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giovedì 2 settembre 2010

Cult e Therapy cult

Per "setta" (ingl. "Cult") si può intendere tanto la setta di tipo religioso, quanto quello che in Inglese viene spesso indicato come "Therapy cult", e che noi rendiamo abitualmente con "psicosetta". Per completezza, traduco anche la parte, desunta sempre dal materiale messo a disposizione dal Cult Information Centre di Londra, in cui si mettono a confronto le "sette di tipo religioso" con le "psicosette".


To remain within the strict mental and social confines of a cult for even a short time can have the following disastrous effects:

Loss of choice and free will.
Diminished intellectual ability, vocabulary and sense of humour.
Reduced use of irony, abstractions and metaphors.
Reduced capacity to form flexible and intimate relationships.
Poor judgement.
Physical deterioration.
Malnutrition.
Hallucinations, panic, dissociation, guilt, identity diffusion and paranoia.
Neurotic, psychotic or suicidal tendencies.

TRADUZIONE


Le sette sono pericolose?

Rimanere negli angusti confini mentali e sociali di una setta anche per breve tempo può avere i seguenti effetti disastrosi:

- Perdita della capacità di scelta e di libero arbitrio

- Riduzione delle capacità intellettive, verbali e del senso dell'umorismo

- Scarso uso dell'ironia, delle astrazioni e delle metafore

- Ridotta capacità di stringere relazioni flessibili e intime

- Povertà di giudizio

- Deterioramento fisico

- Malnutrizione

- Allucinazioni, panico, dissociazione, senso di colpa, smarrimento dell'identità e paranoia

- Tendenze nevrotiche, psicotiche o suicide.

Categorie di Sette

"Sette religiose"

1. La vita in comune è frequente
2. I membri possono non fare parte del "personale", della "forza lavoro" del gruppo in questione
3. L'età media all'atto del reclutamento è compresa nella fascia tra i 20 e i 30 anni
4. Sembrano offrire l'associazione con un gruppo interessato a migliorare il mondo attraverso strumenti politici, spirituali o di altro tipo.

"Psicosette"

1. La vita in comune è rara
2. I membri di solito fanno parte del "personale", della "forza lavoro" del gruppo in questione
3. L'età media all'atto del reclutamento è intorno ai 35 anni
4. Sembrano offrire l'associazione con un gruppo che tiene corsi vagamente improntati all' "automiglioramento" o alle "tecniche di autoaiuto" o alla "terapia".

traduzione di Talon

sabato 8 maggio 2010

I paladini di Arkeon

Cara Manu,
non credo proprio che qui si massacri nessuno, e la presupponenza irritante di tanti, come li hai chiamati, "messaggi positivi" in favore del gruppo grazie a Dio è sotto gli occhi di tutti. Devo ricordarti le insinuazioni di quel Luca che sosteneva che La Dott.ssa Tinelli avesse interessi economici? Non mi risulta che a te e tuo marito abbia mai chiesto soldi. O quella di tal Massimo che voleva farci credere di essere lindo e pinto quando in realtà pare che avesse qualche bel scheletrino nell'armadio? In tanti hanno attaccato le testimonianze dei fuoriusciti, anche le vostre, accusandoci di essere menzogneri "perché la vita in Arkeon è meravigliosa": in realtà la verità scotta e si è disposti ad intentare una causa per metterla a tacere.
Da parte nostra, nessuno ha detto a Riccardo che dica intenzionalmente inesattezze o falsità. Purtroppo per lui, a meno che non sia debitamente istruito, è davvero convinto di ciò che scrive e tutti qui sosteniamo che la realtà non è soltanto quella che lui vede o vuole vedere. Mi sembra sia una posizione rispettosa della sua dignità di essere umano perché parte dal presupposto di dargli una mano ad aprire gli occhi, cosa che tu e tuo marito mi sembra abbiate fatto da qualche tempo e tutti continuaimo a farlo anche grazie al confronto in questo forum, ai fuoriusciti che vi scrivono, ai professionisti che ci ospitano.
Sinceramente, applaudire i paladini di Arkeon e i paladini dei paladini non mi passa neppure lontanamente per la testa.
Gli organizzatori che tuo marito ha incontrato e che tanto si sono indignati, te lo ricordo, sono gli stessi che mettono su seminari su seminari in cui accadono cose poco piacevoli, di cui anche tu hai riportato e raccontato esperienze devastanti e dolorose. Ci sarà chi di dovere a stabilire se sono anime candide e innocenti.
Mi preme ricordare che mentre scrivi di non essere troppo duri e diretti con questi signori, il gruppo di cui voi stessi avete ammesso e dichiarato la pericolosità va avanti, anche grazie alla propaganda gratuita su questo forum: nessun messaggio a favore è stato mai censurato, anche quando aggressivo, offensivo e indifferente al dolore di tanti. Essendo presenti messaggi pro e messaggi contro, c'è il 50 % di possibilità che chi legge decida di frequentare il gruppo, dovrebbero pagarci!
Mi sembra che siamo molto democratici, qui, mentre dovremmo forse riprenderci il coraggio e la dignità e arrabbiarci sul serio, vincendo i timori che maestri, organizzatori e seguaci cercano di far sorgere in chi li ostacola.
Mi spiace, ma io so come stanno le cose perché, come te, le ho vissute sulla mia pelle e per loro e per chi li difende, "poverini", non riesco ad avere stima.
Ho umana comprensione per le vittime inconsapevoli, fiducia nella giustizia per i complici.
Chi sta con chi?
lella

lunedì 19 aprile 2010

(9) Di cosa succede all’ Intensivo, altrimenti chiamato seminario residenziale “The Spirit of the Earth”

Quarto giorno di intensivo - gruppo delle donne

Trascrivo la descrizione che mi ha mandato un'amica.

" Abbiamo passato la notte e la mattina separate dagli uomini. Quando si deve cominciare il gruppo delle donne quelle che lo conducono ci dicono di andare al tempio. Entriamo nel tempio. Io mi sento un po' nervosa perchè una mia amica mi ha accennato a quello che ha fatto lei in questo gruppo e l'idea non mi piace proprio. Mi ha raccontato che si fa un esercizio in cui ci si deve mettere sotto una coperta e toccarsi e ho saputo che qualcuna ha succhiato il seno di quella che era sotto con lei e il pensiero mi fa proprio schifo.
Ci fanno mettere in cerchio sedute per terra, in mezzo c'è la candela accesa. Le conduttrici sono 3 fra cui la moglie del maestro e ci dicono di chiudere gli occhi. La moglie del maestro dice di fare attenzione al respiro e sentire come entra ed esce da noi. Poi dice di fare uscire il canto della nostra anima e tutte cominciano a emettere un suono durante l'espirazione. Prima il suono è basso poi diventa sempre più forte finchè qualcuna comincia a urlare, come se fosse un urlo di rabbia, mentre altre sembrano cantare, finchè tutte emettiamo suoni molto forti. Dopo un po' i suoni si abbassano fino a finire, allora ci viene detto di aprire gli occhi e guardarci. Qualcuna si vede che ha pianto, qualcuna no. Una delle conduttrici dice di andare nelle nostre ferite col maschile, col padre , col partner ecc e di condividere cosa sentiamo. La condivisione non segue un ordine ma parla chi se la sente in quel momento. Non mi ricordo se si prende il pezzo per parlare e neanche se c'è. Ricordo che una comincia a fare una condivisione dicendo che nella sua vita fa fatica, che non prova molta gioia perchè con lavoro e figli non riesce a trovare tempo per la sua relazione col marito. Le conduttrici chiedono se c'è qualcuna che le vuole dare dei feedback e delle donne si mettono davanti a lei in ginocchio dicendole che è lamentosa, che usa il dolore per fare sentire in colpa il compagno e per tenere legati i figli. Sono molto aggressive e quella che ha parlato deve solo ascoltare senza controbattere e dire solo grazie alla fine del giudizio che le viene detto. Dopo un po' comincia a piangere e viene lasciata così a vedersi quel dolore che lei usa per manipolare. Comincia a condividere un'altra e poi un'altra e sempre quello che dicono viene spiegato con le solite teorie di arkeon dalle conduttrici e anche da altre del gruppo. Io devo stare attenta a quello che dico perchè sono troppo stanca per sopportare qualcuno che mi critica negativamente, così non condivido niente e ascolto le altre. Le condivisioni vanno avanti tantissimo senza intervallo. Ad un certo punto viene fuori il discorso dell'omosessualità latente e dell'energia erotica della madre. Allora le conduttrici dicono che chi vuole può fare l'esercizio delle coperte, che è un'esperienza molto importante per andare a fondo nella propria relazione con il femminile. Viene indicato un gruppo di coperte e a due a due ci si deve mettere in coppia e sdraiarsi per terra sotto la coperta ad esplorare il proprio corpo. Io non lo voglio fare e non lo faccio, ma le conduttrici mi fanno pressione perchè lo faccia anch'io. Io dico di no decisamente e prima mi viene detto che perdo un'occasione importantissima, che non voglio andare a vedermi la mia relazione con mia madre, che così continuo a proteggere lo spazio di complicità con lei e che è un peccato se non lo faccio. Poi non mi rivolgono più la parola perchè io dico chiaramente che non lo voglio fare e cominciano a girare fra le coppie sdraiate sotto le coperte. Quando tutte hanno finito, si ricomincia la condivisione.
Ci sono vari pianti di donne che dicono alla madre che le ha abbandonate e alcune urlano con rabbia e poi si mettono a piangere ecc. Qualche volta chi piange viene consolato da tutte o quasi le donne del gruppo che sono invitate a stringersi intorno a lei dalle conduttrici, qualcuna invece viene lasciata a piangere da sola, non so in base a quale differenza, le conduttrici dicono che dipende dal processo individuale.
Poi una dice che le viene da vomitare e le viene detto che è perchè le sta uscendo il processo col pedofilo. Allora le conduttrici si consultano e una di loro va a chiamare uno degli uomini per aiutarla a fare il processo col pedofilo. Mentre quella va a chiamarlo, le altre fanno chiudere gli occhi a quella a cui sta uscendo il processo col pedofilo e una di loro le fa fare una visualizzazione in cui lei deve tornare al tempo in cui era bambina ed era nella sua camera; è notte e sente dei passi che si avvicinano, che salgono le scale. La porta della sua camera si apre ed entra "lui". Intanto l'uomo scelto è arrivato e sottovoce gli dicono di avvicinarsi a lei e di cominciare ad accarezzarla mi sembra sulla testa. Continuano a dire che lui adesso è lì e chiedono se si ricorda chi è che la accarezza. Quella con gli occhi chiusi ha una specie di crisi isterica in cui dice all'uomo di andarsene, di lasciarla in pace, ma le conduttrici dicono a lui di continuare ad accarezzarla, anche in altre parti del corpo, sulle braccia e sulle gambe. Quella si divincola e piange e urla finchè vomita la saliva e tutti dicono che ha vomitato lo sperma del pedofilo. Le conduttrici dicono che chi ha un processo aperto col pedofilo può andare vicino all'uomo e parlargli ad occhi chiusi come se fosse il loro pedofilo. Alcune urlano e piangono e gridano insulti e anche cercano di picchiarlo ma vengono tenute. Poi qualcuna comincia a chiamare suo padre e gli chiede di salvarla, gli chiede dov'era, perchè non c'era per salvarla dal pedofilo ecc. Allora le conduttrici fanno mettere tutte le donne in cerchio intorno all'uomo e fanno chiudere gli occhi e dicono che nel cerchio c'è il loro padre e così si ricomincia a sentire alcune che piangono chiamandolo papà, alcune che urlano perchè non c'è mai stato, alcune piangono e basta ad occhi chiusi, alcune vanno nella rabbia contro la madre che le ha separate dal padre ecc.
Quando finalmente tutte hanno finito di piangere e urlare, l'uomo va via e le conduttrici chiedono se tutte si sentono a posto con le loro ferite perchè per la fossa dei leoni devono essere centrate, facendo capire che se non lo saranno chissà cosa potrà succedere di tremendo. Dicono che gli uomini entreranno in quella stanza e spiegano le regole della fossa dei leoni, cioè come e quando dire grazie insieme o lasciare che lo dica una sola ecc. Alla fine io sono molto stanca e anche le altre, ma non ci si può riposare perchè bisogna preparare le sedie per la fossa dei leoni e si deve subito prendere posizione perchè gli uomini ci devono trovare già al nostro posto quando arrivano. "


Questo il racconto della mia amica.

-continua-

Tiresia

sabato 16 gennaio 2010

Di come in arkeon quasi tutti ricordano di aver subito l’abuso

Era il 1999. Il lavoro sul pedofilo andava di pari passo con quello del riconoscimento della parte perversa della madre e, per le donne, col riconoscere come questa parte perversa della madre era stata da loro ereditata ed era (o era stata) continuamente attiva nella propria vita. Gli uomini dovevano a loro volta staccarsi dalla madre riconoscendo come essa li teneva legati a sé (vedi sopra) per andare consapevolmente verso il padre.Ora, c’è stato un periodo, nei seminari, in cui se non ci si “ricordava” di essere stati abusati sessualmente non ci si sentiva “a posto”. Tutti bene o male ricordavano di aver subito un abuso sessuale fra gli 0 e i 5 anni, ad opera di un parente stretto o di un amico di famiglia (sempre comunque con la complicità della madre). Chi non riusciva a ricordarlo veniva accusato in modo indiretto di “proteggere lo spazio del pedofilo e quindi lo spazio perverso della madre”, cioè di proteggere il pedofilo e la propria madre, complice del misfatto.Se vi era qualcuno che ricordava di aver subito abusi sessuali dopo l’età di 5/6 anni e non ne ricordava di precedenti, gli veniva detto dal maestro che l’abuso originario era stato sicuramente rimosso perché gli abusi che uno subisce dopo i 6 anni non sono altro che la ripetizione di un abuso avvenuto prima (il primo abuso si consuma in famiglia, secondo le teorie di questo signore, forse per questo deve avvenire in un’età in cui i bambini hanno ancora poche occasioni di frequentare ambienti diversi dalla famiglia).A una persona che non ricordava l’abuso, ho sentito il maestro dire di individuare chi, fra i parenti e gli amici che frequentavano la sua famiglia quando era piccolo, fosse il più apprezzato, considerato o amato (soprattutto da sua madre) e vedere se ci fossero eventi che potessero collegarlo all’abuso perché, diceva, di solito il potenziale pedofilo è la persona tenuta più in considerazione dalla madre.Quando una persona si ricordava l’abuso, veniva indicata come una di quelle che “avevano fatto il primo passo” verso la soluzione dei propri “nodi” e le veniva detto che il passo successivo consisteva nell’andare dai genitori e condividere questa sua bella scoperta e, nel caso vi fosse stata da parte dei genitori una reazione “negativa” quella persona doveva affrontarli con il “coraggio della verità”, come un vero “guerriero centrato nel suo potere personale” ed essere irremovibile circa la veridicità di ciò che aveva ricordato. A questo punto, il maestro raccontava e portava ad esempio di coraggio e integrità episodi che riguardavano persone del gruppo che in precedenza avevano “ricordato” l’abuso e che erano andate a condividerlo ai propri genitori, i quali non avevano reagito bene davanti a quella condivisione. Veniva molto apprezzato, all’interno del gruppo, e riconosciuto come “prova di integrità personale” il fatto che la persona che aveva “ricordato” l’abuso rimanesse ben salda sulle sue posizioni di fronte ai dubbi o reazioni “negative” dei famigliari. Veniva anche detto che chi, in famiglia, si opponeva con più veemenza alla verità di quel “ricordo”, era con buonissima probabilità la persona complice del pedofilo. Credo che questo possa aiutare a comprendere il motivo per cui, spesso, le persone si sentivano di dover interrompere i rapporti con la loro famiglia di origine, a meno che i famigliari riconoscessero la veridicità del “ricordo” dell’abuso (e in questo modo avvallassero anche il “lavoro” che il figlio/a aveva fatto in arkeon per arrivare a ricordarlo). Nell’ultimo caso, se il padre e la madre, oltre che a riconoscere la veridicità di quanto “ricordato” si scusavano sciogliendosi in lacrime davanti ai figli, allora venivano indicati dal maestro come genitori “saggi” e presentati al gruppo come esempio di “giusto comportamento”. Mentre la figura del padre rimaneva, in linea di massima, sempre “saggia”, sulla madre vi era la necessità di tenerla sotto osservazione in quanto il suo lato perverso, se appariva “domato” da una parte, poteva sempre saltare fuori da un’altra, così come quello di tutte le donne, del gruppo e non.

Tiresia
-continua-

domenica 10 gennaio 2010

Il "lavoro" del gruppo Arkeon - breve esposizione

Descrivere a grandi linee le teorie su cui si basa e si è basato il “lavoro” fatto all’interno di questo gruppo negli anni può servire a meglio comprendere le dinamiche che si verificano al suo interno, fra i membri del gruppo, e nella relazione con l’esterno, fra i membri del gruppo e il resto del mondo।Oltre a questo, proprio su dette teorie si è basata, negli anni, la formazione che il leader del gruppo ha fornito ai maestri da lui iniziati per condurre i loro seminari, insieme agli “skill” che dovevano venire acquisiti “dal vivo”, partecipando ed osservando come il leader conduce o conduceva il seminario/intensivo/premaster ecc. Questi “skill” sono, in pratica, le tecniche da utilizzare per condurre un seminario di arkido o di arkeon o residenziali vari, secondo il grado raggiunto dal maestro. Più di una volta ho sentito il leader dire ai maestri che, per quanto riguarda l’acquisizione degli skill, bastava che frequentassero i suoi seminari per apprenderli guardando quello che faceva lui. Il leader di questo gruppo ha più volte affermato che il dovere di un maestro è quello di fare i seminari e ha fornito personalmente ai vari maestri le indicazioni su come farli e le basi teoriche su cui si basa questo “lavoro”.Penso che sia importante tenere ben presente che questi maestri sono stati formati personalmente dal leader e dalle teorie da lui ideate e propagandate nel corso dei “lavori” che ha portato avanti in questi anni e che quindi la responsabilità di quello che è successo nei seminari di alcuni suoi maestri (si vedano le varie testimonianze riportate sui post di questo forum) sia anche sua e che non se la possa facilmente scrollare di dosso buttando fuori dal gruppo questo o quel maestro.Fino al 2000, i maestri iniziati dal leader venivano chiamati tutti univocamente “maestri di reiki” e solo successivamente, con la creazione dell’associazione denominata “The Sacred Path” sono stati inseriti due livelli di maestria, al primo corrispondono i “maestri di arkido” e al secondo i “maestri di arkeon”.Di scritto, riguardo a queste teorie, esistono solo, che io sappia, gli appunti presi da alcuni maestri durante le varie riunioni dei maestri, seminari e master training. Nella mia descrizione mi baso quindi su quanto ho appreso e visto durante i vari lavori cui ho partecipato in questi anni.Vorrei precisare che questo “corpus” teorico non è statico ma dinamico, in quanto si è andato formando e modificando negli anni e io ne posso dare notizia dagli anni Novanta fino a qualche mese fà, da quando ho smesso di frequentare il gruppo arkeon. Da allora non sono più stato ai seminari e non so che cosa vi succeda attualmente. La mia non vuole essere una descrizione esaustiva di tutte le teorie di questo leader, ma vorrei fornire una serie di linee guida che possano permettere, a chi è interessato a saperne di più, di comprendere meglio ciò che sta alla base delle dinamiche di questo gruppo e delle sue credenze.Dove io mi fermo come conoscenza e testimonianza per mancanza di ulteriori informazioni, spero che altri vogliano andare avanti e rendere noti, anche a quelli che stanno fuori, gli ulteriori sviluppi del “lavoro” e le aggiunte o modifiche alle teorie e tecniche da me qui di seguito riportate.In questo modo spero che chi si avvicina per la prima volta al gruppo Arkeon possa farlo da “consumatore informato” onde evitare le “brutte sorprese” che, da quel che ho letto sul forum, alcuni hanno avuto.
Tiresia

mercoledì 1 luglio 2009

Fermarsi e guardarsi allo specchio



Continuando a mettere in luce i post del forum di discussione su arkeon all'interno del sito www.cesap.net ............

Carissimi
Pensavo di Non dover scrivere ancora in questo Forum, non perchè Non abbia altro da aggiungere, ma perchè mi sembra che la Giustizia stia facendo il Suo Buon Corso.
Leggo però delle Bestialità nella rete e Mi chiedo come mai questo piccolo gruppuscolo spaurito di sostenitori del Grande Metodo rivoluzionario non sia ancora RinsaVito e spari Ka@@te grosse quanto una CaSerma. Anche le Caserme che sembrano più stabili Crollano a seguito di Convulse Pikkonate e povero chi si trova sotto.
Oltre ai Tantissimi tentativi Diffamatori Sparati a Iosa con Grande Meschinità e Compartecipazione, e che scattano Programmati ogni volta che c'è una Pubblica discussione di Cotal Argomento (come faranno i tanti spalatori di fango a non sentirne l'afrore), c'è un Tentativo Misero di far passare i Tanti che hanno preso le distanze dal GM Universale per Invidiosi e False Vittime. Questa è la Barzelletta più bella dell'Anno appena cominciato.
Perchè non iscriversi al Programma de La Sai l'Ultima? Almeno tutto avrebbe più Senso!
Continuo a Chiedermi se la Gente possieda qualche Specchio in casa cui ogni tanto fermarsi a Guardarsi.
O Mi chiedo ancora se sappia Leggere.
Si da ciò che s'è avuto!

Aquilablu

caro Aquila Blu,
nulla di nuovo sotto il sole, mi viene da dire. il discredito , il "tentativo misero" di cui parli, è sempre stata l'arma privilegiata per colpire i fuoriusciti e farli passare per pazzi agli occhi di chi era ancora dentro il gruppo. (a suo tempo mi furono riferite le parole non proprio lusinghiere dette su di me da chi si proponeva come guida spirituale).
il fatto che persistano in questo atteggiamento, nonostante ormai sia chiaro che non funziona, me li rende veramente poco "invidiabili"...
un caro saluto
Mariangela

giovedì 14 maggio 2009

Facciamo un test

Dal libro di Hugo Stamm, Le Sette. Manipolazione, potere, schiavitù: consigli per liberare e liberarsi, ed, San Paolo, pp.114-115

“I gruppi con tendenza al proselitismo si possono riconoscere e valutare in base alle caratteristiche della setta. Si tratta di peculiarità che possono essere gli indicatori dell’indottrinamento. La pericolosità di un gruppo si può rilevare dal numero delle caratteristiche risultanti e dalla loro impronta.


Guru, messia, profeta, fondatore

Per poter valutare questo possibile tratto delle sette e il grado di disposizione al proselitismo, devono essere poste le seguenti domande: la figura direttiva è dominante e riconosciuta come assoluta autorità religiosa o spirituale? Gli adepti attribuiscono ad essa capacità paranormali o ‘divine’? il fondatore viene venerato con grande devozione o considerato come l’apportatore della salvezza?


Teoria della salvezza con pretesa di assolutezza. Principio salvifico


Domande: viene promessa agli adepti la liberazione spirituale o religiosa assoluta? Gli adepti pensano che la loro teoria della salvezza sia l’unica <> valida?



Coscienza di élite

Domande: i membri sono convinti di appartenere a un’élite che può portare alla salvezza dell’umanità? Pensano di dover liberare l’umanità per l’incarico di una forza più alta o in nome di un’ideologia?



Pressione del gruppo. Controllo dei membri

Domande: il gruppo esercita una forte pressione sui membri? I membri vengono sottoposti alla disciplina con mezzi di pressione morale o con carichi eccessivi di lavoro? Si verifica un controllo del comportamento?


Isolamento dall’ambiente

Domande: i membri del gruppo modificano il loro modo di vita? Abbandonano volentieri abitudini consolidate? Si riduce il contatto con parenti, amici e conoscenti? Trascurano gli hobby o escono dai club? Oltre al lavoro nella setta resta loro del tempo libero?


Incarico di missione. Espansione

Domande: i seguaci dei gruppi prendono parte all’attività missionaria? Distribuiscono opuscoli o vendono libri del movimento? Invitano conoscenti e parenti a conferenze o manifestazioni missionarie del gruppo? Fanno visita agli amici solo per narrare loro delle ‘fantastiche’ esperienze nel movimento e per incuriosirli a tale riguardo?



Pretesa di potere

Domande: si lascia derivare dall’ideologia o dalla dottrina della salvezza una marcata pretesa di potere che va oltre la definizione di obiettivi religiosi? Il gruppo reclama un chiaro ruolo-guida? L’obiettivo religioso è associato indirettamente a pretese terrene?


Denaro. Potere economico

Domande: qual è il patrimonio del gruppo? I membri vengono costretti a versare contributi? La ricerca della salvezza è legata a costi definiti? I membri vengono esortati a mendicare o a riscuotere contributi? Devono consegnare il loro patrimonio all’atto di entrata?

Lorita



Provino a farsi queste domande quelli che hanno partecipato ad Arkeon ...

lunedì 27 aprile 2009

L'efficacia è la misura della verità

Non necessariamente riporterò argomenti concatenati.. solo quando penserò che ne valga la pena leggerli

Cara Elia,

grazie per la tua testimonianza che offre a tutti (spero) ulteriori motivi di riflessione.

Vorrei aggiungere il mio commento a quello che hai scritto:

elia scritto:
Lui si ritiene diffamato perché il suo insegnamento ha fallito? Vorrebbe dimostrare, che non è così? E in che modo, con una controprova che in sede giudiziaria qualifichi e accerti che il suo insegnamento abbia validità erga omnes?



Più volte, davanti a qualcuno che sembrava non "volere fare il passaggio" o che continuava ad "essere in processo", ho sentito il maestro commentare: "Quello non vuole uscire dal suo processo per dimostrare che il "lavoro non funziona"". Questa affermazione mi è sempre sembrata alquanto strana. Di solito, se un metodo non funziona a dovere (o non funziona per tutti) si dovrebbero cercarne i motivi nel metodo stesso, non nelle persone che dimostrano di non avere ottenuto i risultati promessi.

Invece, il metodo arkeon non veniva mai messo in discussione, veniva sempre considerato infallibile e quelli che non ne traevano i benefici decantati durante i seminari venivano considerati fondamentalmente persone di "cattiva volontà", persone in processo col maestro e che per questo (per il solo motivo di dimostrare che il "lavoro" non funzionava) continuavano a rimanere in processo/non fare il passaggio.
Questo mi è sempre sembrato molto presuntuoso e non rispettoso dell'unicità delle persone.

Eppure, una delle frasi più gettonate dal maestro era: "L'efficacia è la misura della verità". Come mai in questo caso non veniva (e forse ancora non viene) applicata questa massima?????

Mi sembra che troppo spesso in questo gruppo si dimentichi che il metodo arkeon dovrebbe essere fatto per gli uomini, non gli uomini per il metodo (parafrasando una frase nota che però in questo momento non ricordo di chi sia = La legge è fatta per gli uomini, non gli uomini per la legge).

Emanuela