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domenica 19 dicembre 2010

Arkeon approda a Mi Manda RaiTre


Riporto in auge questo post in quanto il link alla puntata della trasmissione "Mi manda Rai Tre" non era più presente in rete, mentre ora noto che qualcuno l'ha messa sul canale Vimeo




“Un viaggio interiore, un percorso alla ricerca dell’identità, del benessere, ma, per alcuni, questo è stato un viaggio verso un incubo”. Così Andrea Vianello, conduttore della trasmissione televisiva Mi Manda RaiTre, ha presentato il metodo Arkeon messo in pratica dai ‘’maestri’’ dell’associazione Il sentiero sacro (“The Sacred Path”).
Per circa un’ora,nel corso della puntata andata in onda il 13 ottobre,si è parlato delle insolite attività del gruppo spirituale Arkeon, che conta diecimila seguaci in Italia. Un’ora densa di testimonianze e discussioni, con la presenza del leader Vito Carlo Moccia, ideatore di Arkeon, spalleggiato da due “maestri” e da un prete, Don Angelo De Simone, che Ruffolo ha definito “sacerdote atipico”.
A sedersi di fronte ai quattro rappresentanti di Arkeon c’era Stefano Spera, un giovane di Ostia che è intervenuto per raccontare la sua esperienza nel gruppo e le sofferenze patite.
“Ho conosciuto questo gruppo nel 2001 – ha detto Stefano – nel momento in cui ero fragile perché mio padre stava male”.
Ha riferito di aver frequentato molti seminari a pagamento e ha descritto stravaganti esercizi e teorie: “Fui invitato a rompere con la famiglia, in particolare con mia madre - ha dichiarato Stefano - perché loro sostengono che la madre è perversa. Il maestro aveva un forte ascendente. Loro sfruttano che sei in un momento delicato, ti danno un appoggio morale e d’affetto, ma poi ti fanno sentire in debito per cercare di gestirti e ti fanno fare cose incredibili”.
A quel punto Stefano ha ricordato, ad esempio, un esercizio che consisteva nell’andare a chiedere l’elemosina. “La richiesta di portare altre persone nel gruppo si faceva pressante e siccome non portavo nessuno sono iniziate umiliazioni fisiche e morali”. Alla domanda di Vianello: “Quando ha capito che doveva scappare…?”, Stefano ha risposto: “Non l’ho capito io, l’ha capito il fisico perché sono stato male e sono finito in ospedale, dopodichè pian piano con le cure psicoterapiche sono riuscito a tornare alla normalità”.
Altre due persone, intervistate in una sala riservata, hanno raccontato la loro esperienza scegliendo l’anonimato. Maria ha detto di essere entrata nel gruppo nel ’98, in un momento difficile della sua vita, e di essere rimasta dentro per cinque anni, nel corso dei quali ha pagato più di quindicimila euro per partecipare ai seminari.
“Il lavoro psicologico che fanno mi ha completamente sbalestrata - ha detto Maria - vedevo le persone che erano troppo dipendenti dal maestro, quindi ho capito che c’era qualcosa che non quadrava, ho iniziato a leggere libri e mi sono resa conto che ero cascata in una…”. Gabriella ha raccontato com’è entrata in Arkeon, accompagnata dal suo compagno che gliene parlava come se fosse un corso riguardante la comunicazione. Dopo aver partecipato a due incontri si è resa conto che persone senza competenze volevano scandagliare la sua psiche, pertanto ha preso le distanze dal compagno e dal gruppo.
“Nei seminari - ha spiegato Gabriella - ipotizzavano dei disagi che venivano riattualizzati in qualche modo, e questa sembrava essere la pratica per poterli superare. Il maestro proponeva particolari teorie come ad esempio quella del pedofilo, della madre perversa, della trasgressione creativa…”. Gabriella ha poi raccontato la vicenda giudiziaria inerente alle settanta querele ricevute dopo l’intervento del Cesap e dopo le testimonianze di alcuni fuoriusciti, fra cui lei stessa, fatte a gennaio del 2006 nel corso di tre puntate del programma “Tutte le mattine”, su Canale 5. Dopo questi racconti Vianello ha fatto entrare il presidente dell’associazione “The sacred path – Arkeon”, Vito Carlo Moccia, il vice presidente Lorenzo Campese, Gabriella Noè del comitato scientifico dell’associazione, ed il sacerdote Don Angelo De Simone. Il conduttore ha voluto puntualizzare che l’unico invitato era Vito Carlo Moccia, e questi ha portato con sé gli altri rappresentanti, fra cui il prete. Il leader del gruppo è stato subito incalzato da Gabriella, che ha chiesto se realmente la Chiesa appoggia questo movimento e perché alcuni rappresentanti di società e associazioni del gruppo Arkeon pretendono da lei un risarcimento di oltre quattro milioni di euro per aver descritto la sua esperienza nella trasmissione di Maurizio Costanzo. “Ho solo raccontato la verità - ha detto Gabriella – eppure ho ricevuto, oltre alla richiesta di quattro milioni, anche settanta querele per presunta diffamazione da maestri e affiliati di Arkeon”. Vito Carlo Moccia con imbarazzo ha risposto che “sicuramente, magari delle cose sono successe”.
“…a me viene di chiedere scusa a Gabriella” ha continuato con evidente difficoltà, ipotizzando che qualche maestro non abbia rispettato la carta dei valori e il metodo Arkeon. Ma questo tentativo di scaricare le responsabilità non è piaciuto all’avvocato Ugo Ruffolo, studioso di diritto, ospite fisso della trasmissione, che riferendosi alla richiesta di quattro milioni fatta dal gruppo Arkeon ha affermato: “Stiamo parlando di danni e di reati molto gravi; se le accuse che abbiano sentito vengono reputate fondate e provate da un giudice, i milioni di euro dovranno essere dati all’altra parte, perché i danni pesanti alla salute, i danni esistenziali, le vite rovinate, oggi vengono valutati in centinaia di migliaia di euro quando non in milioni”.
In collegamento diretto da Bari è intervenuta anche la psicologa Lorita Tinelli, presidente del Cesap, affermando che nell’arco di dieci anni di attività ha ricevuto decine e decine di racconti di fuoriusciti da Arkeon, dello stesso tipo di quelli ascoltati durante la trasmissione e anche alcuni con risvolti molto più drammatici.
Vianello ha quindi rivelato che, a quanto gli risulta, varie Procure della Repubblica Italiana stanno indagando su queste vicende.
Gabriella Noè, presentatasi come membro del comitato scientifico di Arkeon, ha descritto l’organizzazione sostenendo che esiste un albo dei “maestri” corrispettivo di un albo professionale, paragonandolo nientemeno all’albo dei giornalisti o dei medici …ma Vianello ha fatto notare che tale paragone non regge, perché l’albo dei “maestri” di Arkeon non è riconosciuto ed istituito dalla legge.
L’avvocato Ruffolo tornando sulla questione della responsabilità dell’organizzazione e degli organizzatori ha detto che se gli affiliati hanno incontrato un maestro è forse perché hanno visto qualcuno in televisione che li ha attratti. “Non siamo mai andati in televisione”, ha risposto Gabriella Noè, forse dimenticando che diversi video promozionali sono stati prodotti e divulgati dall’organizzazione stessa, e che uno di questi contiene un’intervista di Padre Raniero Cantalamessa a Vito Carlo Moccia, trasmessa da RaiUno nel corso della trasmissione “A sua immagine”. E proprio per comprendere se Arkeon è davvero vicina al mondo cattolico, Vianello ha chiesto spiegazioni a Don Angelo De Simone. “Sono stupito che lei sia qui…”, ha commentato il conduttore. Don Angelo ha provato a difendere Arkeon definendosi “animatore spirituale” del gruppo e dichiarando di poterlo fare senza alcuna autorizzazione ecclesiale.
Non ha detto, dunque, che il movimento Arkeon è riconosciuto dalla Chiesa cattolica. L’accanimento dimostrato da Don Angelo non ha però convinto il pubblico presente, che più volte ha dato segni di dissenso. Ruffolo, riprendendo un esempio infelice fatto da Don Angelo sulle responsabilità personali dei preti pedofili, ha assicurato che poiché il prete opera in una struttura, anche la struttura paga i danni, ricordando che negli Stati Uniti la Chiesa cattolica deve pagare miliardi di dollari di risarcimento per cause di questo tipo.
“In Italia - ha spiegato Ruffolo - quando qualcuno fa affidamento in un ente, in un’associazione, in un gruppo, e solo per questo va da un maestro che altrimenti non conoscerebbe, se il maestro fa qualcosa di sbagliato l’associazione ne risponde, così come se un prete fa qualcosa di sbagliato ne risponde il convento”.
Riferendosi all’attività di Arkeon, Vianello ha affermato che è un’introspezione psicologica, ma l’ideatore del metodo lo ha negato.
Su quest’aspetto il conduttore ha insistito, e Moccia ha dichiarato di essere laureato in psicologia ma di non aver voluto fare l'iscrizione all’albo. A quel punto è intervenuto il Presidente del Consiglio Nazionale degli Psicologi, Giuseppe Luigi Palma, il quale ha confermato che “occuparsi di vissuti psicologici e di emozioni è lavoro da psicologo” e che Vito Carlo Moccia non è uno psicologo.
“L’Ordine degli Psicologi ha ricevuto tre segnalazioni - ha detto il presidente Palma - che hanno prodotto altrettante denunce alla Procura della Repubblica per esercizio abusivo della professione dopo aver verificato che il signor Moccia non era iscritto all’Albo”.
Moccia ha cercato di respingere le accuse, ma Vianello ha ribadito che non potrebbe neppure iscriversi all’Albo perché le lauree da lui conseguite alla Jolla University di San Diego e all’Università di Fiume non sono valide in Italia.
E ancora, rivolgendosi con fermezza al presidente di Arkeon, Vianello ha detto: “Mi chiedo com’è possibile che dopo denunce di questo genere, che da anni giungono alla dottoressa Tinelli, non abbiate fatto delle indagini interne rispetto a questi maestri infedeli, li abbiate cacciati, invece di mandare querele di diffamazione a suon di miliardi intimidatori …perché Tinelli è seppellita dalle vostre querele solo perché raccoglie informazioni da tutti quelli che si lamentano”.
In chiusura Vianello ha letto l’ordinanza del giudice che ha respinto la richiesta di Arkeon di far oscurare il sito internet del Cesap che contiene testimonianze critiche, mentre invece Moccia ha provato a leggere una testimonianza della fidanzata di Stefano Spera, ma è stato bloccato dal conduttore.
Il presidente di Arkeon ha quindi ammesso di trovarsi in difficoltà per aver ricevuto accuse ignobili: “…che è una setta, …abusi sessuali sui minori, istigazione al suicidio, truffa, ecc.”.
Andrea Vianello, pur offrendo a questi la possibilità di replicare e di difendersi, non ha esitato a concludere con parole pesanti, affermando che “questa teoria creata da Moccia, a quanto pare dai racconti degli ospiti, ha generato mostri!”.
Roma – 16 Ottobre 2006
Questa è una news del sito www.assotutor.it

domenica 9 maggio 2010

Arkeon: l'altra faccia del Mulino Bianco


Così come ho riportato gli scritti di Tiresia tratti dal forum del Cesap, riporterò nei prossimi giorni le testimonianze di altre persone che hanno frequentato quei seminari e che più mi hanno colpito per il loro contenuto.

Ho fatto parte di un gruppo Arkeon quando ancora si chiamava Reiki, fortunatamente per un breve periodo (dieci mesi, più o meno). Questo lasso di tempo è stato sufficiente per capire che tale gruppo si stava trasformando in una setta vera e propria, dove la figura del maestro o della maestra è intoccabile e ogni sua affermazione indiscutibile quasi fosse un dogma divino.

Sono arrivata in questo gruppo dopo un periodo molto negativo, sicuramente ero indebolita psicologicamente. Come spesso accade, ho sperimentato il fenomeno del cosidetto “love bombing”, all’inizio tutto quello che facevo o dicevo andava bene e incontrava approvazione. La maestra Reiki attorno al quale ruotava il gruppo, mi spinse ad allacciare una relazione con un uomo che come me frequentava i seminari, e per qualche tempo questa relazione procedette abbastanza bene. Forse troppo bene…dopo alcuni mesi, quando io mi ero ripresa e fortificata, probabilmente venne fuori il mio carattere autonomo e poco malleabile. Rispettavo la maestra ma non la consideravo una sorta di divinità come sembravano fare le altre persone del gruppo, sicuramente non avevo intenzione di delegare a lei il controllo della mia vita o di mettermi a suo servizio. Nel frattempo era nato Arkeon e la maestra portava nel gruppo i dogmi del suo leader: rabbrividisco ancora quando ripenso che alle donne veniva predicato di sottomettersi totalmente al loro compagno, rinunciando alle loro legittime ambizioni personali. A un certo punto la maestra decise che dovevo separarmi dall’uomo con cui avevo una relazione, in quanto, a suo dire, io bloccavo la sua crescita e il suo “passaggio con il padre”. I discorsi sono quelli che molti avranno conosciuto: “tu sei fedele a tua madre, sei il suo braccio armato”, “Tu hai interesse a farlo restare un eterno bambino, un senza palle.” In realtà, come ho compreso solo successivamente, la maestra temeva che lo distogliessi dall’idea di diventare maestro e allontanassi per lei la possilità di intascare una bella cifretta: ricordo bene che l’atteggiamento di lei nei miei confronti è cambiato allorquando una persona chiese a lui se aveva in progetto di diventare maestro e lui rispose di no (peraltro senza alcuna influenza da parte mia, non ne avevamo mai parlato).

Da quel momento, sono stata attaccata dalla “maestra” con una violenza inaudita, mi ha accusato di essere una donna malvagia e diabolica, una donna che nessun uomo avrebbe voluto, ma adesso le sono grata, perché è stato proprio il suo insultarmi in maniera esagerata, tirando fuori degli argomenti che non stavano né in cielo né in terra, che mi ha aperto gli occhi e mi ha indotto a uscire dal gruppo per non rientrarvi più.

Parecchi mesi dopo, ho saputo che quello che era capitato a me era successo anche ad altre donne: alcune si sono ritrovate con la vita totalmente sconvolta, perché avevano rotto completamente i rapporti con le loro famiglie (i cui membri venivano accusati di crimini ripugnanti come la pedofilia o l’incesto), avevano lasciato il lavoro e la casa in cui abitavano per vivere con uomini che dopo poco tempo le hanno piantate “su ispirazione dei maestri”. E anche in questo caso, la verità era che, volendo condurre i loro compagni verso la maestria (modica spesa all’epoca 30 milioni), i maestri avevano deciso che queste donne, non abbastanza convinte o passive, rappresentavano un ostacolo al loro piano.
Fortunatamente, per quanto mi riguarda, non avevo commesso follie tali da farmi piombare nella disperazione e ascoltare queste testimonianze mi ha convinto ancora di più della bontà di aver abbandonato il gruppo.


Spero che dopo la trasmissione di Costanzo qualcuno apra gli occhi su questi sedicenti maestri che adorano come unico dio, il Dio Denaro. Su questo sito ho avuto il piacere di vedere che alcune persone che all’epoca facevano parte del mio stesso gruppo, ne sono fortunatamente uscite fuori, e spero che altri, prima o poi, aprano gli occhi e seguano il loro esempio.

Ringrazio le persone del Cesap per la loro azione, che spero induca la magistratura e le forze dell’ordine ad agire.

Mari

giovedì 8 ottobre 2009

Pseudo-setta, va a processo l'Arkeon

10.000 adepti in tutta Italia
Il gup di Bari rinvia a giudizio dieci persone. Alcuni truffati avevano denunciato al «Maurizio Costanzo show»

BARI - Il gup del tribunale di Bari Marco Guida ha rinviato a giudizio dieci delle undici persone coinvolte nell’inchiesta sul «metodo Arkeon». La posizione dell’undicesimo indagato è stata stralciata. Si tratta - secondo l’accusa - di una sorta di «psico-setta» che, utilizzando tecniche vagamente ispirate alle filosofie orientali del Reiki, in dieci anni sarebbe riuscita a raccogliere 10.000 adepti in tutta Italia e a truffare molte persone, obbligandole a partecipare a costosi seminari, dicendo loro che sarebbero guarite da tumori, aids o infertilità, oppure da problemi spirituali.

LE ACCUSE - Nell’indagine vengono contestati i reati di associazione per delinquere, truffa, esercizio abusivo della professione medica, violenza privata, maltrattamenti di minori e incapacità procurata da violenza. I fatti si riferiscono al periodo compreso tra il 1999 e il 2008. Per partecipare ai seminari di Arkeon, il costo minimo si aggirava sui 260 euro e arrivava, a mano a mano che si passava di livello, a 15.000 euro. Ma una coppia del nord Italia, che cercava di risolvere la propria crisi matrimoniale, ha detto alla polizia di avere pagato 100.000 euro, così come una donna che credeva di aver subito violenza sessuale nel passato.

SEDICENTE PSICOLOGO RESIDENTE A MILANO - Va alla sbarra anche il capo dell'organizzazione, Vito Carlo Moccia, di 57 anni, di Noicattaro e residente a Milano, che diceva di essere psicologo ma non ne aveva i titoli e che, secondo l’inchiesta del sostituto procuratore Francesco Bretone, era il capo dell’associazione criminale. Nei seminari - sostiene il pm - Moccia faceva fare esercizi terapici che portavano alla spersonalizzazione e all’accettazione di qualsiasi indicazione venisse dal «maestro». Tra gli esercizi richiesti c’era quello di travestirsi e andare a chiedere l’elemosina per strada o sottoporsi all’esercizio del «no limits», durante il quale, secondo le denunce presentate, alcune vittime sarebbero state indotte a credere di avere subito abusi sessuali quando erano minorenni. Alcuni ragazzini inoltre, sarebbero stati costretti ad assistere a episodi di forte impatto emotivo: un bimbo di dieci anni vide la mamma picchiare l’ex convivente, un diciassettenne conobbe particolari sulla vita sessuale del padre. Secondo l’accusa, il gruppo riusciva a creare una dipendenza psicologica inducendo le vittime a partecipare in maniera costante ai seminari.

LE PRATICHE - «Tutti in piedi che camminano in una stanza con musica new age di sottofondo. Al segnale del «maestro» si fermano di fronte ad un adepto a caso fissandolo negli occhi. Poi il maestro ordina di ripetere alla persona difronte "Io ho fiducia in te, ti offro io mio amore" e l’altro deve rispondere "Io ho un segreto che non ho mai detto a nessuno"». E’ uno degli inquietanti passaggi contenuti nelle carte dell’inchiesta che ha smascherato la setta

DENUNCIA IN TV - Le indagini sono partite nel 2006 dopo che alcuni ex seguaci del gruppo avevano partecipato alle trasmissioni televisive «Tutte le mattine» di Maurizio Costanzo e «Mi manda Raitre» condotta da Andrea Vianello.




29 settembre 2009(ultima modifica: 30 settembre 2009)

domenica 13 settembre 2009

La storia di Carlo

Ho cominciato a frequentare seminari perché dopo avere ricevuto diversi trattamenti di reiki stavo cercando una tecnica di rilassamento da potere utilizzare a mio piacimento e senza dovere praticare dure discipline o studiare posizioni (mi riferisco al buddismo e allo yoga), e così siccome reiki mi era piaciuto molto, sono andato ad un seminario di primo livello, 15 giorni dopo ho preso il 2 livello, due mesi dopo ho fatto il primo intensivo e pre-master, otto mesi dopo ero stato convinto dalla maestra che il mio futuro era vivere in una associazione reiki (il famoso "centro reiki in campagna" di cui tutti i membri del nostro - nostro, non di altri maestri - gruppo DOVEVANO desiderare, pena l'essere considerati dei solitari, degli evitanti, ecc.
Poi sono passati molti anni, in cui ho fatto molte cose, compreso l'andarmene da quel gruppo e smettere di desiderare il "centro reiki in campagna" perché non era da me volerlo.
Poi mi sono innamorato di Manuela, la donna che poi è diventata mia moglie, e lei era ancora dentro al gruppo, così sono rientrato anch'io e siamo diventati maestri di reiki insieme. Abbiamo insegnato reiki ad una ottantina di persone, e, una volta concluso il pagamento in quasi totale nero dei 40.000.000 di vecchie lire necessari per i due master, improvvisamente c'è stato un calo nella frequenza di persone alle presentazioni già prima del passaggio ad arkeon. Con il passaggio ad arkeon questa assenza è divenuta totale.
Poi è nato Francesco, settimino, un mese in incubatrice, paura, dolore, terrore di vederlo spegnersi, desiderio di vederlo crescere in una famiglia completa, che parla la lingua che parlano tutti, che non usa "gerghi", che frequenta i parenti senza paura, che non tiene i neonati in mezzo alle urla e ai pianti fino all'1 o alle 2 di notte "perché c'è un processo da sciogliere", che non pensa che il pianto del bambino sia segno di un problema della madre, che il biberon sia un pene finto che serve a preparare il bambino all'abuso orale da parte del pedofilo che deve "segnare" il bimbo con lo sperma (altro che "Abuso energetico!), che non insegna ai propri figli che i pedofili sono ovunque, sopratutto in famiglia, che non fa scenate ai nonni qualsiasi cosa dicano o facciano, che non restituisce scarpine perché "separano dalle vere radici paterne" in quanto regalate dai nonni materni, che non paga baby-sitter per un mese per poter frequentare ogni anno la trafila intensivo – pre-master - master training-riunione di arkeon con Vito – intensivo – pre-master del nostro maestro (spesa totale dei soli corsi 10.270 euro), senza lavorare dal 10 luglio al 13 agosto e aggiungendo spese di viaggio, cibo e,appunto, baby sitter. Fino a quel punto io avevo contratto debiti con le finanziarie (e non con gli strozzini come si è INVENTATO Costanzo), ma con un bimbo di 1450 grammi in braccio non me la sentivo più. Inoltre l'essere stati per circa un mese lontani dal gruppo, senza il tempo per telefonare ai maestri per ogni cosa e chiedere consiglio, lasciando contemporaneamente spazio al condizionamento che veniva regolarmente rinnovato, ci ha fatti "svegliare" e così, nei due mesi successivi, abbiamo maturato l'idea di toglierci da tutto. Vito mi ha telefonato appena ha saputo di questa mia decisione e mi ha detto "prenditi l'equivalente di un anno sabbatico, fermati, rimettete a posto le finanze e poi rientrate". No. ce ne siamo andati. Per un anno ci siamo leccati le ferite e abbiamo cercato di capire cosa era successo, abbiamo chiesto scusa a parenti ed amici allontanati, abbandonati, maltrattati ecc. e ci siamo accorti di stare male, di avere subito ingiustizie, umiliazioni, dolore, maltrattamenti gratuiti, anzi, pagati profumatamente. Io ho iniziato a marzo 2005 a studiare il fenomeno e ho contattato il cesap a settembre 2005, ho ancora tutte le e-mail. La Tinelli (SEMPRE E SOLO GRATIS) mi ha aiutato, mi ha ascoltato, mi ha messo in contatto con diversi altri fuoriusciti che la avevano già contattata anni prima, e poi a Gennaio 2006 abbiamo visto Gabriella in TV e abbiamo telefonato a Costanzo. Il resto è storia. Una denuncia mi è arrivata ancora non molte settimane fa. Lunedì 31 Marzo 2008 avrei dovuto essere ad Ancona per quello che più volte in modo errato, improprio e calunnioso è stato definito "rinvio a giudizio", che invece è solo uno degli esiti possibili (il più improbabile) dell'incontro che si terrà: il PM ha semplicemente dato "luogo a procedere" per non prendersi la responsabilità di chiedere lui l'archiviazione (o il rinvio a giudizio, che però, vi assicuro, non è stato chiesto), ma farlo fare ad un giudice. Chi ha scritto più volte sul forum della Di Marzio o in altri spazi "rinvio a giudizio" si è macchiato più volte del reato di calunnia, e ne dovrà rispondere personalmente. Io ho dovuto rinunciare ad un concorso per "esperti psicologi" presso il tribunale di Genova perché era condizione indispensabile il non avere carichi pendenti, ed invece le 80 denunce identiche e prive di qualsiasi sostanza, di cui alcune già archiviate, altre (furbescamente da chi non vuole guai seri) ritirate, sono esattamente un carico pendente. I miei avvocati calcoleranno il danno che ciò mi ha causato, (tutti i soldi che avrei guadagnato vincendo il concorso) ed i denuncianti ne dovranno rispondere, uno ad uno.

Carlo

lunedì 15 giugno 2009

Burattini inconsapevoli, informatevi !


Gentili lettori del forum,

è da qualche giorno che mi chiedo se è il caso o meno di intervenire nel dibattito che l’intervento di Riccardo ha suscitato.

Vorrei fare una considerazione perché anch’io, come Manu, ho avuto l’impressione che agli interventi dei “soddisfatti” frequentatori di questo gruppo seguissero delle risposte un po’ aggressive.

Io credo, ed è una mia personale opinione, che lo spazio che ci viene offerto dal Cesap in questo forum sia una grande opportunità per tutti: per chi ha frequentato il gruppo e non ha apprezzato il “lavoro” per tutta una serie di motivi, per chi lo frequenta attualmente (tanto, poco, intensamente o da lontano, come studente o come maestro – per usare una terminologia nota ed utilizzata nel gruppo – come studente frequentante un seminario ogni tanto o come studente che si fa “tutti i lavori”) e lo ritiene un “lavoro“ valido, per chi ne ha sentito parlare e vuole ascoltare le diverse opinioni che le persone si sono formate in proposito e perché se le sono formate.

Fermo restando il fatto che in una società che si definisce libera ognuno ha e deve avere la possibilità di fare le esperienze che ritiene valide e formative per se stesso (sempre che non nuocciano agli altri o a sé), le persone che fin qui sono intervenute nel forum hanno tutte portato il grande dono della loro esperienza agli altri.
E se è vero che dall’esperienza degli altri non sempre si impara o si è disposti ad imparare, è anche vero che questo spazio offre, a chi frequenta arkeon e ha dei dubbi su quello che vede nei lavori e nei seminari, sulle teorie propagandate dal leader e di conseguenza dal gruppo, un prezioso strumento di confronto: le informazioni diverse o contrarie a quelle che vengono fornite dal leader nonchè dal e nel gruppo stesso.

Più volte, nel corso di questi mesi, mi sono domandata se l’accesso a tutte le informazioni che ho avuto dopo che ho lasciato questo gruppo avrebbe potuto fare una differenza (e per informazioni intendo: la letteratura specifica esistente sulle sette a controllo psicologico - che mi ha aiutato ad individuare inquietanti parallelismi con quello che negli anni ho visto accadere nelle dinamiche del gruppo e nei vari “lavori” -; le esperienze dolorose e dure che molti di quelli che hanno scritto su questo forum hanno avuto il coraggio di condividere agli altri e che mi hanno riportato alla mente le esperienze che avevo sofferto io, pensando che in me ci fosse qualcosa di terribilmente sbagliato e perverso perché non riuscivo ad essere come mi si diceva avrei dovuto, come una “vera e sana” donna-moglie-madre sarebbe dovuta essere; le testimonianze di chi frequenta questo gruppo ed è pronto a difenderlo a spada tratta, senza sapere TUTTO quello che c’è dietro e che mi ricordano com'ero io tempo fa).

Perché le informazioni, all’interno, NON CIRCOLANO. Non fatevi illusioni. Documentatevi.

Chiedi, Riccardo, al tuo maestro, di mostrarti quelle email che sono arrivate a tutti i maestri di arkeon fra gennaio e febbraio di quest’anno (quando per la prima volta si è parlato di arkeon al Maurizio Costanzo Show) e che dicevano cosa bisognava dire, come bisognava dirlo, e un attimo dopo che non si doveva dire più niente, e un attimo dopo ancora che si doveva dire ai propri studenti di dire alcune cose, e poi che quelle cose le avrebbero dette solo 3 maestri preposti allo scopo ecc. ecc. Quelle email esistono, non sono una leggenda metropolitana.
Prova a scrivere ai GRIS e verifica se hanno accolto con entusiasmo e lacrime di commozione la presentazione del lavoro di questo gruppo (cosa che, mi è stato riferito da fonte certissima, viene raccontato che sia avvenuta). Io gli ho scritto, sono persone gentili, ti risponderanno sicuramente e vedrai che la risposta sarà una sorpresa.

Informatevi
, verificate la veridicità di quello che vi viene raccontato, voi che frequentate questo gruppo e che credete che questo lavoro sia “speciale”, “vero”, "assolutamente valido", "unico".

Informatevi e coltivate IL DUBBIO, perché è proprio il dubbio la chiave per la libertà. Chi vi chiede di non dubitare c’è buona probabilità che vi voglia asservire. E lo scopo sicuramente non ve lo mostrerà di buon grado.

Comunque, tornando a quello che stavo dicendo, non so se avere l’accesso a queste informazioni, allora, quando stavo dentro al gruppo e aderivo totalmente alle “teorie” propagandate dal suo leader (avete mai sentito parlare di affidamento totale al maestro?) avrebbe fatto una differenza.
E non lo potrò mai sapere visto che in quel periodo vivevo totalmente sommersa in queste “teorie” e con la mente impregnata del credo del gruppo, disposta a credere solo al leader, che nella mia mente aveva assunto una valenza quasi super-umana, visto che tutto quello che diceva era per me la “verità”, l’unica possibile verità in un mondo popolato da burattini inconsapevoli. Quello che lui diceva era la verità indiscussa, quello che diceva degli altri era la verità indiscussa, quello che diceva di me e dei miei presunti “processi” era la verità indiscussa…
In realtà, non c’era nessuno che mettesse in discussione questa sua “verità”. I pochi che osavano farlo venivano allontanati dal cerchio con ignominia e prontamente screditati agli occhi del gruppo come persone “perverse”, “in processo”, “arroganti”. (Tante tristi storie ci sono che potrebbero venire raccontate a questo proposito!).

Quando io ho cominciato a dubitare del fatto che quella “verità” fosse assoluta (e ho cominciato a farlo perché, all’interno del gruppo, di cose che stridevano con tutte quelle belle teorie ne avevo viste molte, troppe per i miei gusti), mi guardavo bene dall’esprimerlo perché avevo paura di essere anch’io cacciata via con ignominia. E nel gruppo c’era la persona che più amo su questa terra e avevo paura che uscendone l’avrei perduta (che poi, probabilmente non sarebbe successo perché mio marito mi ama e mi ha sempre amata, nonostante la mia “perversione” continuamente sottolineata o insinuata, certo è che la nostra relazione non ne avrebbe giovato).

Inoltre, non avevo la possibilità di accedere ad alcuna informazione contraria a quelle che avevo all’interno del gruppo (la mia vita si snodava fra seminari-casa-seminari). Ma già esisteva internet. Purtroppo però non c’era questo forum e le esperienze che riporta, gli articoli e le indicazioni su dove andare a trovare le informazioni sulle sette. Nessuno aveva mai neanche insinuato che arkeon potesse essere una setta e io mi sentivo terribilmente sbagliata ad avere pensieri “contrari” a quelli di moda nel gruppo.

Forse, avere avuto allora la possibilità di sapere tutto quello che so oggi, in generale sui meccanismi di coercizione psicologica usati dalle sette e in particolare venire a sapere che c’era qualcuno che la pensava come me riguardo al gruppo in cui stavo e leggerne i motivi, mi avrebbe aiutata a sentirmi meno sola e disperata. Magari non ne sarei comunque uscita subito, ma forse il mio povero e maltrattato dubbio avrebbe preso più forza e consapevolezza di sé.

Per questo mi farebbe piacere che i toni di questo forum fossero un po’ più pacati, meno aggressivi da entrambe le parti e più aperti ad un dialogo costruttivo, ad un racconto delle esperienze e delle motivazioni che possa essere anche uno stimolo, per chi è dentro e pensa che questa sia “la Via” o “il Lavoro”, a mantenersi vigile, a non prendere tutto ciò che sente nel seminario per oro colato e a mantenere ben vivo e in buona salute il suo senso critico. Perché se uno tiene gli occhi aperti, le cose le vede, volente o nolente, soprattutto se qualcuno gliele ha fatte notare in precedenza.

Io comprendo bene e voglio qui esprimere tutta la mia solidarietà alle persone che su questo forum hanno testimoniato la loro sofferenza, so che il dolore e la rabbia che si provano comprendendo quello che è successo non sono semplici da elaborare e digerire.
Ma comprendo anche chi è dentro e pensa che quella sia una via di crescita interiore valida e non si accorge di stare vivendo un’esperienza totalitaria, che, nella mia opinione personale, è ben lungi dal favorire la libertà dell’individuo. O la libertà dal giudizio su se stessi e sugli altri. E vorrei chiedere un po’ di comprensione per queste persone. Non è loro la responsabilità del dolore che viene generato.

Io penso che la responsabilità di chi è dentro sia quella di vedere e la responsabilità di chi è fuori sia quella di condividere ciò che si è visto quando si era dentro, facilitandone così la visione agli altri. E chi si sente aggredito, di solito, si chiude all’aggressore, a meno che non venga psicologicamente manipolato e spinto ad associarsi ad esso.
Emanuela

giovedì 11 giugno 2009

Nessuna diffamazione per Arkeon

Non luogo a procedere perchè il fatto non costituisce reato. Questa è stata la risposta che il GUP Dr.ssa Paola Mureddo ha offerto, venerdì 5 giugno 2009, nel Tribunale di Ancona, al PM Dr. Marco Pucilli, a seguito della richiesta di quest'ultimo di rinvio a giudizio per la Dr.ssa Tinelli, presidente del CeSAP e ad altri due convenuti alla trasmissione di Maurizio Costanzo, Tutte le mattine, del gennaio 2006.

Il fatto contestato era il presunto reato di diffamazione a mezzo stampa e internet, che lo stesso GUP anconetano, come precedentemente aveva sentenziato il suo collega nel novembre scorso, non ha ritenuto essere un reato.

Questa volta la denuncia era stata presentata da un organizzatore dei seminari di Arkeon, nonché membro dello stesso gruppo.