti di rabbia, di paura e di senso di colpa perchè i condizionamenti cui sono stata sottoposta, dal punto di vista psicologico, in questi anni, sono stati piuttosto pesanti e non è semplice voltare pagina con un oplà e non pensarci più (come testimoniano anche alcuni post che puoi trovare nel topic "Effetti della fuoriuscita" e in giro sul forum).
Anche leggere i libri e gli articoli che sono stati scritti sull'esperienza che si vive nelle sette mi è stato d'aiuto per meglio comprendere quello che avevo vissuto in questi anni, per capire che tante delle cose che avevo visto e subito durante la mia permanenza in quel gruppo non son poi neanche tanto originali, visto che da anni sono presenti nel "fenomeno sette".
Leggere gli interventi di questo forum, poi, mi ha aiutato a sentirmi meno sola nell'affrontare questa esperienza, perchè dietro ad ogni intervento c'è una persona in carne ed ossa, col suo vissuto, la sua personalità, i suoi conflitti e le sue gioie, disponibile ad offrirti il suo sostegno, che in certi momenti è veramente prezioso, anche se arriva attraverso due righe scritte in un post.... e pensare che ho sentito dire che i post sono tutti finti e invenzione della Tinelli....
Ti saluto con la speranza di vedere, se lo riterrai utile, il racconto della tua esperienza. Lo leggerei con grande interesse.

Mi chiedi come abbiamo fatto mio marito ed io ad uscirne insieme. Noi abbiamo fatto sempre tutto insieme: L'esperienza in arkeon (ci siamo conosciuti ad un intensivo - l'aver conosciuto mio marito, che amo e ho sempre amato profondamente, nonostante per anni il leader abbia tentato di tutto per separarci, è una delle poche note positive di questa eperienza) 12 anni di vita quotidiana insieme, i nostri figli, abbiamo superato anni di crisi durissimi da cui però siamo usciti più forti e più uniti. Le cose che non andavano, in questo gruppo, le vedevamo tutti e due, ma se non ci fosse stata la sua forza e il suo amore a sostenermi anche in questa scelta, per me non sarebbe stato così semplice. Colgo l'occasione per ringraziare anche lui, da queste righe, perchè so che ogni tanto fa un giro a leggerle e dirgli che lo amo anche in terza persona (perchè in prima persona glielo dico tutti i giorni )

Emanuela


Stella, mi ha colpito molto e mi ha meravigliato la frase con cui hai terminato il tuo intervento:
"Non basteranno cause vinte dal mio maestro e dall'associazione per cambiare quello che si muove dentro di me!".
Si percepisce un certo pessimismo sulle vicende giudiziare in corso, e questo mi dispiace. Parli quasi come se Arkeon abbia vinto contro il Cesap. Presentare una, cento, mille denunce non significa aver vinto o aver già condannato il denunciato. Spesso si è portati a pensare che il denunciante sia la persona che ha subito l'ingiustizia, che lui sia il giusto, quindi il vincitore. Ma non sempre è così. Occorre attendere il giudizio. L'avvio di un'azione giudiziaria potrebbe anche diventare un boomerang per il denunciante, quando erroneamente questi ritiene di aver ragione (ragione che potrebbe arrogarsi per vari motivi, per esempio a causa di un alterato senso di giustizia, morale o civile; per aver subito influenze, sollecitazioni, pressioni, consigli fuorvianti; per una valutazione tecnico-giuridica avventata o - peggio ancora - interessata; ...o semplicemente per un delirio di onnipotenza).
Quando ho saputo che Arkeon ha chiesto al Tribunale di Bari un provvedimento urgente per l'oscuramento di questo forum, la richiesta mi è sembrata assurda, infondata, inconcepibile, ...ridicola. Considera anche che chi ti scrive non ha mai avuto a che fare con Arkeon. In certi casi, la solidarietà è spontanea e si diffonde rapidamente. Come ho già scritto in precedenza, se ciò dovesse accadere (mi riferisco all'oscuramento del sito), chiederei, con altri colleghi, l'intervento dell'Ordine Nazionale dei Giornalisti a tutela dei diritti fondamentali di libertà d’informazione, di opinione e di critica. Hai idea di quali conseguenze avrebbe un simile provvedimento del giudice? Questa vicenda giudiziaria ha destato preoccupazione e indignazione in molti cittadini e rappresentanti di associazioni. E sono tante le organizzazioni che stanno scendendo in campo al fianco del Cesap.
Pertanto, sono ottimista. E potresti esserlo anche tu. Dubito che Arkeon possa averla vinta e non riesco a capire come tu possa averlo immaginato.

Dino

sabato 23 maggio 2009

Effetti della fuoruscita

come ho scritto nel mio primo intervento, sono stata legata al gruppo Arkeon per 12 anni, da quando i seminari non si chiamavano ancora seminari di Arkeon ma seminari di Reiki. Sono stata iniziata al primo livello di Reiki nel maggio del 1994 e ho rassegnato le dimissioni dal contratto di “maestra di Arkeon” nel febbraio del 2006. Al livello di “Reiki master” sono stata iniziata nel giugno del 1995.

In questi anni ho partecipato più volte a molti dei lavori proposti: intensivi (o come si chiamano ora, seminari residenziali), pre master, master training, innumerevoli seminari di primo e secondo livello, oltre che a quasi tutte le riunioni dei maestri e a 3 riunioni dei maestri di Arkeon.
In questi 12 anni la mia vita è stata totalmente condizionata dal credo di questo gruppo, generato dalle convinzioni personali del suo leader, a cui io ho aderito per anni acriticamente.
I motivi di questa mia adesione acritica sono molteplici, ma non è questo l’argomento del mio intervento di oggi.

Oggi vorrei parlare di quelli che sono e sono stati gli “effetti collaterali” da me avvertiti nel periodo in cui ho meditato di uscire e sono poi uscita dal gruppo Arkeon.

In primo luogo, da quando è cominciata a maturare in me l’idea di uscire da questo gruppo (un anno e mezzo fa), ho cominciato ad avvertire moti improvvisi di paura, completamente scollegati da qualsiasi situazione di pericolo realmente esistente. Erano attacchi di panico in piena regola che cominciavano con la sensazione di non riuscire a respirare fino in fondo. Qualche tempo fa ne avevo parlato con una mia ex-amica del gruppo, ma ancora non avevo compreso la causa di questi “attacchi”.
L’unica cosa che avevo notato, era la somiglianza di questi episodi con gli attacchi di panico che nel passato avevo avuto ogni volta che mi ero trovata a tagliare i rapporti con i membri della mia famiglia ritenuti “perversi”, o con tutte le amiche che avevo perché ritenute “lesbiche”.
Era anche la sensazione con cui convivevo quotidianamente negli anni più “bui” della mia esperienza con questo gruppo, quando ormai avevo reciso tutti i rapporti con le persone esterne al gruppo e con la mia famiglia di origine e mi ero trovata a vivere una vita quasi da reclusa, in cui le uniche persone che frequentavo erano mio marito e le nostre figlie (allora molto piccole) e in cui gli unici contatti con persone diverse da loro erano quelli con le persone che partecipavano ai seminari. Contatti che però, il più delle volte, si limitavano ai giorni del seminario.

Mi sono resa conto che questi attacchi di paura erano collegati alla mia decisione di lasciare Arkeon, quando ho potuto confrontare le mie sensazioni con quelle di altri fuoriusciti che avevano vissuto episodi simili.

In secondo luogo, un “effetto collaterale” bello è stata la sensazione di essere uscita da una sorta di bolla in cui mi sentivo rinchiusa da anni e che mi separava dalle persone e dal mondo. E’ bello guardare gli altri senza cucirgli addosso un “processo”, senza il pregiudizio che non si possano avere con gli altri relazioni profonde e soddisfacenti perchè “non hanno fatto il lavoro e sono quindi tutti preda di automatismi ed incantesimi”.
Mi sono trovata a vivere con una nuova fiducia negli altri, una fiducia che negli anni di appartenenza a questo gruppo avevo perduto perché, col lavoro di Arkeon, si crea una sorta di dicotomia fra chi appartiene al gruppo e segue il “lavoro” e chi al gruppo non appartiene e “vive la sua vita come una mosca cieca, preda inconsapevole di inconsci automatismi ed incantesimi”.

In terzo luogo, ho provato un grande rimpianto e dispiacere perché, negli anni di appartenenza a questo gruppo, ho bruciato tutti i miei diari, su cui per anni (dai 15 ai 30) avevo annotato scrupolosamente pensieri, eventi, riflessioni, sogni e speranze, su cui avevo scritto della mia vita, delle gioie e dei dolori, degli amori e delle illusioni, dei traguardi raggiunti e sognati…..
Ho buttato nel “sacro fuoco”, come chiamano la pira che arde durante i giorni dell’intensivo, i miei racconti, le mie poesie, le letterine ricevute nell’infanzia dalle prime amiche del cuore…. Insomma, tutto quello che, veniva detto, mi poteva tenere legata al mio “passato perverso” e impedirmi di progredire sul “cammino della consapevolezza” presentato dalle teorie di evoluzione della coscienza propagandate da Arkeon.
E’ come se, bruciando quegli scritti, avessi cercato di bruciare la mia vita passata; invece, così facendo, mi sono solo procurata una mutilazione. E’ come se al posto della fluente coda che erano quelle pagine redatte nel passato fosse rimasto un misero moncherino, doloroso memento dell’ amputazione che mi sono auto inflitta, una sorta di ferita della memoria che mi porterò dietro per sempre.

Infine, mi è tornata la voglia di leggere e studiare. Mi è tornata la voglia di ridare al mio cervello quel nutrimento intellettuale che per anni gli avevo negato. Non che in Arkeon venga detto di non leggere o studiare, ma un effetto spiacevole che la mia esperienza in questo gruppo mi aveva causato, è stato quello di “mettere a dormire il cervello”.

Lasciare Arkeon è stata per me una vera rivoluzione a livello emotivo e mentale, è stato un riappropriarmi del diritto di provare emozioni per tutto (non solo per quello che poteva essere “approvato” nel gruppo) ed esercitare il mio spirito critico su qualsiasi cosa, in primo luogo sulla mia esperienza in e di questo gruppo. E la sensazione è impagabile.

Ogni rivoluzione è sempre stata accompagnata dal grido: “Viva la Libertà” ed è proprio questo grido che sento ora di poter regalare alla mia vita.
Emanuela