Visualizzazione post con etichetta mass media. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta mass media. Mostra tutti i post

lunedì 13 luglio 2009

proselitismo attraverso i media e il passaparola

Caro Paolo ho letto i suoi interventi e capisco la sua posizione rispetto ad Arkeon.
le mie domande tendevano però ad altro. Cerco di spiegarmi meglio.
Secondo me è lecito informare in modo completo le persone quando proponiamo esperienze. Questo vale per tutto dalla scuola guida ad un eventuale percorso di formazioneprofessionale evidenziando aspetti positivi e negativi.
Se poi faccio del proselitismo attraverso i media (siti internet ad esempio) oltre che con il passaparola non posso evitare che i media si occuperanno di me.
Semino




Come ho gia scritto non sono parte del movimento Arkeon del quale ho conosciuto l’esistenza solo grazie alla televisione.
La sua esistenza è quindi nella mia esperienza di vita personale assolutamente ininfluente, tranne che per il fatto di avere un amico che dall’esperienza di tale movimento ha ricavato più frustrazioni che vantaggi.
Forse questo è un motivo sufficiente per essere contro Arkeon ma non lo è per considerare un idiota chi aderisce a principi che non condivido. Molta pazienza, forse non umana, ma credo che qualsiasi occasione debba essere sfruttata per agganciare quanta più gente possibile soprattutto per chiarire se nel cammino del singolo (non solo del mio amico) prevalgono sofferenze a benefici

Semino


Salve a tutti,
Tengo in modo particolare a precisare ancora, che le mie opinioni, non vogliono sminuire nessuna testimonianza, non intendo mancare di rispetto a chi a veramente a subito, e alla personale esperienza di ciascuno.
Per cui mi scuso con chi si è sentito attaccato. Mi scuso anche personalmente, per gli atteggiamenti di chi ha agito in mala fede, perchè sento mia una parte di responsabilità, poichè io stesso sostengo questo lavoro, e mi sento in parte garante, naturalmente per quello che agisco e vedo.
Buogiorno
Paolo

sabato 4 luglio 2009

Mentalmente liberi



Come uscire da una setta

Sette e culti "estremi" sono oggi in costante crescita. Spesso i metodi utilizzati per reclutare gli adepti possono essere molto pericolosi e sfociare in drammatiche forme di controllo mentale.
Come riconoscere i metodi utilizzati dai culti distruttivi? Come proteggersi da una manipolazione psicologica? In che modo si può aiutare una persona cara a evidenziare concreti rischi di plagio? E ancora, come aiutarla praticamente a uscire da una setta?
Il libro, oltre a raccontare l’appassionante vicenda personale dell’autore che è stato un ex membro di una setta, offre le indicazioni e i consigli utili per intraprendere un faticoso cammino verso una ritrovata libertà.


------------------------------------------------------------

Il libro di Steve Hassan, è un viaggio all'interno di sette e culti distruttivi, un fenomeno poco conosciuto in Italia, anche se, non meno preoccupante.
E' opportuno chiarire subito, che l'autore non vuole in alcun modo mettere in discussione la fede o le credenze che ognuno, sceglie liberamente, ma è sua ferma intenzione mettere a conoscenza i lettori, che esistono culti distruttivi che non rispettano minimamente le idee dei loro fedeli, ma usano tecniche di controllo mentale e di coercizione, per trattenere l'adepto, sfruttando il loro lavoro per far aumentare i guadagni del culto, e di solito di una sola persona che ne è il capo.
Il libro è diviso in tre sezioni, nella prima vengono elencate le diverse categorie, in cui sono divisi i culti:culti religiosi, politici, psicoterapeutici/educazionali, commerciali, i primi sono i più conosciuti e numerosi, e si focalizzano sui dogmi religiosi, i secondi fanno spesso notizia e sono normalmente indicati dai mass media con il termine "estremisti" o di "frangia", questi gruppi sono organizzati attorno a un particolare dogma politico, i terzi gestiscono seminari per centinaia di dollari, e incontri che sono svolti ad accrescere "la consapevolezza" e a favorire "l'illuminazione", gli ultimi credono nel dogma dell'avidità, ingannano e manipolano le persone affinchè lavorino per un misero stipendio o addirittura senza alcun compenso, coltivando la speranza di diventare ricchi.
L'autore tiene a precisare che le vittime preferite dei culti, non sono solo persone ai margini della società, come si è portati a credere, ma in realtà le vittime preferite, sono persone di talento e di successo, infatti le strategie di reclutamento sono personalizzate, e racchiudono quattro tipologie di personalità: pensatori, emotivi, attivi e credenti.
Se una persona viene catalogata come pensatore, il reclutatore utilizza un approccio intellettuale, per esempio mostrando fotografie che ritraggono premi nobel, intervenuti a una conferenza, sponsorizzata dal culto, dando l'impressione che questi luminari ne appogiassero le idee.
Nella seconda parte del libro si spiega il controllo mentale, e si elencano le proprietà che lo caratterizzano, dando una spiegazione dettagliata a ciascun elemento: controllo del comportamento, controllo del pensiero, controllo delle emozioni, controllo delle informazioni.
Nella terza ed ultima parte l'autore riporta diversi suoi casi, dove usa il metodo non coercitivo per far uscire gli adepti da un culto, spiegandone i metodi di base, che l'exit counselor (terapeuta specializzato nel recupero e la riabilitazione di ex adepti) deve utilizzare.
Il libro è scritto in un linguaggio semplice e scorrevole, per un pubblico non specialistico, che accompagna il lettore nelle varie fasi delle tecniche di controllo mentale, scritto da un ex dirigente di una setta, il libro degli Avverbi, è assolutamente da leggere e da consigliare a tutti gli amici.
recensione: Dario Sidoti


Autore del Libro: Steven Hassan
Editore: Avverbi
Genere: problemi e servizi sociali
Argomento: sette
Collana: Scientificamente
Pagine: 230
Data pubblicazione: 1999

Articoli :: Culti distruttivi :: La Voce Scettica 2