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venerdì 7 maggio 2010

Una mamma chiede spiegazioni..

E naturalmente non ha ricevuto risposta…

Gentili signori, leggo con molto interesse le belle parole che avete usato per descrivere la vostra esperienza. Non dico di non crederci, ma sono ormai una settantenne disincantata e le favole alla 'mulino bianco' non mi convincono più. Pensate che ormai non compro più neppure i prodotti scontati dei supermerkati.
Visto che i due signori hanno fatto questa bella esperienza, vorrei che loro mi chiarissero un pò alcuni punti sull'esperienza fatta nello stesso gruppo da mio figlio.
Come mai non torna mai dai seminari felice e contento, ma se può viene a casa a sputarmi addosso tutto il suo rancore? Come mai si è allontanato dalla sua famiglia, solo dopo vari tentativi di portarci a frequentare i suoi seminari e davanti ai nostri ripetuti no?
Come mai va sempre in giro come un cane rabbioso? Come mai il suo Maestro l'ha convinto ad andare a fare l'elemosina per risolvere un suo problema? Come mai ha acceso un mutuo non per comprarsi una casa, ma per frequentare un seminario per diventare maestro a sua volta? Come mai appena ha un problema fisico si rivolge dal suo maestro che non è nè medico nè altro?Potrei raccontarvi altre cose, ma mi basta soffermarmi su questo ora.
Milena

giovedì 8 ottobre 2009

Pseudo-setta, va a processo l'Arkeon

10.000 adepti in tutta Italia
Il gup di Bari rinvia a giudizio dieci persone. Alcuni truffati avevano denunciato al «Maurizio Costanzo show»

BARI - Il gup del tribunale di Bari Marco Guida ha rinviato a giudizio dieci delle undici persone coinvolte nell’inchiesta sul «metodo Arkeon». La posizione dell’undicesimo indagato è stata stralciata. Si tratta - secondo l’accusa - di una sorta di «psico-setta» che, utilizzando tecniche vagamente ispirate alle filosofie orientali del Reiki, in dieci anni sarebbe riuscita a raccogliere 10.000 adepti in tutta Italia e a truffare molte persone, obbligandole a partecipare a costosi seminari, dicendo loro che sarebbero guarite da tumori, aids o infertilità, oppure da problemi spirituali.

LE ACCUSE - Nell’indagine vengono contestati i reati di associazione per delinquere, truffa, esercizio abusivo della professione medica, violenza privata, maltrattamenti di minori e incapacità procurata da violenza. I fatti si riferiscono al periodo compreso tra il 1999 e il 2008. Per partecipare ai seminari di Arkeon, il costo minimo si aggirava sui 260 euro e arrivava, a mano a mano che si passava di livello, a 15.000 euro. Ma una coppia del nord Italia, che cercava di risolvere la propria crisi matrimoniale, ha detto alla polizia di avere pagato 100.000 euro, così come una donna che credeva di aver subito violenza sessuale nel passato.

SEDICENTE PSICOLOGO RESIDENTE A MILANO - Va alla sbarra anche il capo dell'organizzazione, Vito Carlo Moccia, di 57 anni, di Noicattaro e residente a Milano, che diceva di essere psicologo ma non ne aveva i titoli e che, secondo l’inchiesta del sostituto procuratore Francesco Bretone, era il capo dell’associazione criminale. Nei seminari - sostiene il pm - Moccia faceva fare esercizi terapici che portavano alla spersonalizzazione e all’accettazione di qualsiasi indicazione venisse dal «maestro». Tra gli esercizi richiesti c’era quello di travestirsi e andare a chiedere l’elemosina per strada o sottoporsi all’esercizio del «no limits», durante il quale, secondo le denunce presentate, alcune vittime sarebbero state indotte a credere di avere subito abusi sessuali quando erano minorenni. Alcuni ragazzini inoltre, sarebbero stati costretti ad assistere a episodi di forte impatto emotivo: un bimbo di dieci anni vide la mamma picchiare l’ex convivente, un diciassettenne conobbe particolari sulla vita sessuale del padre. Secondo l’accusa, il gruppo riusciva a creare una dipendenza psicologica inducendo le vittime a partecipare in maniera costante ai seminari.

LE PRATICHE - «Tutti in piedi che camminano in una stanza con musica new age di sottofondo. Al segnale del «maestro» si fermano di fronte ad un adepto a caso fissandolo negli occhi. Poi il maestro ordina di ripetere alla persona difronte "Io ho fiducia in te, ti offro io mio amore" e l’altro deve rispondere "Io ho un segreto che non ho mai detto a nessuno"». E’ uno degli inquietanti passaggi contenuti nelle carte dell’inchiesta che ha smascherato la setta

DENUNCIA IN TV - Le indagini sono partite nel 2006 dopo che alcuni ex seguaci del gruppo avevano partecipato alle trasmissioni televisive «Tutte le mattine» di Maurizio Costanzo e «Mi manda Raitre» condotta da Andrea Vianello.




29 settembre 2009(ultima modifica: 30 settembre 2009)

giovedì 1 ottobre 2009

Metodo Arkeon, dieci persone rinviate a giudizio

29 settembre 2009
Mente dell'organizzazione un 57enne di Noicattaro residente a Milano

Seminari costosi e pratiche di spersonalizzazione: queste le ricette per guarire da problemi di salute

Sono dieci le persone rinviate a giudizio dal gup di Bari, Marco Guida, coinvolte nell’inchiesta sul metodo Arkeon: una sorta di psicosetta diffusa in tutta Italia e che, in poco meno di dieci anni, ha raccolto migliaia di adepti in ogni parte della penisola. Un anno fa furono iscritte nel registro degli indagati undici persone. Ora solo la posizione di una queste è stata stralciata.

Ai dieci rinviati a giudizio vengono contestati i reati di associazione per delinquere, truffa, esercizio abusivo della professione medica, violenza privata, maltrattamenti di minori e incapacità procurata da violenza. Come già scritto un anno fa da queste colonne, le persone che entravano a far parte di questa setta erano, in prevalenza, colpite da problemi di salute o di natura affettiva. Secondo alcune testimonianze, pare che coloro i quali decidevano di avvicinarsi al metodo Arkeon venivano plagiati e invogliati a partecipare ad un ciclo di seminari, il cui costo partiva da 260 euro. Poi, man mano che si scalavano i livelli di approfondimento, le cifre crescevano fino a raggiungere quote vicine ai 15mila euro.

Tra le persone rinviate a giudizio c’è anche la mente operativa del metodo Arkeon, Vito Carlo Moccia, 57enne di Noicattaro e residente a Milano. Lui diceva di svolgere la professione di psicologo pur non avendo alcun tipo di abilitazione. Moccia, sostiene il pubblico ministero inquirente, faceva compiere agli adepti esercizi terapici che, in maniera graduale, conducevano verso una vera e propria spersonalizzazione di sé. Una tecnica pare fosse quella del “no limits”, per la quale le vittime erano costrette a credere di di avere subito abusi sessuali quando erano minorenni. In alcuni casi, infine, veniva prescritto l’obbligo di travestirsi da clochard per chiedere l’elemosina per la strade.

Antonio Scotti

giovedì 26 marzo 2009

ho sentito più volte...

ho sentito più volte il maestro dire, durante i seminari, che bisogna stare attenti ai gesti caritatevoli e generosi che si fanno agli altri perché le motivazioni che stanno dietro a questi gesti potrebbero essere “perverse” e generare “debiti di gratitudine” che tengono gli altri legati a chi gli fa una gentilezza “senza che sia chiaro lo scambio”.
Questo non è del tutto sbagliato perché ritengo che un gesto caritatevole e generoso debba essere dettato da sincero e disinteressato amore verso il prossimo e non diventare strumento per generare debiti di riconoscenza, ma credo anche che in molti casi il piacere di farlo basti a se stesso e che quindi non ci si debba più di tanto arrovellare per trovare motivazioni circa lo “scambio”.
Ho sentito però profferire dal maestro alcune parole che ritengo non contribuiscano granchè a creare, negli appartenenti al gruppo, un sentimento di sincera compassione nei confronti del prossimo. Mi riferisco alle affermazioni più volte udite riguardo al fare la carità ai questuanti. Il maestro ha più volte detto che è inutile fare l’elemosina, in quanto chi la chiede odia comunque gli altri, sia che essi gli offrano l’obolo, sia che essi non gli diano niente.
Devo dire, per quanto mi riguarda, che questa affermazione mi aveva per un po’ effettivamente condizionato e avevo cominciato a guardare con sospetto i questuanti.
Mi chiedo, allora, quale può mai essere lo scopo dell’esercizio che viene fatto fare a chi partecipa al lavoro chiamato “The business of you” in cui le persone vengono spinte a chiedere la carità agli angoli delle strade….
Ma questi son dettagli.
Quello che invece ho visto in certe persone, è stato il diminuire i gesti di spontanea generosità per “paura” che vi fossero sotto secondi fini e applicare a loro stessi una sospettosità circa le loro reali intenzioni pari a quella che applicavano ai regali ricevuti dagli altri.
Vi sono certo cose più gravi e quello che racconto può sembrare un dettaglio superficiale, ma, secondo l’esperienza che ne ho avuto, questo atteggiamento mentale non contribuisce a creare uno stato interiore tranquillo in quanto, bloccare costantemente gli slanci di spontanea generosità che la maggior parte delle persone sente (per fortuna), per analizzare se sotto c’è una propria parte perversa ecc. determina, alla lunga, una condizione di stress interiore che non aiuta a vivere sereni.

Tiresia
- continua -