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domenica 2 maggio 2010

Riunione preliminare o “presentazione aperta a tutti”

Ciao Rugida,
io non ho esperienze dirette in Arkeon
ma l’ho comunque vissuta indirettamente dato che una mia carissima amica è entrata a far parte di quella che tu ora definisci giustamente setta.
Fui solamente invitata dietro richiesta della mia amica a partecipare ad una riunione preliminare, volta a cercare di far entrare persone all’interno di Arkeon.
A turno ogni persona già inserita nella setta, magnificava la propria esperienza in Arkeon, tutti sembravano essere felici, ognuno parlava della propria vita fatta di depressione, sventure e poi di questo fantastico incontro con Arkeon e il suo maestro capace di ridare loro felicità, quella felicità che sognavano ma che mai con i mezzi tradizionali avevano ottenuto.
Successivamente “i nuovi” avrebbero invece dovuto raccontare cosa nella loro vita non andava, o meglio il proprio desiderio di cambiamento… (che naturalmente Arkeon avrebbe offerto loro su un piatto d’argento)
ricordo che in quel frangente pensai fra me e me quanto tutto fosse assurdo.. io non avevo bisogno di nessuno per modificare il mio stato di cose, stavo bene con me stessa, i miei erano problemi risolvibilissimi con un po’ di buona volontà ed impegno.
Venne così il mio turno e ricordo che dissi proprio questo e fui anche l’unica ad esprimere un concetto del genere.
Credo che il maestro abbia pensato che non fossi esattamente il suo prototipo di adepta; essere già positivi, propositivi e riuscire a capire da soli che la tua vita funziona o che può funzionare, toglie spazio ad un eventuale tentativo di plagio.
Ma non tutti sfortunatamente hanno questa capacità, vuoi perché più deboli di carattere o vuoi perché nella vita si attraversano momenti di estrema fragilità dovuti magari a problemi molto seri e di conseguenza mi rendevo conto quanto altrettanto fosse facile cadere nella trappola per chi sta male.
La mia amica invece si era buttata anima e corpo in questa esperienza, partecipava ai vari seminari, - così li definiva -, riteneva che i soldi spesi fossero necessari alla sua “guarigione”.
La cosa che mi sconvolse fu quando il maestro le inculcò che i suoi problemi fossero riconducibili ad uno stupro subito da bambina da parte di suo padre e di conseguenza la invitava a staccarsi da lui.
Trovavo tutto ciò assurdo, irreale e mi stupivo di come la mia amica, persona intelligente e per nulla ingenua potesse credere a ciò che le venisse detto.
Il plagio è l’unico termine adatto per spiegare questa involuzione di pensiero.
Ora ne è uscita fortunatamente…
Vaniglia

lunedì 19 aprile 2010

(9) Di cosa succede all’ Intensivo, altrimenti chiamato seminario residenziale “The Spirit of the Earth”

Quarto giorno di intensivo - gruppo delle donne

Trascrivo la descrizione che mi ha mandato un'amica.

" Abbiamo passato la notte e la mattina separate dagli uomini. Quando si deve cominciare il gruppo delle donne quelle che lo conducono ci dicono di andare al tempio. Entriamo nel tempio. Io mi sento un po' nervosa perchè una mia amica mi ha accennato a quello che ha fatto lei in questo gruppo e l'idea non mi piace proprio. Mi ha raccontato che si fa un esercizio in cui ci si deve mettere sotto una coperta e toccarsi e ho saputo che qualcuna ha succhiato il seno di quella che era sotto con lei e il pensiero mi fa proprio schifo.
Ci fanno mettere in cerchio sedute per terra, in mezzo c'è la candela accesa. Le conduttrici sono 3 fra cui la moglie del maestro e ci dicono di chiudere gli occhi. La moglie del maestro dice di fare attenzione al respiro e sentire come entra ed esce da noi. Poi dice di fare uscire il canto della nostra anima e tutte cominciano a emettere un suono durante l'espirazione. Prima il suono è basso poi diventa sempre più forte finchè qualcuna comincia a urlare, come se fosse un urlo di rabbia, mentre altre sembrano cantare, finchè tutte emettiamo suoni molto forti. Dopo un po' i suoni si abbassano fino a finire, allora ci viene detto di aprire gli occhi e guardarci. Qualcuna si vede che ha pianto, qualcuna no. Una delle conduttrici dice di andare nelle nostre ferite col maschile, col padre , col partner ecc e di condividere cosa sentiamo. La condivisione non segue un ordine ma parla chi se la sente in quel momento. Non mi ricordo se si prende il pezzo per parlare e neanche se c'è. Ricordo che una comincia a fare una condivisione dicendo che nella sua vita fa fatica, che non prova molta gioia perchè con lavoro e figli non riesce a trovare tempo per la sua relazione col marito. Le conduttrici chiedono se c'è qualcuna che le vuole dare dei feedback e delle donne si mettono davanti a lei in ginocchio dicendole che è lamentosa, che usa il dolore per fare sentire in colpa il compagno e per tenere legati i figli. Sono molto aggressive e quella che ha parlato deve solo ascoltare senza controbattere e dire solo grazie alla fine del giudizio che le viene detto. Dopo un po' comincia a piangere e viene lasciata così a vedersi quel dolore che lei usa per manipolare. Comincia a condividere un'altra e poi un'altra e sempre quello che dicono viene spiegato con le solite teorie di arkeon dalle conduttrici e anche da altre del gruppo. Io devo stare attenta a quello che dico perchè sono troppo stanca per sopportare qualcuno che mi critica negativamente, così non condivido niente e ascolto le altre. Le condivisioni vanno avanti tantissimo senza intervallo. Ad un certo punto viene fuori il discorso dell'omosessualità latente e dell'energia erotica della madre. Allora le conduttrici dicono che chi vuole può fare l'esercizio delle coperte, che è un'esperienza molto importante per andare a fondo nella propria relazione con il femminile. Viene indicato un gruppo di coperte e a due a due ci si deve mettere in coppia e sdraiarsi per terra sotto la coperta ad esplorare il proprio corpo. Io non lo voglio fare e non lo faccio, ma le conduttrici mi fanno pressione perchè lo faccia anch'io. Io dico di no decisamente e prima mi viene detto che perdo un'occasione importantissima, che non voglio andare a vedermi la mia relazione con mia madre, che così continuo a proteggere lo spazio di complicità con lei e che è un peccato se non lo faccio. Poi non mi rivolgono più la parola perchè io dico chiaramente che non lo voglio fare e cominciano a girare fra le coppie sdraiate sotto le coperte. Quando tutte hanno finito, si ricomincia la condivisione.
Ci sono vari pianti di donne che dicono alla madre che le ha abbandonate e alcune urlano con rabbia e poi si mettono a piangere ecc. Qualche volta chi piange viene consolato da tutte o quasi le donne del gruppo che sono invitate a stringersi intorno a lei dalle conduttrici, qualcuna invece viene lasciata a piangere da sola, non so in base a quale differenza, le conduttrici dicono che dipende dal processo individuale.
Poi una dice che le viene da vomitare e le viene detto che è perchè le sta uscendo il processo col pedofilo. Allora le conduttrici si consultano e una di loro va a chiamare uno degli uomini per aiutarla a fare il processo col pedofilo. Mentre quella va a chiamarlo, le altre fanno chiudere gli occhi a quella a cui sta uscendo il processo col pedofilo e una di loro le fa fare una visualizzazione in cui lei deve tornare al tempo in cui era bambina ed era nella sua camera; è notte e sente dei passi che si avvicinano, che salgono le scale. La porta della sua camera si apre ed entra "lui". Intanto l'uomo scelto è arrivato e sottovoce gli dicono di avvicinarsi a lei e di cominciare ad accarezzarla mi sembra sulla testa. Continuano a dire che lui adesso è lì e chiedono se si ricorda chi è che la accarezza. Quella con gli occhi chiusi ha una specie di crisi isterica in cui dice all'uomo di andarsene, di lasciarla in pace, ma le conduttrici dicono a lui di continuare ad accarezzarla, anche in altre parti del corpo, sulle braccia e sulle gambe. Quella si divincola e piange e urla finchè vomita la saliva e tutti dicono che ha vomitato lo sperma del pedofilo. Le conduttrici dicono che chi ha un processo aperto col pedofilo può andare vicino all'uomo e parlargli ad occhi chiusi come se fosse il loro pedofilo. Alcune urlano e piangono e gridano insulti e anche cercano di picchiarlo ma vengono tenute. Poi qualcuna comincia a chiamare suo padre e gli chiede di salvarla, gli chiede dov'era, perchè non c'era per salvarla dal pedofilo ecc. Allora le conduttrici fanno mettere tutte le donne in cerchio intorno all'uomo e fanno chiudere gli occhi e dicono che nel cerchio c'è il loro padre e così si ricomincia a sentire alcune che piangono chiamandolo papà, alcune che urlano perchè non c'è mai stato, alcune piangono e basta ad occhi chiusi, alcune vanno nella rabbia contro la madre che le ha separate dal padre ecc.
Quando finalmente tutte hanno finito di piangere e urlare, l'uomo va via e le conduttrici chiedono se tutte si sentono a posto con le loro ferite perchè per la fossa dei leoni devono essere centrate, facendo capire che se non lo saranno chissà cosa potrà succedere di tremendo. Dicono che gli uomini entreranno in quella stanza e spiegano le regole della fossa dei leoni, cioè come e quando dire grazie insieme o lasciare che lo dica una sola ecc. Alla fine io sono molto stanca e anche le altre, ma non ci si può riposare perchè bisogna preparare le sedie per la fossa dei leoni e si deve subito prendere posizione perchè gli uomini ci devono trovare già al nostro posto quando arrivano. "


Questo il racconto della mia amica.

-continua-

Tiresia