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giovedì 12 novembre 2009

Le dolci novelle di Arkeon

Riporto questo post dal forum del Cesap risalente al 2006 quando il sito ufficiale di Arkeon non era ancora stato chiuso dalla Polizia di Stato.




Come c'era da aspettarsi, gli abitanti di Arkeon hanno risposto al richiamo del Grande Capo (vedi circolare del direttivo tra i downloads del nostro sito).
Le belle storie sono giunte all'Ufficio Stampa, come richiesto. Qui sono state spolverate, ben messe, lustrate al punto giusto ed infine messe on line nel sito ufficiale di Arkeon.
Beh di osservazioni interessanti da fare ce ne sarebbero tante.
Intanto i più non riferiscono di essere Maestri di tale tribù e non semplici allievi.
Altri non riferiscono di essere parenti di parenti e amici di amici.
Molti sbagliano sostenendo di appartenenre ad Arkeon da innumerevoli anni, pur sapendo che Arkeon è un giovane fanciullino di quasi 6 anni ...
Insomma, la cosa più sconcertante è che un'associazione per promuovere se stessa utilizza esclusivamente testimonianze bell'impostate e non dispone spazi al suo interno per dibattiti reali, per confronti con dubbi e perplessità di umana fattenza. Viste come sono le cose, pensate che l'immagine che ne viene fuori sia credibile?
Altra osservazione: lo saprà mai la giovane 22enne neolaureata che sino a che non è iscritta ad un albo professionale non può definirsi psicologa?
E gli psicologi che si ritengono tali, iscritti all'albo e divenuti Maestri di Arkeon, che qui ci hanno magnificato della loro esperienza, lo sapranno che l'Art. 8 del codice deontologico degli Psicologi vieta allo psicologo di utilizzare il proprio titolo professionale per avallare con esso attività ingannevoli od abusive?

Lorita



NON SI ENTRA IN UNA SETTA,

SI E' TRAVOLTI DA UN MOVIMENTO

LE CUI STRUTTURE MANIPOLATRICI

SONO STATE ACCURATAMENTE PREPARATE.

Bernard Fillaire


tritri

martedì 1 settembre 2009

Arkeon e gli abiti cuciti in serie



Pur rispettando dal punto di vista umano il dolore espresso dai due sostenitori di Arkeon, ci terrei a fare delle osservazioni, che in questo contesto mi sembrano necessarie.
Intanto, onde evitare falsi messaggi, vorrei precisare che Arkeon non è nè una medicina nè un percorso psicoterapico riconosciuto. Purtroppo mi è doveroso affermarlo proprio perchè sono stata testimone indiretta di suicidi e di peggioramenti di alcune patologie a seguito dell'adesione a questo gruppo, da parte di chi l'ha conosciuto e pensato come una panacea ai propri problemi.

Altra osservazione è che, ripetendo la frase della signora Milena, mi aspettavo delle testimonianze alla Mulino Bianco, specie a seguito anche della comunicazione fatta dallo stesso ufficio stampa di Arkeon e che è stata inviata a studenti di Arkeon e Arkido in questi giorni. E stranamente anche alla nostra sede! Così come suggerito dalla breve comunicazione ad essa allegata, l'abbiamo inserita tra i nostro downloads, in modo da renderne possibile la visione a chi ne avesse interesse.
In tale comunicazione Arkeon si premura di incoraggiare i suoi associati a scrivere testimonianze 'diverse da quelle presentate in studio' ( e si riferisce alle puntate della trasmissione Tutte le mattine, in cui si è parlato di questo gruppo) e ad inviarle all'ufficio stampa dell'associazione stessa, che avrebbe provveduto a sistemarle nel proprio sito.
Inoltre si ringraziano le testimonianze 'spontanee' arrivate in redazione. Stranamente questa 'spontaneità' non è stata colta neppure dallo stesso Costanzo, che in trasmissione ha ribadito che sono giunte diverse email a favore del gruppo, tutte scritte secondo uno stesso clichè e solo da Maestri. Piccolo particolare forse di scarsa importanza!?
Il clichè che fa riflettere è proprio quello in cui il racconto della propria esistenza è scandito da un prima e un dopo. Un prima nefasto e un dopo meraviglioso. Un contrasto netto dovuto all'incontro con un'esperienza così entusiasmante, come quella del gruppo o di uno dei leader. Il tutto rende davvero poco credibile l'efficacia di un metodo di cura o di evoluzione spirituale o di qualsiasi altra natura esso sia.
Inoltre per rispondere al collega, proprio perchè tale, dovrebbe maggiormente porsi in ascolto delle persone che hanno un vissuto negativo in relazione a questa esperienza. Un bravo terapeuta o counselor o qualsivoglia, dovrebbe essere come un sarto che confeziona capi su misura e non ad un commerciante che vende abiti in serie.
Lorita

lunedì 15 giugno 2009

L’omosessualità non è una malattia

Mio marito, uscito con me da arkeon da più di un anno, ha incontrato di recente una coppia di frequentatori . Parlando del forum si è sentito dire"ogni volta che qualcuno ha parlato bene di arkeon sul forum è stato massacrato" e la reazione immediata è stata di difesa del forum stesso dicendo che questo non è vero.Mi dispiace invece constatare che questo in parte accade, vista la reazione che c'è stata al post di Riccardo.Non che io condivida la sua posizione, dato che non faccio più parte del gruppo, ma so per esperienza che smontare in modo sistematico le affermazioni positive non serve a nessuno. Io ho preferito leggere le storie di chi ha avuto esperienze negative perchè leggerle mi ha permesso di rielaborare e conprendere quanto ho vissuto in prima persona.In queste storie io non vedo bisogno di comprensione o conforto (peraltro dovuto) ma l'offerta di uno spazio di chiarezza e di identificazione che ha aiutato me ed altri ad uscire dalla confusione e dall'incertezza.
Le testimonianze positive mi aiutano a ricordare che anche io ho ragionato così e che avrei difeso forse in modo ancora più accanito gli stessi punti di vista e so che sarebbe stato totalmente inutile tentare di convincermi del contrario.E' stata la mia esperienza a portarmi a lasciare arkeon ed il testimoniarla spero possa aiutare altri.
Un' ultima precisazione: per la comunità scientifica e per la società civile l'omosessualità non è una malattia.Non penso che possa esistere un'omosessuale migliore o peggiore, ma solo una gamma di orientamenti sessuali che sono soggettivi e non opinabili! Trovo veramente irrispettoso parlare di guarigione dall'omosessualità, perche non è possibile dire alle persone come devono amare e che forma debba prendere il loro amore.

Manu